PII X Pontificis Maximi Acta, Volume 2

발행: 1905년

분량: 289페이지

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분류: 미분류

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gi' individui ad entrare nolle istiiugioni partic0lari, gli adde-Stra H lavoro pratico e Veramente pr0ficu0, ed unisce glianimi di testi in m unico sentire e V0lere. Stabilito cosi codesto centro sociale, tutio te altro isti tu-gioni d' ind0le economica, destinate a risolvere praticamenteo sotto i vari suoi aspelli it problema sociale, si trovano comesp0ntaneamente rareruppate insieme net fine generale, chele unisce, mentre pure, a sec0nda dei vari bis0gni, a cui si applicano, prend0no sorme diverse e diversi meggi ad0peran0, c0me richi ede l0 sc0p0 particolare pr0prio di cla-

scheduna. Ε qui ei torna ben caro di esprimere la Nostra soddissagi0ne pel molis, che in questa parte si h gi, satio

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r anima.

quei diritti civili s0n0 parecchi e di vari0 genere, sin ia quello di partecipare direttamente alia vita politica delpasse, rappresentand0 il p0p0l0 nelle aute legislative. Ra-gioni gravissime ei dissuadano, Venerabili Fratelli, datio se0starci da quella n0rma gili decretata dat N0str0 Antecess0rudi s. m. Ρi0 IX e semita p0i datraltro N0str0 Antecessoredi s. m. Le0ne XIII durante ii diuturno su0 P0ntificat0, secondo la qual0 rimane in genere vietata in Italia la partecipagione dei cattolici at potere legislativ0. Senonehh alueragi0ni parimente gravissime, trafte dat supremo bene delia societh, che ad 0gni c0st0 deve salvarsi, p0ss0no richiedere che net casi partic0lari si dispensi dalla legge, speciat mente quand0 V0i, Venerabili Fratelli, ne ric0n0seiate la stretta necessitk pel bene delle anime e dei supremi interessi delle vostre Chiese, e ne sacciate dimanda. 0ra la possibilitk di questa benigna c0ncessi0ne N0stra induce it douere net cattolici tuiti di prepararsi prudente-

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c0ndigioni deli 'mi0ne catt0lica, considerata Bella parte suaptu i 0rtante, ob d e la solugione della questi0ne s0ciale, degna quindi che vi si applichino e0n la massima energiae costanga tulte te large catholiche. Il che pero non escludeche si sav0riscano e si pr0mu0van0 anche alue opere divario genere, di diversa organiggagione, ma tulte eguai mente destinate a quest0 0 quel bene particolare delia societa e

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deve 80rgere spontanea dalle opere stesse, altrimenti si avrann0 edifici bene architeitati, ma privi di landamentoreale e pero at tutio essimeri. U0nviene pure tener c0nt i

sv0lgendo nella prima parte di queste Nostre Leuere, si conchitaerk di leggieri, che teste quolle opere che diret- tamente vengon0 in sussidio det ministero spirituale e

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debito ossequio ali' aut0rith, ma perfino apertamente controil volere di let, cereando di legittimare la loro disisbediemaeon frivole distingtoni. Diuevano anch 'essi di algare in nomedi Cristo un vessillo; ma lal vessillo non p0teva essere di Cristo, perind n0n recava tra te sue pleghe la d0ttrina dei Divin Redentore, ins anche qui ha la sua applicagione:

destrina dunque di uiniit di sommessione, di filials rispetis.

il moto pernicioso che gi, si andRVa lamando. Ε tanto mag-giore era it dolor Nostro, perchh vedevamo incautamentetrascinati per cosi salsa via bu0n numero di ψ0vani a Nolcarissimi, molli dei quali di elevo ingegno, di servido gelo, capaci di operam Moacemente ii bene, ove Siano reti mente guidati. entre pero additi amo a tuiti la retia norma detratione cattolloa, non possimo dissimulare, Venerabili Fratelli, ilpericolo non lisve, at quale, p0r la condigi0ne de'tempi, si trova oggi mposto ii Clem; ed δ di dare foverchia impo tanga agi' interessi materiali dei pπ0l0, uasdurando quelli ben piu gravi dei sacro suo ministero. Ιl sacerdote, elevato sopra gli altri uomini per complere la missione che liene da Di0, deve mantenerei eguai-

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degit uni, inersari0 degli altri, nh per evitare l'urto dicerte tendenge o per nin irritare in m0lti arg0menti glianimi inaspriti si melle net peric0l0 di dissimulare la verita

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i principi, purolin veramente si cominei, la Magia divina lisara crescere in breve temp0 e prosperare. Κ tuiti i Nostri diletti figlivoli, ehe si dedicano ali' agione catt0lica, asc0ltino di nuovo la parota che ei sg0rga tanto spontanea tal

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simi sentimenti, che in sδ nutriva Gesii Cristo, Salvatoren0stro. 8ia egii ii prinoipio di 0gni v0stra impresa: Quanto pol diu o fute, sic tureo uel uome dia Signore μευ Critio '; sta egii ii termine d'0gni v0stra 0peragi0ne: Conmoratache silui, e per tui, M o lui sono tutu te co8ε ; a tui gloria pε' Meoli . Ed in questo gi0rn0 saustissim0, che ricorda gli Apostoli, quando, ripient di Spirit0 8ant0, usui rono dat cenaeolo a predicare at m0nd0 ii Regno di Cristo, discenda, etiandio sutulti voi la virili det medesimo Spirit0 e pleghi 0gni durema, ritempri gli animi steddi, e quanto δ sviato rimetis sui retto sentiero: RActe quod est rigidum, fope quod est frigidium, rege quod est devium. Auspice intanto dei divino favore e pegno dei Nostro specialissimo affetio si a l'Apostolica Benedigione, che daul' intimo det eu0re impartiam0 a V0i, Venerabili Fratelli, alvostro clero e M popolo italiano. Dato a Roma presso S. Pietro, nella sesta delia Pentecoste, II seiugno 1905, dei Nostro Pontificato anno secondo.

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