Rerum italicarum scriptores : raccolta degli storici italiani dal cinquecento al millecinquecento

발행: 1900년

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XUI PREFAZIONE

non solo 'ordine di traitagione e te notiZie tesse ma anche certe immagini e certe espressioni, he hamo riscontromella fonte Suddetis. Se Historia di Gerardo Maurisio pili non esistesse, aliora te parti della ronaca de Godi che da quella derivano,

mitatissimo valore limitati Ssimo, non affati nullo perchb, ad nor de vero, ii odi in due passi asserisce di poter Termare illacconto a tui tramandato, per aver isto letto qualch documento antico riserentes a fatio spostes e perch la parte preliminare ella cronaca, Contenente a breve descrigione delia citi e territorio di i-

darsi heril odi si osse servitora' un codice de Maurisio ora marrit o perduio, o 10 che egit si osse res cura di completare in qualche punio con altra fonte una deficiema una lacuna che era ne Maurisio tanto h vero che alvolta ne God si trova qualche notigia accessoria, che manca et aurisio, per es quegii porta Spesso a

suo uogo te date, che carSeggiano eli' Historia di questo per es il odi h nome cognome de podest di Vicenga perci'anno l99: Bonapax Faba, it Maurisio, se 15 si deve presta sede a testo muratoriano, d solo it nome Bonapax. Ad om modo a nuovo editore deli' opera de Maurisio petier e luscir agevole di rettificare odi consermare queste OSServaZioni.

Ignoro se Historia di Gerardo aurisio si arrest th, ove a sanno terminare 20l Osio e ii uratori certo che essa, tale e quale fuso pubblicata, per interoci Sun-teggiata dat Godi cio per tutia la parte che riguardaci storia de Vicentino dat 194a 1237. Anche ii resto della ronaca odiana non probabilmente genuino, o dirci meglio, stulto delle icerche personali deli 'autore. Seguono per in essa dopo it 237 note di fati politici e alcuni aneddoti, che in verit non si riscontrano, se non mi 25 sono fugoti in alcuna elle note cronistorie delia arca Trevisana sicch se non si ritroveranno, come a me non fu dato, te sonti, di cui it God si servi, a breve parte che egue es 237 no at 242, Vr ancora n qualch valore torico, perchhfar in certo modo e veci di fonti pili ecchie marrite o probabilmente perdule .

A proposito de fagii de Bacchiglione fario dat

Vicentini, per impedire cherae acque di que fium continuassero a correre attraverso a citi di Padova lGodi scrive loe cit. Col. 75 ah de cuius suminis re- motione apparet quaedam eius scriptum iniuria eccle- siae sancti Georgii Montis Bericae, quam ego pluries legi ,.

In o pili innanet intorno allo studio generale fondatone Iao in Vicenga, alle notigi date dat aurisio ilGodi aggiunge ibid. col. 752h: .... doctoresque in contrata Sancti A manebant, tibi hodie apud priorem Sancti nil assarent privilem collati studii ἡ. N il Gronico de vicentino Niceolo Smeregio,nh Historia rerum in Barea gestarum cli Ferret Ferreti, pure Vicentino, furono fruitati, pare, da Godi in questa parte preliminare ella sua cronaca me fa me Isravigii chera Sassi, 'editore ella ronaca de Godinella collegione muratoriana, tibia criti, di tui to-mo VIII, col. 69 Aetatem ipsius ad a. CCCXLIV profert acobus Marsan in historia sua Vicentina italice scripta libro I eumque ait Ferreri vestigia sequutum, qui no

sipatriae suae discordias et Bella cum Paduanis gesta narra

verat . a nessuno creda che iliaretari intendesse didire chera Godi derivo qualche parte delia Sua Crona adali Historia de Ferreti, a semplicemente che queSto Scritiore lyispiro con te sue opere ii desideri di com asmemorare a storia di Viceneta e fors et continuare le

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PREFAZIONE

XVII

Annales Nunc ac Iustinus .

