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currentis c didragesima te ore per
mittitur usus συorum,seiacticiniorum. .
A Santita di Nostro S ignore havendo inteso con suo sommo dispiacere, che te nevi Iunga- mente cadule, S i geli straordinarii, e pertinaceinente duratine' prossinii passati mest,habbiano cagionato, e tuitavia cagioni no nella maggior parte degli Abitanti di quest' Alma Citta di Roma alculae inserinita pericolose con notabile momtalita, ha col suo Paterno Zelo fatio consultare i piu periti, & es perimentati Medici della Citta per rintrac- clarue l'origine, e procurarne la cura; e perche la me- desima Santita Sua udito con sommo suo dolore , che questi mali derivano da copia grande d'umori acri, e salini, e che polrebbero prendere un grandissimo a crescimento dati' uso de' cibi maresimali, tanto Piu, che con la penuria deli'herbe , che per la stessa cagione de i freddi eccessivi, si sono inaridite, viene a mancare L uia
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E D I C T o R U 1l. 2 3un'humido, e benigno temperante de' sudetti sali; percio con la paterna sua carita si e degnata, ad oggetto diovviare a i sudetti mali, di mitigare atquanto ii fanto 'rigore desta presente Quaresima, dispensando con tuitigii Abitanti di Roma, siue Uigne, e Castali di potersi ci-hare, a riserva delle Tempora, e de i giorni di Uene di, e di SabbaF, d'uova,e latticinii, dalla prima Domenica di Quareuma inclusive, sino alla minenica delle Palme exclusive. Non intendendo pero di esimere al-cuno suori che ne i gloriai deIle Domeniche ) dali'o bligaetione deIdigi uno, siccome si ordina nel PEditio da noi pubblicato per PosservanZa della Quaresima alnum. T. quale v uole la Santita Sua, che ecce ituata Ia sudelia Dispensa, resti in tutio ii suo vigore, e con te medesinae pene. In tanto sono e fortati tuiti da Sua Beatitudine a compensare la sude ita permissione con la maggior fie-quen Za de'Santi Sagramenti, con Paccrescimento delleorazioni, limosine, S attre opere di pieta. Ma pili particolarinente dichiara, che chi si vorra servire delia , presente Dispensa, debba recitare cisaque Pater noster, e cinque Ave Maria in claschedun giorno, per implorare ii Divino ajuto nelle correnti calamita dei Chrisianesimo. li:
Final mente vuole Nostro S ignore, che questa Di- .spensa si estenda a tuiti i Religiosi deli'uno,e detraltro se , Hori che a quelli, i quali hanno ii voto d'osservarvitio quaresimale. Dato questodi I 6.Febraro IIop. i
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Ut desides aqua, carnosaque corpora post Ti
beris inundationem amoveantur.
. . inamonditie lasciatevi tali' escrescenta. det Flume Tevere. PRIMO ADGDSTINI Chierko di Camera, e Presidente deue Strade.
NuiGILANDO sempre piu la Sant ta di Nostro Sionore con il sit Paterno zelo alla salute, & a11 indelinita de'suoi sedditi, e co- noscendo quanto sarebbe nocivo ali'aria di quest' Alnis Citta, se opportunamente non si pro-vedelae allo spurgo tanto di tut-.
te te Casie, Cantine, Cortiti, e Poetzi esinenti de utro di Roma, e sue adjacenae, quan to de' Fossi, de' Prati, delle Uigne,e di altri luoghi posti nori di Roma, dalle acque, di immonditie restate ferrestrescen Zadelfiume Tevere, molio piu attesa 'insalubrita della presente Stagione. Quindi e , che dicomandamento espressis della Santita Sua, datoci iti .
