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dat Martitio det Santo Areiprete inpol, e quasi ruttii Decreti, Bandide' Religiosi, & attre ordinationi contro la Cattolica Religione , eviolenete introdotre in costume, de usanrasurono falle auanti it pri ei pio detranno mille se icento dici sette, come chia ramente costa, eton Pissessi decreti si puti mostrare, dunque necessariamente segue , ehe tuite queste eois veogono per il terZo CapitoIo confer mate, autenticate, de approuate , e leuata a' Cattolici Ogni ragione di potereeontra essi Decreti, & ordinationi, e violenae introdotte riclamare,ci allegare te loro antiche conuentioni, perche sempre potranno at
legare i Grigioni esse re altra mente capitolato tra te due Coronestguita secoudo, e non . vi hi dubio , ehe i Grigioni vorranno , ehe si ano leuare tuite te nouita in materia di Religione contro delia , loro Setta ; Oude essendo si da noi Panno mille se icento venti introdotio it Santo ossicio deli 'Inquisitione, lautor ita dei vescouo, ilCalendario Gregoriano, it Sacro Concilio di Trento, restituiti ib
ni alle Chi se , che erano stati dalli Eretici leuati, i legati pij a vis,
per ii quale surono da i Testatori lasciati, leuato ii Seminario Eretico con i Maestri suo i, leuata in tutio l'Eresia, e Ia liberta a etas ch duno di Drsi Eretico, ordinato, che ne si uno Apostata ualle Religioni sia accellato in Vallellina , e final mente leuato affatio Ogni vesticio di Eretica prauita, e tidotio it tutio secondo it rito delia Catto Dea Religione, i Grigioni levaranno tui te queste eo se , come saltecontroi Decreti, ordinationi, e prouisoni falle auanti it principio detranno mille se icento dicisti te, te quali ad essi per virili det tereto Capitolo vengono concesse, e ridurranno it tutio allo stato, che erala Religione, auanti it principio dei Panno mille set cento diei sette, net quale come di sopra si e detio, l'Eresia, e tui te te cose da nol alprincipio nartate erano in fiore, & essendo Padroni, chi potra lorodire. Quare sic facis P quai Prencipe vorra hauere questa cura di impedirli. Hor venali da ogn'uno, se questo sia fauere Haereticis , e se questi, che cooperano ali Oiseruaneta di questa Capitolatione, esi affuleano, e procuratio, che sia restituita la vallellina a 'Grigioni, conserme alla Capitolatione, in corrano te Scommuniche de'sacri Canoni, e delia Bolla in Coea a Domi at, e polrmo eli iam arsi veri fautori, e disen soli delli Eretici. Ecbes ait vero, che tutioquello, che si E satio da noi contro Grigioni e stato solo per ri et to della diseu della Religione, e cite te. Oppressioni, che a noi faceuano, de il leuare la vita a quelli dei Ciero,& a'Cattolici, e t 'ultima Congiura, e serma ii solutione di fare vavniuersale macello det Clero, e de'principali Cattolici, e pili zelanti della Fede Cattolica, e che in questa solleuatione non ci sia statoniano di aliti Prencipi, quali ci habbiano indotio a questo per altro intit cile di Stato, come vanuo u olli dicendo si protia chia ramentedalia consessione delli Nimici nostri inessi, i quali hanno composto vn loro Martirologio, o sia libro, oue chlamano Martiti tuiti quelli, cheda noi iurono anama et rati, nulli eradoli quasi tuiti ad uno ad uno, eon Peti loto, chiam an doli Martiit, e danno per ultima dispositione di questa nostra risolutione, che volendo essi institui re una Chie-sa, come elli chlaniano Euangelica in Boaltio, Terra delia Communita di Telio, e che i Cattolici mante nessero tui vn loro Predicante, si oppostro i Cattolici armata manu, e tu bastonato a morte ii Rediticante di Bruso ,& amma χχato vn'Eretico gio uane di Tirano, e questi li chlamano te primitie , de'Martiri , havendo essi prima veramen-
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tem inmetrato it Signor Biagio Piatii fratello dei Curato di Telios cnt illivomo honorato, solo per havere detis ae vorranno porre vaPredicante in Boaltio, e leuaret is nostra Chiesa it vorro sapere an-eli'Io; it titulo dei Libro, E, Vera, vera narratione det mas Sacro
destit Euangeliei, fatis da Papisti i Ribelli nella maggior parte delia
vallellina net Panno mille se icento venti, adi noue di Luglio, e gio ni se puenti, stilo vecchio mem in luce per necessaria inlarmatione,& ammonitione a tuiti i Stati liberi,e per esempio a tutia i veri Clitis
stiani di perseuerare nella pure professione det Santo Euangelio
Mati. s. Io. Beati coloro , che sono perseguitati percagione Gl g Iustitia, percioche di essi h ii Regno de 'Cicii, questo e it inolo dei Libro , ii q tale pleno ore va chia mando Martiri, come amma EZatia toperta Fede Euangelica, quelli, che danoi per liberare la Valledali Eresia, e le Uite nostre dati a morte, surouo ammazzata, dat chechia ramente si vede non essere intra uenulo in questo satio altro , clieit mero interesse della Religione, e che E stato necessario venire avltimari solutione per la necessaria dises adella Cattolica Pede, et esse te essi venuti all,ltima Congiura di leuarci la vita, non e stato per altro risimito, se non per volere con questo modo e stirpare la Religione Cattollea, percio leuin si di ea pol Potitici, & Inter stati, che altiori spetiosia inter uenulo in questa negotiatione, che delia Cattolica Fede, perche tuite te attre eo se si and auano diuorando almeglio, chesi pote ua, ela tardaneta dei domandato soccoris, poco maneo, ehe non lasse I'estrema nostra ruuma . . .
