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Syra si denuntiare I Hernici ,- petiid Heresia, re quelli, che oggono, hamno appre se dis libri prohibiti.
Angelo Gozadino deliina, & l'altra legge Dotioregia Arciuescouo di Naxia, & hora per la Diogratia, & della S. Sede Apostolica di Ciuita Castellana, & Horte Vesto uo. PPartenendo alnostro Pastorale offi
tio, procurare con Ogni sileto, cho
net Gregge a noi commesso , si manis tenglii pura, & incorrotta quella fede, che insegnata da Santi Apostoli. si e nella tanta Madre Chleta Romana conseruata sempre in talia; dc sapendo, chene Clana altra cosa tanto contamina la purita di quella. quanto i institione, e peste di Heresia, la quale a gui. fa di et tetania da ministri di Satanasso, mentre in attramantera non li si a permesso, si cerca almeno andardisseminando con varii libri, ripient di mille em pieta, e sceleraggini. Per questo molli dat gelo dei culto diuino, e della salute detranime,seguendo la dispositio. ne dei lordini di N. Signore, e det Santo Oisitio, conforme al decreto fatio nella noltra Sinodo, con que .sto Editio commandi amo a tuite, & singole persone di questa nostra Citta, e Diocese, di quat si uoglia dignita , grado, & honore , che in virtv di tanta ob dieneta, e sotio pena di Scommunica latae sententiae. se alcu nodi essi sapra, o havera notitia, che si an o Α a nella
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nella nostra glutisditione Heretici, & loro semaei, fautori & disensori, & credenti a loro, o altri, chohabbiano det to alc una parola hereticale , o fatio qualsi uoglia atto contra la nostra sede; o sappia . chealcuno legga, tenga,& habbia appresso di se libri prohibiti . A iolpetii cl'heresita, o compositioni prohibitedali Indice, debbia at pili longo fra diece giorni d
Et se per l'auuenire se prii tat cosa, sia tenuio parime nie fra detio termine di diece giorni, doppo chol'hauera saputo, riuetario. Commandia mo in olire espressamente alli Parochi, & Curati, ehe due volte l'anno debbiano nelle loro Chie se publicare it presente Edilto et una volta ne i principio di Quaresima, e l'altra, neli Au uento det Signore, infra Missarum Solemnia, solio pene anoi arbitrarie. In quorum omnium, & singulorum 'fidem, &testimonium prae missorum, has praesentes litteras, manu nostra subscriptas, fieri, &. per infra- scriptum Notarium, & Cancellarium nostrum ser ibi, sigillique nostri iussimus, & fecimus appensione muniri. Datum Ciuitatis Castellanae in nostro Episcopali Palatio sub anno a Natiuitate Domini. . . . . Indictione . . . . Die vero . . . . Mensi S Pontificatus Sanctiss. D. N. . . . . . . Praesentibus N. N. testibus,ad praemissa specialiter vocatis,habitis, atque rogatis.
Essemendo quello, che viti mamente da N. S. Pacra Vrbano Ottauo per lettere deli Illustrissimo,
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de Reuerendissimo Agnor Cardinal Mellino a nqi di
rette, viene ordinato, per ouuiare alia peste de libri prohibiti, & pernitiosi, ordinamo & commandi amo, che nella nostra Citta, & Diocesse, nessu no Stam pa-tcre, o Compositore de Libri, o altri. ardisca stam pare, o far stampare cosa alcuna, se prima non e apprΟ-uata da . not. Et nessun Libraro, o venditore de libri ardisca vender libri d'alcuna sorte, ne meno comis prarii, se prima non saranno da noi reuisti. Et chicontrauerra a quest 'ordine,olire alia perdita de libri,& alle pene contenute in deito Ipdice, sua anto P nito in attre a not arbitrarie . In quorum, &c.