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EDICTORUM. 23 voce, e per l'autorita dei nostro Oilicio ordiitimo atuite, e singole Persione di qualsivoglia stato, grado, e
condi zione, di luoghi Pii, Oipedali, edi Chiese, & aqualusaque altra persona, che havesse bisogno anche dispeciale, e specialissima menalone, che dentro it termine di gloriai tre, da principiare dat di della pubblicari
ne dei presente, e da correre in tuiti li giorni, anche festivi, debbano dar principio a spurgare , e continuare sena'alcuna intermissione sino ali'intiero spurgo delle loro Case, Cantine, Cortili, PoZai, & altri luoghi tanto
dentro la Citta di Roma, quanto nen' adjacenZe alia medesima, e dove sieno penetrate rescreicenae sudette det Flume. Volendo ancora, che debbano netiare lisudetti luoghi da tulte te attre immondeZZe, cloe leta- mi, e materie, che per questa, o per altra cagione potessero ester fracide, guaste, e putrefatte; e che in qual-sivoglia modo rendesiero, o causassero latore, o produ- cessero altra cattiva esalazione, non intendendosi perodi calcinacci, o altri materiali fodi di qualitvoglia sorte, e deite immondi Zie, matrico, & attre materie simili, ordiniamo si portino alli luoghi soliti assegnati per limedesimi scarichi,sotto pena di scudi cento per clasche-duna trasgrestione passato det to termine , & attre pene anche corporali, secondole qualita personali a nostro arbitrio; avvertendosi, che si stara alia se lice relazioned'un solo Testimonio ; per te quali pene si procedera irremissibit mente manu Regia, & more Camerali con ogni rigore. Si avverte in olire, che nella sudelia pena incor: reranno tanto i Padroni, quanto i Pigionanti, & Amt- tuarii respettiva mente, e qualunque altro, volendo,chegli detii Assiituarii, Condultori, e Pigionanti net temmine di altri due giorni immediatamente seguenti sie-
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SυM MARIUM . no tenuit a spurgare, e pulire come sopra, raso che si Padroni non estguissero, & effetiuassero dereo spurgo, e poliata in deito tempo, come sopra: non rimetiendo pero lapena incuria da detii Padroni, ne meno a i H-gionanti, ed altri sudetti, che saranno tenuit ad intempellare i Padroni, per il detto spurgo in loro manca Za, e si procedera contro gli uni, e gli altri indistini
mente, ne si ammettera alcuna scusa , ne pretesto, salva sempre la pronia esecuZione di deite pene Contro li Padroni, Possessori, Pigionanti, & altri sudetii.
E quando tuiti mancassero, si faranno puli re, e levare te Ate acque, immondeaZe,e matrico de facto ex officio a loro spese, danni, & interessi; pes ii quali si procedera de falsio, & manu Regia tanto contro a i P digni diretii , quanto a i Pigionanti, Inquilini, Affitiuarii, & attre Persene sudette, olire alle pene, come sura. Et acetocche per la trascuraggine, e negligeneta de'Padroni non restino pregiudicati gl'Inquilini, Pisgionanti, Amttuarii, & altri S c. con incorrere nelle dene sudette, volendosi provedere at benefletio delPubblico senaa lesione alcuna deli' interesse privato; ordiniamo, che non venendo ademptio da'Padroninet termine prefisso tutio cio, che si prestrive net Pr
sente Edilto, e che li pigionunti facessero fare io spurgo a loro spese, in tal casio habbiano ii medesimi la L colla di ritenersi lo spem nelle pigioni, affitti, e rate decorse, e da decorrere in avvenire, senZa che possino in qualsivoglia modo restare esclusi da deita bonifica-gione per te spese falle nelle Case, de altri beni da loro posseduli per la stidelia causa. Et essendosi considerato, che possi esser di minor spes ec incommodo ii portar Iarobba liquida nelle chia-
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EDICTORUM. 2ST chimiche vicine, non potendosi portare con te carret- te, percio si permette di poterio fare, avvertendo non
portarci, ne condurci robbe sode, come terra, creta ,