.... EC rulinus.... congregavi exerestum copiosum pro

que de rixia manu valida L castrametatus est

in campestribus Urceorum et omnia quae Circa praecll-l climi castrimi in agris fuerant, devastavit. Quo audito. Cremonenses an eis undique con perunt una nimiter contra et mi et iuxta Nuncinum castrimi suum Posuerunt. In quorum auxilio Mantuani o Terrarienses cura Marchione Estensi magnifice sunt profecti. I Mediolanenses etiam contra lupum rapacissimum ventre

communiter Promiserunt ..

Annales De qualitatibus terribilis Ecce L

. . . . Dum enim, sicut Civis in statu degeret militari, 20 cem quidem erat in hostes, erga tamen amicos lenis ei tractabilis videbatur. In promissis quoque satis erat fidelis, in proposito stabilis, in verbis maturus, in consilio providus et in omnibus factis suis miles egregius apparebat.

. . . . De sinu . . . . t filii copi orum volens ad p. onae transire Cremo indique ami

citiis collectis viriliter coiitra ipsum unanimit ei uni onctili sua tentoria posuerunt. In quorum auxilium non tarde Mantuani χυ Terrari, cum Marchiones Est ense sic), Mediolanensibus quoque magni lice venientibus.

GODI De conditionibus et qualitaribus Domini Eccelini.

Dum namque sic a principio tanquam Civis antequam ad aliquod dominium Pervenisset, militarem vitam ducens, erat acer contra hostes landus et lae tus erga amicos in promissis ex quendis fidelis es constansu stabilis in proposito, in consilio et verbis Providus et discretus in toto aspectu corporis et gestis suis miles egregius apparebat.

Deli assinita di questi due passi 'era accorto anche 'Osio, ii quale in margine altest sece questa nota Habentur haec ea em in ne libri II Chronici Monachi Paduani. Cos infatii uitari ultima pari della rona ca odiana da questo sonte ricavata. 'Osio credet te opportuno di continuare a ronac de Godi, aggiungendovi 30 come Supplemento della lacuna uia ungo quarcio tollo a libro XIX de De Ne no

s aliae L Cario Sigonio: egli tesso lo dichiara Reliqua desiderantur, quae facile

storie di tui. Ecco ci che it Margari lasci scritio : Antonio odi fu in questo tempo 13 ), citiadi no

di belle lettere et scienae varie ornatissimo : Scrisse al Ferretii tetro, da millenario no a presenti templf te cos et alti della patria molto accuratamente Ia cui opera fece Oi trada a Pagitarino se bene d'essa μ non se ne a ora alcu indicio, cf. IAc. MARZARI, La historia dimicensa, lib. II, P. 33, VicenZa 6Ο 3. Eppo it Margari cloveva conoscere pochino assa anchelo it Ferreti, sera chiam Battista Ferretti, e se di tui lasci scritto pp. 32-I33): Visse questi anni poeta

' prosatore in molio grido. . . . compos opere diverSe

laudatissime, ni in specialit cantoci fari degli ca-

ligeri e scrisse in prosa te cos delia patria con lew discordi et guerre che hebbe con Padovani, a vvenga non si tro vi hora alcun parto suo fio . ET IT S., uova dig. di ANTONIO BONARDI. ISin questa accolia Λ UCCI-FIORINI, asc. I lib. t X a IX. p. 29, torno Vm, col. 87 -d della antica di-Zione muratoriana Ho critio pare, perche it RQ - Odino e i cosidetto Monaco Padovano aut ore egi Ainales Sanctae ustinae avrebbero attinio allamedes ima fonte, ex dissicile asser ire se ii odi ricorse ait 'uno orali altro, o a uno dei due. s. A. BONARDI, A Liber eximinum prela Zione in Q sit illam ei di SStoria veneta a cura ella R. De p. ven dist. patria e ella uova digione di questa accol-ta: UIGI A. ΠΟΤΤ1 GHI Degi Annales Sanctae iustinae Tutamini, in Archivio Murato iam , . . Citta

T. VIII, p. 1 - .

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XUIII PREFAZIONE

iupplebuntur ex libro XIX Caroli Sigonii De Regno Italiae, donec Salimbenus de

Salimbenis, cuius ex sontibus emanarunt, edatur in lucem 'editore ella collegione muratoriana 4'accontent di riserire queste parole deli'Osio, e Iubblic come appendice a parte ricavata a Sigonio. degno di nota che in eguit alla ronaca odiana si trovano tre diversi elenchidi famigii nobili vicentine: a me non consta che uia altro cronisi ii abbia a redati prima de Godi.

