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Α tutio ei non s6ntissimo talia M. V. alcuna risposta Sodisiacente, o solo edimo, chs in un assar di commutas interesse . . si o decisa sulla propria opinion songa oppur valutar il poss0sso linmemorabiletas amo assiste. Ora non solo torniam a ripeteri r istossi motivi, mala sacciamo a provari brevemento, cho quanto aliora L dicommo e effettivamonto in-nsgabiis, s cominciando dat vescovati e punt troppo corto ed ammessoantho da quegi' autori, ch hanno id egi 'altri ostonuit i diritti Rogi, non potera alcuno arrogare a nomina ali chios vescovili sinet indulla Apostolico, o concordato satis colla sania sede ovvero in semito di possesso immsmorabile, o basti citare Natias d'Αlessandro noli istoria ecclesiastica secol. VIII, cap. 2 art. 1 gra, lam. 6, dit Venet pag. 20, col. 2. E in vortia non vi e chi non sappia pensare cho soci principi messero potuissostener is nomine a usscovati come diritto inssirit alia loro corona, non sarebbero stati tanto sollociti di procurarsi como si procuraron destasias Apostolicaria privilegio. Sappiam non pertanto, cho da alcuni ancho modorni adulatorida sonant si attribuisco loro come a diriti di suprsimo domini l elegionodsi vescovi, lasciando allapa 'Ordinaetiolio ma no par non incommodare di troppos M. in spariando per i largo campo deli istoria ecclesiastica, ci ristringiam crispondoro sulla localita, alia qualo orati sua a letiora della M. V., e dictam chorat Ambrogio su sietto vescovo di Milano a voco commune per acclamagion do vescovi, si clero stras pop0l cattolico, edavendo insinodo per calmaro χpposietion scit tumulto heriacevari partito degi 'Ariani, regato 'imporator Valontiniano I. clis avosse satia egii 'elsettons, risposo: Majus est viribus meis istud negotium, vos vero, qui divina gratia repleti estis, et qui divinum illud unis hausistis, melius electuri estis. Como acconta Thoodorsto nsilla staria ecclesiastica lib. IV, cap. 7, opo lis a precedonis cap. 6 in fin, vinriserita infortagi0ns satis dati si s imporatore primatasti oletion aives vi di elegger uno, cho fosso ornato di tutiora virili morali, ella quale confluso: huiusmodi igitur virum in Pontificali cathedra nunc collocato, ut nos quoque, qui imperium administramus. Sincero ablue ex animo, caput ei submittamus, jusquo reprelion Sione tanquam Salutarem medicinam suscipiamus, homines enim cum simus, saepius labamur necesse est. intant satis cho fu Pilegion0, ' impsi auue commandi cho St. Ambrogio lasso subit balteagato, o ordinato, percho dovondosi Superarola costanto repugnanga dot Santo in non volo sottomottorsi a pes lamidabit doli episcopato, o dousndos instem staccari dalla civit amministragio no di nolla provincia, o passario alla pr0sottura do socol aDj9jtiro b Cooste
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qusilla ella hiem, ora be congruo opportuno che imperatore u interponesse ' officace suo adrocinio per accelerare I effetio del-
Successivamsint ne pontificato dira Gregorio Magno essendo vacatacla sussa chissa di Milano, spodi ii Ranto pontefico Giovanni suddi cono, acci avesse suminato, si a lavor di eosin o Diacono delia me-dssima chthsa lass0 persistito it consensura tutio it clero od in talis ol 'avosso satio ordinare da vescovi dolia provincia: cum nostrae au-itatis assensu, quatonus huiu8modi 80rvata consuetudine et Apostoliea Sodes proprium vigorem retineat, et a So concossa aliis sua jura non
minuat como lsiggestis silla lotiora 30 do lib. 3 doli sidit. si Maurini Seorge la M. V. anctis da questa lettera, come dat socoli pili romotistasi lotiori vos vota Milano, hi abbia conosciuio dolia validita di suaslegiono, o con quale autorita si stato ordinata. Ma da cho Giovanni XXII, nsir anno 1322 risore a se la collatione dolis clites pi cospicus d Italia, si a te quali quella di Milano puos M.