Icinaceio,e simithma quelle far tra ortare alii luoghi destinati, Qtto te medesime pene, & id quanto alia creta, e materia solubile, in taroccasione si permettedi poteria gettar anche alte sponde solito dei Te-
. E perecte l'escrescenaa dei detto Flume ha ancheriempla, i fossi de' Prati, delle Uigne, e di altri beni esistenti filori delle Porte Angelica , Castello, Portes ,
S. Ρaolo, dc attre, accio pari mente deita rie itura de' Fossi, Prati, Uigne, & altro non renda fetore, e no cumento alia sanita con la corrugione detraria, di co-
mandamento similinente espresso di Nostro Signore ordiniamo a qualsivoglia Persena di qualsisia stato, grado, e condi Zione, anco Ecclesiastica , e Luoghi Pii, come sopra, che hamo, e possedono orti, Uigne, Pr ii, & altri beni esistenti supri desse sudette Porte, cheia, per quanto si esten dono ii detii loro beni, e sessi riem-piti per causa della sudeua est restenra det Flume, deh-ba, e debbano resprativamente fra it termine di giornicinque talla pubblicaetione dei present di, da correri
come sopra, anche ne'giorni festivi, haver in tutio, e
per tutio spurgati ii detii.bent, e fossi, cuive anche t Case, Caiatine, cortili, e POEZi in eis e sistenti, dati'acque, immondeEZe , et matrico portato, e deposito dathi sudelia escrescen Ea det Flume, e plorate re*ettiv mente, e quelle portar via alli luoghi seliti ne i modo preciso,e forma,che si e ordinato intorno allo spurgo da farsi delle Case, Cantine, Cortiti, e PoZeti esistenti dentro Roma, at quai spurgo Vogliamo siano tenuit tantoi Padroni, quanto gli Assit tuarii, e Condutiori solio le
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238 MMMARIUM EDICTORUM. sudette pene, da incorrersi come sista. Et it presente Edilto assta, chestra nelli luoghi soliti, v liamo, che astringa, de obblighi Ogn' uno, c me se gli iusse personalmente intimato, e presentato. Dato in Romadi 5. Maris II 9.
F. Augustini Ch. di Cam. e Presidente delle Strade.
Ugo Ottaviano Accoramboni Maestro . . di Strada. Francesto Lancia Maestro di Strada. Angelo Vitelleschi Maestro di Strada. Luzio Savelli Maestro di Strada. Franceso Nicola Orsini Not.
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In quo primus numerus paginam, secundus in pagina g. indicat. Aη' 0inas unde dicti
pag.99. b. Tiberinas paludes ta quam inialubres reliquerunt ibid. Ad.enae de Romani. aeris inconstantia immerito querutur 3 P. I. -- c laudabili in noxium aerem transeuntes sermain in deteriorem mutant 76. q. Advenaruin color fit Romae jucundior . q. Adventitia labes Romani aeris praesertim duplex A. 3.& 96. 2.ο-π-a coenosis aquis dependens ab Otthone Fris ingensidescribitur II9. 13. quae a summo frigoret 86. & seq.AEdes recentis Urbis supra prist
rum aedificiorum ruinas extructae 9. 2.
- - S. Inquisitionis ab epidemia rheumatica immunes suerunt, di quare 1974 3. AEdiliuin munus quale fuerit Io7. ad arcendos morbos ab abluvione pendentes quale I 8O.7. AEgrorum paucitas salubris aeris indicium 86. I. AEquinoctii verni vis , & actio ad enervandam epidemiam rheu.
Astas calida, ct sicca cur Romae si lubris I 2. II. Aer est velut si ongia minutissim rum corporum ab orbe terrain queo elevatorum 3 . I. -- a Sole, Luna, re ventis inaequaliter pellitur 9. 2.--- facile irruit qua minorem resistentiam invenit Iq. 3. - vitae , & morborum auctor
- salubris sapientiam cerebro, & quomodo conciliat 33. - . .. suis particulis per meatus cranii ad cerebrum sertur 77. I. Aer collium calore, & frigore tem
- Romanus diversis aetatibui & temperamentis facito congruit 9. 2..-i sanis corporibus cuΚ k a tissi-
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tissimὰ accommodatur 9. 3.ω---etiam quae educat Ingenia sibi conssirmat I78. I. -- putrescentibus aquis inqruiritus excidium Urbis extitit III. I
Ia aedium mutatione aegros a chronicis morbis saepe restititit s. . in Libya, & Astica perpetuo immotus servet I . 6. -- Urbis etiam silentibus vel, tis inaequaliter movetur , di quihus ex causis P. z.
