Statuta et prouisiones ducales terræ Coneglani cum additione tertij libri constitutionum, & litterarum ducalium, & cum repertorio, & indice omnium rerum, & materiarum contentarum in volumine

발행: 1610년

분량: 274페이지

출처: archive.org

분류: 그리스도교

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vale vano quando gli furon, tol , & conoscendo la veritali deui Rettoridebbino subito reai, & personat far restituit Jl sopia piu delle deue possessioni, &fargsi restituitur riittili usustulti jelle deite possessioni dςl sopraptu Et similaismedelli vim, istinenti, segale, boni, caualli, panni, & ogn'alixa eosa, ct ς lasse stata data a tertii di per piud et debito, &dessa giustitia gli haueffero. eduli, quello firaestitutardi festo reat, dipe sonat ac io,che h. uestero comptat acci aenelle nostre Terre, Villaggi non si sacci notu usure. de magnarie per tali usurari, &huomini in stiratidallo sUrbui diabolico contra rhonor di Dio, & della Signoria nostra. . . . Dec Harando, che di quelluche conoscerasam linostriRetiori, nole possi effereappellatione alcuna per detri usurari, accioche si post oeci hin nrnon si anosissimi, subitosia mandato adesietto quanto satantio condan nati perii detu nostri Reuori. m tb :: Cr

Stamiano esser estinae te controuerse, & lici, quando laseatem ueri 9 initive erano vite perii nostri Consi gli de in arant ,

latasato,de immediatehaumano la sua debita essecutione, occondicione Istano te sententie volomarie, & quelle che,dami satis volontatio dalii sententia ii. erano laudate,& simit mente te sentensite arbitrarie nixe more Veneto,& in appellabilitet, ordinarie rati ficate . api: presente essendo introduxta una pessima corruitella,che dapoi laudate te sementie per ii nostri Consi gli& similmentenelli auri casiέ ut supra;quando tal sententie si debbono mandaradessecutionsio ome e justo. & conueniente, ii sentetiati si ponena

ad interditim & con questo facillimo modo sejedeno, che taI-tentie laudate per li Cons gli, ouem da loro sententiati appres at di debitamente rati scate, non hantio la debita sua essecution , de questo quante volte sono laudate; talmise,che sempre,che Vno puluero bada sarcon persone potenti, che vogitono malignare, son costrettedali impotentia, ero abbandonare, di cedere te giustis s me ragion site, oum 6 astretii dalla necessita accordars, con gra dissimo dgnno,& interesse,perheueadynecessario Prouedere ala cli inconuenienti L au

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L andara Parte,che salue,& reseruate ruite te Leggi, & ordini a questo non repugnante, & precipue te Leggi circa sa in apellabilita di comprometsi, & sententie arbitrarie, sempreche sara laudata al- cuna sententia per ii nostri Cons gli, immediate la si possi mandar

ad effectitione, non potendo aliquo modo esser suspes a . Ma perche potria occorrer, cheda pol laudate te sententie, ii sentεtiati trouassero qualchestrittura,ouer altro, che prima non hau e- uano che sorsi hauendole, non haveriano persa lacausa, ilche perbrarissime volte occorrci lisia in questo caso licito diponersi ad interditio, ouero per incarceration dimandar per noua dedulta ta-glio deditte sententie. No potendo perb hauer beneficio alc uno di suspensione, accib non seguino piu li ditti inconuenienti. Et a similconditione fiano te sententie tolle di volonta,& etiam quelle, cheis dapoi facie sono dalli sententiati volontariamente laudate, te qualisiano immediate essequite, si come lasseno per li Consigii predi γti laudate. li medesimo s'intenda delle senten Ee arbitrarie ratifieade,come di sopra e dec hiarim Et a questo modo tuiti sarano certi,che intrittili casi predi tricolis uiranno quanto per esse sentenisti e sera stato terminato, &dechiarito,senta poter piu indebita me. te effer nel Palaato vetadi &ili sententiati, vedendo esserit tollo ilmer odi poterimpediria essecutione deditte sententie cesserannodi tali sue operationi,& si satisfara alia giustitia, la quat attribuis ad Ogn' v no queilo ch'e suo ,& non permette, che alc uno si a ingiuis

stamente vesiado. Et la presente Parte sia postanelli Capitulari dilutti li Offici j,cosidi San Marco,come di Mallo, &delli Auogadori di comun; accib la si a inuiolabiimente essequita,& osseruata

AD remouendum omne dubium in futurum, utque restet cireca hoc prouisum de tali, & ita clara prouisione, q non egeat, aliqua interpretatione, vel declaratione, auctoritate huius Consilii captum, & prouisum sit, Quod de caetero occurrente casu. quhd aliquis detineretur, vel sepra semet carceribus nostris pro aliquo casus

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su , possit ille talis intromitti , & puniri pro alijs excessibus criminalibus ; non intelligendo de illis, qui sub' saluo conductu obtento se praesentarent carceribus, quibus obseruetur serma salui coductus.

