Rerum italicarum scriptores : raccolta degli storici italiani dal cinquecento al millecinquecento

발행: 1900년

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Prem di Felice Osio e dii A. Murator it vicentino Battista agitarini,

vissuto ella seconda meth de se colo XV e fors' anche ne primi decennide Se colo Seguente, se coe conoscere cla ronachetta di Antonio Godi e

Uicenga, ricorsero non solo 'Osio e i Muratori, a quanti altri si occuparono di storia e di letteratura vicentina, perch egit deite prova di aver auut Sotio an carte, documenti e Cronache antiche, conservate ne pubblici archivi di Vicenga, i perchhseppe a credere di averte impargialmente e seriamente fruitate. moi moderni noni possiamo, h obbiamo odare e stimare 'opera de Pagitarint, che, eccettuat alcune parti contenenti in riserenti certe notigie o sciitture degne di tota, si duce ad unpovero affaZZonamento di brani di varie cronache anteriori, quasi tuti ancor Ogo sistenti e troppo note 3 gli storici, che di Ssa Si occuparon o Si Semirono, non misero punio in dubbio a veridicit de suo ac conto e delle sue assergioni, tanto pili

I che i ubblici archivi, ne quali si riten eva avesse studiat indefessamente i Pagitarinies di essi avesse largamente profitiato, ne cl509 iurono miseramente distruit da un

incendio Oriene, ecco quali notigi d costia in torno a God e alia sua crona a. Neb libro Irim, dellae sue tronache scrive .... Sequutus enim Sum in hoc brevi opusculo ma istrum Coperium, antiquissimum rerum vicensinarum Scriptorem,

20 Ferretum vicensinum, Bonvenusum campesanin. Pulicem de Custodia, magistrum Leoninum e Porsa S. Petri et Antonium de Godis, omnes huius civitatis antiquia

In cos severo glucligio intorno ali opera et Battista agitarint sono plenamente 'aecordo con monS. Domenico Boriolan ii quale si occupo a iungo e conia serieta che gli e propria, di queli'argomento Colgol'occasione per attestare a tui benemerito bibliotecario delia Bertoliana di Vicenga in vice-bibliotecario dellamedesima ab Sebastiano Rumor a mi Sempre vivarico noscenza per i consigii dotii, sicuri, che pili voltem largirono ella preparagione de presente lavoro. Serive ii Rumor Π Iasones incentino ecci in Q scellane di toria veneta a cura deli R. De p. ven. di storia patria, serie a , tomo ,

Wcos te prove de loro delitii, cliedero voco alla torre s*de Tormento, ove erano invece conservat 1 libri μ de Comune scritture laudi, antichi privilegi Crona -- che e registri. e flamme distrussero in breve tempo Ogni cosa, tranne pocli Carte rimaste in ano degli oratori presso I' Imperatore Massimiliano . Io

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VIII PREFAZIONE

talum scriptores Antonius enim de Go is anno mit Simo isque ad annum IIII Picentinorum antiqui ales scripsi ta ne libro XUI discorrendo delia famiglia odi ' De Godis moderniores, an- siqui sero studi dixere. Haec familia et antiqui ale emporis e sangianis no- b infas et iuris cisi socientia es opibus multima valui . Anno enim a Salute noSDi 5 GJoaloris IIyy fui Antonius Hesiodis, qui Vicentinorum res gestas a que urbi δε- solationem scripsis, cuius historiam vidi muloque ab ea excerpsi, quae huic nostrae lucubratiuncolae adieci ἡ . Se non erro, solo attre due volt cil agitarini nomina it odi cita 'opera dilui elle sue cronache, e recisamente in due passi, ove discorre dello studio gene- 10rale fondato in Vicenga intorno ait 'anno Q 20 dichiara di ver appres e cavato sisthita notigia applanto alta Cronaca Odiana.