Ne si hanno a sentire dati a Maesta Vostra quelli che meo mirando albene Spirituale deli 'Anime, e delia Cattolica Fede, mirando loIoalla ragione di Stato marin te se, ne penetrando bene te cose, diconoesse te lectio it pei metiere I'oppressione di noi Vallellini, la perditia delle Vite nostre, edi tante mi gliaiad' innocenti, e che ancora l'Eresa tot ni in Vallellina, che col volete di fendere la vallellina, e prohibire, che t Etesia non ci ri torni, effere causa, che le Guertevenghino in Italia, te quali sogliodo effere Seminario di tanti mali,e deli 'Etesia steta ι Perche si ris ponde, prima che qui non si traita di permissione , ma di cooperatione con attione positiua ad altione in .
trinsecamente mala, e congionia con peccato mortale, quat e con
eorrere allo spogliare not dei nostro giusto dominio, e possesso, horaveri , e legitimi Padroni , come di sopra si h prouato, alia certa opis pressione, spargimento dei nostro sangue, e sicura morte, spogli mento de ite nostre sonan Ee , all'introdultione certa, e si cura deli Eresia , oue hora non e stabiliria, e consermaria, introdotia, che solisse, levate ii Santo Offeto deli 'Inquisitione in Italia, e nella valle nostra in particolare necessario, e te attre cose de ite di sopra, intro- dot te Panno mille seicento venti. Le quali cola tuite in fallibit me te se guttanno, se conforme allaCapitolatione, o in quat si uoglia altro modo si risti tu ista la Ualle a Gligioni, echi unque si adopta per questa restitutione, e per l'o seruanEa delia Capitolatione, certo riche non permet te, ma positiva monte coopera ad altioni intrinseca- mente male, ingiuste, e contro la Cattolica Religione,icon obligodi tistitutione di tuiti i danni, e con incorrere nelle Censure sudette.
E percio e in obligo Vostra Maesta di perdere pili tosto i Regni suoi,
e la vita stem, che mai m acchiare l'amma sua con peccati tanto glaui, quali at sicuro ancora in questa vita non Iasti ara Dio impuniti , traitandosi qui delia vita , e salute deI'Anime , non di uno , nia piudi cento venti mila Innocenti. FOI-
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Torsi auanti, ehe ei metieismo in liberta, e libera o Ia Valle dati Etesia , poteua essere lectio alla Maesta vostra, di alii Ptencipi ta nostra oppressione, e la persecutione della Cattolica Pede per fuggire questo, che dicono essere m aggior male, cloe le Guerre in Italia , se pure maggior male si posse ritro uare delPEresia, stinata di fanti Pa dii , e Dottori Teologi ii maggior male, & il maggior castigo, chepota Dio permetiere ad vn Regno, e Stato. Mi hora, che conognigiustitia si amo nella nostra liberta, de habbiamo i I giusto Dominio dei Pae se nostro, e caeciata total mente l'Eresia, e prouisti mezai e seMaei , perche non ci ri torni, voletci positivamente leuare la nostra liberta, e priuarci dei nostro dominio, introdurre I'Eresia oue non e, leuare o mea Ei , che la tengono moti, come it Sant' ossitio, & altri, e fare, che ad Ogn uno sia lectio di egere Eretico, oue tuiti sono Cat-tolici, e doue non si permet te Etetico ale uno in tutio ii paese, e date eampo staneo a tuiti gli Apostati dalle Religioni, et ulto questoeon attioni positive, e vera cooperatione , chi puo negare, che non fia peccato grauissimo contro giustitia, e contra la Fede, e che non si incorrano, percio te Scommuniche, e Censure sudet te contra fautores , di defensores Haereticorum; bene ii sanno dite gli Eretici, Onoi eon i propiij oechi habbiamo visto Ie lettere de gli Etetici, &vditi altri in voce, quali scri uono, e dico no , che hora hanno it Papa , e te due Corone dalla loro, illuminati una volta da Dio a tenerela loro proteitione, se bene dicono male, nascendo tutio it sudetto da non havere potulo no i informare delia verita,ne la Maesta Vostra, ne la Maesta Cattolica.Secondo di che euerra, si potra temere in Italia λ perche tante minacete di guerra Z Se la Maesta Uostra informata delia xerita, come Zelantissima, ehe e delia Cattolica Pede, de amicissima della giustitia, e percidoue si traita di giustitia, e di Cattolica Religione, non vi ene interessedi Stato, ne preghieredi Potentati, ehe possano