Per venire ad una conclusione di id che pili preme, penso che se Antonio odi non a lasciato, Ome nora Sempre u credulo, che a monea ronaca elle coge vi H0centi ne norati anno q260, egi non merita 'esse riputato ra i uoni ed autorevolicronisti, e 'opera sua E degna di minor onore, come quella Che povero stratiodi attre cronache pili ecchi e note da ritenere anche che o tesso odi non desse trOppa importanZa a questa opera sua, iacch essa non era che una parte delia parte preliminare ella Cronaca, che eli' intengione deli'autore oveva isordire pro Q 5 priamente, non to si dimentichi, ali anno 13ll. forma tessa ello scrivere moliotrascurata frequentiSSime Ono te grammaticature, Sempre poc elegante e abborra C-ciat i periodo, mentre a prosa de suo conciliadino Ferret Ferreti, Vissuto in tempo, in cui a coltura manistica in Italia non aveva dato che pochi germogli, si di graniunga piae corretta pili classica siccii penso ille Antonio odi non sol, lasci 20

interrotta 'opera sua, a non pol emendare e migliorare nemmeno queSta Parte re- liminare.

I testo della ronaca vicentina di Antonio odi m conservato da Sette manoscritii: de quali quattro sono nella Bertoliana di Uicenga due netl'Ambrosiana dimitano, uno 25nella arciana di Uenegia Neli'edigione muratoriana furono messe a profitto e Varianti dei due codici deli Ambrosiana che furono collocate in calce a testo gi preparato e edito da Felice si ne Thesaurus antiquiolum de Grevio ulla scorta ditre manOscritti vicentini. Assine di procedere con aggior hiaregga e semplicit nella rassegna dei singoli 30 Codici, denomino lascuno di essi con una lettera deli alfabeto A codice bertoliano 21, 10, 18 sec. XV). B codice bertoliano i li, sec. XVI).C codice ambrosiano D, 23 infer. sec. XVII).D Codice ambrosiano I, 21l infer. n. 3 sec. XVII). 35

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dalia collegione dei libri di iovanni init. Fracangani misura iiD. 20 per et i gato in pelle rivestito 'una copertina di arto ne contione in tutio cartes di qui stille prime dieci h scri ita a Cronaca de Godi, e mulle sequenti Nerum Ticent nurun conitemsium . di ioco O iura valore come C detto ne lato interno della it pertina . Da man moderna poco Opra a questa dicitura b riserit i litoto Cronichettagdella citia di Vicenga compilata da Antonio de Godis . Ogni acciata de codice ritia si due colonne clasciana elle quali conta 2 righe da una sola mano Pure delia medesima mano sono e rubrichem aggiunt marginali qualche riga fu lascia tal in lanco allo critiore, per indicare ii passa io ad altra narragione. Lo critii egul 'us oriografico de tempo, in cui visse: i ditionethi, te oppi consonanti sono quasi Sempre OmeSSi. Essendo it codice di pili ecchia lata fra superstiti si puli dire a priori, che esso merita 'esse tenui in consideragione. Non uno dei re codici es Lax nati a Felice Osio. Senga tem di errare, si uti dire ancora che direttamente . lnon dipende agit altri codici superstiti, angi, come si edrii, da esst si distingue

non deriva alcuna Sua arte.

