Nuntiaturberichte aus Deutschland nebst ergänzenden Aktenstücken

발행: 1892년

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eire istanχe te quali sono tulte state osservate pur lavori particulari non eostumati si fare, si domo ne niteo ii dar da maniare in ensa propriab ad altri nuntii, ii che pero e in maggior certoZZa p atra snpersi costu.

i pianto magi0ri e piis straordinarii faiti nil' Ombra di V. S. Ili et ni testimonio, ehu si compiade di dare eon te opere e con te lettere delia sua gratia e benigna volonta verso la uita humilissimal b servitu tanto iungoormento stringono xl' infiniti oblighi inivi eon V.

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litu dillieite, se nili Npngliuoli susse suecesso di pigliar Casalo, otio havrebbono sorsu pretes , di ritenerio per te spesu, ehu liniano saltu in

pi ut inde, munire havosse obedito A grordini di N. M , ammosso ile inmissario imperiale e ri 'punio proΝidio Tudoseo nulle sortoZZe; purithe ora talo la bonisi e ruitissima giustitia duli' impuratore Phe brevemente hau 'ria disthiarato ii ii 'gotio e rie insignatu lo stato ni succ0ssor iblogiitimo; nisi elie 'i duea di Nivers ora Franχesu, o Phe non VO- lova fidarsi doli' imperatore, e che saria stata la sua mina, per 'henon haverin potuto resistere alle thrge deli' imperatore e dot redi Spagna; o elie S. A. non haverin potuit, sar di non dar il passo per il suo stato alle genti deli' imperatore, mentre ii duea di Nivors 20 non havesse obedito. Dissi io ii desiderio di N. Syς non havera lir' oggetto, che la publica quiete e la pasto ira principi ebristianie la donservatione dolia sodo eat tollea, che munire ii moZZo per otioneria susso l 'es 'guirsi puniunt mento la deierminatione di S. Ces' portatadiit suo commissario, eho goderia S. A'', ehe 'l signor duea faeesse; 25m si ii iando pure ii duen non si iussu disposto a sarto per quaisivi glia Pagione, o come ilicovano ii ministri dei dolio dura, per rappresentareu N. M ' te suo ragioni e per supplionria si voler sentiri a sopra questo punio deli' ni vocatione dot posssesso di osoguit si in risolutione pre83,sUnga Phu 'gli si a sinto sentito, S. S non potuva laseiar di desideraro, 30 elie eon tutio Pio non si venisse si rottura di guurrn o di passar ustioli e iii N. M ', perebo si complacesse nil in iter quel tim puramento,

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ebe si e impatisco dalla guistitia o eun i 'ubidienκn e rispotiri do, ut inlla S., pili iusto otio dar luogo si uiuovimenti ii 'amni. e in tu ipiali non solo rostassu porturbata in pneo illli alia e posto suoco tra principi 'attolici, nisi pusio in peri toto ovidente la religione enitoli ea in Italiab eon in misiura di tanti eruilei, quanti sariano concorsi tra in mollitudine ili soldates he sortistiore, e diveriir lo sorgo u li pensiori delinM ' S. dulla gloriosissima improsa delia debellatione delli oreti ei dis; ermania o dello stabilimonio doli' nutorita o sorχ a doli' imperio edulla sua augustissima casa, eon 'lud 'ndo haver N. S ' ferina sporanga in nPlla summa pieta e rei litudine di N. M elio doneedoria nil' Italiala padu et tilia r fligi uno enti alien in si euroκκn cho si desidera, o lo

confida tauio pili medianti gli ussisti emeaei, ohe si prometi diva dat la

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Leopolit et usavano termini assai disserenti da quelli che havevano usati b

Homi', subito pransato si ritiro ii Ser ' Leopolito con la Ser sua moglie in una stanga pili dentro di quella di,ve si era pransato,

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eome lio seritio e in ta lettera piana') o di po diversi discorsi torno ii partaro de moti d'Italia e prosi occasione d 'insinuar opportunamenteli S. A. quanti grandi inconvenienti e progiuilitii si delibano temeredalla guerra in Italia, non solo alia conservatione dolia religioneb eattollea et a gl' interessi de principi d 'Italia, e elii in ossa possiedonustati ; iust aneora si gl' interessi deli' imperio e de priueipi eattollet di Germania, perche piando pure non si reputasse eonsiderabile allagrandena dolio sume di S. M la diminutione ebe ne potesse portarseeo, la diminutione, dico divorsione, ut impegno deli' armi in Italia,