rim Ouella dat giusto, Christiano, e Cattolle o douere, voltera manO, di in luogo di fauorire gli Eretici Grigioni, his omini, quali tutio ilMondo proua, e conosce, priui di Pede Diuina, de humana , prendera Ia proicitione di noi poveri, veri Cattolici, derelitti, de abban- donati da tuiti Forse Vostra Maesta vorra introdurre net Pae se nostro quelli, ehe si sisteta die acciare dat suo Regno eon Esere iti si potenti , con spese tanto grandi, eoi metiere aristhio la sua Reale persona, e di tanta Nobilia det suo Regno, eon istupore dei Mondo tu seto, ehe inera si giouam te regni tanto valore, tanto et elo della Fede, animo cosi intrepido, tanta considan Ea in Dio, che nitano pericolostima, & a cui nitana impresae dissicile Privata Vostra Maesta gli Eretici di Francia det gouemo, superior ita, & at me, e vorra dare ildominio della Ualle, e Paese nostro ad Eretici della Retia peggiori,
e pili perfidi di quelli di Francia ρ Non hauerebbe Vostra Maesta acato, che tuiti i Cattolici si sollevassero eontro gli Eretiei, e gli am-mazzassero, e la levassero in questo modo da pelleolo, e spe se, & il Regno da tanto tra uagito, e disturbo eo me dunque havera a male, che no i in questo modo si siamo liberati dati 'Eretico glogo e e comevorra operare, che di nuouo ci ri torniamo Θ Voria la Maesta vostra lasciare la guerra, quale hora tanto felicemente fa per caecia re gli Eretiei di Francia, e venire, o mandare in Italia eserciti per mouere guerra contro Cattolici in distia di Etetici e chi potria eredere
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16 SVM MARIVM Num. 3.e questi tali, the vanno promulgando queste cose, e vanno minae ei ando, che Vostra Maesta mouera in Italia guerra, te leuano net I opinione deI Mondo Iapturicea, e pili pretiosa gioia , che pota bauere vn RE , e Prencipe Christiano, che edi essere zelante delia Ca tollea Fede, e persecutore deIr Eresia ouunque ella si titio ut, e loimpongono vna grande macchia, e salsit . Non maneam Sacra
Maesta altri meet Et per Ia quiete publica , e pace di Italia , ehe ii restitu ire la Valle a Grigioni , e se I'interesse di Stato di a leuni Ptenet pi di Italia move la Maesia Vostra a prouedere a questo Luto,perche non possi amo sare nol eon Uostra Maesta que Ilo , ehe sariano i GK-gioni t perehe non fidarsi pili di not Cattolici, ebe de perfidi Ereti ei, quali si gloriano di non havere mal seruatala sedella douuta a ness no se nol habbiamo chlamato in foedorso nostro ii Gouernatore di Milano, e stato per Ia vieinaneta , e commodita dei subita taeeorso , per i inopinata noua, che hauessimo dei PE se rei to, ehe ei ventu adata di Eretiei Bernesi, e Zurigani, de habbiamo domandato, chesiano salte te Forteaete ne 'luoghi opportuni per nostra disesa, nonis perelie habbiamo dato ii dominio delia nostra Ual Ie ad alcuno. perche vogliamo in Ogni modo Ia liberta nostrai Ma insino a tanto, chesi aggiusta no te cose, perche se la Maesta vostra, con la sita autor ita, e potenra mettera freno a'Grigioni , Zurigani, e Bernesi, che non cimolestino, noi soli disenderemo i posti , quali sono assoluta mente necessarii per la distia nostra, con lutulo ancora, elatio l'Ombria della Maesta vostra, e quelio , eheda' Grigioni potria, e let, e glialiti Preneipi pretendere, & a spetiare, tutio havera da n i, e con maggiore fedelta , e pronteχχa, perche ben sa, ehe de'Cattolici, edi noi in particolare si potia meglio fidate , ehe de perfidi Eretici, quali non solo eo me Eretici, mi come Grigioni hanno per natura is non seruare mai parota, eo me posscino gli Ambastiatori di vostra Maesta sargliene amplo Testimonio. V anno alueri, egonfij i Gri-gioni ve dendo thrieace fauore di Vostra Maesta , e dicono effero obligata alia loro proteitione, & a rimet terti in stato per antica leg ge , che hanno con i Re di Franeia . M a se la Maesta Vostra si degnara di considerare te ragioni da noi di sopra ad dotis, ben .edia non selo di non havere con essi tale obligatione, perche non ci e plitos ne conuentione, o contratio, ehe oblighi, quando e contro la Diuina Legge, quale sem pre in Ogni eontratio si riserua, mi di essere in obligo di abbata donarii, come nemici di Dio, e di Santa Chi eis, sdi tulit i Prencipi vera mente Cattollet , e eo me quella, che cercano eo se inglusta, e contraria alta Cattolica Religione, e volt a rela sua pistertione, e fauore verso di nni poueri Cattolici derelitti, serui