. Ora gli altri codici derivano a quello oppure da altri codici anterior o coe vir a codice A mi essi alciani emanarono da questo, a tui Sembrano ripetere diverSRorigine. Si famini infati it codice . Questo codice, pure apparienente alia Bertoliana,misura m l per l, si scritto ne se colo XVI h legato in carione, ri vestito acarta pergamenacea Conta arte scritie 5 ogni acciata comprende 3 righe, critie 30 con molia diligema in principio e in fine vi sono alcune arte in lanco non numerate. C fu chi lasci scritio che i copist fu Giberto Cavalcabuot secondo altri uiroglio dat Persico Nella primi carta numerata in forma M'iscligione si legges movis

V Per i poco valore che esso merita non si pu5 - Ne tergo deli' ultima pagina mox numerata χ' attribuire a Giov. Giorgio arissino, momo di tanta scritto a mano moderna capit sotto l'occhio ui letteratura . - rotolo scritio da Giberto de Cavalcabobus nodaro pu-

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PREFAZIONE

Ne tergo di questa prima carta a principio subito a trascrigione ella cronica, aquale in comincia e termina Con e medesinae parole che ne codice .

I pro emi h precedulo da quest' altra semplices scri gione Antonius e GHis ad Iectores cronac d contenuia elle prim 28 arte. Do pocia c. 28 seguon attre cronichette vicentine e alia c. 44 alta 75 irascritia amissoria ranslationis coronae omini de gno Constantinoso Iano ad re em Francis Neppur questo modice bertoliano fu uno dei re isti e collagionati a Felice Osio. Questo codice di primo acchito, adando a cara iteri steriori embra distinguersi affatio a codice A, perclidad senapio, te scriZioni che si leggono in N, non anno riscontro in A in questo si 10

notano frequenti note marginali che mancano in quello ponendo tra loro a con- fronto te varianti dei due testi si iunge a diversa concluSione.

CODICE A.

Enarare deliberans miserias amictiones oppressiones, Clades depopulationes stupra, incendia, calamitates et cedes, quas civitas Vincentiae eiusque districtus hactenus Passa est, potestarias et regimina, quae in ipsa civitate rexerunt, potissime ab anno Domini CCCXIcitra, quo anno ipsa Civitas extracta et liberata iuude semittite iugo gravi et iniquo dominio paeuano, sicut inferius apparebit, occurit mihi Iiqua anteriora de stati et opulentia civium, districtualiumque ipsius, Gustatis Ne eiusdem flagellis, quorum calamitatibus et ruinis, quas ipsa civitas et districtus ante passa inreu, In presenti opere aliqualem facere mentionem et ab ipsis incipere, ut per ea apertius consci et discerni possit, qui tune fuerit ipsa civitas et districtus, quid postea, quidque nunc sit, Ommissis guerris, Coniurationibus, eversionibus et cladibus, quae se multo tempore viguerunt temporibus arti elicisque Vicentinorum Guium ipsis cum co Eribus adversantibus ad invicem et in ruinam sonentibus issam civitatem et districtum totum.

CODICE B.

Enarare deliberanti miserias, amictiones, oppressiones, clades, depopulationes, stupra, incendia, calami 15tates et caedes, quas civitas 'centiae eiusque districtus hactenus passa est, potestaria et regimina, quae in ipsa civitate rexerunt, potissime ab anno Domini

citra, quo anno ipsa Civitas liberata uia a iugo

et servi ut ac iniquo dominio aduano, sicut inserius 20 apparebit, occurit mihi aliqua reserare et de statu et opulentia civium districtualiumque, et de eiusdem civ

tis sa Ilis, calamitatibus et ruinis, quas ipsa civitas et districtus passa fuerit in presenti opere aliqualem facere mentionem et ab ipsis incipere, ut per ea per 25tius discerni et cognosci possit, qui tunc fuerit ipsa civitas et districtus, quid postea, quidque nunc Sit, Ommissis bellis, coniurationibus et cladibus, quae multo tempore viguerunt temporibus arti cetera desunt).

Angitutiori lettore rimarrh perplesso inangi alia variante delia data ne due codici: quella corriSpondente alia Verith, per citi che sopra si h detto, licia legione di A. iavariante diis non oviata ad n errore de copista, pol cli si ede ripetula anche 35neli'iscrigione di frontespigio sopra ferita. Essa si uti iustificare cost lo critiore

blico e confrontato it carastere,' simile a quello del presente libro . an pili recente appos solio quest altra nota Seritiore rogito dat Persico, i mede simo, che copi lo statuto de Ia6 4. Siccome laquestione non iova allo copo Prescriti e Iu sem-brare Ziosa, non mi sono curato di isolveria. Av- Verto ancora che questo fesso codice apparienne a Ercole ForteZga se si uo prestar sede a Gia Vinceneto Pinelli, possessore e codice ambrosiano C.