intundere lactimente, como illauca Francescorisoreta dovetis no 1450 pre-gar Nicolos, cho gli concedeουs non di nominare, a Sol di accominandaro quelli ch λssero stati idono per te chi si dignita, o bonefici. con avorte No per breve pistolaro d0 2b Agusto 1781 post in vista εcircostanet doli indulto Pontificio comprendera ancora, come ne 1523avendo Francosco Slarga ilII desiderato clis la chies collegiata disiis vano gi riggsesso in vescovil0, d avorne relicia numina gli convenne ri- corror a Clomonio VII st largi constar di avo dotata, d mm0ntata coisondi ulla foretusca usilla biesa, e per tali motivi 'ouenne con ubi pus, che legges presso 'igholli ne tam 4 della sua Italia sacra acapo dulla shri dei vesci vi di ig0 vano quosti salti tuiti partie olari dellachiosa Milanes non sono in nati a casu, ne per tr curamine tot principi. no' pre usurpagionurati Papi, ni a sono nec0ssari effeti dolis r0 te cati ,- liche, pur e quali non pus90n i fovi an do secolo arrogarsi queli aut rita, ch non ebbonici fovi an gentili negi 'assuri dolia chi0su, nato sorbesi acia pili rabbiosa loro contradigetione, ne psrche quelli stans aggregati alia chiusa udo ita poss0nii protundere aggior autorita. oiche a me-d0sima mai diviso, ne pote Socii loro dividero a nativa sua autorita thegii fra stata conserita, edisssidata damos Christo. Ε quindi tanto it concilio Niceno 140 cano. 4 che LII. ne can. 3. ainendue generali dossuli uno Sser nulla gui legione, che i rencipiuve8ser salta dei vescovi, tau proti, o son notabili is parolo regisaei no citatu can. 3 cho omnis lectio a principibus facta episcopi, aut pres bit fili, aut diaconi irrita maneat secunduli rogulam, quas dicit: si qllis
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episcopia secularibus potestatibus usus, ecclesia ps ipsos obtineat, deponatur, et segregentur omnes, qui illi communicant oportet enim, ut qui prov0hendus est in episcopum, ab episcopo ligatur, quemadmodum a sanctis patribus, qui apud Niceam convenurunt in regula definitumost. ei0 a diro secondo a regula si canoni Ap istolici, senipreta pol segnitata por seris dagi altri concili sit ali ultimo di Tronto. quindi si manifesta, quant sta grand l abbuli di coloro chos sono usingat di ostenero ii diritis da ossi attribuit a fouraui, dii ter olemere i vescovi per disposietion de can. 17 de concilio calcedο-neso IV Ecumenico; oicho detra canone non parta di legioni, in dico solo, ch nolr innovaret da prencipsi una citia, Si siegua per maggior commodo nolla distribuetion dolio parrochisci' ordine ulla ripartietion civiis; ma cibis0 60 diro potera dat prencipe instituti sis nu0vo vos vato; ch aneti nstrari. IV de Photio episcopi Tyri di quel concilio in causa di preontinenet lia vescovi, si unanimo la voco do padri 0musis eadem dicimus, universa pragmatica ceSsabunt regula teneant sentenga
Mareiano nella teres 12 cod. Justinian de Sacr0s eccles pr0ScriSSo: omnes pragmaticas sanctiones, quae contra canones ecclesiasticos interusniugialias, vel ambitionis licita sunt, robore su0, et firmitate vacuatas esse praecipimuS .
