La Hecvba; tragedia

발행: 1543년

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Et che dei corpo tuo, misera filiasia fallo scrifcio digrande Achille . Pob. Que)ti e Pultimo mes de tulit tmesite β, se ii primo se d' vini inio bene. Nd dite a me piu chiaramente it tutio . Hec. La fomina e fglia mia, che tu sia occisa :Et si fatio ri uoler di tuiti i Greci . Pob. O tre uolte inflicem adre: in elice uecchia Piu di quante giamai furanno π Iuro t

Duolmidi non potere,

Dunque sta tanti duolinistra astellarete, che da la muni alter e De nostri eripi nemiei victa tolla di braccio ς come cerva Dulsuo natio ricetto s er Medereis Lindegna morte mla sis

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Fer me duro Cr acerbo Pensando a uostre incomparabiI pene: Ch'u me sura contento φEt non doglia Cy tormento; Rompendo i duri nodi Cr te cutene ;A cui Palma flati tene; Da miseria insanita P jur a liet a Cy ripo uta uita .

A T T O SE CONDO.

Et chiedele mercede humilimente. v b. Jo credo Donnu, chabbi in teso a pleno QI: esto . che'I nostro Vercito posbente Di questi figlia tua contanda Cy u uola et Ε'l Lecreto comun di tuiti not

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Pensio, ch insitio a qui ii sita palest rPur io te lo diro piu chiaramente . E parso a Greci, che la tua fgliuola: Laquat teco e presente boni s' occida Dei grande Achille a l'alta Sepoltura .E t per honorar Iei, qualito si deue Honorar Regal Sangue, data n hanno A noi id cura di conduru a questi . cosi per tal cugion stu tuiti eletto De la uittimu bellu e Sacerdote

Fenso, che elenerat iret tuo concello Dι non ropporre a nostre uoglie honesis a Et non contender, ricinando, meco . Et d'una parte in mero a la tua mente Legrunderet ede Greci riuolgendo rDu Pulitra ripensando a Iu tua sorte A qu is tempo misera Cy humile; Parmi, che si nerui fluo configlioche di tua volonta consenti a quello, A cui coli do pio mal findurr a fores . E certo grata prudenda in meto u i mulimiello super, cles e di super bibogno.

ec. Ohime, che Pu uicina

Uellet to dei mio fogno: Cr non discerno Oue ii riparo a te , inie pene fia . Puere dei Clelo eterno vi

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ab mistenta de lapatria mia .ma in questu uita dolorosa Cr risTu miserbusti, dccio ch'io prouio senis Tutio quel di inferia Cr di dolore,

E lectio partur coibuo Signore: Pur, che cosa nou dica, che Pollenda :Frego, che uoi per lapietu, ehauete, Signor de Id mia uita Cr de id morte ni concediate uolentier, ch'io post Formarpoche parole: Crparimente, che la uostra bonia mi porga orecchia . Vb. E lecito e i concedo: Cr uo placerti

Di questi poco statio, che trametti Nunti a la morte de la tua figliuola. Ηec. Penso, che di quel tempo ut ricordi; Qitando per i piar te coste nostre Veniste in Troia in uili Cr tristi panni: E t, clyrihor ut stillaudii per leguancie Lagrime, quat si dice, de la morte. Ub. Me ne ricorda : Cy questi faito inuersio ripost nel 'ndo delmio petio . Hec. Supete anchora, che id bella moglie . Di Menelao, cugio ι d' i nostri dunni .

Foscia, che ut conobbe, imantenente

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Questi ranio di Sol, chor si dimostra .