tu non laseeria mai di essero considerabile to stimulo et ansia, ehe ne

pigliariano gli nemidi della religione eattollea e di S. M di tentar divita, u ipiali per ventura songa questa occasione non haveriano pensato, e elie in vece di stabilir l'aequistato eon tanti sudori, Pon tante spese est in tanto sangue, si tornasse a meiter di nuovo it tutio in contingenga,

ib il elie non eontradisse, tua approvo S. A. Diehiaro si bene nol discorsola noeessitu deli' ol,edieum diri duea di Mantova piauto alia dimissione dei possesso per riputatione deli' imperatore e si poto eon iturare in S. A. qualelie umbra, ehe 'i duea havesse pensieri Frangesi e phetendessero ad alterar la quiete delli dominii di Spagna in Italia. Da 20 ehe presi parimento opportuna oceasione di rappresentare si S. A. per modo di narratione o puramente, come sensi useiti da ministri dei dueadi Mantova, ehe in quest' alteκga non ei era altro pensiero, che disare ligni dimostratione e professione di riverenga, ossequio et ubbi-dienga verμo S. M , e che la sua pretensione era solo di suppliear 25 la M' S. si votorio sentire e sario sentire eonsorine alla dispositione delle legxi imperiali supra it punio dei se tu stro, prima cho sin ose uitala risolutione prusa ipso non audito e ehu lo protendesse S. A. per lasomnia rettitudine e giustitia di S. M* e per il merito che presuppo-

neva havere con S. M , per tiaver attualmente militat , in suo servitio 30 e spars i ii sangue proprio in quello per una mos 'hettata hieeuuta nella vita sua, .c e in in M ' dei ro di Spagna per essere stato ri putato in Francia suo partiale e come tale escluso da quegii impleghi et avangamenti, ehe erano dui uti ai sangue e valor suo; e che multo piu dui evae88ere riputato consilente e partiale hoggi, elie laseiando la Franeia 35 e li sunt suecessori di esser Franeest, sueeedeva in uno statia, li eui interessi l 'obli vano si questa eonfideliga, te cui prorogative e titulodi nuova investitura in persona di suo avo proventite dati' imperatore

Caris, Quinto in eon sondamento de servitii prostati nil' imporio nullae anservatione delia dignita imperiale e dello stato di Milano '), si eunte

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1628 stringevano i 'animo dei duca ad una perpetua sede e gratitudine verso Mai II rimperio e la e a d 'Austria, cogi dovevano dati' altra parte muοveroe t 'imperio e la eorona d 'Austria, dico di Spagna, ad una stretia confidenga e buona volonta verso it deuo signor duca. Quanto S. A. mostroche questi particolari gli arrivassero nuovi, attretanto ne mostro gusto, b

mit, eh' ella con la signora arciduchessa sua consorte poma eutrare e mangiare uella elausura de monasterii deli' uno e l'altro ceno posti ne luoghi di sua residenga, etiandio genZa alcuna necessita, nili par sola sua consolatione spirituale, e Ie dliparimente faculta, como ancho alia medesima signora arciduchessa di poterat valere

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Mantua. Arch. Gong. B. XXIV. 8. Copie.

5 di maggio, ricevulo, servito, honorato ete. Abboeatosi col signor duea, prima in voco, pol in iseritio, espose la mente di V. Met in iseritio passo pol tutia la negotiatione, perelio assistendo it signor duea alia dissem contro Parme regie c'hostilinente procedono meo nul Mantovano, non poteva star sermo i 'ordine della II V., m esposto in summo rigore, i 0 pretendendo uti seinplice e severissimo sequestro de' stati senκ' aleuna conditione, con tuito cio sperando it signor duca qualelie mitigatione negotiando, rispose eon questi capi.l' Cho non era questo rigore consorine la promessa benignitk della M. V. )i5 2' Che davano speranga di moderatione te parcite istesse deldeereto Cesareo, eertis modis et formis, te quali erano foveretile, quando

3' Cho ad Ogni modo haverebbe ii signor duca ricevulo in aletinu

20 4' Che parebbe stato senipre o volentiori ai Huditio di V. M. ne' meriti della Pausa. by Cho haverebbe dato copia di seritture deli' archivio ridereate

ma 6' che sendosi mosse Parme dopo ii decreto Cesareo o contro25 la mente di V. M. e contro te promesse di non comportare la via dellatio, era dovere elle queste prima dessassero. A queste propositi ni, benelie ragionevoli, non pereio plegato puniuit signor commissario replico'), 1' ehe non haveva egit ordine da V. M.