tori suoi , ptontia spargere it .sue perla Persena, e Corona su τE tanto piu perche la Mapsta vostra, non solo per ij metti tispelli
nou ha obii cutione ale una cun loro, ma perche es hanao rotta lata, Capitolatione, ne volsuto glutare, e promet tere la nostra impunita, ordinata M' Iapitoli, perii che cessa anche per questo capo l'obligatione vel fodi loro, an Et si sono res in degni con questa attioue della sua protettione. Che cola hanno di buono in se i Gripioni, peroche dcbbano essere tanto fauoriti dati a Maesta Uostra , e da lei mirati con occhio benigno ρ Se mira la Fede, sono Etetici perfidi, di strui toti di Chiese, usurpatori de'beni Ecclesastici, nemici de'Cat-t lici, se la natura , gente vilissima, ehe altro non adora , che it denaro, da culilsetuale it ius naturale, e Diuino, e giuramenti e stir
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mato vit o. Ricordi si quanto dispi acque a Dio la leghi delli dueFratelli Preneipi degit Hebrei, coni Gentili Romani, pere he subito
farta la legha commetotono ad ambedue ad an dare male te eose, di imprese loro , e molio piu a Simone, perche non imparo con l'elbmpio di Gionata , e percio non merito sare cosi gloriosa morte &c. Neemia, la quale sia per fare piu ris oluere la Maesti vostra a lasciare lalaro proteitione , e riuoltaria a noi, che il eonsiderare se stessa , e ri- cordarsi di essere vn Luigi Decimo terro primogenito di fanta Chi est, di sensere della Fede, nemicissimo desti Heretici, quale col latiqhabe uuiorOdio contro di toro, amicissimo della giustitia , ech ogna interesse di stato posponeat Diuino hono te, e gloria . E percibresti amo securissimi, e confidi amo , che conoscendo, che questa restiti itione della vallellinar Grigioni e contra Ogni giustitia , de itis grauissimo pregiuditio delia Cattolica sede, mutara pensi ero, nipe rin et tera gia mai, che pia di cento venti mila Anime Cattoliche tiano date a diuorare a' Lupi arrabiati nemici nostri. Q amo at se condo punio , che E deli 'obligatione, quale vostra Maestat lene di soccorreret peril precetro delia Carita in questa nostra nocessita estrema ι gia la Maesti Vostra pilo conosceria dat se 'etto, per-cte non sata mai pollibdς di ridurci a litornare solio ii tirannico g o-go de Grigioni, non potendo per molle, de euidenti ragioci fidarsidi loto, e volerci serra te a litomare solio it glogo loro, Iarebbe vn'esporre ad vn Macello , e Carneficina delle vite, e delle Anime piudi cento venti mila innocenti cattollet , de essere deuorati da fieri, de atra blati Lupi, de un riempire la Valle di continui homicidij, di ii fidars dilorosaria parata grauissima. Primo per essere essi di natura perfida , de istabile, ehe mal serua parola, o si uramento, is contratio, eo me da Monsig. de Vico, quale e stato tanti anni tui Ambasciatore, di altri Ambasciatori , putri intendere , dica pure qualituoglia Prenei pe se si puo gloriare, che alui sia stat
os seruata parola,o promesIa, ne quallivoglia altro col quale habbiano traitato , dicato per esempio fesco ii Signor Due adi Feria Go- uernatore di Milano, se la legha Grin gli ha osseruato te conuentioni salte questo Iouerno, aneti molle Communita dopo di ha uero sotio scritti, e giuratii Capitoli, g iuro rono pol Capitoli contrarii. Diealo l'Ambasciatore di vostra Maesta eome e stato traitato; Di calo la Serenissima Republica di Venetia det suo; T utra la poteneta , di vostra Maesta, edi tutio ii Mondo, ne n basta permutare lator . natura molio bene conos eiula da'Signori Suiaeteri col modo det loroso uerno variabilissimo, quale altra tiabilita non ha, che una continua instabilita, percib eon molia prudeneta, e religione non hanno volsuto pro metiere per loro; Et in vera saria opera digranseruitio di Dio, che la Maesta vostra con Ia Cattolica si uni siero at
uare dat Mondo , e fare perdςre u se taeneta di gente tanto perfida . .