Dunque se condo it agitarini Antonio odi descrisse gli avvenimenti pili notevolidella sua Vice a dati'anno 1000 al l 3l e viveva ne l344 Quanto alia veridicith

della prima conclusione, dirci pili otio, ora 'occupo tella seconda Antonio odi 15viveva et q344 Donde ii agitarini abbia desunt questa notiZia, non ConSta, Sic-ch non si pud accellaria ad occhi Chiusi. Invano nella crona ca Odiana, quale Sinoali' et nostra stata tramandata dat codici, invano si ierca iam cenno relativo altempo. in cui visse 'autore. Fors cil agitarint avr visio in testo della ronaca pili completo di quello che ora rimasto, o con aggiore probabilit avr ricavato 20 quella notigia per non retia indugione a quanto ii odi crisse ne proemio deli 'opera sua. in gni caso, oich la deita conclusione mi sembr troppo vaga ed incerta, ritenni opportuno di cercare a te arte degli archivi te disperse traccie de cronista vicentino, e per uona fortuna il essultat fu superiore alia mi aspellativa, iacchlino pochi torici avevano v ut a loro disposigione i medesimo materiale di cerca, 25 di cui io mi servit.

Per preserisco di far prima cenno 'un altra questione. C' u valido e sicuro motivo di tenere opera di Antonio odi a ronaca, chei ella biblioteca Bertoliana di Vicenga si con ho semito la legione dei clue primi sopra nominati, comeservan Parecchi copi manos ritie elle Croniche de ad essa si attenne anche i Castellini Avverto chemel 45 Pagitarini Q ho consultato te ire pili antiche pili tergo a c. a si legge cosi Antonius enim de Godis anno autorevoliis Io Baptistae Patarini Cronicariam Vibri sex 'millesimo trecentesimo decimo tertio vicentinorum antiquis libreri Gongati I. o. r copia di mano cli Barto tates scriysit Come si edera passo suona e di- lameo allens chierico faria sui manoscriti originali versamente di quello sopra riserito. i)osio e con tui ne Is 56,) II. Idem libreri Gongati I. Io. 7 cari. chi rip blico la ronaca de Godi neli ediZione mura Iode secolo XVD m. Idem libr. Gongati, s. I. Io. 3. toriana tessero fors su altra copia manoscritia o Or-Furono tradorie in volgare ii Silvestro Castellini ressero ii passo ios Antonius enim Goris anno 1o subblicat da Giorgio Giacomo Alcaini tot ditolo: 'M GV usque ad annum MCCCXI antiquitates scripsit h. μ Croniche di Vicenga di Battista Pagitarino .... divise ' Questa es la legione deI S. I. o. 7 C. 78:μ in libri sei , Vicenga. Amadio 1663. Innumerevoli tale quella et s. I. o. , c. 8o, se non che qui es assono e discrepange di legione fraci varii manciscritii stata dimenticata Ia data deli'anno. Hi S. II, IO, ,

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gli storici e letterati vicentini, dat agitarini a pili recenti, unanimi anno a lui attribuita Da testo della crona ca, almen da uello che ora rimane, si leva che 'autore non nomina a se tesso o in Sua famiglia, tali splicita mente n implicita mente; nessiano pol egii storici dichiara da quale sonte abbia attinio a noti Zia cla Antonio Godi osse autore di essa. Ritengo che il agitarini e altri, o prima o opo di tui, lyabbiano appres da una qualche nota inserita eli'autogras de God o in qualchemanoscritio da esso derivato. COS anche a me fu dato di lcggere ne Hertoliano, 21. 0. 8 in nota marginale a lanco elle prime righ de testo Compilata ab AnIonio de Gossis Press' poco me deSimi dichiaragione atta et litoto, chel precede e singole copi della crOnaca Stesin. Pol chli, non stante te pili altive

pili sicuri argomenti a veridicit di quella dicitura, mi h oreta eguire senZ'altro latradigione, che attribuisce ali' opera et Odi a deita cronaca, anche per ch ha una certa probabilit di esse ne vero. 15 st pure costante a tradigione fra gli storici vicentini che Antonio odi osse no

Collegio dei notat.

