I dialogi di Messer Speron Sperone.

발행: 1542년

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nuolia Mertu tanto manior desta temperanZa ,

quanto te dolcezze amorose proprio cibo de nostro animo' son miliori optu delicate d'i sapori materiali communi agit uomini o dile bestie P O R. oui ci che io odo , recto che o Medo e miracoles, a per gratia non pi. uegniamo alle meraulli di questo fume, di questo mole, et diqueste ualli uoi mostratem in che munierine sucagione a mia Signora. M O R. Sara, Clio chein anai tratio io, dimos tria miracoli se a natues ra opero, in componendo cola Signora de cotrarisi quali diana ui nominat quindi passi a contraris in tra liquali uiue uor di continuo ii uore , lanima di hilum a P O R. Non se mi amadite , he questa e pra infinita materia piu tollo da sonetti deI' Alum archi, che disti iste di familiare retionumento. R. Adunque incominciundo allium es ulteri uero chel Bacchil. lone giunt alponte de Bassanello,uorrebbe uolgers insul destro luto ueni tutio . Cathai kma eis parte in due rami lun de quali , contraq corso dessa natura , contra fatica, a Padoua forsea da nuouia que gentilhuomini deda uenutu della Signora eatrice inuitari a Mederia icortesedimente offerendosi, di portarn egi in seu te stasse assa porta de actua staneta puosi dire che a natura dest acqua descendendo a conduce a Cathai mala uerta de a cortesia it a salire nessa citia . O

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Amore, che foretando la sua natura, ii mena fusio at cathai Love ha grati non solamente di mirare, me di baciare sint giorno te mani, 4 rufo,desta

Signora Beatrice P in Si bene ordisten nostra

fauola , b gli unpeccat cheti testate si breue

dunque, per altangar L sau tela , o ui dimando ondesia chel Bacchiilone , O chegium a Calbato, non si ferma, come douresbe milia oltra, quasi in contegno id degnando di riposus e M O R. Non ede 'hora d 'incontra si col suo riuali nn certo fume di poca fama; ilquale di uerso Este, et Monaelis uten correndo a Cathai alqua fium non molio iunge di qui, opponendose iliacchillone gelo se , di continuo combattendolo , et contra tandi doli i passo is agione, che cola loco, uolgarmendite pariando, tisattaglia nominasse P O R. Son contenta delfumes mapasiam assa terra dies ms ratemi, onde niene hepresso a ponte delius,

sanesto campi sono Quali asse, e lectuali son si

alte a cathdio m O R. Questo e segno chel Baces chillone caminando a Cathai tuas alendo , non didiscendendo movete anchora sapere che i medes o amore , chel a uenire a Cathaio is agione chedentro a termini desse siue riue non si contenti di ries manere ter ascende in due modi, per o ungo, et per o trauerso iselqua modo secondo, desiderandod 'appros imas alla flaneta della Signora Beatrice primeramente la ripa, pol la pia uia, che te uicies na; a fouerchianio duiuiliunt , non curando,

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DEL CATHAIO. 64o non potendo dar uoltu, sene suo letto ri Eliers; stagnando agrone, che a coista diuenti asse ut altrotant,' it riuale desse siue acque 'O R. Dunque uindi nascon te cannuccie , che no uedemo datvitici lati Μ O R. Non crediate che i md igno diquesta ualle das med imo , mandi suo te cannlices cie; equali naturaimente suo partorire it puniano desse paludi; a questa e gratia 'eciale , he dulciet aliathai , a beneficio de a Signora, et di Moi: percioche anticamente a Cannasu una bella functulla , a sciocca riana oltra modo ; Z3κule non sapendo godere desse bellezze de corpo , meritamente come indegna de asua forma, fu da de trafores mala in cannuccii laquale alpresente 'in'intorti