Hec. Sonui incite di mente Ieparole, che dicendie, essendo in poter mio s

ui tui te te fraudi Cy tulte Parii

Da persuader Id liberiade inia. Hec. Que1la non pare a me, Sinor corteist,

D' 'animo gentil rq osta degna: Ε t furia manior laude, che negas, at da me hauulo beneficio tale ;che confisiundo lui, mostrarui ingrato . Ma tale e Ia piu parte di coloro; Al cui parer chi manco sa, s' pilia: che douendo prepor rutile e'lgiusto, C ercano d' acquistur, comitiique hu , Dei numero manior Ia gratia bola:

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ogli conosco piu , chri non uomi. Na ben curo mi fora, che dices feCon quat rugione, o D che oempto mosi Una tui lene hanno formata i Greci

Nela morte di quem mia 'liuola

Verginetia , functulla, Cy innocente . Forbe, che pure a uoi bello ornamentor

Et questi ue lo Gorta: che occidiu te A sepolchri de morti i corpi humani: Oue furian te pecore Grgii armenti Piu conueneuol uittimu Cr ptu degnu . O forbe, che cossi comundd Achille Per punirne gli autor de luctua morte . Ilche se pur conuien : che colpa ha que1ti , he non comist in tui peccato ulcuno sHelena e degua di tui sacrificio: fila Poccibe, ella it condusse a Troia. Se per bel uiso Cy per polite guaiicie Scieglier si deue a questi morte ulcuna ;Non ha tal pregio Iast liuola iniurysDe d 'Helena tutio : estu ui diede Non men forse di noi trauaglio Cr penu .colai rugioni pare a me, clino possa

Seneta arroganeta ad rini tempo dire. Hora ascoltu te con benigne orecchie

Signor tu gratia; c' humiliarente i chenio I n cambio e'n guidardon di quella uita,

che per me confisus edi tenere:

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Vol per uostra salute: io non per mia , che m' e caro ii morir, ma solamente,

Eliu in cambio di molli e u mio con orto,nia Citta, mia nudrice, apponio, Cr ggida Depasi iniet, che fenda let non uanno . Non debbono color cui forte amica Ha futti uincitor; imparae a uinti

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A Τ Τ Ond fulle te grandetete di inoled ini Lassa unsolgiorno ui ha leuate Cy tolle . Dei, Signor ui pregi, io , menire , ch'io parto, Guardate me conpiu tranquille cilia r Et tornando a te uostre armate squadre Lor dimostrate con puricrpietoso compugnato da se ano Cy da prudeneta , cocte crudele Cr scelerato officio Occider hora in sacrificio D nne sLequali uoi non occideste prima :A thor, ch'in meto de gli irati strii Nais troua pieta: maior donas habu uita, ch'erit ne te uostre mani.

Penso, cu presso uoi fa firma legge Sopra a liberi capi Cr sopra a ferui, che succia in questo difreneta moltu:

Se cio direte; unchor, che non placesset La uostra autorita basti a ottenerio.

Iouerumente

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ches sacrificasse tua'liuola

At piu degno di noi, pol che Io chiede ;Hor, che fomite lesutiche nostre Habbium distrutta id citra nemicapEt ottenuia assui 'licemente Ioasterata da noi uittoria ultera. Et non feneta cagion: pero, che moIte Citta ne vanno sotiosiopra θso; Quando si uede, che'lprudente Cr forte Piu non s'honora,che s'honori vaealtro Fouero Cr di configlio Cr di ualore. Nοι per contrario giudicanio Achil le D'ognisublime honor mulse re degno: Iiquas dat primo di, filice a noi, che meco a Troiugiuunesto uenne, Per P utile comun di nostragente ii resto mai di gir pronio a Ia morte.

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Se a chi clinico ness,mentre che uisse; Hor,ch'egii emorto per nostra cagione, Rimanesimo noid'esser amici. Oroe di nouo in pie Troia tornase, con essu insteme Cy noua gente armata εche faresimo altior combatteremo so pur rivo erem tutio it consilio

A la salute de la uita nostra 'Negar uellendo it meritato honore A chi consteme 4'immortat memoria

Questa luce des cies lolce Cr tranquilla :Et desidero hauer dopo tu morte, Quanto hauer preosi sepoltura illustre: Perche si fulto honor gran tempo dura; Et quei,che nasicon, dolcemente infuit ima A imitur te uirtu ἐ'huomini chiari. Maludi, chesei misera, G che pati: ti che non ti si illega: Cr tutiauia Non sei pero ne la miseria sola . vi bono ancho ita no i donne non meno

De la citra Troiana abcon e er copre .

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