I Collegio dei nota di Uicenga contava non men d trecento membri gli uisci ordinari per erano solo sessanta questi ventuano straui a Sorte di quatim in quat-20 tro est fra i soli nota inscrtui compito 'ussicio, clascuno era collocato in spet-tativa per edici est. Per esse insciitti ne Collegio bastava poco : occorreva avervent' anni di eth, esse figli di legittimo matrimonio e di adre legittimo e vicentino, dare un fame in grammatica et scriptura clavanti ad otio faminatori ne capitologenerale dei totai che e famigii nobili licentine avevano clyambigione di 25 Me largamente appresentate anche ne Collegio notarile . Sicch il odi che apparieneva a nobile caSato, non mancava, a quanto pare, dei requisiti richi esti, peresser ammesso a Collegio de Nota disice a. Percili eli'Archivio notarii diressi fiducios te mi ricerche. α olue che mollivolumi e collegioni varie di rogit e 'instrumenti si conservano gli originali di vec-30 hi statuti delia fraglia dei notat. Nella prima parte di questi sono critii gli Ordinamenti, se condo i quali oveva esse regolat i buon andamento morale e materiale delia fraglia, ella seconda parte erano elencat i nomi dei nota e te caricheda loro operte ne tempo, in cui ebbero vigore e singole redagioni di statuti sic-ch ogni riualvolta questi ventuano modificati notevol mente risormati, iran tra-35 critii in unisuovo volume di necessit si formavano pure e matricole, a man a

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m:in che i singoli membri de Collegio Venivano a mortem per varie agioni cessa- vano di appartenere ad eSSo. Inolue come ne singoli volumi di statuti si notavano te aggiunt e te modificagioni a quando a quando in esSi introdotte, cos con note marginali elle matricole si Segnavano i nomi dei notat, che per decesso o per attraragione abbandonavano i loro flicto e a fraglia, e i nota di quelli che successiva 5 mente ii avevano ostituiti.

Neli'Archivio notarite di Vicenga si conservano inque volumi di statuti concierelative risorme, he ebbero vigore quasi ininterrottamente allyanno 270 alta methde secolo XIV. Per mezgo di questi sono tramandati anche gli elenchi di tuiti inotat, che durante que periodo di tempo furono scritti ne Collegio Ora Se - come 10 Hienne ii agitarino Antonio odi visse intorno a l344, e secondo altri storici, in- torno a 13ll, si ovrebbe trovare senga fallo elle matricole dei nota it nome dilui. Tra i molli ho incontrato pili e pili volt ii nome di Niccolli meregio, noto cronista vicentino , quello de celebre storiogras Ferret di iacomo Ferreti', erit

nome di due membri delia famiglia odi Petrus Iberti de Godis, e Petrus Iacob i5 E Godis, i primo di questi accolio ella fraglia el 308, i secondo et 312' est i nota di amera anche Lacobus e Gudis e Barbarano M. Sol ne pili recenti dei detu volumi di statuti, apparienente sors alta fine delsecolo XI e che fu postillato anche ne primo decennio de secolo XV, si trovai nome 'un Antonio di Tommas Godi anfonius Thomaxi de Gudis ' emuello di 20

molli membri delia famiglia odi. Nessu altro Antonio odi h annoverato elle matricole dei nota vicentini a XII a XV secolo, nessu altro monimo, in quel

Neli Indice dei se libri de Catastico de Registro, pure in deito archivio OnServato, scritio che ne libro primo no a c. Merano critture da Antonio odi o 25

I volume intitolato Libro I de Catastico de Registro contiene infati mollissimi documenti, a tuiti deli' anno Q 436 redati da diversi notat, traci quali da noche si firma in fine 'un istrumento de 3 margo 1436: Henricus Ansonii de odis c. li 7-ll8 ii quale Enrico aera probabilmente figlio de nostro cronista. Non mi 30su dato di trovare in quello e negli altri volumi te scritture di Antonio odi.

in secunda vice in littera de S.