Secondo tet te te promesse di Vostra Maesta, e di tuiti i Prencipi de
Mondo non possono asticurare, ne te solianre, ne te vite nostre, nota pede Cattolica , perche quando .saranno Padroni vorranno sere a. loro modo, fingeranno mille pretisti per venire at loro dises no antico , e que ito, che di segna uano fare in v n colpo it saranno a poco apoco, e quat Prencipe vorta venire a vedere, che cosa faranno , guaia chi hau esse ardi re di ricorrere ad altri Preneipi incorreria itia
pena di Ribtilione, e come poties simo ricorrere alii Maesti Vostra
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senza essere sicuri, che la Casa nostra mira splantata deste radicie Poiche ancora i Podella particolati castigauario seuera mente chi ha ueua ardite di ricoorrere at loro maniore Tribunale , e quanis do ei lasse lagitato ii Capo, ebecosiaci valeria la protritione di vostra Maesta ρ Ne ii volete loro mouere la guerra ZTerro se essendo tuiti i Capitoli di Madrid facti in loro sauore , etiam is
dio it Terro della Religione, ne hauendo egi altro, che promettere, se non l' impunita nostra net secondo Capitolo, molle Communita di loro hanno negato assoluta mente di prometteria, e quelle che hanno pro messio, o vero l'hanno satio con proteste, e esse tue contrari , o vero perfora acosi detrarme Zuriga ne, come di alcune piu potenti loro Communita, e eon tutio io si ora o c'habbia satio ii Signor Gusere Ambasciatore di vostra Maesta, non hi da loro potulo ottenere tale prome Ta, comedunque possiamo fidarsi di loro percheda essi non seruando nui promessa, ne giuramento, & a loropoco importa ii pro metiere, tu ita uia, tanta e stata la vehemen et a dullia passione, e grandeχχa deli odio contro di nol, che non hanno possit to dissimulare larabbia, e llani modi vendetia, che serbano nel cuore, & hanno volsuto pili insto, chela Capitulatione non habbia eL fetio per la loro parte, che promettere, tanto sono sti bondi deI sangue nostro, si che vostra Maesta non ha piu obligatione alcuo di offeruare Ia Capitulatione, e di proteggerii, po iche d alia pat-
te Ioro hanno mancato in cola tanto essentiale, it che dcue dat lata,
Maesta vostra etate molio bene notato, come di sopra si e accen-
Quatio se auanti che noi ssoretati dan'estrema nece silia delia justa dise-sa nostra, e della Fede Cattollea venissimo alla risolutione di amma2-Σare tulit gli ossiciali loro, con tuiti gli Eretici, ehe potessimo havere nelle mani, ci traitauano eon tanta tirannia, e fecero la detraria solutione di fare di noi vn uniuers te Macello, con tutio che temeD sero atquanto deli 'armi vicine, ehefariano adesso insolcnti per la vittoria contro di noi ottenuia, e vedendo si tanto fauoriti dalia Ma
sta Vostra, e da tuiti i Preiicipi di Italia, e con te forae in mano, quali alsecurosariano pet tenerei logetti, e eon Ia briglia in boccat certo, che come tanti Toti in fieriti alla vista dei langue loro da nolsparso, non si vedetiano mai satij det sangue nostro, ne contenti di uerto, di imbriacarsi di quello, vanno minaceiando dilauarseneanthe te mani. Questa verita bene conosceta it Signore Montellone Ambasciatore Straordinatio di vostra Maesta ii quale ha detio alaositi Ambastiatori mandati a Lucerna, che b n vede, che e impossibile, restituendosi UGtig oni la valle , che ne la ride, ne te vite nostresiano sicure, anetiche saranno spedite, ma che la ragione di Stato non vuole, che te Forteχae restino in mano di quelli, c 'hora sle hanno, mi noi non possiaino credere, ehe la Maesta Vostra votr anteporre Ia ragione di Stato at Phonor di Dio alla Giustitia, es bene dei la Fede Cattolica, atranima sua, e chi haueri questo sentimentoo vero si mostratia di sentire poco bene delia Pede, o uero di esse mero politico, & atheista, pol se bene onnina mente e necessari inclierestino per nostra di sese te Forteetze gia falle, mi non diciamo pero , che testino in mano di chi hora letiene, ma che s ritroui alito es diente alia publica quiete, ehe coli'esporre tuiti not ali ultimo esterminio, e certa ruina, comeat sicuro si troueri, sela Maesta vostr
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Di qui nasee l'obligatione det preeetto delia Charita in Vostra Maesta,
pereste se lei non ei aluta, fiamo da tuiti abban donati, la Cattolica Maesta si ritroua hauer pro messo, e dato ordine per l'esecutione della restitutione, da altri Prencipi possamo pili tosto temere , che spe- . rare , dunque In vostra Maesta solo sta tutio Ilaiuto nost ro, Ia speran ra nostra , esia solo pub soccorrerci, e delia sua volonta non dob-biamo dubitate, perche siamo sicuri , ehe la Maesta vostra non voreta prendere soprata eoscienχa , & anima sua ii sangue di tanti ini-gliata d'Innocenti, ne es porre tante Anime alla manifesta perdita della Ottolica pede, nὸ permetiere per Gente tanto perfida, la quam te per eosa sicutissima non te seruara la Fede, & a chi potria fossi iret'animo di prendere eatico tanto grande sopra i 'Anima sua di dou te rendere conto a Dio dei sangue, e delle Anime di tanti Inno