purci quando i scritiori hanno asserito, clis ora uno, orci altro sonano h ei sit vescovati, debbono intendet si delia liboralita da loro pratticata colla sondagione et dotagione delis chieso ma non deli fregions de litoto vescovile giaccho non vi e cosa pili assentata anclis per i lemi civili cho qualunquo laico voglia erimor una qualch chiosa, non devoinc0minciaria, o prima non abbia richiusto ii vescovo, che si p0riera sultilogo, vi sar, oragion0, vi plantem a croco, vi stabilira i rodditi phr ildoconto manunim0nto ultrimenti non si rimerebbs una chises orto- doma, ma un illecita, e abominevole spei onca, come legges nolla prelagione, o ne cap. 1 della novella 67, s a cap. 7 della novsita 13 140ll 'imperatore GiuStiniano. Non ignoriam per altroci salti, cho si obbistiano da alcuni seritiori deli 'imperator Valento contro S. Basilio di Arcadio, cho spello volio S. Gio Crisostomo desta cattedra di Constantin0poli, improverat percidaltamonio da norio suo sititolio, o cos di alcuni altri a l0ro simili conis puro nui tempi 0steriori di usi proncipi cho si sottrass0ro ait 'ub-bidionga della chissa e con avor abbracciata a religione is ,rniata. socii strascinar0D pn,pri sudditi alia perdigione; a tali sempi, quant ultri mendicar si possunt , in iumero songa consi onto minor di Dissilire by Ooste
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quelli cho comprouauo latiurisdigion dolia chiesa e pili cho certo ch sar non possonora minima agion ad alcun sonano attolico, porche destachiesa costant0mento detestati, o contradetti, como procedenti a coloro, cha como offrauari hanno voluto tirars aras, o usurpare cib, hs allaehidsa si appartoneVa. a dii 'iuro non o possibile di stare strinion do sedeli od imitare si satis procedurs, s oglion prendersicis eos da giusti loro principii posciacho in avsndo il40stro redontor fondata la chiem, pote eo piarone de monito stabiliria con una potesta diversa diata lamporias, nsi sins, clis iis suo essetii ei00 cho riguardasse la temporale P essereiviis P altra la religiono, si cho perci douesse aver ei cunaria sua est rior autorita, o visibilo ministero, implegando con scambievolo armonia,ed aecordoria loro attivita, cosicchea impero concorva concio sue foret ad obligarili stinati ad oseguir lo sacro lego, scit saeord0gio stringa r a laetetionstas popoli ali obbodionga dei princip0, et impodi secto ribellionidsi sudditi, od in in guis ademptim: quae sunt aemiis, amari, qu&e sunt Boi D00 . trans de govorno spiritual la con divina ordinatione instituita con a chios la ua si archia, acci lasso porpetuam0nt revis overnata dat suo ministri s chirio negasse, incorrerobbo noli anathema pronunciat da concili di Trento nul can. 6, sess. 23 do sacramenti ordin. O se non pud a Cattalici n0gars alia chies la sua specia ger- archia, non gli si pud ne lampoco negaro Pistorii indipendout potesta, non potendo star assieme dipendenga, ierarchia in torra; o sic me lag0rarchia dovo osser' composta di id si diversi gradi deus quindi avere u capo da cui gi inserior dipsindino, o quest lo costitu Gesu Christonsilla orsona dira Pistro, Op tui in quhlla de suo successori, dat quali c0me da sonte procede uella legittim v agione, o missione is viris delia quat venon pastori inferiori canonicamonis assunt algovorno doli chisso loro assegnato com lasciat lo asseretioni di molli Santi Padri, 40finigiunt de concili, Asneta ustiro dat tormini proposticidalia chissa, si citia di Milano contest a quo popolo, o clero ii dottore S. Bernardo uell' epist. 13 I, ol. 1: Plenitudo siquidum potestatis super universas orbis occlusias singulari pra0rogativa Apostolica fodi donata est; qui igitur huic potestati resistit, si ordinationi r0sistit potest si utit judicaverit, nov0s ordinare epi8copatus, ubi hactenu non fuerunt. p0test e0s, qui sunt, alios deprimere, alios sublimam, prout ratio sibi dietaverit, ita, ut de episcopis creare archiepiscopo liceat, et o converso, sinscesse visum fuerit, potest a finibu terrao sublimo quascunque personas ecclesiastica evocare, ι cogero ad suam praesentiam, n0 Semel aut bis. sed qu0lisis xpodiro videbili orro in promtu est ei omnem ulcisci in- Dissilire by Ooste