Dic, veli aista di quelli qui loco vacancium in

modulis soni debent. . . . recepti. . . . in CCCVNT.... in

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PREFAZIONEXI

Neli' amplissimo indice dei testamenti codicilli e Onagioni, tras critii ne volumideli 'Archivio notarite di Vicena assai frequente mente hoegistrato it nonae de notato Antonio odi, fra i documenti de se condo, de tergo e anche de quarto decennio de se colo XV . Infine da una nota marginale delle Matricole delia Fraglia dei Notai l 405-l46l si apprende che Antonio odi venne a morte precisamente i mei cordi l settembre 4438'. Corroborano e completano it risultat di queste ricerche te attre notirie, che sulla vita e sulla famiglia di Antonio odi accolse i vicentino Francesco Onam asini Co-stui intorno allyanno 1700 compos in duo grossi volumi e Genealogi Vicent ine', t c tra te alue sece nyampia et ione si quella ei Odi. Per non te diar il letior eper amori brevith, riserisco della genealogia dei odi te parti, che pili irettamente

progenitore dei Go clx cui derivano propagatore ei Gocliui diramati in a ii Godi piu grandi cli adovani et alcu. turali legittimati ni vicentini.

nominato non 'investitura de Io labbraio 35r, maritora Bona figlia cli Uiviano Pisone a Barbarano

FIERAMONTE GERARDAZZo canonico PIETRO Antonio

I Tomina sinita di Antonio te se uenti notigio μ Antonio, 405 scrisse 'IIistoria

a documenti critii dat notato Antonio odi, raccotti ne libri stell)ussicio de Registro, sono lib. Ita,e. 727 donagione, a seitembre I ao lib. DLIX, G I9 testamento, di iuglio I a 3s lib. VII, Iι: donaetione, o aprile I I 8 lib. V c. 557t testamento,a agost 1 3I lib. V c. 39t donagione 7 lugno I a3 lib. V c. 69 donagione 6 ettembre 42O; lib. VII, c. 39Ir a aprile I aa. Bertoliana, Fondo Gongati, a. 7. 33, agricolae Io a ratiae Notariorum I o5-I 6I, c. 73 6 : Isis sunt primi vachantes accestati in 'atalia per examinationem factam de mense trilis CCCCXXI, indie. XIV Petrus Do- nati assale sic in marginex Canaellatus quia positus est in littera et modula de B loco Antonii Tomasia de λ μ Goduisti obiit die merciari x etembris ψ384. Nelle medesime matricole pili voltes nominato come astaldo delia fraglia dei nota indetto Antonio e con tu spesso sono ricordat i figit, pure notata Pier iovanni, Scipione, Enrico, omenicos s. c. I , S, T, 8, 8t,3 V, 36, 384, 39, 394, t, ecc., c. - , Ioa, O7. OI 13 ennato I 3 Antonio odi de quarterio Sancti Petri eletio con altri seite collegii per 'esam di Proposte presentate ella sedula generale de Collegio

Notarit in quello fesso giorno Bertoliana, Ondo Gonzati, a. 7. I, Statura raraia, Norariorum I 3 I a SIS a , . 96. In questo tempo viveva anchera notato Tominas fu Pietro odi ma questi apparteneo alladiscendeneta di GerardaZZo, progenitore ei Godini: Lla tabella genealogica posta pili avanti in nota. FRANC TOMMAAINI, Genealogi Vicentine, volumi sodue mss. in Oglio Biblioteca Bertoliana, libreria Gon-zati, 26. . . Ibid. vol. I, c. 65. Della discendenga di tetro di Alberto odi interessa amo direttamente solo quella

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XII PREFAZIONE

Wde Uicentini in 'anno l307, deputato ad utilia l4l4 secem suo testamento 4l4, 3 et tembre, notaro Nicol quondam iacomo .... ne quale nominava artolomeau moglie, Bona sua adre, Ommasina, addalena e Catarina sue figliole, Silve-

stro iudice e Marco ratello qu. Gudi de Gudis. Eredi istituisce Scipione, Enrico, Pier iovanni suo figli, a quelli ostituisce Silvestro giudice e Marco preditti, Gio 5 vanni de ieramonte figli u. Guido qu. Gudi de odis. Nacquero de Antonio adunque dieci figlioli: l, Tominasina 2 Catarina, , Madalena, 4, Pietro Giovanni, 5, Pietro dotior di Collegio, letto 448, 29 iuglio; 6, Domenico, , Francesco, 8, ominaso, , Scipio, adre di Guglielmo 463 10 Enrico, a cui venne Cristo