stellana, α Horte. AG graua molio ii Sacro Coneilio Tridentino Iaconscieneta cl'ogni Prelato, ammonendolo a fare , che nella sua Citta, & Diocese siano celebrati religiosa mente, & diuolamente li giorni festiui. Pari mente la tanta memoria di Pio Quinto, per sue Bolle rinouando ii Canoni antichi sopra l'osseruaneta delle Feste,sece alcune prouisioni intorno a questo,& stret- tamente commando ali Ordinari j de i luoghi. che ne procurassero la diligente essecutione,& per tal cagione imponesiero pene contra li trasgressori, a loro a bitrio . Hora intendendo con molio dispiacere, choin questa Citta, & Diocese molle persone cio non sostante, perseuerano nellabusi . dc corruitele deI-l'inosseruaeta delle Feste, eon pregiuditio non medi credesi honore di Dio, detrimento dellanime loro,
α dispreeteto delli Sacti Canoni, & Costitutioni AP
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stoliche, in virili di esse statuimo, ordinamo, dc eom mandiam o con questo nostro publico Edilto, stabili. to etiam dati a nostra Sinodo, in virili di sania obe die neta, dc solio pene a not arbitrarie, secondo la qualita , de grauita det fallo, da applicarsi a luoghi Pij, alia quat pena non solo saranno tenuit, quelli cho
contra uerranno, ma anco quelli, che daranno causa
di contrauenire, come ii Padri per li figlivoli, de ii Pa-droni, de Maestri per li Garetoni, Serui tori, & Lauoranti, che da tuiti stano te Feste riguardate , come si conuienedic hiarando, che il giorno di Festa sta in-tiero di vinti qua tiro hore, cominciando dalla meZanotte dei glorno, che procede la festa, sino alla meetanotte dei glorno se guente . nelli quali glorni prohi-himo espressa mente ii vendere qualituoglia coci , chenon stada mangiare. come si dira . non possa alcuno vendere libri, imagini, historie, o altre cose simili. ne meno si tengano leporte delie Botteghe aperte per vendere cosa alcuna, eccetio te Botteghe de spetiali , Macellari. Plaeticaroli, & Fornari, ii quali possino vendere deita la prima Messa, tenendo aperto lo sportello solo. Li Fabri possino ferrare solamente in camdi necessita. L'Hosti, dc Bettolanti possino vendere
sola mente a minuto, pane, dc Vino, dc attre cose necessarie at vitio humano, udita la Messa : eccetio petoli giorni di Pasqua, de Natale di N. Signore. li fruttisi vendano vdita prima la Messa, ma da forastieri .conticeneta, doppo la deita Messa. li Vetturali, essendosi partiti in giorno non festiuo, possino seguitare ii suo vi aggio anco in giorno di Festa, udita la Messa .
In tempo di nitetere, falciar fient, e vendembiare, non si possa fare alcuna delle cola predette, se non in caso di necessita, de doppo te Messe, eon lieeneta no stra, o de Vicari j Foranei de luoghi. .i HL 'a
Quanto alii mercati, che si fanno Ogni settimana, se
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7oecor rer a nel giorno solito esset Festa, si faecino ilgiorno auanti . ma quanto alle fiere, che si fanno una volta l'anno, come accade per ii concorso a qualchedeuotione. stpotra in quel giorno vendere, ancorchesia sessa di precetto, doppoche stra finita la Messae,
Maggiore, & non prima. Si prohibisce es pressa mente in questi giorni Ogni essercitio seruile , tanto dentro, quanto titori della Citta, eluoghi; & particolarmente alii Ciarlatani, Saltinbanchi, e simili, di potere publicamente, o priuatamente effercitare cosa alcuna. ne meno si possa in deiti giorni tener scuola di Grammatica. Scriuere, Abaco, Ballare, Suonare, & Scrimire. Si prohibisce ancora qualsiuoglia gioco, tanto publico, quanto priuato: aneti in questi giorni si essoriaciascheduno, olire ait obligo didire la Messa, ad ves- re aneo li Vesperi, frequentare te Chiese, & occuparsi in altri emerciiij spirituali, che sono ri medio per fug-gire i peccati, di dispongono al ben fare . In deiti giorni non si faccino essecutioni, ne reali, ne personali, ne attogiuditiale di qualsiuralia sorte, ad istaneta di qualsiuoglia persona.
Au uertendo Ognuno a non contrauenire, perche si procedera contra li tra ressori con ogni rigore, accioli giorni festiui si osseruino ' In quorum , dcc.
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gChi est,nelle quali particorarmente habita nostro Signore, che pero sono degne di rispello, senaea compa ratione alauna, pia desse Case de Prencipi mondani.& in particolare Pio v. di beata vita aggrava moliola conscieneta degli ordinari j de luoghi, ordinando .che nccino inuiolabit mente osseruare la riuereneta , delii Templi d'Iddio . Ilche volendo noi esseguire, de consor me at nostro debito pastorale rimediare alle graui , & publiche oste se, che in questa Citta , e Dio-cese si fanno a Dio, con la poca riuereneta, che si porta alle Chiese, & altri luoghi sacri, & nelle sante processioni, doue e maggior concorso di Popolo , comeaeeade in quelle Chie se, doue sono rorationi delle quaranta hore, e t Indulgenete, onde con ragione si dubita, che per tali di sordini non ci soprastia qualcheseuero flagello, Pero statuimo , & ordiniamo perllauitorita predetta, solio pene a not arbitrarie,secondo la grauita de casi, & conditioni delle persone, chenessim Laico entri, o stia net Choro delle Chie se. tanto de Seeolari, quanto de Regolari, mentre si recitanoli diuini offitij, ne in deite Chiese habbia ardire in qualsiuoglia tempo passeggiare, o star sermo in cim colo di gente, eccetio in tempo di Prediche, o Sermoni . Ne meno at no ardisca appoggiarsi ad Altari, ne alli vasi deli acqua tanta, ne at mn te det Battesimo , ne sedere irri uerente me te con te malle riuolte at Samtissimo Sacramento deli Altare , o indecente mente mettersi in faccia delle Donne, ne meno far tumulto, ostrepito, peril quale si turbi noli diuini offitij, ne far alti, cenni, o dit parole dis honeste ad alcuna don- , ancorche sia impudica, ne ragionare di coseoscene, profane. o secolari, ne per eio sermarsi alle Porte