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obedientiam, si quis forte reluctari conatus susirit Benigno probasti sit tu, quid enim contulit tibi vetus tua obsitio, set recalcitratio malo suas apseudoprophetis tuis quem fructum habuisti, in quibus nunc eruboscis E qui non potiam 1 monora amitin re, ed illusti ars il suntlmsnto di S. Bernardo colis pili recenti decisi0ni, non di privati autori, a d uncorpo rispellabilo, qua scit cloro di Francia, cho radunato noli ass0mblea generat lanula uel 168l, non dubito 'asshriro, che hi nomis Papat aularita, s iurisdietion osseulva di go vernar tutia la chiosa, s restringo i suo diritto ad nn ogiosa presminonga dilango eis gulo insegnamento, non pud andaro sente ali incursu nello schisma, o noli oresta: obtinet illo Romanus ponti sex in Nos primatum autoritatis, et jurisdictionis sibi a Christo Jesu in porsona S. Petri collatum; qui ab hac veritato disse uti ret, schismaticus, ut haereticus esset. Lo Stem ripeto in altra gen0rat assemblea dul 1728 nullo letters diretra alcis: necesse est igitur as-cundum catholicatu fidem recognoscero in summo pontifico primatum honoris simul et jurisdictionis, ut agnitus sui primis quoque ecclesiae temporibus. Porcia qua cosa anno tuti l altro chies d0vut dipundoro dat lacauedra Romana, o per quanto stans mult di osso largat di arrogarai indipondenZa, non lanno potui sustenero, cho Soparand0Si, o non pili communicando con quella, o per paria spmpro individualmonis dolia chiesad Milano trovandos la modosima in lampolas pontosico Nicolo II inlatindi vari errori, vi spodicil Papa in qualita di suo iugata S. Pieriamiani, ilqualo troud chori vos vo idon0, it clero, si il40polo uni vano ali altro scandalos salsita uulla di ovor ess0ro indopondenti alla potesta si Romano pontufice, dicendo: Non debero inbrosianam ecclesiam Romanis legibus Subjacere, nullum quo judicandi, si disponendi jus, R0mano pontisci in illa sed computuro, nimis indignum, inquiunt, ut quae sub progenitoribus nostris suinper exstitit lib0ra, ad nostra confusionis opprobrium nunc alteri, quod absit, ecclesia sit subjecta a choi sani d0ttoro inlito in cattodra risp0M: Romanam ecclesiam Solus ipse fundavit, et supra Petrum fidei mox nascentis eroxit, qui beata vitas aeternas clavigero, torreni tui ut ot coulestis impori jura commisit, non ergo qualibet terrena sontentia, sed illud verbum, quo constructum est c00lum et terra, per quod doniquo omnia condita sunt lum0lita, uiuanam fundavit eccleουiam illius curto privilogio ungitur, illius nuti litate sulcitur, unde non dubium, quia quisquis cuilibet occissia jus suum detrahat, injustitiam acit, qui autem Romano ecclesiae privilegium ab ipso summo omnium ecclesiarum capite traditum ausurro conatur, hic pri,cul dubio in has rosim labitur, et cum illo notatur injustus, hic os dicendus haere-Dj9jlige by Corale
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ticus. Ingenti mento e ne sermon dei quinto 0pusculo atriom. 3 pag. 32. col. 2 sille opero de santo doli' edit . di Pario do I 663, ovo immediata- mente si letaon is riti attagioni, i iuranasntita obbsdionis eris penitenredet pscovo, de clero, et de popolo Milanese. V. M. κ' introduco nella Sua letiora a dirci che allor iliovorno dεipopoli ara bon stabilito se eo bisogni spirituali si prouod ora ius moallo ragioni dolio stato mamo rispondiam a questa baso della novita dicodesta prima nomina cho regis en proved ut agi 'uni, et ait 'alus colmotodo filiora osservato vuole la M. V., chs il sis vo abbia quo requisiti. eho ci descrius concorrere ne propost Visconti, o No lo uoniam eoal- mente com deliariclo vollemni Nostri antecessori, cho per averissi libera- monto lettici passati arcivoscovi, non si sa che questi abbiano ma