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1628 d 'aeeeitare partiti ); 2' che volova prima it sequestro seliga conditione Mai 22 e pol haverebbe prove luto ali' armi; 3' elie se ii signor duea voleva perostare in Mantova e net palaχχο haverebbe bavulo per se, suo si relio e signora principessa alimenti condecenti. Il signor duea e 'ha tre eseretii contro tuiti i stati. ii quali non hanno bparte aleuna in questo negotio, dubitando ebe la violenm d 'essi possa egeluderio assatio dopo uti sequestro di tat sorte, rinovo queste pro- poste': l' ebe vitule mandare nove informationi a V. M. dolle suerarioni; 2' elie a V. M. medesima mole ii Miscare i proposti partiti; 3' che S. E. in tanto s'informi dello medesime ratoni so te mando te is seritture); 4' ehe pero S. E. Oole dar tempo di mandare in corte

Cesareo et in tanto milere d'essere in Mantova servito eome Pon-viene. Il signor commissario subito e senκa dimora risponde ') eoi medesimo primo rigore et ' eho tione ordine da V. M. di non attendere ad altro che at sequestro; 2' elie se ii signor duea lo disserisee, sara egit ibSm ato sar sapere at monito eon nitri termini, ehe questa e l'ultima resoluta mente di V. M. st Phe exti non mole stare in Mantova mapartire.

Strepito ii signor duea di tanta rigideχχa, eontraria alle benigne intentioni di V. M. ehe non nega ricorso ad aleuno, di novo sa instanga ) 20

oratori suo scripserit, sed quid re ipsa praestiterit, aut etiam mini Praestitum sit, ad iussiones imperatoris, quibus obtemperare quicunque vassallus recusat ex iure laudati notorium est, quot quantisque periculis so reddat obnoxium commissi inis 2b meae limites ulterius non se extendunt, quam ut sequestrationem liuno in effectum deducam atque indegue s 33 alibi ad strinorum cursum sistendum et pacem redintegrandam oportuna fuerit disponam.

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negotiati. A eho elitudendo it signor commissario te oreeehie assatio )1' non ha voluto aceeitare di dar parte a V. M. di questi suecessi; 2' non ha voluto dar tempti per mandar un corriere; 3' non ha voluto sentirpartito d'altra sorte; 4' se ne partito verso it eampo regio dei Mon-b tenegro sotto Mantova per passame a I . Gongales. Dat eho it signor duea prendendo sospetio delia sua persona come in orabile assatio, vellendo che non negotia conforme t 'usata elememadi V. M., si stato Asocrato dare at medesimo signor commissario una ultima scri itura ), nulla quale da Ogui atto eli'egii pensa di sare in questalo materia, sa I 'appellatione alia M. V. informata che sia della causa istessa et aneo delle passioni elie movono altri a tanta e cost rigida violenga, et usatia seguira rinserinatione qualliora si traitarsi questo negotio civilinente avanti it giusto Cesareo tribunale. Intanto ii signorduea suppliea hiuniimente la II V. di tre coge, la prima, che ne quanto Ib al decreto, ne quanto alia causa, ne idiant 3 alia persona dei signoreommissario te neglii quella giustitia imperiale, la quale non volendo maiso non quello che ogitono tu leggi si degnern la II V. sar rissesso oltrol 'alire ragioni; l' che net Monserrato non puo cadere sequestro perche pende ancora la lite di detio stato tanto antica; 2' cho non cade sequestro 20 net Mantovano percho non appare che legittiniamente pretenda ; 3' cheil signor duea non sugge it giuditio di V. M., ma angi a quello si sottopone, Onde gl'atti sin hora fatii, come mori dei limiti delle legi sono dediretto contrarii alia sania e retia conseienga di V. M. at mundo nota. La seconda e che non abbandoni della sua proletione un suO VMHallo 25 eli 'e pronio e se ne dichiara a V. M. et ni monilo di dare Ogni ragione-

d'Austria, salva la sua reputatione. La terrea o perelisi pare at mondo eli'il domandare in via iuridiea si a uti sutterfugio di elii havendo poearagione cerea con la longheκκa dei tempti di solidaria, supplica V. N. 30 eon quello spiritu Phe pilo maggiore a commetiere Strettamente, O che, ehi unque protenda, deduea sue ragioni senin dimora, o ordinare una speditissima iustitia, seliga perdita di tempo, o prendere qualebe altro opportuno e presentaneo rimedi temperamento a tuite te sol radette cose. Atto sorse che prineipalmento aspelta it mundo et avidamente

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spera it signor duen in questi tenapi dalla summa prudenZa e providenradi V. M., elio Dio N. S ' longamente e selidemente guardi. In Praga

Bibl. Barber. LXX. 47.

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