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publiciren, funder darneben bevehien sicli keiner partui gegen Κη M. 1628ai unumen oder eini gen dinSt m praestiren, soniter vivi mer dein Maret 8 verordneten sequestro alle inliglielie tulis und assistens per publieae paeis conservationem aiss aucti ilirer eigenen freylieit gu leisten. 5 Was dan die besehaidi antangi so den ambasciatoren Welelie an- hero abgeordiaet Zu erteilen, hielten Wir sur guth gu sein das solutio, naeli dem der commissarius ein lag etlieli vortier in der stili verreiset, gugesteit Wordon uideliten, dureu sormula hiebei gu bufinden ). Doeli beruwet soletius alles Zu Ε Key8. Mayti. entlichen gnudigsteni beneplacito, dem Ete. Ita conelusum a deputatis consiliariis 8. martii 1628. praesentibus Excellentissimo C a. a Fursionberg praeside D. a Sualendoris. Duet. Hildubrand. i5 D. a Nostitg. Doet. Gebhard.
20 8. Martii 628. Deputierter rutchshostri,ut guetaehten de sequestranda possessione ducatuum Mantuae et Montisserenti. Lectum coram M. Ces. et approbatum 10. eiusdem hora 4 pomo Maii iuridiana. praesentibus 2b D. duce Cromaviensi').
Dopo l 'eshibitione dei memoriali a S. M , de' quali mandat con
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1628 l'ordinario passato copia si V. A. ) tuita questa settimana ho attoso ad Marκ ll informare questi signori ministri destinati alia cognitione della causa, de quali tre sono dei consisto segret i Ecellem perg, Traumestoris e Colatio, e quattro dei consi glio aulico, Fir8temberg, Stralendoris, Nostig e Melandro.
In generato io ii trovo cosi disp08ti e capaci, ehe non possO se non bsperare presta e favorevole re80lutione, si tale appulito desidera S. M huicilesima. Insta, procura e raeeomanda l' imperatrice si segno elio heri, Mars 10 passando l'imperatore alla eaeeia, las cio una poliga diretia at signor Eechemberg, nella quale race imandava que8to negotio per haverne relatione pianto prima, con questo preciso condetio : Io Voglio giustitia e pace. 10Le quali pars te non possono e8sere se non lavorevoli si nol, mentre limotivi, con quali l' imperatrice raeconianda prima si S. M pol alli ministrita causa, sono che si tralia delia sua patria, delia sua casa e dei suo interesse. Al ipiale pol mi pare riconoscere cosi bene inelinati ii ministri et in particolare ii caualteri sudetti dei consigito seneto, eho ii Coualto et it Traumestoris mi dissero: Monsignore non dubiti, ii patroni inelinano
monte studiando Bariolo o Baldo. Conectio aneo e'ha relatione si quelloelie it residente di Franeia disse si S. II quando aceotiato it consigito eli'io gli diedi di partare flemmatico, ringratiando egii l'imperatore per 20
nonae dei suo re, perche havesse sotio la proicitione delia sua giustitia pigliato questa causa, et ei si escluso it sati a contro V. A. tu disse: Saera Maestu questo e negotio da decidere manu regia e non eo'l solo consulto de' dottori, subene per via giuridica aneo n 'andrk ii signor duea Cario vittorioso, motivo eli 'si 8. M non dispiaque. Tutio eose elie 2bmi danti a molta speranga di selice riuscita, si ei me quanto alia ragione
V. A. n'hu, planto se ne puo havere sei ' eccettione aleuna. Ma mentre queste eose stanno in consultatione e noi aspeltiam a
Masi 10 cio che ne risulta, edeonii heri mauina per tempo it signor Morbiolo, ehedescendendo da eorte mi porta ii testamento e codicilli gisi dati ali' 30 imperamee') et aggiungo, che da personaggio eminente') li vieno
inearicato di diruit in alto segretamente, che sono ventite lettere si S. II dal re Cattq' ii quale interpretando it matrimonio della signora principe88a sua ni pote se ito e at signor duca di Retlint, satio senZa sua partecipatione et usurpato e con poco rispello, angi in dispreggo delia sua ab
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l' imperatore non darsi mai questo e insenso, non dimeno ii modestino personaggio mi estioria di spedire incontenente corriere si V. A. contat avulso, perche non si a improvvisamento colla.