soro instrumento 47l 9 novembre, da Lucia Centrale gener tre figli Francesco, 10 canonico delia Cattedrale di Uice a 485 Enrico Antonio, avvocato celebre, Vince Ο . I Tommasini non dice se Antonio odi osse notato e per quali rasoni 'abbia designato quale autore ella ronaca fors anchyegli prest sede a Pagitarini. Unaltro Antonio odi fu ominas de fu Pietro h nominato in nyaltra avola genea l5 logica, a Videntemente non deV'eSSere Confuso eo nostro, perch posteriore forsed ii secolo, e quindi isse opo o per o meno ne tempo dello tesso agitarint'. Dunque, Olendo accogliere e pars fila, si deve concludere non esse probabile che i notato Antonio odi, a cui si attribuiscera nota cronaca, vivesse ne 1344 tanto meno et 3ll, Se Venne a morte ne settembre 1438. Potrebbe alcuno osser 20vare Come a Battista agitarini ignor che it rotasta Antonio odi isse solo uno o a pili due decenni prima di ut La questione li grave, tanto pili quando Siriflette che il agitarini poteva avere a sua disposigione archivi ubblici e privati, eche in una citi come Vicenga non gli oveva riusci dissicile di conoscere quale uno de God o di ver in qualch modo notigie pili sicure de cronista. In verit non 25saprei come Sciogliere it problema se non ammetiendo che opo essere stata occulta per alcuni decenni a ronaca di Antonio odi si capitata solio lyocchio de Pagliarint con una certa patina di antichil e che questi, iungi da volem identificareri' autores si apppagato dei caratteri steriori di essa e di ci che a lui pure, magari inbuona sede, fu detio . 30

Ibid. Vol. I, p. 968. Semiacomes Godi, isto di quest)ultimo Antonio Riproduco Ia discendenga diretia di Gerardaggo, Godi, viveva et Iso6, his ammettersi che questi Sia dprogenitore dei Godinici vissuto ella seconda et de secolo XV e fors Pisi

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PREFAZIONE XIII

Datacla Conclusione sopra es posta, Si o Triva vvia nyaltra questione cla rona cadi Antonio odi che comprende la narragione di molli avveni menti politici et Uicentino dat al94 ab a 260, uti riteneni fruit deli 'osservagione e delia testimoni anga personale deli' autore, se questi bissuto quasi due secoli pili tardi No se a diabbici. Aliora: in qua tempo u scritia su quali sonti su composta ΘGiova premetiere qui u breve Same della cronaca. Antonio odi incomincia a sua opera con una breve dichiaraZione volendo narrare te sciagure subit da Uicentini, e podesterie e i ego menti, che in Vice at si succede iter speciat mente dati' anno 3ll, ne quale essa fi liberata ait 'iniquo dominio passovano crede opportuno i Sordire ii suo lavor con a descrigione delbenessere, che per qualch tempo i Uicentini go de itero e con 'espostgione degli av- venimenti dolorosi che in et precedente essi Ostri rono, Sicuro che solo opo questo preti minare acconto Otr far comprendere pili chia ramente in quali condigioni si

I siano trovati a citi e i territorio di Vicenga aliora, in eguito e a presente, io altempo suo LInfine asserisce che mme iter la descrigione elle Sciagure, che a lungo rava-gliarono a sua patria a temptra Mario e di Felice, potenti citiadini di Vicenga, maesordir con 'espostgione de gli avveni menti sopradetii. 20 l cronista in comincia dimostrando 'ampleZZa, 'antica prosperit economica e O- litica di i conga e de suo territorio; opo cili an nuncia a traitagione storica dichiarando di non poter metiere a narragione elle sciagure delia patria a tempo dei signori a Romano e deli' imperatore ederico . Precisamente agi avveni menti svoltis in Vicenga intorno a li94 prende incomin-25 ciamento a ronaca, io dati' anno in cui acquero ederico I ed Eggelino etto ilTergo, figlio di Egetelino it Balbo, aliora podest di Uice a. via cura it cronista 'indicare Sopratuito i podesth, che furono a capo delia citia dinam vicentina e gli eventi