. licet inconstans non lumin noxius, immo utilis 3I. & seq. De aere plura. Vide Coelum. Ager Romanus varias ob causas I Palubritatis vices subire potest
gam nullis lare paludibus ilificitur 3 I. II. - -- patet ventis meridimnalibus I 6 . n. Ia'Agri Romani stiperior pars in Italiae meditullio IO. q. Agonalis platea, aquis per aestatem inductis, Naumachiae speciem exhibet I Ο 3. Algidae constitutiones nunc mitius, nunc saevius, & cur Romanos as-fligunt I 88. 3. Alluviones. Tiberis. Analysis sparg. certissimus aquarum explorandarum modus 39. 8.D. Angelli Modii sententia de comstitutioiae rheumatica et 2
rinaru alluvionum causa IIT. I 2.
D. Antonii Pacchioni sententia de epidemia rheumatica 227. Aqua talis est, qualis terra, petquam percolatur 69. I. -- a locis , per quae transit semper aliquid sibi admistet
--- salubris salubritatem aeris, noxia vero insalubritatem arguit 3 I. -- post puritatem aeris maxi- md ad finitatem facit 3 S. z. Αquae usus sine ullo bibentium ii commodo , & spargyrica analysis certa sunt bonitatis indici. 39. 7. - pellucidae in potu non semper laudandae 37. 3. Aqua levior non seni per est in
Iior 36. I. --- quae citius frigestit, & c te fit non semper optima 37. a. Aquarum dulcium quatuor in Urbe genera, & quae ε I. a. Aquas Romam adductas Galenus commendat q6. I. Aqua multis vacuitatibus donata alimentorum dissolutioni est opportuna T. 6. -Trivii ab usu potissimum Romae commendatur 67. a. a- --- apud Diocletiani Thermas domesticis , & turalibus usibus opportuna q7. 3.ω-- Sabbatina apud Priscos Naumachiis, & versandis molis destitiata qs. q. nunc etiam molas
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Aquae sontium in Urbe nascentium nullis aliis salubritate ce
α -navigationibus incorruptae servantur 62. Αqua Marchionis Crilli passim Nucerianae substituitur 62.6. --- B. Felicis laudatur ibid. -- Fontis ad ripam Tiberis commendatur 38. T. Aqua S. Dalaiasi in Vaticano a familia Pontificia salubriter bibitur-9. Aquae puteales innoxiae 4 . I.
cumque eodem librantur 63. I. -- alluvione Tiberis inquinantur 181. -- inficiuntur ab injectis, vel , icinis cori Oribus impuriS 'S. 2. Aquae pluviales, horaeae dictae, tua donam colligendae , di cur cateris praeponantur I. I. quibus particulis i terdum inficiantur 32. I. Α quae ex hortis Vaticanis ad diluendas tostarum Arcis sordes utiliter deductae a 3 . AEqus Iberinarum,Naumachiarum, c. et ii olini copiosae, cur tamen innoxiae fuerint I 38. 2.Αquae Tiberinae salubritas 53. 23. tenacitas Tiberis v locitatem minuit IIo. 8.ω- -sermentantur ab a
T A BILIUM .stro , sibique velocitatem -
Aquae ne stagnarent legibus olim prohibitum 1 8. 7. -- ex castellis caducae, ne a quopiam privatas in aedes olim ducerentur, interdicebatur Ioh
-- stagnantes, & putrescentes Romanum aerem inquinarunt usque ad finem seculi xv. 123.2. Aquilones Romam salubriter perflant Iia I a. 'Αquilonaris intemperies subita, devehemens, est Romae altera adventitis in lubritatis causa 96. I. Ardeatinus Ager , & loca Ponti quare insalubria semper extis
Asiatici cur molles, & timidi 3r.3. Astulphus immanis Longobard rum Rex III. 8.Atmosphaera Urbis cur nationibus diversis facil8 accommodatur
Auctor tractatum De Noxiis PM dum Efiliiviis pollicetur I. I. --- solo veritatis amore ducitur ibid.
- - veritatis, non Urbis amatoribus scribit 98. I. Auctoritates . lion contemnendaedi quales I.
Augillius de suscepta Tiberis cura gloriatus est I 82. Aulici quibus patheniatibus , &morbis obnoxii 8 . 6. Aurum reficiendis aquaeductibus olim de iii natum,& quale I 8. 6. Auster ab imis, rarefaciendo, ad