In ollue che N. M hu subito satio consigito supra deite lettere per 10 vedere che risposta si possa dare at ro, che o rallenti o revoelii l 'ordine eost preelso e risoluto. Si pra che discorrendosi si stano proposti duemodi, eon ii quali possa V. A. sottrahersi ila cosi alta commotione. Ilprimo eli 'ella domandi al ro I 'ordine det tofone; it secondo eli 'ella domandi a S. M' Ces' parte o tutio it regimenio d'Alemanni, ehe staib ancora sullo stato di Milano, giurato a Cesare, e quello distribuendone' suoi presidii e sorteκge, cosi si ponga soli 3 lo stendardo della proteitione imperiale, contro la piale li Spagnus ii cosi faetimente non si moveranno. E replicando it signor Morbioli, ehe quanto al tosone non liaVeva clie sospetiare, ma quanto at metier presidii Alemani nolle 20 sorteZge, questo voleva significare una specie d'avvoeatione di possesso, overo un porre V. A. in servilli dalia ipiale non havesse pol potulucosi saetimente seiugliersene. Rispose ii medesimo personaggio che no ;perelie si come S. M non vi pensara a dar ordine at sudetio regimento,ehe n lei requisitione la serva : eust sara arbitrario si tui di vellerio u 2b suo modo e ista suoi presidii Italiani, miselli arvi eosi poco numerod'Alemani, Onde possa 8brigamene a sua voglia sunga timore. Et cheangi dimandando lui di ricorrere alia prolattione deli' imperatore, como suo vassallo, ed egit aeconsentendo, da una tacita sentetigit, eli 'ellasia it duca di Mantova, senκ' ii quat titulo ulla non o suo vassallo. 30 Finalmente che questi due temperamenti erano in consigito stati stimati unichi, et che comunieato ali' ambaseiadore di Spugna ii primo doltosone, disse che non vi era remedio pili esticaee, pero elie cereando ilre d'assio arsi uella sede di V. A. verso la casa d'Austria: eol insone olla s' obligara at re e con gli stati nil' imperatore ne' quali due capi 35 la deita easa d 'Austria principalmente consi8te.
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1628 qualo V. A. conoscera quat θ'l personamio che lia dato tal avriso, Marx il ii quale ha voluto giuramento da ambidue, di non nominario qui, ne anco in lettera o ne raeconianda anco si V. A. Ogni possibile se et tena, et in particolare eli'eli' habbi avvertenga che qualcho ministro suo per privata passione 6 interesse la diverti ra da questo consigito, uia belle let confida nella sua prudenga singolare, che torse stimera questi temperamenti di niun danno o pericolo, angi di giovamento tale, ehela liberi da Ogni travnglio. Mentre io sto ruminando questo aviso, variamente discorrendo, duecose mi suecedono ; una clio ii modestino personaggio ne sil sapere, che 10 S. M non dara mes it placito alli Spagnoti di mover Panni, et elio pero non Oecorru spedire risposta, per non dar da discorrero si elii stliqui con rore chie sum pre tese, ina elie pero se iva esattamente si V. A. il tutio, che let farsi ii simile ali' amico sopradetto. Ι 'altra che il barone Verda ) molio confidente di S. M , ma l 'oechio destro di Eechemberg' ibini sa sapere che in 'aspetia si nilo placere. Jo vado e comineianio discorso, che pol duro due hore intiere. I 'esordio dei quale fili, eh'io lidassi parola da prelato di non revelare ad aleuno cio che tra noi sosse discorso, e pol che dovessimo l'un l'altro sinceramente apriret it core. Primo, io l'informai quanto alia successione di V. A., eli 'ella era figlio 20 di Ludovico, e Ludovico fratello di Gulielmo, ambi figli di Foderico investito pro se et heredibus ete. et ambi figli di quella medesima Paleologa, che porto ii Monserrato in easa Gongaga. Il che intuso per verita con una gran meravi glia, o di Guastalla nello stato di Mantova o di Lorena nul Monsurrato, disse, ehe teneva questo negotio como deciso 25e finito, consistendo net fatio eli'era eost e ridente, Onde ragionevolinente S. M' u per questo e per consolatione deli' imperatrice era inclinatissimost V. A., piat predicava di hi ardevoli qualita, ina in particolare bonchristiano e gran catolieo. Cho vedendosi non di meno D. Cesare comeeseluso per ria dei privilegio di Sigismondo, net quale haveva ii suo 30 fundamento hora inteso si nostro lavore) haveva pero pensato di proporreti eapo delia sellonia ; ma eli 'egli eredeva che anco questo non haverebbefatio culpo aleuno apresso S. M , in mano delia quale era it condonario,
Sebene io ributiat con vive ragioni it tutio, perche non era mai 3b stato vassallo non iurata sedella, non condannato, meno citato, se ita in Ogni caso la pace e perdono generale, Olue con negare amolutamentelat maneamento come con historia reale mostra salsissimo it residente di Francia bono historieo. Dopo elie egit ripiglio ii modesimo avulso datomi dat sopradetio personaggio, tua in questo modo, eli 'erano Venute te 40
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lettere di Spagna, eon te quali l'ambaseiadore tiaveva dato si S. II 1628alcune gravi considerationi supra la concessione doli' investitura, eho it Μara Ilprineipe d'Eeeember ') dava per eonfiglio si V. A. di domandare a S. M gli Alemani di uitano, commandati dat colonello Sultet. At elleb replicando io, se pol sarebbe stato diffieile it liber sene si suo placere,
mi disse, eho non Aolo arbitrario a V. A., ina che concessa l 'investiturarimperatore istesso non haverebbe eomportat , di laseivli un hora revocanduli incontinente. Non tiavendo cio altro fine, eho di rimovere qualunque tentasse d'esserie contro eon arme, in particolare Savola, io commotore di tutio, et d'impedire, ehe niuia altro s0tto qualunque pretestos'introducesse net stati suoi. Si venite pol al ragionamento gia proposto d'ordine an eo di V. A.