in-lastatori principato eis alcuno lo avesso satio, o lasse si sarto, non inrebboro mancati uo' mancarobboro megeti per is nori tu dovere dunque intitolo, che si pr0duos, o che ogii uno do su0 prodecessori non avreb, tr curato, non e cheis colore di appropriarsi senin alcun publico vantarei uti diritto, cho ne per origine, ne or consuetudino pud spetiare a V M. Ss e principio sicuro, cho non tutis cili chora grato a chi rores lostato, is utiis a medesimo, da titulora' propriars que che elasgi altri. multo men pud dario, quando vi si unisca in oppost la religione accidnon rendas schiava alia larga secolare, duopo e chs AEn uno, chiunque sis. batta quella trada, cho usilla pro sonis potos su proscritia ait 'isempiodolia divina sapienga, a quat non avendo certamento potuis ignorare tutis cid cho susibbes rilevato, e dotio in contriario, e venula in conse-guenga ad seluderio. Sicch in qualutiquo vista riguardis .ilest assare, dovo concluderet. clis socii propost Visconti ricevesse ' arcivescovato per via non appr vata dalia Santa Sodo, como lsigillima, e canonica, non 8arebbo pastore mausurpatore, iacche qui non intratio ostium in ovilo ovium sed ascendit aliundo, illo fur est, et latro Ego sum ostium, I, o mo si quis introieriti salvabitur, sit ingredietur, et egredietur, et pascua inveniet . Sono parete dimos christo sit angelo dira Giovanni a cap. X. Conquesto sontimonio consori Bonsdsit XIV illaesonis cardinal oggo nolli alio cheavendulo consagrato in quosta chima dira Cario sit nagione Milanese. is disso in sino dolia fungi0no: Falsu c0raggio, insinus vo siet sicum diessero intrat per a porta ne santuario . Como si log isella relatione d sella sua promogion ali arci vescovado, e alia porpora scritia a Gabrio Perabli, sistampata in Milano in in de 1744 alia pag. 35, o in talmisti vhnno i Papa a ricordargii clio avsndo gli collo per sua inspiragion con avor os post Ogn umano riguai do ne caldi mei. h ilDi9jtiro b c orab
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inarcheso Girolam Cusani, ambasciatore spodito alia citia gli res atavore di altro A gotio com o a tuti n0ω, ovea uitria modo di sua elegione calmars gni di tui timor per intraprendero eo fiducia i mini- stori, addossat0gli. Fin qui abbiam pariato dei voscovati ora partarem dei benefici, abbencho fullo massim sopi a risorito poco abbiam bisomo trat,nersi suquesto punt subalterno, iacche quello rogole canoniche, che militano perii primi, agiton 'appioAs peres secondi, oich la mamiors, o la minore importaneta dogi 'orasti non pud produn gran variagion nolla sostangials identita de titolo. Soraevon val0roras sacro lumi abbiam dat concili chori laici non posson conseri re benefici, ne i preti ricsvsrli da loro com cosa contraria alia divina ed ali uiuana ragion0, e ridondant in strimento, e c0ncul caetion deli autoritarasilla chiesa et risparmium di citar la copia quasi innumerabile dei concili, 40nerati s provinciali, cum froppo noti, famigerat presso ulti, cli Di man ii vero onso della chies universalo, bastera, hos M. Si complacci richiamars a sanetion de concilio Nicon socondo, di cui ne transeri vessim di sopiri is parolo scia rugione sit, che offendo i benefici instituiti porri ministori oeclesiastici in Mompi- monti, si divi culto, ne siegus h la 0rasta secolar u0n possa per nutiva sua autorita ave parto n0lla scollatasti beneficiati. N0n controvortiam0 cho prima dflis risorve Papali Lusiscovi lassoroeommunemente i collatoricis benefici deliquor diocesi come quolli ne' quali coli elogione ali spiscopato, oras trassus il diriti di distribulas is cossdolis propris hiese m 80stentamo, hQma a principi laici compete, como a s ivrani, una talo autorita, abbonche n0n sia senet esempio, cho finda quando i benefici cominciaron a pr0nduro una qualch sorma, it pontolico Romano ii conseriss0. Si di ci pro va repistolari do lib. 2 ut Magno Gregorio, in cui scurgesi aver egi satia a favor di Domonico protula collarion dslla chiosa dira Maria di Campi sons silla dioessita 'Attollain Sicilia, Laver ordinat a que vescovo clis presentandos a lui it provisto collo lettor do S. Papa clis ora digessimo bolis gli avosse sine cunctation satio dars tuti i roditi dolia sussa chissa di eampi sons s cho decimas fructus indictionis, qui jam porcupti sunt, praedicto viro, ac sine mora restitui. Successivamento abbiamo, chelasi 80eolo H i Papi Res io stesso nolis alvu diocesi come da una lettera dimi0vanni Sarisberiense, cherasi a te suom 30 nella bibliot a Votor Patrum tom. 