27쪽

PREFATIONE XXI

reggere a data iii ita da A sostituendola con questa MCXCI; 'intende che per loscritiore la propOSiZione appositiva Seguente non ave va valore, da momento che non sape va in qua anno UicenZa si soSSe Ottratia a dominio ado vano . CON Puri . ben si osserva anche te attre varianti di L non sono casuali sono corregioni A mio

avulso, esse celano malamente a uona volonta ello critiore di da mixtior veste alia cronaca tali sono e varianti di H in tutio it orso della rona ca. a. in molli passi controverSi, Ome si edra, ne quali ' discrepanga ira i codui. Rem pre la

leggono negli pagi interlineari, quelle Cheleli'edigione muratoriana sono indicate cometolle ait esemplare de codice di Ercole ForteZZa, che sopra o descritto e chia-mato B. Non si creda che questo codice C, perch contiene non poche legioni proprie di 20 S, da questo immediatamente ed esclusivamente derivi Angi se si annullano queste legioni derivate posteriormente a B, e si metia a confronto it testo dii conmuellodi , in modo evidente sulta che non a B, ma ara deriva direttamente i testogenuino di C. E ci percii ne passi controversi, elle lacune, negli errori e legionidi collimano con velle di Per lo critiore dii alvolta, non os frequente-25 mente come quello diis, si compiacque di chiarire, di mendare a suo capriccio qualch legione di Ecco qualche Semplo. Anchemo critiore di C sors ritenne Antonio odi cronista assa pili ecchio diquello che fit infati egi volt correggere ii noto passo controvere de proemio potissime ab anno Domini CCCX citra, cosi potissime usque ad annum Domini 30 CCCX citri corregione, come si h etto, doliata anche ali storico vicentino, Giaconio Margari, e Tatio arbitraria. Di sua inigiativa ancora o critiore di C cor-resse aliqualem mentionem di , in aliquam mensionem: cos la rase quas erras iniuste nunc Patavi polentia etinens, in Palavi ιnc iniussa polentia etinent cost:

busta populosa, ii burgia populata. In alc uni passi e legioni di C sono tuit' affatio

Cos fors non aveva valor alcuno per i copi temporibus Marii fors penso a Caio Mario, che u insta di , t accenno che ii odi fain tempi delle discor Roma console serie volt e che turbo a quiete Mella ridie rara Vicentini Mario e Felice: egii fece punto Repubblica.

28쪽

XXII PREFAZIONE

differenti da uelle in cui A concorda con gli altri codici Per sempiO, Ove in que-

li si legete Dum . . . . discordias Ierun pullulaSSE II in C Dum .... Hiscordiae ferum

positi assent in quelli Paduani polentes in auxilio sic potestatis Vicentiae venerunt, in C Paduani ponenses etc. cos ancora negli altri eos belgo superasi et icu in Creos bello superavi os incit sic). a in queSti casi, mi pare evidente 'errore in Svolontario, in cui h incors it Opista di C. In qualch altro passo, a di vero, sitro va pili corretio it testo in C che in A ma allor in questo caso si levano errori involontari di A. Questo non deve farci credere che C possa esse derivato aut archetipo diverso migliore dira, a che te legioni pili corrette, si an pu rare, si deb-bano ait 'intuigione de copista di C. 10 Sicelth, per assumere a mi opinione e per concludere ritengo che anche i testogenuino della ronaca de codice ambrosiano C derivi esclusivamente a codice A.