i5 Veramente necettarebbe regali ), ancoreho senχ' altro sia assetiissimo a V. A. Ε non contento di questo, commineio ii rappresentarini S. in bisogno') massime per te norae dei re d'Ongaria . E eade in un egenapio dei principe Doria, it quale l'anno passato Ottenne da S. M l' investitura de stati dei prineipe Landi dati in dote alla figlia, pro masculis et 20 seminis, senil a solamente pro masculis, et haveva donato') T0000 taleri'). Diee che in questo modo V. A. μ'obligara non solo l 'imperatore, ma ancola easa d'Austria tutia, mostrando liberat ') assetione at imperatore Τ)
solo ii eapo deli' hidra, e tutio sara aequeiato. Protestandomi che si 2b come questo era tutio discorso suo, senZa saputa minima deli' imperatore Τ'), eost egli pensava di rappresentare ii vero, migliore e pili essediente servitio di V. A., togliendo omi materia o necessita di spesa in presidii, soldatesche et Ogni altro dispendio, eho suole apportare l' imbra di guerra, non che la guerra stessa a poveri sudditi.
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suo possessioni net Mantovano et altri da lui dependenti sono mal uattatio stimarebbo bene, eho V. A. Omineuesse che sussero loro servate luprorogative ordinarie dei signor I). Ferrante, unde non potesse dire, ehe eisia livore, o mono cho bona volonta. Ε eosi stimaret aneli' io, desiderandol'imperatore di dar qualebe gusto A D. Cesare per mandario in Spagna I 0piu sodissatio elio sta possibile, it che e saei te in eose di eost poea
Suggiunge elle it generale Waldsi alii ha deito publieamente ne insigitori e pol ali' ambaseiadore meo dei re, ehe saeendo ossi guerra allo stato di Mantova o di V. A. non pensilio d'havere uti soldato da iblui, perelle o guerra iniusta haven d 'ella tulte te ratoni det mondo, e non to sarn ii inmi' aneo l' imperatore glielo eommandasse . Il signor bold- gravio di Bohemia gis det modestino generale, vicere dei regno, dei consigito seneto e cavalliere partiale di V. A. promette, elio tornato iliai pote, che κ' peita in tro forni'), vuole cho se ne dichiari anco meglio. 20 Se bene per quelli, eho tueea nil' ambaseiadore di Spagna si ministroelio inelina al bene et alia pace e mostra di cooperarui in quello, clie
Finalmento mi disse, ehe sapova essere in mia mano vn corti-
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naceio da ictio per donare ali' imperatore'), ma che era stato detio, as,28 che fosse usato. Io mi meravigilat bene, come sappino qui queste et Maret ii attre cose ; per me risi e di Ssi, che ancora non era sinito, aspellandoneio it residuo da Milano, ove si lavorava. Et appunto sarebbe bene, cheb V. A. mo commettesse ordine preciso. Dieono aneo questi, cli' ho portato molle giole per l'imperatrice calono cho di melli sono i loro negotii. Ε per questo rimperatrice non vuole ricever li speeehi, sinche
non gia finita questa causa. Er butet Ne res unit Alle nochinati um Statieliseisen. Alles was in 10 Mantua graehieli, set hier sosori besenni. Man dors hier nichi erfahren, was er hei te graehrisben hat. Miser und Που sinii iura gunatis. Manhat dem Miser insinuieri, dasa die me nael dem Tode des Hereus Vineenao