E' Introdotio, chealcuni Rettori nostri di suori,& Magistratidiquesta Citia alle volae sanno sententie contra alcuno, condε- nandolo in prigione, Galea, b altra pena corporale, o uerame nie in loco deste predette pene, in pagar qualchesu made danari: Et aute volte sanno sentetie in danari, e in altra pena corporale insieme, con reseruatione di gratia: talmente chemollipoueri,per suggiri aprigione, b alauna pena corporale,sono astretii a domadar gratia,che gli uten falladella pena eorporale, con pagarii denari, se bentosanno con grandissimo intereri suoci si che douendosi prouederper beneficio delli sedditi nostri .i ' i Landara Parte, che non si posti pia per alcun Rettor nostro, nE. Magistrato di questa Citta, far alcuna sententia, b conditione,perta quat si codami alcuno in bando, lea,prigione, b in stra pena corporale, o veramente in tuom delle predetis pene, in summa- alauna di danari. che concinni alcuno in danari,&in bando, prigione,galea,baltrapena corporale insteme,con reseruatione digratia; ma debbano sar tal sententie sue, si come per giustitia si parera,b in danari solamete,d veramente in alcune pene corporali lolamente, secondo li rasi che occorrerino. Accioche quelli, che si sentisiero aggravati, & che si possino appellare ρ te Leggi nostre, pos sno in rappellatione andar alli Giudiciin Civili,d Criminati,secS dola quali adclle sententie, chesaranno fati ,. Non s'intendendo pero, quando paresse alli Giudici di fare, che alcuno ossese sufferesatto di qualche suo danno,per quanto importasse ii dano,siclitaeon pena pecuniaria, no si polsi accompagnar pena corporale, conreseruatione di gratia . t L,Li

Et appellandosialaunodasse sententie delli predetti Rettori, &Magistrati, non si possino essequire detre sententie, se non dot glorati donota inquesta Citia, & giorni quindici in Terraserma,&da

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da Mare detro dat Colibdoi mesii, & fuori dei Colso mesi quattro,accioche'l condεnato habbi tempodi poter andarat Giudice deurappellationia. Et essendo assolio alcuno accusato, non si a as retto a pagar spesealcune, socio pena di priuation delli suoi officij a tutati quelli, che participassero di tal spese,. - r. Eccettuando te conden nationi, che si facessero in essecution de proclami,che deuedano ii portardelle Armi, tequali si possinope mutar con danari, non douendo perb di essi, ii Rettori hauerne au

cuna parte . .

h Et ogni Sententia,& Atto,chesi secesse contra rordine presente, sia di nium valore ; & li Capi di questo Consi glio, d li Auogad ri dicomuria, alii quali sera laeta laconscientia, debbano ea gliaria. senzaaleun soasi glis, sotio debitodi sacramento. Et la copia della presente Parte sia mandata alli Rettori nostri. Et posta nelle com mission sileo, & etiam nelli Capitulari delli Osficu di questa Citta, accioche li sia data Ia debita essecutiom.

-' Tuouandosi persone da certo tempo in qua di si trista,'&t, pessima conscientia,che postposto it timor di Dio,&lacarita dei prosiimo,s'imaginano di veder vn sondo due,tre, & quatim volte, quello tolendo subito indrio ad affitio dat comprador, talmete,che lono state scoperte persone,quali d'una istessa cola hano pagato tre,& quattro annuarassitti a diuersi patroni separatament che uno non sapeua detraltro,di modo che manifestata tale intol rabile scelerita, li heni rimangono at primo comprador, & li post riori, con sito grauedan & interesse, perdono li suoi danari; & douendosi sopra cib hauer quella consideratione,che B bisegno ricer-m, Eda opportunamente prouederi Perb- L'andera Parte, che de caeterose si attrouaraalcuno, che habbia ardimento dicommetier tal fraude,&detestanda operatione,di veder alauna cosa piud'una sol volta, si in questa Citta nostra,com . iis ogni altra Citia, & luogo nostro da Terra, & da Mare,) debbaoquel tale,ouer tali,possendosi hauer nelle λαα, immediate cono, sciuita