Gli storici vicensini, specialmente Fr. F. Vigna Viceneta 79a3 con strane argomentaZion volt asserire Ang. G. Calvi, ebbero una controversia a proposito che erronea era 'opinione de Vigna e chera God si deli' interpretaZione di questo passo: Enarrare delibe era propost di iungere con cla IUx narra Zlonin Solo rans miserias .... et caedes, quas civitas Vicentiae . all)anno 3II, perche it potissime ab anno MCCCX curas ' hactenus passa est, potestarias et erimina, quae in ipsa equivaleva secondo lui a rotissime usque ad annum, P O Civitate rexerunt, rotissIme ab anno Domini CCCX pure a rotissime cura annum cos ii Calvi penso di cura, quo anno ipsi Civitas extracta et liberata fuit de conferinare a credeneta di altri storici che ritenevano servitute, iugo gravi edi iniquo dominio aduano late , chera Godi osse vissuto fino ali anno 3II. e non Pili

Rettamente i Vigna Preliminare di alcune dissertassens tardi. I, intorno alis storia di 'censa p. 66, Viceneta 17 7 opino Ilmodi tesso ne suo proemio unque a capi re Sche Antonio Godi Volesse propriamenteissordire la sua che egi intendeva di non ri salire olire t tempo, in cui Cronae dat 3II, e perci non ebbe torto quando con Vicenga comiticio a subire la potenZa dei a Romano etrariamente ad 4ltri storici licentini, viiudic, ches ii deli)imperatore Foderico Dunque non sono in errore Godi ovesse esse vissuto atquanto pili tardi de 131 il agitarint, gli altri storici di Vice neta, i quali asse-IL Stesso. Mentre it Calvi Scrutor vicentin , vol. I, p. 17s, riscon che a ronaca et odi sord dati anno O aQ

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XIU PREFAZIONE

delle fagioni, elle quali questa Si trovava miseramente divisa. Egli non si dimostra,n poteva dimostrarsi fautore pili 'una parte che deli 'altra n guelso, ghibellino; egii sprime ii suo raminarico contro tuti color che in qualche modo oppresserola sua patria, Ossero O no vicentini. Perci egit ileva solo i fati civili e politici pili ultuosi e pili tristi, come e Si foSSe propOSt lo copo di commvovere 'animo de suo citiadini e con a dimostragione dei funesti metti delle antiche ambigioni edelle antiche rivalit di eccitario alla concordia, alia sedelth verso gli ordinamenti statutari e verso ilioverno. 'intende che egit trascura molia parte di ci che forma vero e proprio oggetto della toria, che egi non ita e fonti, da cui cava te varie notieti della sua cronaca, che, accontando alti 'altri tempi, pensa e scrive in sor 10ma assai redda e con overth 'espressione e di sentimento e non si a certo 'ecodelle comuni opinioni di que giorni lontani. Se Antonio odi avesse potui compleret' opera, quale si era prefisSa, OrSe avrebbe lasciat una cronaca pili utile, fruti di personale sServagione ma Olch la lasci interrotta ali' anno 260 con a sine di Alberico, fratello de famigerat EZZelino a Romano, necessariamente non pol darci 5un' idea sicura de pensiero contemporaneo.

ma polch della veridicit delle sue assergioni si h vuto occasione di dubitare altra volta preseribile atteners alta testimonianga men infida de codici, i quali unanimi sanno terminare a ronaca de Godi ali' anno 260. In qua tempo Antonio odi 20 avrebbe compilata a sua Cronaca Si a per certo che ancora el 438 Antonio Godi redasse atti notarili h uindi probabile che, come a sua altivit di notato subruscamente troncata alia morte, coti a Sua Cronaca Si stata interrotta, e si rimasta modestissimo vango degli ultimi anni δ' operosit e di studio de notato vicentino. Φ 25 Se a ronaca non fruti di personale sperienga deli' autore che visse in templtardi essa dev'essere valutata alia stregua delle sue fonti. l agitarini e gli altristorici di Vice a prestarono ieca sede a Godi th, ove egli ne proemio dichiard di aver ricors alta testimonianga di vecchi citiadini e dei adre suo, che aveva interrogato Artoto o Abrilotio de Rainone dotio ella storia antica di Vicenga, i vecchio 30 maestro Bono operi e altri eruditiiselle storie , e non dubitaron uncistante delia genuinit e deli' indipende a de suo lavor storico neppure 'Osio e ii uratori notarono splicitamente te affinit deli varie parti della ronaca godiana con te operedi altri cronisti veneti, che traitaron cla storia ella marca revigiana; essi pubbli-