no di casa nostra tra questi assii nascindo .co suo

essempi de ammoni rui, he uo donne, ricordando esui d'esse donnes, per Uni tempo donnesicamente ui euiate; 'ecialmente in questa elatiouenile, atta proeprio a potertiouare a uois tesse et altrui P O R. Se ro non 'inganno , quella gnouine aueu nomestringa; aquale da Pane di desse uille, somnium ente era amata halilita cara minoi philosophi, che credete di colui fauole parui cosa possibile , chetin femusina diuenti cana MOR. 'Portia mia cari, Eoi che siet si bellatiouine , a uecchiezad , o Pinfirmita puo a tale condurui , he non parret pili donna questo erit sensio de a fauola di siringa. O R. O he colu ouo de mi douermi inuec e

cbiure o qua nostra arte rotrebbe fare che undi iii

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gamente uiuendo,non inuecchia igiamaidi O R. Posso bene insignarui in che modo, uecchia essendo non ut siliate di uoi med ima; come suo fare chis ricorda ne a miseria Vel suon teri che et baperdat Dier per certo a uecchiezza e pur trono cattiua cosa da se; soneta aggiungerui 'amaritudies ne deli 'haue male stes lutio uanezza; aquale euntbsorosi fati iche chi tu i done , tu,'ba men i serua , hi tu Pasiconde . Dunque hora chetio ne silete ricchissima, faten anche si liberale; chel uecchiezza uenendo is fur il meno men pretioso che se credeste che tu natura in uano 'hauesse dato cos bel corpo , et che tui tra felicita non fo e altro che contemplare, sapere Caluasi nuoua Siringa' uanenia reste come una canna. P in Questa e una di quelle prediche , chesuolsare ii uostro compare a a Paula a me. M O R. Beatauo beatissimo it mi compare se suo consilis gli amoreuoli bauesse luet ne uostro animo ichedio utile ui gloria, ne seguires se P O R. Merauiglia, chel non si a boni a Cathdio. M O R. Cosi Elion te sue liti: a uiuete sicura,che se ii corpo e uiato tetro agi 'impacciuella famiglia, i suoim liori pensi erison tuiti quίt con eo mi P O R. cosi tost , come io triuedo mo pregario della carone de miracoli de Cathdio m O R. In questo ca*s , i compare e con meco 'una med ima penio unes saluo Uegli a per sermo , he non it fume,nia i monte, pia innamorato de a Signora Beatrice

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sum con tutio cio e si caldo, che planta dicuna nouisuo uiuere, e quindi lene secondo ui cheu uicin colle per niuna stagione, non e fortio, ne Merde. O M. Perche dite secondo luis, O R. Perchei credo attramente: π silio dire, rugionandone coet comparecbli fori, rei uerde, fnalmente tuti ii bello di heri monte 'addornarebbe eluis dessa signora eatrice. he rarebelleTTe, o chlamanti gentili gia non si uanti lamia signorau'haue furato asse iante a lor belleetes za natia; 'undo meno Pun fume, Mun monte, se ne innamori in M. Martior glorias ad Orpheo , cantando, rasi tetro es lue leseis re domesticare iche non fu a Demosthene con a foret dest'eloquentia it persuadere gli Athenis o a Ciceronei Romani. O R. Queste so fauole, ouePaltreson verita Attendiamo, non asse cose descritte, a d a forma de laudar a uer tu , si Mederem alcuna uolta e fauole magnificare farfui illustre a uerita non ultramente che'lzerosit uale e nulla da fe)giunt a numeri, te deciane in centenari, suo tramutare. Non o pero becredidi che io istim una fauola it dir Pun fume, kun monte sucinnamorato dessa signora , in Pisachel o arda, Paliro ascenda per rimiraria che

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no Dio , hi in m modo, hi in altro; qua pia, qua men , quanto adoro spere si concitenes cos ecosa non par possibile, a retioneuole, he esse amino e person lectuali, oltra ad En 'altra,ama et 'appreZZamomenedio: vales limo che desbia speria ignora beatrice adquale sendo donna di raro ines gegno Ἐν di uerm inusitata, degna cosa e da cretidere , he pia derali re,che non son tali, Dio ottimo

massim dis eciale beniuolentia Clia amaria, gradiri . Appresso, cosi come ad nostra steri lialiret'ecie mortali sono ordinate per sue ancelle cos pu eoer, be a seruigio della signora Beatrice questo monte, , questa ncqua particulare si dies

stinata dulla naturi chegi non dico che i fumi, oi monti a Cathai hasbino mente, ne sentimento

