장음표시 사용
331쪽
friυe tu materia morale , si si a tardato tanto tempsa meiter mano ad nn opera , cb' era la pili nece sa- ,ria di tune per se prire ι' inganno quasi universa ie , che it professare , e promuουere te messime cyn
332쪽
re da SS. Padri, e confer mare da Sagri Canoni , non potessu farsi fenαa f petro di errore, per nou diredi exesia. Sarebbe inutile it moler dissondersi su que-μ puuro con V. P. che ba letto e υodulo tutio inque so genere ἰ ma per essere io salo irenta e pluanni implegato di Ia da' monti tu ferυigio della Sansa Sede . posio , e diabo dirie per Uperieneta , che ne rempi noseri, in cui corre tanta rita latenaea a' opi nioni , la raceia di rigorismo, ebe si da a chi vi si oppone , ba farta , e va facendo tin grau mal mag-giore nesia Chieo di Dio. Credo, che Ie fa gia no-ro , ebe tra i Rigorissi vengono da molli ignorantie maligni annoverati dueida' piti σώiaxi lumi , ebeabbia aυuti ai dὶ nsri .l S. Collegio, quati furano i Cardinali Bona, e Noris, feneto potiare di quanto in tempi piu remoti dat nostri ὸ Roto deςro , e pub-hlicato contra altri dve insigni Cardinali Grimaldiit vetehio , e Le Camus, amendue promotori deli' ora rima Teologia dei Genet, andando ancora per le ma ni degli uomini la dis a dei primo contro alcune feniche rappresentanαe , farte pubblicamente in Aila, λυ era Arciυefcovo , per incurare dopo la di Isimorte la sua pia , e chiara memoria; aniunga a que-
mini di tanto sapere , e posti nei pili alti gradi delia
333쪽
perfidia accessum habere non potest, oppine gia tem- po vn argine a questo male eoi Brevi ian sori ae I nocenZo XII. , .nobὸ non fosse eatanniato alauno colle accennate raecie , δε non fosse fato giuridie meute , e legittimamente convinto ; e placesse a Dio,
ebe se ne facesse dei medesimi queiι' ufo , per iι
non =novo tu que se , che in rutte is altre materis, e che dopo di aυer prosedulo per ranti anni at go- verno delle anime , liene ora in mano quello delia Chies uviseiale, ed ὸ unicamente riυolto alia ri-
334쪽
in far mennione della Storia dei Probabilis mo ; eeonforme la Santitὰ Sua tion Asa e giorno e nollela mente in custodire inratio it deposito delia fana dolirina, da cui deriva d manior bene di itiite leanime, alia di lui cura commesse , cosa ha fatio oggerto principale de' fusti fanti pensieri ι' implegare foυra Uni altra cina ι' aut oritὰ Pontificia in com-hattere tutio cio , che pvὸ indebolire la Morale EGangelica; onde su quoio punromossia sommo de siderio, e m incarico ancora di manifestarglielo, ob' Ella perta pratica grande , e per ta couxiuva lettiira , che hai atta e ma fac udo detii Autori Moralisei , si complaeesse di est, arre a parte dat medesimi tuite quel-ιe enormi proposin om, cbσ in esse tuitaυia si con-rengono , e che fouo opposie at sentimento dei Conci. , de' Padri, e della Tradixioae , e alle condannede' Sommi Pontoci , glaccbὸ , coin' Ella ha ottimu- mente osservato , le tante e rante apologie tiscite suori, o per fosenere gli errori gia condannati, o per d fenderii col meααo di benigne interpretarioni, fatendoli comparire fotto ι' Ombra di aliri colori , fanuo loccar con mavo, e la speris aza lagrimeυolece Io in segna, che it pessimo fermenio di simili dοι-
trine non ha perduio nulla det suo vigore, e che purtrono ii nemico comune manliene, e fa crescere net
335쪽
runo at foυrano Pontificio intendimento. Elia D mo ro bene , che ii Cardinal Noris nelle De Vindicie di Santo risino porto tu confronio delia Attrina dei Santo te opposiκioni de' fuoi αυυerfari colle loro pro. prie parole, ma s assenne per degni riguardi di cissare e i Ioro libri, e ii nome degli autori I ma pedichp pol nella turba set molgo ignorante nacque il
Irasurata vella edizione di rutte te opere di qu sto gran Cisrdinale , fatia ultimamente in Verona, o
per maucauea di cogniαione, o per i foliti artifeios riguardi di quegli uomini, che non fanno eoranio di pubblicare , e fostenere Ia verita . Io te adducoquesto farto, non perchὸ io non abbia olfervato chein molli tuta hi delia fua opera non abbia Ella climio i libri, e i luUbi, e gli Autori, ma solamente per ricordarte , che neti' Gratio mano fritto , che iose richieno per ordine di N. S. abbia in bonia difar Uo di que se minime circosianae , cbo polystust
336쪽
AD P. CONC. Irmolao contribuire alia plena ἱnformaeἰone , che desidera da let per mio mezzo la Santita Sua. Confor me pol io le fcriso con tutia quella riserva, e pili fretra modenza, obe δ propria deli' amiciEia, chete proselfo , eosὶ V. P. riterra in se per tani buousne quanto te partecipo : e asscurandola non menodella mia distintissima sima , quanto det mio par xialissimo asserto te auguro dat Signore Uni vero bene.