Festi dunque e hiara la Maesta Vostra, ehe ogni diligeneta, studio, fatica , de opera d vana per fare, che resti amo sicuri nelli Beni, vita, eride Cattollea , restituendosi la Va tellina a Grigioni, perche nee si osseruano mai cio , che promettono , ne noi si fida remo mai di Ioro con tulte te promesse,e protettione di tuiti i Prencipi det Moa-do perleragioni di sopra addot te, e molle attre, ne ali rosi vedrianella Valle, ehe vn continuo spargimento di sangue., percio ne an eo tornaria a eonto a Grigioni is rit ornaret, perche di illimam imperare notiniUM. Resti dunque la Maesta vostra seruita di pensare ad ali ri merii per la publica quiete , ehe a questo , che cn hora si etentato , e per gratia deI Signore non mane heranno , perche noi sa-
remo prontissimi a serti ire, e dare ogni a nes possibile gusto alia Ma sla Vostra, e douendosi traitare detria teresse nostro, Ogni ragione,ogni do uere, e la costienza vvole , che ancor noi fiamo chlamati , ne si dia it dominio delia Valle , che e nostro ad altri, seneta consea- timento nostro, e perι io se si complacera di mandare t Ambasciato re suo in luogo , oue possamo stare sicuti dat te insidie de' Gligioni nostri mortali Nemici con ordine di tractare, e trouare altri tuereti per la quiete publica, ritrouera in tuiti nol vn vero Cuore , e leale diserti ria, edarie ogata uoi possibile gusto ; Noi non pretendia moaltro, che conseruare la nostra liberta, e la Fede Cattolica, ne i resto a tui te te nos reco se si accommoda remo, e seruit emo alia Maesta
Vosita, pili che se la Tnao Vast alli suoi, let ancora prendiamo per Proteitrice nostra, e sotto I'ombra delii Gigii Lot vivere uogitaino. Risolutissimi si amo di non piu pro uare la Tirannia de' Gligioni put roppo da noi pro uata, e perder piu tosto mille volt e Ia vita , eliori tornare solio la misera , e intolerabile seruitii loro.
Percio humilissimamente prostratia pie di di Vostra Maesta Ia supplichiam oper il sangue, che ii Figlio di Dio ha spata per tante Anime di fare in questa altione a tutio ii Mondo noto ii Zelo grande, che liene della Fede Cattolica, dimostri la sua Potenza, reprimendo tanti Mostri Inse mali, che contro di noi si sono sol lauati, la sua granmagnanimita in soccorrete Persone, che nella sua misericordia, e Bonta eonfidano , e considerato , ebe non puo sena a peccato grauis. smo contro Giustitia, e eo atro ia Cattolica Religione adoprarsi metire restitu ire la valle a Gligioni, e cheil precet to delia Carita l'o liga a soccorreret ne il'estrema necessita nostra, οὰ tradas Best,s Animas eo unus Deo, o A imus Pauperum nὰ uiscatur in em; E
mi baueta per tibiaci obligati ala seruina is tutis te occasioni, e
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Publica attestatis super ur , qua i Archiuio Pludere.
modo Iunt circa Constitutum AEdia tui uaeretici.
pregare stultila Diuina Maera di continuo per i seliei sueeegi deID Sante, e gloriose Iin prese della Maesta Vostra intra prese. Supeν eodem negotio sequitur aliud nemoriale porrectum Regi CasMira , se in 'incipio die ι Libri habetur . Nel nome della Santissima, de indiuidua Trinita , Padre, Figliolo , e Spirito Santo, e della Gloriosissima Vergine Maria , Amen. Essendo notorie te alterationi ,. I leuationi, e mouimenti succedurii Anno mille seicentoventi ne ita Vallellina , e Comado di Bormiodalia parte delii Cattolici delia de ita Valle, e Contado, contra I 'Eeeelse ire Leghe Grisa , e Cade, e diece Dritture , e Ie cause di essi , este die dero occasione ali ' Illustrissimo, & Eceellentissimo Signo te Don Gomer Suarea de Figueroa , e Cordo ua Duca di Feria &c. ii , nome della Maesta Sua per disesa, & a tuto delia Religione Cattoll- ea, Apostolica Romana , e proteitione delii Feduli Cattolici delicis delia Vallellina, e Conta dodi Bormio, di eat rarui dentro con to Armi di Sua Maesta , ele occasioni, ehedoppo ha tenuio Sua Eccellen Ea di pante auanti ad altri progressi , sino a ri turre te cose allo stato , e termine, in che si tro uano di ptelente. Ethavendo vedulo, conosci uto, e pro uato si danni, distruitione, inquietitudini, eri uolutioni, che procedono dat Ia Guerta , e dalle discordie, inimis citie , e mala vicina naa: E desiderando terminarie, aequi et arte , est piri e , principalmente per assicurare , proteggere mantenere , de augumentare dati a parte di Sua Maesta , e delli Fedeli Cattolici del. Ia deita Vallellina , e Cont ad odi Bormio la Religione, e Santa Fe- de Cattolica , Apostolica Romana , e li detii Cattolici, e la buona corri sponden Za, et aquiete, non sola mente particolare , tra uni uersale delii Regni d'Italia, per meaeto di una buona, reale, sincera, reciproca , fedete, e perpetua Capitolatione , Conuentione , & ac cordo . Quindi e dec. Facta collatione, ρraedicta concordant eum contemis in dicto Libro , qui a seritur extare ιn Bibliotheea Eminentissimi, ct Reuerendissimi carit alis Orthoboni Vice Caneelia j ,idequebbaiusmodi ex sentia Eminentiam Suam fore testaturam in s. Congregatione.