'ra pag. 503, ocho di pol disdoro iustod a tali collaetioni colis rissi v applicato a divorsiensi, sc0ndo chora sis nolis insidρsinis. in uindi i cardinato 'Alliae,
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8ebben p0co propens alia chissa Romana, ne suo opuscolo de ecclesiastica potestais, letto ne concilio di Costanetaci I ottobre 1416, Pari m. cap. 1, tam pato neli istoria di detra concilio scritia da Hermano an des Ηadt, tom. 17 pag. 50 eol. 1 diss0: Unde ulterius sequitur, quod Papa jur potuit ordinatione majorum disiectivarum dignitatum ae collationes aliorum beneficiorum sibi, hi sed Apostolicae reservare, quia haec antiquissimo juro sibi competebant, ut in conclusione octava datum est. haec etiam non s0lum jure universalis administrationis apalis poterant competere, sed stiam ex pociali causa malaria subjectae, utpote quia inseriores lectores in suis lectionibus et ordinarii collatorρ in beneficiorum collationibus abutobantur, et per potentiam laicalem in pejure suo non libero uti pol mittebantur, sh alia aliqua pociali ration0 nricho it residonte Rogi d Forris spedito a Roma ne 1561 per sporret dogliango se Francos contro e collarioni, cho it Papa Meva Drprovongioris, non si arr08to di ire sila sua rimostranga a Pi IS: Cum haec dicuntur in conventibus, proteStatim Gallia, nolis honori dignitati, si auctoritati huius sanctas sedis derogare et ab a observantia et obsequio, quod semper majores Sedi Apostolicae prestiterunt discedenρ. aut amplissimam Romani Pontificis auctoritatem, tum in conserpndis totius occlosias bon0ficiis, tum in dispensandis ecclesia bonis et re ditibus in dubium svocare hoc tantum potero, ut o pra0scripto antiquorum canorum et decretorum sexerceatur.
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do errare legat si Franee, 0nna sa declaration Detai tres lo 10 Janu. 156 2 par lamnslis est articis, quant aux provision do Rome, par prevention ut revoque A insi unc, que les prelaentions ni si lisu, mais avec des rastrictions si modifications notabi0s, saltos o lavsu des ordinatres, tpou lai ou maintonii la liberto de leur collations car si premior lien,
ilis' a quo is Paps foui, qui puisse proveni legitimoment les ordinatres. Finalmento non e pili lu0go a sar question su questo punis oppoehs il concili di rento pariando sphciatm0nto do vescovi, condanno colcan. Tras ac ord 8088. 23 hi dicessst: eo qui nec ab ecclosiastica si canonica potostat rito ordinati, n0c missi sunt, sed aliundo veniunt, logitimos ess verbi, set sacram0ntorum ministros . Successivamonto,pnno nel cap. 19 80ss. 2-4 de relam a dichiararo inutilici mandati de providhnd0.lo aspoliatius, io risorvo mentali 0 non passando pili oltro, volt ch rest shro se suo vigor tutio se altro Papali risores, como afforma an Espen autore, eho non uo credorsi in alculi conto attaceat a diritti Pontifici noldu ecelsis pari 2 tit. 23, cap. 2, n 13: porro sicut mons concilii Triduntini suit inragrum, illibatum tuo struar ordinationum jus in consorsndis honeficii κ. ita noc Pontificiscius de certis ensificiis provi-dondi jam juro deersitatium vel extravagantium, si regularum cancellarias stabilitum si seoptum, tollor aut infringor voluit. Unil lico mandatad providhndo atqui huiusmodi gratias, quibus uri ordinariorum hactenus stabilito obstaculum ρbat, sint sublata, salva nihil minus manserunt roservationes illas, quibn cortorum sineficiorum provisi ad sodem Apostolicam jam tum devoluta, disi addicta erant, aequo stiam nunc hodie in plerisquo ecclesiis uni in usu, sub certis tamen limitationibus sit conditionibus, juxta particulares cclosiarum legos, o confusitudines vel