IE Disse, laetioni della Storia dei Probabilismo
e det Rigorismo opera degna della dottrina, edet Eelo di V. R. hanno ira tuiti quelli, at quali δ pregieυοD ta Cera siferυanza de' precetti diυini ed eccles Uici, constauito un tal' applauso , che ioreputo det mio doυere di manifestarie anche qivella particolare foddi azione , quale provo uel tenerenu Opera co1ὶ utile, e diro necessaria per ι' onore delia nostra Italia, e per dis a della Chiel a Cattolica contra le false interpretarioni de' nostri aυυem
fari . Trono mi dilfonderet , se intraprendus die orre a minuto i sentimenti di quelli , che liberida Vni pregiudiαio di partito 1i Iono farti un δε-
vere di i gere quanto V. R. ha raccollo, c a pro
337쪽
ia E P I s T. avre G ndicata la vera, e cristiana morale datu d- vulgata ritu teααa , alia quale dobbiamo certamenis te attribui, e . flagelli, eo' quoti la divina gitisi etia ci percuote no correnti calamitosi tempi, ne qumli a nostra confusione vediamo prosperare ne' boni temporali i domini, ove regna ι'eresa, ed esser eoo. se alle battiture dein onnipotente mano deli' Ali, mo le regioni, ουe si pro ossa ta vera feri . Gu
ebe fualmente si componesse, e fosse pubblicata colle
Non debbo tralafriare di nec arte ii ricapito
fui tomi delIa sua corte sissma lettera , tanto-piu obe io non merito le lori, colle quali V. P. pub-blicam te e privatamente si δ compi aciuta suo; arria mia debolissma personae Ho volvto metiere fot
338쪽
vo una estrema confolaetione vel reuderglieno quoianuova conforma. Prenda pure V. P. tutio it tempo, ebe si richie is per corri pondere cidequatamcnte alla peltaΣione di N. S. , giacch la materia esige per
s sessa maturita di inanie , e di d frespone. Se pot
io valesi qualebe cowa ai vixia, mi faxis ς Ella torto di nou prevalefene, o di non metiero a pro- a lis sima infinita , che so det Do raro merito, edinstime la cordialissima paretialita di assetto , con cui
costantemente rimario. Roma I 2. Genuato 17 3.
fudi, per xrattenerint con V. P. M. R., ita cudo la Disciplina delia Poverili, e l'Istoria dei Probabilismo , e pascendomi anche vel prans delia Disciplina circa it Digi uno, che si lene in tempo della mensa vel refellorιο . Non so e primere, quout it mio placere si a sato grande ' o non fo dire conio penna quelle lodi, che do con la lingua ali' insi-
339쪽
ae opera , degni dolia pubblica sima , perchὸ mi s
vorrebbe qui altro , che nn statio. Ammiro la forte energia , ob' ella da alia dorarina , sὸ nelle prουe , come uelle riprove , ehe fono convincentissime, e non ammettono replica. Ammiro P apostolica liberia sabene acconiata con la religiosa modestia ,' e tanto piu l' ammiro , quanto piu ri xxo fpra di me , ri. risurimi, tremavo di paura, quando friυθυο contra it Probabili o , i ando frasi nou pili che generali , per nou eccitare uu ve aio di contraditioria rimordermi: e ricordandomi ancora dipol deue ma
340쪽
VEniam precarer , Observandissime ἰn Chriso Pa.
ter , si facie tibi omnino ignotus, etsi mea er ga te observantia nulli fecundus , studiis , curi vetuis importunus obυenio, nisi fatis me excusatum haberem ingenue profitendo; currere me in odorem Mu guentorum tuorum, quorum fragrantis mirum in modum allectus sum, ex quo libros ruos proe manibus ver fare cepi. Christi caritas eriam , qua ipsos adversarios tuos, rabidis in te morsbus saepe saevientes, funυiter excipis , ct eximia , quae tuis in libris modestia refulget, ipsa mihi fiduciam ad eo seribendi, pudore depulso, praestitit, teque per litteras tuas visceribus meis intimavit, quas & de scholasticis facultatibus afluentes, & de coelestibus favis dulces, ut animae meae medicas, S. altrices in quinque libris interi in teneo, quos pro universae Ecclesiae utilitate , Deo per te donante, suscepimus. Hos nunc
libros lectioni habeo, in his me oblecto , de his cibum capio, non illum qui perit, sed qui operatur vitae aeternae substantiam. Verba Paulini a) ad Augustinum ad meum propositum aptissima usurpaυi.
Ex fave diu , noctuque velans Opera a te elaborata tanta suavitate perfundor, tanta erga te obsequi a simul , ferυidaque dilectione exardesco , ut aemulator factus eorum, qui tuo magisterio fruentes ad familiaria tua fient ea admittuntur colloquia, mihi temperare minime potuerim, quo minus hanc fallem pagellam , ad aquos e fonte hauriendas, quasi vasculum