Andreas Pierius Subpromotor Fidei. In nomine Domini Amen, Notum sit omnibus, & singulis, quos lixe nosse conueniens , de opportunum fuerit, quod apud hoc Dieasterium Anterior Austria eum Vrbis Bludent in E instantiam secerit Ad modum Rς uerendus Pater Lucianus Monti sontanus Capuccinus Prouinciae Anterioris Austriae Minitar Prouincialis, quatenus ex Archiuio nostro eatraheremus , si quid ad ea usam Servi Dei Patris Fidelis a Sigmaringa Martyris faciens reperiretur in iurata deposi-- tione cuiusdam Viri Haeretici Prae tigouiensis, nomine Ioannis Stulethans de Anno millesimo sexcentesimo vigesimo secundo, qui tunc in hane Urbem Captiuus adductus, de pro dicta causa Patris Fidelis examinatus fuerit &c. Itaque nos infrascripti iusta petentis instantiae deferentes Archiuium sedulo lustrauimus, qui tamen post dili- sentem discussionem, & disquisitionem aliud pro hae materia non reperimus, quam copias duarum Epistolatum , ab illius temporis Praenobili Domino huius Vrbis Praesecto exaratarum, R in Idioma mate Germanico compositarum , quarum leaor latine fideliter red
. di tussie sonat, ut sequitur.
Gratiosi Domi ai &c. Heli sub Vesperum a mei: Ticubitoribur Sonnea,
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tergensbus in Gam perdona , loco Dynastiae Sonnen bergensis, quidam Praeligo utensa , qui est AEdituus in Scula hue Captiuus est adductus, qui tamen nil vult aliud edicere, nisi quod ipsis a Bernensibus nouum subsidium sit transmittendum, & quod Capitaneus Fausth de Vanos, de Capitaneus Aloysas a Salis, Frater Calonellia Mans se idio.venientes, secum aliquot Equites adduxerint. Hic autem AEdituus iuxta in lalmationem illius eum Domino de Fels Captiui Loco tenentis unus e nequissimis esse perhibetur; quem ideo per torturam hodie examinati curabo, euius depositiones etiam Gratiosis Dominationibus vestris in tardare transmittam hisce me demisse recontendo. Vt in litteris die S. Augusti Anni r6ri. Illustiissimi Gratiosi Domini. Quamuis in postscripto sub die octaua huius de Ioanne Ioannis aedituo in Seuis mentionem fecerim , quia Sonnen bergens bus excubiis in Gamperdona hue tanquam Capi iuus adductus prout a Captiuo Loeotenente intellexeram unus h pessi. mis nequam esse eredebaturque, hoc tamen ex suis depositionibus c ut Dominationes vestrae ex factis interrogatorijs gratios intelligere possunt non apparet , sed potius de euis filio supponendum venit, ita ut illum non unum de malis aestimem, indeque pro nune per torturam contra ipsum non processurus sim . Expecto tamen gratiosum mandatum, quid ultra cum eodem agendum sit: Histe Uestis Gratiosis Dominationibus me obedienter recommendo. Datum in Cassio Bludenti ra. Augusti Anno I 6a a. Haec sunt, quae circa examen dicti AEditui in nostro Archiuio reperi potuimus, ex quibus apparet primo hune hominem a dicto Praeno.hili Domino Praefecto examinatum sitisse circa Rebellium Praetigo- utensium potentiam, de constitutionem militarem, quod Armatos nempe, & quales sub signis habetent qui ideo de subsidijs Bernensibus, binisque Capitaneis te spondit, uti ex dictis clare apparet. Haec autem ita ut praeseruntur, in nostro Archiuio Dicasterii Bludentini. nee alia de B. Fidele Martyre adnotata reperiri, hoe publico Testimonio nos infra scripti affirmamus,& propriis subscriptionibus atque sigillis confirmamus. Datum Bladenti vigesimo tertio Iunii Anno millesimo sexcentesimo nonagesimo quinto.
