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Ducad Sora, Marches di ignota, de consi-glio Re Catholico, duo Capitan generale delle genti d'Arme di Lombardia mio Signores patrone singolarissimo.
Vita , topere . pallioni di Gregorio xij. di felicissima m moria inurno tali Illustrissimo, Ecce entissmo Signore che'u volte miser mirare in Hetro per tornarmi, s lasciar questam es tanto ardua, s dilficile dubbis, che lamiapenna non desse loro pluas Ombra, che chiare a Luna. INJndimen mi cadde elpensis ot ro, chesi Pittoriper Eccestenti, chesiano perche nonpossono colpennesio oe copiis vivi colori, che laterra produca, SQ arte assini dimostra plena- mente una secimento de Sole collisue marist, s in
finite operationi a vaghHS de Cielo vestito di Stesie, si attreio se mirabili desta motura,si rei assero a dipingere: sic me non visaria lapit tu-
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ra,cos parimente non visariano ques,cheserius s-r,le Vite de Princi i se ad Eniper itione doues sero occare a vivo, s rvpresentare quasi attu- almente te loro altionisndes mancarianogli huomini non solo di queste due arti celebri o necessarie, maciesta memoria de alti preelaridi tanti Heroi ciam Uinto, s ouernato ii mondo Cessens pio de quali,nonso pronagli animigener adimitarii, ma etiamdio Uuperarii per configuir mag-gior grad, honore, e di gloriae Rimediosio veramente di incereia perfidia delia morte, scietiem po Per i che ho voluto piu tono mostrare almon
tione dest'arte in dis nare se ben con nuouo modo, otio elo di Emblemi breuemente lapita, sfattici glorios Principe, che occulta lassitione , tossemano, eidesiderio, cio disruir a P. E.
a cui erche e conuieneper obligo, spem n altro
si degni riceueria consuestagrande id animo , ch'alia magnanimita a conuiene , cheia me eflata atta,s choragii lapresento a curato, che loseudo dellassa protet tione lasaragisscura dii Canini morside detratiori in o adultimeparti desta terra e la doue ii Santissimo nome di Gregorio λυι
uo .s venerato ancora. Et est vien tardi Dori,
ne dia a colpa a que che circa i ne dest altrimia scristagia molti anni sono, te diceuo e La quale ha-
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ne neper non tediaria qui et principio Maiadendole dubbio alauno si come factimente potria auuenire per sergit Emblemi oscuri, scillisin, ancora,ch asta chiarer o dest j egno et versuo non si a scura cosa veruna, pu,ricorrere a questa oues coperto parte demenso psu occulto di quene fatiche,s desiimia volunt, quale, pari aldesiderio hauesset oro te lepresentarisbe auantrcon piu chlaro testimonio, che questo non e,denssa sincerita, s perseveranetba. Consueso edes riserenca, spriego da nomo Signor Dio fel, cita compita . di Roma li XIII. disti no
Seuotisi s obligatis Semidore.
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M ASSIMO. diuina aesta meatissimo ad re
doppo la creatione di tutae te cose, creando Thuomo molio pili nobile deli' attre creature corpore e a sua similitudine quasi Epilogo,&. Ritratiodi questa gran Machina, ii die de I'es sere,il senti con quelle, q'intendere con gli'Angeli acciti, che contemplando la grandeZZa,ωbonta sua infinita, non solo gli fossero 'alire cosse qualisi pro duite come a Principe & imaggiormentemello stato della innocenZa soggette,&adigni
sua volonta,& cen o obedienti,ma in certo modo naturali Ammaestratici,&muti oratori per Ottim amente Uiuere; pol, che si v ede apertamentem elle Bestie,melle Piante &neli attre Creature tanta Virili ched'huomo non solo non polrebbe senZ quelle nudrire ii corpo ma nescosi facil-'mente ri empirobbe 'animo de viui est empi, morali am . maestramenti, cometa da loro apprendendoli. Onde au- uenne forsi cheali'hu omini comincia rono 1 trouar l'Ar-
me, gli'Emblemi, est Impresse; seruendo si di corpo , hQ'Animale,o distata, d'altra costa artificiale; a fine di cosi hono, rare,& distinguere te famigite: o pur di mostra altrui come 1 sotio velo,&ombra,le intentioni,& occulti desideri deli'alnimo loro Tra queste, it felicissi Drago In segna di V. B. . leno de tanti,Mmerauigliosi misteri, ,ha partori tomelisio