delle Chiese, o doue sia qualche festa, o Indulgenza,
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ae sedere flos delle: Chiese per sentire te Messe, ehe s
ticono dentro di esse. Nessu no entri in Chiesa con cani da tacpia, ne con paruieri. o altri simili uccelli; ne meno con archibuisIi, α arme in haste, ne tali instrumenti si appog-pno alli muri delle Chiese. o Cemiteri j. Nelle Chie se, doue sata distinio ii luogo delle Do .ie da quello de gli huomini, nessun'huomo s'intro-luea, o s 'intromerea tra te Donne, Mentre si eelebrano Ie Messie , dcreeitano ii diuini,ssiti j nesIuno sappoggi ali Altari,ne alii gradi dessi, te meno si ponga melli Confessionalis ma ii Sacerdo. eeelqbrante, o iIChierico, che loserue, in talca
S'ascolli la Messa col capo scoperto, & con amber ginocchia in terra, eccetio quando si legge l'Euan.:elio. Et ali hora non sia lectio, ne ad liuomini, ne a onne sedere i ne si partinodalia Messa, prima che a detio l'Euangeliodoppo la benedittione. Li poueri mendicanti, & altri questuarij non vadi. o per la Chieci a domandar relemosina, mentre sieIebrano te Messe , e li diuini offitij. Li Soprastantielle Chiest,etiam de Regolari, deputino uno aque
Nelle Chiese, Cemiterij, & Portici, non si faccinoose profane. ne si formino processi, ne si essaminino:stimonii, ne meno si raddunino Consigii , ne publii, ne priuati di qualsiuralia sorte. Nelle Chiese non si tenga riposto grano, oreto, o al-
Mentre si fanno te Processioni , & particolarmente uella deliantissimo Sacramento, o doue per qual-he festa e Indulgeneta,& eoncorso de Popoli , si stia,t vada in Cities a con quella deuotiqne, che si con-
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uiene, & si ieerea Jneoacositante,&religiose . ne in esse Proeessioni si faccia tumulto, rissa. o questi ne alcuna, & il similes osserui in accompagnare liMorti alle Chiese . . ii Auuertano li Rettori , & altri Custodi di Chiese, etiamde Regolari, che in nesiun modo in quelle, oluoghi contigui, secti, & religiosi, riceuino Banditi. iuggitivi deIla Cotte, ne altri debitori, conisrme a gliordini Apostolici. Ne menosia ieeito, vieino alle Chiese, de Monasterij di Monaehe, per canne cinquanta, habitar Domne dis honeste, ne lanare , e cantate talmente, che sia. udito it canto, e suonodalle Monache, solio pena a Not arbitraria. In quorum. dcc.
Mitto per toratione delle Farant sere
Volendo Noi , che ilaratione delle quarunt'hore
si faecia con quel debito modo, che si ricerea, et E parso col presente nostro Eduto. ordinarienelmo. do che segue. L 'oratione desse quatant'hore si faceta continua- mente, come e ilito, non interuenendoui mai Don. ne doppo it suono deli Aue Maria della sera, o alia martina dei glorno seguente.
Gli Huomini in tuite thore stiano distinti dalle
Di continuo, iii elasthedun'hora, si deputi m Prete eon Cotta, & Stola, o Chierico, & due Confratelli, vestiti dei saeeo di quella Compagnia, che deueha- uere Ia cura di lare questa oratione, secondo it torno, che
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chet si V . ne boura Citti . dc suora det torno, o correndo clie ii siccia in altro tempo nella nostra . Clitela, la Compagnia dei fantissimo Sacramento h uera questo carico: dc si assista, come si edetto. Nella Diocele, usi falli Glle Compagnie per to no, secondo te precedenete, nelle Chiele Colleggiate, o Parochiali, Ogn'anno,nella Domenica delle Palme, allistendo, comesopra, qualche Prete, o Chierico, con due Compagni vestiti. L hore si distribuisthino per la Citta, o Iuoghi, tal-
mente che incia schedun 'hora. tanto di giorno,quan tOdi nolle, conuengbino persone, accio in nessuntempo stati luogo deli oratione vacuo in ciosi estorta Nnuno a volere interuenire nesstiore comis
Non potendosi dalle Compagnie sare l'apparatodi deita oratione, in quel modo che si ricerca ι volemo, che almenodi continuo ardano sei candele dicera, α dodici lampadini d'oglio. A quelli. che consessati de communicati , interue ranno at deita oratione, dimorandovi per qualch spatio di tempo, concediamo Indulgeneta di quarwtagiorni. In quorum, dcc.
Edilto per P emanca delu stuare sima.
riceuemo da Dio. ma no E parte aleuna deli a no, cosi plena di misterij, te nella quale it nostro Signore ci iaccia partecipi di beni maggiori, che nella Quaresima, che E la decima parte deli anno pili pa B a ticolarin