Del iecolo XUII si conservano a presente altri re codici: l'ambrosiano Γ, ilbertoliano V it marciano F. 15L'ambrosiano D, segnato J l ins. n. 3, E cartaceo misura m 2 per i 5 an-ch'esso apparienne forse a Gian incengo inelli, alia cui libreria passo con alui codici eli'Ambrosiana. Ne frontispigio reca questo titolo ironica a nifici domini di finisco con a data MDCX. Anche questo codice ambrosiano h miscellaneo, e contiene conla ronaca dimiceolli meregio anche quella de Godi cc. l-70 t). 20POicli per te agioni, che aranno spOste bene considerare ii valore di esso in- sieme con quello det tertoliano E, descriver brevemente inche questo codice. I bertoliano E l. 0. 18, cari. misura m. 20 per l5, conta arte numerate 3, alle quali eguoia pocli attre, in parte sciitte in parte lasciat in biancos latronaca delGodi comprende tuti te 23 arte numerate sui frontispigio della prima carta critia 25c press' poco a medesima dicitura leti in D: Cronica a nisici GHi Sul lato interno de cartoncino, che veste i codice, os scrisse lye bibliote cario delia Berto-liana: ia presente rotiaca di Antonio odi h critia a Silvestro Castellini, come appare dat confronto de di tui carattere, di cui serbans autogra varii libri della di tui tori Vicentina appresso di me Vincengo Gongati . Op ta Cronacamel co 30 dice egue a rasorigione di Exemplum unius anIiqui pristia ii redorici fimperatoris anni MCLVIII, cons mali Ecclesiae cathedrati . Si noti infine chequeSt codice Se non erro h uello che r. F. Vigna ne suo Preliminare pag. 68)cita come sistente eli'Archivi di Torre, e che se uno fraci re codici vicentini, Contenenti a ronaca odiana, collagionati a Felice Osio. 35 DL primo acchii questi due modici presentano caratteri lassini sembrano quindiripetere una comune origine. I titolo della ronaca in tuti e due eguale e solo

29쪽

PREFAZIONE XXIlI

a e si comune gli lenchi deli famigii nobili vicenti ne si eguon ne me desimo ordine, non os negli altri codici. Se si in minano i passi controversi let te notano certe particolarit comuni solo a V ad 1 is em invece dicitaem assianum per Naxianum, mensas accus de nome Brenta fium de Veneto in uogo di reνι- fi in Guqelmus SpeSs invece di Gulielmus, arrogantiri per artholomeus etc. Solo per questi due codici noto ii cognome di alvano Lancia, che fu podesta di Ui-cenga. In molli ami, ove d generale controversia ira i codici, anno sem- pre o quasi Sempre te me desinae legioni. IO Oviat dire quasi sem pre perch in pochi casi ' u qualch disaccordo fra loro in verit te discrepange consistono in

t modificagioni di desinenge, di prefissi e di suffissi Per sempio in D si leggono

queste SpreSSioni aliquam, Colo longa, civibusque, ultimo, FcISIAE, OS*uc, precurrentes, Comes Bonifacius, rapinae etc. in E ispeltivamente a uestem, Cossalo ira,

et cisibus, ut imae, Asor, OS quam procurrens , Comes Sancti Noni falli, opinis etc. Come Si ede, per queste ed attre poche varianti non si uti ammettere ista lorol diversa origine, quando si a che in tutiori corso ella ronaca te loro legioni stanno, assa spem in contraddigione con quelli di Me de suo derivati. Quale relagione di dipendenga intercede tra E Sopra o dato nota diat cune poche varianti in cui discordano i due codicia a me embra che in E la formasia pili correttas etlyesam de resto della cronaca si e de anche che in E qualche20 lacuna su colinata qualch errore di tollo, checla re lagione de testo h pili curata ed emendata. Sicch par te cito di pote concludere chesi derivi a D. Ad gni modo id che pili preme, investigare, se questi due codici derivano anchyessi clara oppure damn archetipo marrito e perduto. 'e Same de testo, quale dato dat re codici, melle in evidenga i loro valore e i loro apporti Qui si ad-25 ducono poche varianti te note a testo completeranno a dimoStraZione.