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Σ3 scilitata verita, star unanno in prigion serrato, & pagar lire treeeuto di piccoli, da esser ditiise per mita ali accusador,& Rettor che fa . raressecutione, . Pol compito ranno della prigion, sia badito per anni scite di quella Citta, & Territorio,doue se ra rhabitarion& etiam doue saranno libent venduli.' Se vera mente sera absente, citato peris,& proclamato) sia ban-dito per anni quindese,come e deito, & li suo i beni sano obligati allelire trecento da es er diuise ut supra . IEt questa essecutione, i questa Citta nostra, si a commessa ali Officio de' Cataueri, ii quali, solio debitodi sacramento, occorrendo similcasi sano obligati ad unguem offeruaria,sen Za alcuna gratia,dono,& remissione. Et nesti altri luoghi di suora alli Rettori no ibi, ii quali subitolauutu notitia debbano ad instanaa Soga' uno faria publicari, dc pot

c tuti, perobo dies ante exitivn sui giminis, nullam possint serre sententiam de maleficijs,&Omnis datis, nec de iniurij, nec etiam in Civilibus,&si lata fuerit senteria ipso iure sitnulla, & nul lius valoris, vel vigoris. Et mandetur Advocatoribus, & Auditoriabus,qubd dictum ordinem obseruare debeant,'obseruari faciant in omnibus subditis nostris.

CVm a lege confirmata per istud Consilium super sententijslati S in Arrengo,a quibus non potest appellari,secuta sit una cosuetudb valde periculosa , & danosa Ciuibus, qui possessiones suas afficiat aliis, quoniam si pro turbata possessione aliquis dator dam ni condem natur in Arrengo pro dam no dato,illa sententia non cruuertitur solum in persona illius, qui dedit danum,sed reuertitur tria dominum possessisenis, qui pro tali sentetia perdit partem suae prinprietatiS,

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ADDITARUM.

Myprietatis, & aliquando totam: Et vigore ordinis Arregi Auditores non possunt audire dominum possessionis, quoniam in Ariago pu- , blicata est , sicut nunc occurrit Haeremitis de Lispia de Paduata, qui supplicant exaudiri. Et quia intentio huius Consi iij suit, quod a sen, tentijs Criminalibus in Arrengo datis, & de damno violenter illato non possint appellari, sed bene de proprietate, , necessarium est dictum ordinem in hoc puncto corrigere, et Idcirco. Vadit Pars,qubd si pro turbata possessione aliquis suerit conde, natus in Arrengo, illa condemnatio intelligatur pro quantitate, & qualitate damni dati,& in persona hominis, vel hominu, qui damnum dederunt. Si autem super proprietate possessionis respectu dani dati, fieret iudicium, possit per Auditores audiri non obstante, Arrengo,quoniam inferre damnum, & vim in possessionem alicuius praesumptuosh,& sine licentia est climinale, & ad Arrengu spm stat: hidicare autem de proprietate possessionis, ciuile est, & appellabile. Et ad istam conditionem sit causa Haeremitarum de Lispia, de Padua. similiter alij, qui essent ad istam conditionem.

E' Sta per Ogni tempo perii progenitori nostri sec5dole essigen

tie per legge prouisto, e statuito quanto si conuiene alla Giustitia,& alia dignita dei stato nostro, e non si trouando legge alcunx, che proueda ad uno pernitiosissimo inconueniente, che non sol

mente Edannoso alla ragion des priuati, ma offende etiam la dignita dei stato nostro, che li Cittadini,& sedditi nostri siano di tanta temeriti, che li basti ranimo impetrar giudici Ecclesiastici nelle cauis Ciuili,la cognitione delle quali asperea es Foro,& Giudice Secolare, & con tal meti indiretii citar in Corte di Roma li suoi contrauersanti, ouerdanantiit giuditio de' nostri Giudici Laicia cogno. scere sopra talcause,delche molle quereleat conspetiodella Signoria nostra , &delli Auogadori nostri di comun si sentinor nEEda Epportare per alcian modo, che tali andamenti vadano impunitimae da prouedere di opportuno rimedio. Perb. O bl