Lam. v. lis non ignora, clis s0bben i proncipi supremi abbiano iurisdietione sopra i popoli loro sudditi, supra ira 3ro boni s Opra a loro vita, sa in stomo che avondola s0lam sint a riguai durasti publica utilita eli' sondata sulla comuns iustigia, si sanno d0bito di manransr a chias-eh uno i suo proprii diritti, sinu indi per tat agione orsidera gnuno, eho a M. V. abbia voluti inlati s echtinati datis sue uous stragetioni tuitici bonosci di patronato, o com po puto conras m0desimo appropriarsi soli bonosci cho sono di diritto Pontificio si eccl0siastico si a purocho iliadronato si md per sola mariavi sella ellissa coni dichivo i I. con-eilio di Orangos tenui n0li' anno 441 cul can. X: si qui episcoporum in aliena civitati torritorio ecclesiam dificaro disponit, o pro fundi sui
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Νua videre, ipsos ordinet is, cuius tertitorium est. E posci S. Gregorio Magno non volt riservato a chi avea landata, s dotata una qualehe chi a. Re non che per gragia 'on0rs dolia precedeneta sim gi altri odoli: nihil illic conditoris juri, ulterius jam deberi, nisi processionis gratia, quae cristianis omnibus in commune debetur. Come neti epist b, lib. 2 dimita Fflic vescovo di Messina so per tanto V. u. ha voluto conservare in lavor do privati cio, cli essi hanno per gragia, ed indulgeum delia chi a. com avea poluto scitamento inglier a Papa eio, chea per nativa. originaria potesta si acche avendo riconosci ut it concilio diarento, chρha potui it Papa in virili dolia suprema potesta, ch ha in tuti l chiem. riseruar a So molli casi, ni uno comprendera come non abbia potui sareo almento lo Stesso riguardo a benefici, per la medssima autorita an- uessa a primato, che non pud attolicanionis negarglisi. Qui pero non si tratia di volers, chori benofici si c0nsuit schino piut- tost da vescovi cho da Papa, a Gottuatici benefici curati, che si laseiano a vescovi acci li diano ph concorso, conis anche la dataria Ap stolica li ha sonipre e0nseriti suci concors salti a ci cun vescovo, si via ole ch tuiti si distribuischino dati potesta se lare, de cho non pa0darsi coga pili aliena dat Pristituto dolia chiosa, se che sinora non e stala pretem, ne introdotia neppuro ne stati d si preticipi Protestanti ne qualii snsifici occisesiastici si consorvano, 0 l ch n0 Songa ram mari idu' buoni si e inraso oss0rsi voluta iustificare laciis0lugione dis M. condir nolis publiciis stam psi, he in tal uisa a collagion do benefici in-Scira tu consentansea non sol ait 'antica disciplina silla chiosa e aldi ritto ecclesiastic universals in anche ali originaria cura, clis incombea fovi an ne provodero is chies de 'su0 stati, e a cit, clis os gora indenuitatas diritti si principato rimasti progiudicati datis vicendo dei templiusno solici, e illuminati quando tali assergioni sono in Ogni parte dirθtiamento oppost ali massime incontrastabilitas diritto canonico universalo cosicche sembra che gi autori delis medesim non abbiano ristottuto a ci chora padro S. Atanasio ius deli imperator Costan20, quando ivantava di semitar i sonti menti di Costantino suo piars, o di procuraret'0sservangatas eanoni ecclesiastici: quare dum 80 Simulat ecclesiasticum curare canonem, omnia c0ntra canonem agere molitus est, qui canun
praecipit, ut spalatio mittatur episcopus, quiου canon jubet, milites invadere ecclesias, quis tradidit, comites, inc0nsideratosquo spadones ecclesiasticiti pressse robus, aut edict0 judicia eorum qui episcopi vocantur, prouiuigarer Com serisso it sani dotior nella storia dogi 'Ariani a monaci num sit L istossi autori di tanti aggruppati errori hanno doviato assicurare V. u. ch alior' quando traitas di punt di disciplina, coni 'oci progenis, Diglia i Cooste