Cartigianum

intra has Vero cinctas de Causano

Paduamque

pro illis de Castro Vinculo et Oniacello privilegia collati Studii 35 odiis pullulantibus absque medio

factaque tunc fuit ultra modum mirabilis praeda putantes ipsum improvisum capere castrum Valeriani fortissimum iuxta 40 villani mansionis Ieri eum diu

obsessam

ad domum filiorum de Zachanie Cartiglianum

intra hanc vero civitatem de Celsano Pastor episcopus Pataviumque

pro illis de Castro Unicolo de Monticello privilegia collationis Studii

odiis pullulantibus absque inaedio factaque tunc fuit mirabilis praeda ut antes ipsum improvisum caperet castrum Valeriani sortissimum villani mansionis Ieri eum diu

ad domum filiorum de Celsanis Carllglianum

intra hanc vero civitatem

de Celsano Pistor episcopus Pistore Pataviumque pro illis de Castro Unicolo demonticello privilegia collationis Studii odiis pullulantibus absque rimedio factaque tunc fuit mirabilis praeda

ut ante ipsum improvisum caperet castrum Valeriani fortissimum regantiarum et villani Mansionis per eum diu possessam

ad domum filiorum de Celsa nis

30쪽

XXIV PREFAZIONE

A mio avulso, se si uti ammettere ches E ripeta a Sua origine da non si pubdire alti etiant dii rispello ad A D deve derivare da altra fonte, da uti archetipo sina mitra o perduio, che per meZZo de Suo rappresentanti Ced cita di fronte ad A dimodoch il est dour esse ristabilit olire che o A anche con , apo- stipite di una seconda famiglia di codici. Infatii a questa ovettero apparienere anche gli altri due codici vicentini colla-gionati a Felice Osio, oich il teSto che egli a pubblicato assai frequentementes accorda con me quindi con E ne caratteri intrinseci ed strinseci.

Ma prima di venire all'edigiones de testo, voglio terminare ii descrigione degli 0 altri due codici, per quanto Ssi non abbian alcun alore. I marciano F Segnat o Lat. X, 247, ora 288 pure de secolo XVII misura 2 per i 5 di arte l57 contie ne olire latronaca de Godi, quella dello Smeregio, a vita di Riccardo i a Bonifacio e Historia di Gerardo aurisio. I copista tesso a questa dichiaragione, che ci dispensa a gni ulteriore aesame: 15 Antonii Godi nobilis iconfini chronicae quae ex an a anno MCXCII usque ad CCLX eiusdem fere methodi et ar umenti cum Gerardi auristi historia quae praecedis utibus accessu postremi castris Supplemensum Caroli Si onii libro XIX de Re no Baliae. Eo x inius artis oratoriae infersres in gimnasio Pa asino primus

haec ipsa Iribus e manuscripti codicibus vicensinis desinoecavis, recenSui evulpaῬseque . 20 Questa copia della cronaea odiana fu ricavata deli'edigione deli 'Osio essa dunque non iova alio scopo di costruire ii testo. Egualmente pud essere rascurato it codice bertoliano in segnato 22 10 ll, delsecolo XUIII, hemis. 20 per i e conta c. 34. La prima Carta numerata porta ella facciata ritia a medesima scrigione de Bertoliano B sopra descritto, resis Ira 25 clam est.... . I pro emi della Cronaca c. precedulo da quest'altra breve iscrigione: D. O. M. Antonius e Godis ad lectores. La rascrigione della cronaca continua regolarmente no a uita a c. 22. C. 23 Seguono vn Compendium rerum Vicentinarunt, altra cronachetia vicentinae come ne codice B suddetto Vistoria Translationis Coronae Domini e Ne no 30 Constantinopolitano ad Re em Franciae mara incompleta c. 32-c. 34). Da queSte brevi note strinseche si comprende come questo codice si tratio a Bertoliano B, derivato da A anche te legioni de testo di, corrispondono appuntino a quelle di B: perci h logico non fondare S ess alcuna ConSideragione. Non 'lia dubbio che, non stante a poca originalit della ronaca odiana. 4 35 altri codici, non molli forse, issa morascritia di questi infatii appare qualch tracciane codici superstiti iove alvolta occorrono certe forme ortografiche, che en diui-

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