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Dio Cardinllio Albani, Braschi, Colonna Antonelli und
Doch litote sicli apst ius ohi, dies solito Absiolit in
seinem neuertichon reve an Josos vom 9. Februarisum Aus-
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Papa sexti allocutio, habita in consistorio sogroto, dio XXV. Fobruarii 1782. Codo bellioli: pistola ad principes. V. A. Rom. gl Acta a nanctissimo patro si domino nostro Pio, cansa itineris sui Vindobonensis Anno 1782. Viennas. Abbato Brunati atto hi rubor solii pigonen Ansicliten, Melehes in sinem orichto vom 27. obruar 782 dem sireton auniis, Wie solo, mittheille: . . . No sudetis concisior il sanis adro a semplic monto dato parto a fur collogio delia sua partena por Vienna, Per abboccarsi coni M. t imperator sopraclo noto pondonge ecclesiasticho Si stupor per quosta straordinaria risoluetono di io VI oppure man- caliga di potio do' cardinali rimasti attoniti a quosis pariare, nissun haavulo it corraggi di opponi in publico per disapprovaro quosis emi malo coneopita utraprea dolia Sua Santita, eho a pili sana parto de iΡOrporati altamonis condantiano in particolare montro riguardandola pertuiti i versi, ni Ei che pote trovare una sol'ombra di plausibilo regione da potorsi iustificaro, o provodon o no resagiscono Io pili alamita conse enze. Ne delibo far poetica hi onoscera' indolo eardinaligia,cho non si stata satis a Sua Santita un porta opposistono per mi teneria B per non lasciaria assolutamento partim. I setis cardinali talis Sua Santita consultati sono sors i primi cho godon cho iliapa via AVienna, sperando da questo viami u sol locito cinctavo. I cardinalidosidorano conclavi, como i modiei dosiderano aminatati. Questa ram e tanto pili viva no prodetii cardinali quant his, rogolandos Saa M'tit in tutiora eos a suo capriccio, non e amato da vomno. 8L-λ Hrgati an aunita 27. Februar 1782. Boi Brutinor Theologiscte Diener schan, 5. Nol udotio concistoro, schriob mnati an dom-lben TR an nuntiκ, it anto adro a . . . dato pari a sagro collegio ... ιη in tanto non ortava eo vorun cardinals porcho reputandoli tuiti deo avrobbo crodulo nolla colla di sis torio a chira clava, o ho in eam
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Vonisse gli in nosis ungo viami a manearo, orogando alia bolla di Gregorio , noli quato si proserivo di ovorsi tonorem conclavo nelluogo istosso, ovo coadosso la torto do pontefies, dispost avova conominas sua costituatoris, chora conclavct ebba tenora in Roma, sortando por no i ardinali a volo progar Iddio, a Madonna, i principe reli Apostoli S. tetro tanto porche rioschini, solici si suo inton-gioni, quanto ancho or a sua saluto. St. -Α. gl Rittor 271. D Tagobueti ius VI. 'filint in altor uret nur Folgondos libor disses Consistorium: . . . Ne concistoro cho tenus no palaκεο Vaticano il
tandolo a proraro S. D. M aeci ii assa gi' opportuni potonti lumi od nti, a fine di pote procuram ii maggior bono dolia Catolica Romanaehi a. Avova digia gli opportunamento con particolari chirografi cone ut a tuu li S. cardinali ho oecupavano is rospestivo caricho
sermo o tranquillo ma quest o sompro stato od ora solito linguareiodi hi credo avor tutio da Iddi s nisent duli uomini, di hi opora pori spiragioni o si figura 'o oro ad gni passo accompagnato da miraeoli; linguago per nitro cho so abbaglia molli, non abbaglia por tuti omolio mono nolli cho sono bon avvoduli e abbastanga provolint controlo negas o gli caltri artifigi do' proti Romani o dolia naaion Italianain conerale. So intorprouris Brunati die mmmigkoi dos apstes.
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da quolli che ovovano vere 'onoro di serviri no viamio, o dis sonella Vaticana Basilica, vo onoratori santissimo agramonis o bacciato con solum odificagione it piodo alla statua dira Pietro, vorso de quale professa una singolarissima ovogione, si porto ad scollars a sanis insessa che si colobrata a solito da uti suo capi ollano segroto nel Paltare dolia entiodra di S. Pietro, alia quale assisteron Monsi ore On mnialdo Braschi, auo nipoto o maggior mo, o Onsignor Antonio M Ῥωria, maestro di inmora; a prolatura o mollissima nobilia ivi concorsa per auguraro nil Sua Santit hin prosporo iugio, sed ancorari' eminenti imo Pallavicini. ogrestari di stato, che sopogiunso sopra, ora digia incomin ciata a desta in m. Terminata questa passo nolla sagrestia dolia Basilica, ove essendos portati a bella post ii roali conti do Notat, eo limodosimi si travonno per qualch tempo con tutis in maggior mutilogra, avendo voluto corrispondero alia particolaro attengione di portam innis di uon Ora a Vaticano por solicitario no suo vianio. sobbene a Sua Saulitam progasse a volo ivi rimanere con tutis ei non licii eid'impodirii clio S. A. to accompagnasso in alta uarogEa, olla quale ascoso, bonodi 'cliuiuetis numor di popolo vi adunati, o ancora
nolla vasta piaκκ di S. Diotro. Ed indi or a strata do ponte di S. Λ olo a porto alia chiosa di S. Maria in Vallieolla o si la ellio
nuOva), ovo disces alla portoria dulta casa religiosa ivi annossa si Pomnolla chios ad adorare i augustissimo ingrautionis, o indi passo allatin do glorioso S. Filippo eri ovo si traiienno eo grando servom ad Orare per unicii tompo, si tanto cho adompluto avendo alia sua devollione, passando per in med ima parte, o cui ora venum, ascos nuoVRmente
in carogga per la strata opolo, passo alla Ἀκκ di amnino e iudirivolgendo per a regia chiosa doli Anima, o passando otio ' areo di S. Mostino indirigeandos per a diritia suada di i potis, munis alla porta se Popolo; od a ponto Mollo se rimatior it poco umero di
caroκ- cho aveano scortat o eguit in i tui carox- non avendo, luto vorun altra maesta.
uuanto grande fosso it popolo accorso por odor il sant piaree augurarii con vivi sentimonii di dolore i folle viamio, o hi eriti' apostolica bonisdiatono, non uolo abbastanta sprimere o bastera i tanto accentiare, cho da Vaticano sino quasi alta rima portarao Modest trovaron tu modo straordinari ripistio 'ogni sortes e rango di per Eoue ossendo concora in molti luoghi li orsonare pili distin Im
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sinnunge orsorschen und aucti ilim Insinuationen machen lasson
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Giunt essendo in quost temporis Margio una mardia nobilo Ungareso, spodita a Sua Maost Cosama con particolaro lotiora per a Santita
.La Santita Sucrispos . . . si ad nn invito tanto obligant o gentilo non potova opporei, o cho accouavara' offorta dolia MaEata Sua. Obid.