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36 CONSTIT. DUCALIUM

Uandara Parteta, chenonsa alcuno Genti rhuomo, Cittadino, - ouer suddito nostro b altra persona, sia di che qualita S conditi ne si voglia, che ardisca, ouero presuma per alcun modo, & sorma, ouero ingegno per se,b altri directe , vel indirecte otienir,-imp . trar in Corte di Roma,nὸ d'alcun altro Prelator uia di breue, b d es tra concession alcun Giudice Ecclesiastico in causa alcuna spetiante at Foro Semlare, che vertisse, ouero vertir potesse dauati ii Ci . dici nostri Laici di questa Citta, Rettori di suora, b altri lusdicenti, alliquali apparienisse tal causa, ouercausea giudicateia, nec aliquo modo placitarie cause a tal Foro spetiati, ne ii cotrauersanti in Corte di Roma, ne dauanti ii altri Giudici Ecclesiastici citar, n al F ro Ecclesiastico desurre solio pena alli contrafacieti di esser immediate caduti di tuita,& cadauna ragion in tal causa, ouero causeh

uessero,b hauer potessero,& di essilio perpetuo di V inetia,& dei di Bretto,ouero di quella Terra, & luoghi di queli impetrante Citi ino, &di pagare per cada contrafaciente Ducati dugeto d oro alii Megadori nostri di comun,alli quali sacommessala essecuti ne della presente Parte da effer per loro,& cadaun di loro fatia senis xa alcun consigito appresta li prefati Auogadori. Et si Rettori dilaora habbino lamedesima auitorita per li Cittadini,d altri solio lagiurisditrione suM.

ΙNtroducta est qusdam pessima, & enormissima consuetudo per

nonnullos subditos nostros, tam in hac Ciuitate nostra,quam in Terris, & locis nostri Domini j, quod adhuc pendente iudicio non deciso, & ad hoc ut altera pars succumbat, & in longum litigium , laboribusque,& expensis, fatigentur de re,de qua incoactum est iu 'dicium,siue sint stabilia, siue mobilia, faciunt instrumenta potetiori pecunij amicitijs,& parentelis, &saepissime propter hoc faciut Iudices,ubi talia deuoluuntur vacillare, & aliquado proferunt sententias iniquas,ad graue damnum, de iacturam alicuius partis,&c5tra honorem Dei,& Dominij nostri,ad quod poenitus est prouiden

Vadit

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vadit Pars,qubd de caetero non liceat, nec licitum si alicui personae, cuiusuis gradus, sortis,& condictionis existat, pendente iudicio de aliqua re stabili, vel mobili, de ea re facere alteri personae instrumeta publica, vel priuata, aut alterius maneriei, vel patui rideca; & hoc in poena cadendo ab omni suo iure, quod habuerit in tali

re alienata,seu patuita,quae omnia ipso iure intelligatur esse acquisita per alteram partemta. Et ultra cadat ad poenam Ducatoru 3oo. quorum medietas sit accusatoris, si habuerit interesse. , & quarta pars veniat in Dominium nostrum, reliqua quarta pars sit Advocatorum nostri communis. Et tale instrumentum, seu pactum, cum omnibus inde sequutis, sit nullius efficaciae, roboris, & momenti. ει teneantur Rectores de extra, quicquid sequu tu fuerit occasion . praedicta, retractare. Et madetur Ad uocatoribus, quatenus prisentem Partem observent, faciatq; inuiolabiliter obseruari, & habeat locum per totum Dominium nostrum. & addatur in Capitulari.

-noas' mer in si,nὶ compraritae, Sicose litigiose, tamen da certo cempo in qua sono molli, non stimando ranima sua,'appreciadoi honor,& mancoli ordini, & Leggi nostre,che publica mente co-pranothe, si cose litigiose, & assiameno te cause in si, dado a coloro dichi seno,quella parte ii pare; o veramente sanno patio insieme, di spender loro in te lite,& faticarsi,c6 hauer parie detracquistam; Guero anno patio di diffender la lite,& diffinita quella hauere untamo, ches chlama, paetiam de quota litis: sacendolo & a bocca, fit inseritii ta, cose in vero contra renidouer, & giustitia, & contra xlhen viuer,& danosa alli Cittadini,& sedditi nostri, alche essendo da proueder, Uandara Parte, che salue,&riseruate Ieteggi,&ordinisopra cibdisponenti,& a questo non repugnanti,sia statuito,& preso, Che se alcun Nobile, Cittadino,& seddito nostro di questa Citta di Venetia, R di tuite te Terre,& looghi nostri da Terra, & da Mare, & ca- v davn'