A. Godi sordisce la sua cronaca scrivendo cosὶ qui valde a se et antecessoribus suis res antiquas con s Sicut ab antiquis Vicentinis audivi et potissime ab μ ditionesque civium de civitate et districtu Vicentino olim Patre meo, qui curiosus perscrutator fuit ab an noverat, magistro Bono operio antiquissimo aliisque liquis Vicentinis, ut domin Abrilotto p de Rainone, senibus, scientibus de gestis et rebus antiqui ete. .

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PREFAZIONE

cando una di eguit ali' altra Historia e rebus estis Eccemii e Nomano P G rardo aurisio, ii Cronaca de God e P Chronico di Niccotti rime regio notarono

tra esse 'assinit di melodo e di argomento, a non rilevaron il valore storico dicias cuna e la dipendem immediata 'una di esse alle altro Τ. Ora non 'ha ubbi alciano Cha a prima parte della crona ca odiana che comprende a traitagione degli avveni menti storici dat l94 at 237, immedia tamente derivata dati Π storia de Mauristo ii odi sece ut estratio, ian sona mari di quantoquegli aveva critio ulla storia di VicenZa. Facile riesce a constatagione, quando si pongano tra loro a affronto it testo delia Cronaca eci testo deli Historia. In notat a varii passi della rona carao diana noter quelli corri spondenti ne li' opera de Mau

risio qui basti istituire due soli e brevi rastronti:

Postea sub millesimo CLXXXXIV fuerunt duoviri electorei Potestatis constituti scilicet Dominus lx Sulimanui iudex et illus Vincentii, pater Alberti me Celsano, primus pro parte illorum de luario, alter pro parte Comitis Vicentini, etc.

MAURISIO M.

Misit ergo Dominus Eccetinus narrando negotium 20 Domino Imperatori, qui iverat iam Cremonam, ipsius postulando subsidium et uvamen. Quo audito, Ipse tanquam benignissimus Dominus, condolens cum fidelibus cruciatis, ira commotus propter nimiam audaciam infidelium, Vere quasi per aera Volitando, cum toto 25 suo exercitu sic celeriter succurrit quod a Cremona movit die Veneris et Venit usque ad Sanctum Bonifacium, de quo parte combusta, ibi prope hospitatus est.

Post cuius mortem cum duo facti essent electores potestatis Vicentiae, videlicet Dominus uti manus iudex pro parte Vivariensium et illus pater Vincenti de Celsano pro parte Comitis etc.

GODI L

Dominus Eccellnus, tunc Veronae Potestas, haec Imperatori notificat qui erat Cremonae, subsidium quaerens. o Imperator non piger in hoc, sed veluti hirundo per aethera volitando, quadam die Veneris de Cremona recedens, Venit ipsa die apud Sanctum Bonifatium Pro magna parte Combustum.

inutile dimostrare ches it Maurisio non pol derivare alta cronac de Godi

alcuna parte deli' opera sua, perclita egit fu non solo anteriore OStui, a m con-30 temporane e res parte viva gli avvenimenti politici narrati Sicch non mane altro che constatare o sorgo di Antonio odi di dare a proprio lavor u colori todiverso da quello delim storia de Mauristo id non stante, tradiscon 'artifigio

Lyeditore cheme Thesaurus antiquitatum tomo VI, parte I ubblico con 'opere de Maurisio e dello Sme- regio a ronaca de Godi, collaetionata da Felice sto, Ia present a letiore con queste Parole:

O ero tibi se concinnum ac venustum fasciculum nonnullarum scriptorum de Rebus gestis Dominorum de Romano et Marchiae Tamisinae, ut sunt Antonii odi Chronica cum supplemento, QUAE FERE SUN EIUSDEM METHODI AC ARGUMENTI CUM GERARDI MAURISII Mi- STORIA, a me etiam de novo impressa. Haec sequuntur Nicolas mereri Chronicon, dictis Maurisii et God mo- numentis valde assine et . .

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