Loeo Q sigilli. Loeo sigilli Ioannes Baptista Vogi Ioannes Christophorus Rodulphi Dy
sectus in fidem subscripsit . Ego Ioannea lacobus Pieffervosa Sacrae Theologiae Doctor Ecclesiae Cathedralis Curiensis Canonicus Capituli Drusiani Camerarius, Paroelius in Stins a Praenobilibus, & Honoratissimis Dominis praescriptis Di ea sterii Bludentini Praefecto, & Assessoribus, nec non Serenissimae Domus Austriaeae ossicialibus, ea, quae hic denotantur fideliter,di lincere ex Archiuio deplompta, e germanico idiomate in latinum conuersa, atque in formam soliti publici instrumenti redacta fuisse attestor mea manu propria, di fgillo consueto &e. Loeo Q sigilli. Ioannes Iacobus Psesset Κosa Canonicus qui supra decimana. Propri/
TemrEpistolarum. Interrogationes s.. quae extant in Stimi Positionis Pa. O .dei OD
chiuio comperitim fuit cired examen AEditui.
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Attestationes publi eae , quod Ciuitae Vel Κirchii fuerit semper Catholica , o supeν facultate,
or consuetudine Maristratas Satularis. At testatio Reueren
In Civitate Ual hirchii Magistrata
Saeculam procediti . usis Religionis.
is SUMMA RIVM Mum . .vdaltieus Dei, & Apostolicae Sed is gratia Episcopus Curiensis S. R. I. Princeps Dominus in Furcte nisburg, de Grosengstinghen. &C. Notum sit omnibus ,& singulis per praesentes, quos nosse fuerit opo tunum. Cum Nobis Pater Lucianus Montisontanus ordinis Patrum Capucinorum Anterioris Austriae Minister Prouincialis humillimε supplicauerit, quatenus pro nostro Pastorali ossicio, & ad stabiliendam veritatem hoc publico Testimonio eidem assistere, & caeteris omnibus notum facere dignaremur , quemadmodum Civitas Vel hirchensis non sit Missionaria, sed di quod in Terris Austriacis ipso Magistratus saecularis procedere in Causis Religionis , & iudicar
Ideo horum vigore, & supplicantis piam instantiam, di pro veritatis assertione hoe publico Testimonio dicimus, & affrmamus Vrbem Veldkirehensam in hac nostra Dioecesi sitam, tanquam Serenissimae Domui Austriacae subiectam , fuisse semper, & esse totam Catholicam, nec ullam unquam ibi viguisse, vel vigere haeresim , adeo ut iahane Urbem, intuitu haereticae prauitatis nullam unquam MIGoneta Apostoli eam introducete suetit necessarium. Pariter hisce attestamur, quod in omnibus Regnis, & Proui ac ijs Serenissimae Domui Austriacae, tamquam Fidei orthodoxae Tutrici, subditis , scientibus, consentientibus, de volentibus Episcopis , & locorum ordinarijs Magistratus, & Oriciales Austriaci Saeculares, si quid in puncto salvificae Religionis nostrae delinquitur , ipsi contra delinquentes iuridic E procedant, & iudicent, ac proindE ad extirpandam , vel praecauendam omnem haereticam labem in huiusmodi eausis licitE , aedebite ad eosdem a quibusvis recurratur. In quorum fidem has publicas nostras litteras dedimus , di Episcopali nostro sigillo munitas, propriae manus subscriptione muniuimus .iDatum Curiae Rhaetorum in nostra Residentia Episcopali. Anno millesimo sexcentesimo nonagesimo quinto . Die vigesimo quarto Aprilis . Udat. Episcopus Curiensis manu propria. Loco F sigilli. Ioannes Tini Canonicus Secretatius Episcopalis mauu propria.
Nos Consul, & Senatus Caesareo Austriatae Vesdkirchensium Ciuitatis omnibus, & singulis has visuris notum facimus, Nos hictentis in Causis Religionis, &similium delictorum scientibus, & patientibus Illustrissimis , & Reuerendissimis Saeri Romani Imperii Principibus, & Episcopis Curiensibus, prout etiam in alijs omnibus partibus Rustriacis exercetur indubitatos fuisse Iudices, de adhue esse. In cuius rei fidem litteras illas testimoniales appressione Ciuitatis nostrae sigilli fecimus muniri. Uigesima octava Martij Anno millesimo sexcentesimo nonagesimo quinto. Andreas Kreouuis Consul. . Augustinus G asser a Strasberg Proconsul. . Loco sigilli. Franciscus Ignatius Feurstam Com. Pal.Kes, de Civitatis Veldvir-ehensis Cancellarius manu propria. In Nomine Domini Amen. Nos Consilia iij, & Ossiciales Caesareo. Archidue a Ies Austria ei Dominatus Vel dicierchensis &c. ad instantiam Admodum Reuerendi Patris Luciani Monti fontani Patrum Capucinorum Prouinciae Ante