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claun'altro, sita chi effer si uralia, comprera cosa litigiosa, cosi mobile,come stabile, torta lite in si,pattizando d'espediria, o veramente fara patio di difender quella, & in fine hauer parte detracquistato, ouero danari. Et similiter Ogni altro patio, qualitercunq; & quomodocuque imaginar si possa, per causa di cose litigiose,ouer lite,si auanti it principiar delle cause,come principiate,& non finit cosidi stabile, come di mobile, & danari, bdi qualunque altra cola,che diro pensar si possi,sottoscuncolor bingegno,cada alla pena di effer bandito di questa Citta,b luogo douecomettesse tal missatio, per anni cinquα. Et essendo Nobile nostro,per detto tempo etiam non pota hauer Officio, Beneficio, Consigito, b Reggimento alauno: & debba pagar Ducati 3 oo. vn teraeo di ques si a deli accusator, vn terto delii Αuogadori di commvn, ouero di quel Rettor det tuoso doue lasse fatio it mancamento, & ralaro tereto sia delTAGenalnostro. Et sel sera Cittadino, b Auuocato, non posta parimete per anni cinque, ne in questa Citta, nE in alcu luogo della Signoria nostra hauer officio, nε Beneficio alcuno, nὸ aduocari pagando simia

come se salti non fossero; ritornando it tutio in pristino effer ue & noessendo obligato ii venditor restituircosa alcuna ac ui chauessta comprata latim. Medesim mente tuiti simili atti, Miti hisc patri, fatii auanti la presente parte s'intendino, & debbano effer tagitati,& nulli,si comedisponeta Parte de' i . Nouembre Iq83. laques ancor che non si troui registrata nella Cancellaria nostra tamen

debba sortir il suo effetio. Non si possendo delle presenti cose far

gratia, dono,remission, compeniation , saluo se la parte non sera

di questo Consi glio,congregato da Iso. in su. Et sia mandata questa Parte per te deite Citta, & Terre nostre, & posta nesse commis

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Io Giudeo giuro con tutio it inlocuore,con tutiata mia anima sen-Zaalcuna forZa, ne fraude, ne cautela, nὸ in gano, di dire intuito,e per tutio la verita di quelio , che per te Christiano mi sara domandato, & interro gato. Primamente togiuro perquel Dio Attore, e creatore diluite te creature ,uniuersal Signore dei Clelo, e delia Terra, Diod'Αbraanu,

Dio d'Isaac, Dio di Giacob, dei quale it suo nome E Adonat, chevuoi dire nomedelle quattro lettere, liquat nome portaua ii Sacerdote maggior intagitato net frontal d'oro quando ch'esso entraua dentro det Sancta Sanctorum a pregare per li peccatori. Ancora giuro perqueli Arcadet Testamento, che la Tribu di Levi portava dauanti alcon spetio di Dio. Ancora gium perquelle due Tauole della Legm, , chediede Dio 1 Moise sui Monte Sinai, stritte col dito di Dio. Ancora giuro per quei dieci Comandamentiscritii nelle deite Τauole di dir in tutio e per tutio la verita di quello che saprb, e saper pol , e se dirb il contrario delia verita prego reter no che vegasopra di me,e de i miel figliuoli e moglie, & della mia robba tulita Ie maledittioni, cheia rono date per lesei Tribu d'Israel sepra dMonte de Ebal, & chela lepra,che vene sepra Naaman vegna so-pra di me. Ancora prego reterno Dio, che posse effer abbruggia tala mia casa, moglie, robba, e figlivoli, comesurono abbruggiati Nada, & Abiu figliuoli d'Aron c6 suoco diuino detro dei I epio. Ancora prego Dio, che si a consumata la mia casa, cosi come furono consumati Datan, & Abiron, & Core con tu ita la sua compagnia medianter Oratione che sece Moise at sommo Dio. Ancora prego Iddio, che sa distatio, e cosumato come furono consumati tuiti quelli della citia di Gierico per roratione di Iolata, checastorono i muri senaa effer tocchi. Ancora prego Dio, che sia consumata tutia la mia secolit con suoco, come surono consumati tuiti quelli di Sodoma, & Gomorracon suoco diuino.

Ancora prego Dio, che pota venir sopra di me, & de i miel figliuolita maledittione, che diede Noh al suo figliuolo Chanaa quado glisece vergogna, ch'egii lasse schiauo de gli sthiaui. si ano i miei fi

V a gliuoli

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