Trono altamente mi Duellate di materiacos placenole . M O M. Vostra e la colpa, b d 'rezzaeste e fauol. per tutio uello ch 'in Virgilio , in Homero ui placeresse di tenere bo pariando cones mec schiuisitet de ' collare Dunque an astra uolta poniam mano asse fauolei conludi pii intelligibili, he e passat non furono com

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m 'ascolli parui fors che te si laude helco suo, cor dipeti si delicato si duro reddo piu delmo te, et piu delfum di che partiunio P O R. Nou 'intendo. Dice ii Compare che la signo dira Beatrice t to ama i monte , quanto i monte amalei testimonio sono i doni d 'dictine cose che 'hanno

fuit Pan 'ultro . Dono a uia signora coe pidon humilese per e facile a salires ad incontro, die egi a te , conda dureaeta de sagi l 'asi roPerto esse sue uis. Quindi istenti ali anni dachi ascende a seruiria , per euas ne a sua gratia Ma ch 'e questo che uo ridete dedi imi deIὶ gno

tes it ualet animo diser dono ad tina genti dona di presenticos beluatichi Maque freddo che ellaba ne petio, chi fu i cortest hegleu dono LM O R. senet dubbio sua bacchiilone te cui acque , da be

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gnora Beatrice, hiare snesse Oltra it loro usi sondissenute Deh che cosa e queda, che i di passati io udi tenere a Barbarose dicunt uersi almio giudicio bellis imi ne quali nn pastore Thirscredo ches hiamdua con tin'altro pariando ili dimostraua per quat agione certe acque di questa ualtison bollenti oltra modo : md ei pariaua non solae mente delia ignora Beatrice, a di cupidi, de suoi strati, e de usua face. Mi . Questa e una egloga de signor Leone Orsino; ne a quale, fauodi leniando de bagnita' Abano, di sun iero,contentadro artificio, fa narrare ad impastore An par, Iamento di Dei, trie de a uilla; satiri, fauni, driade, oreade hamadriade, attre tuli diuinita Iequali, ungamente ammirando a beIezz .l'ines regno , et Palire doti diuine desta signora beatrice, sin ulmente conchiadeno, ch 'Amore mos ungiorno dassa fama de siιο ualore, aquale sopra i ciet haesue recato lsuo nome, sces in terra predi ederesti disiderosio , a Cainato, oue ella era peruenne i per tutio con diligentia Pard doli, trono iubessa e piu ualor agi parve, che a fama non retionavi Pres adunque a sua facessa ei nePecesque di ciueste ualli uicines, subitumente animor os appresso giti uia d'uno in uno i suo strali ruppe Parco puro nudo quale in telo con a sua madre habitaua net suo uiso si colloco laueis ambora, ta surasin re siche I ciet ti ritοrra. ac

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lti ali

qua as ora, u'gli 'ense a sua facessa, di freL dissima diuenne calda, monte, o fame, dasse saeti tralytii quasi obe animate mirabilmenae

foreta dest amorosa diuinita, signor ggiat lusis: uertim, distonenione a modo vostro tonde uoi κοrgolare ii configli , he nonia lusi negli uomini: ilsia configlios e , che amando uoi acciat in

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gran parte ii contrari di uel, che io accio, che oueio amo una donna uertuo is ima , bellissima obilis a molto,uoi nitate uncii noti, chesia bene tinbuon gentilhuomo , malaneti bruto che no tu sono i , tale erit Panego , tale erit Compar tale ilVarchi sarebbe se non fosse ch 'gli e poeta. 'O R. Percio appanto ch gli e poeta meritaresse , cheogni donna , quantunque bella, gentile se ne dorieo innam orare . Et altrotanto mi par di dire dei. PAlamanni liquale , at mi giudicio in de nobili ingegni che niui aedest ulla uita tu . M in UAlamanni , non solumente poeta , mi bello, et delicato oltra modo chi e tale de che meritii vostro amore , non dimen , perche e cosa pericoriosa i uolerti bene; fulcimente Euerrisse , cheamandolo uoi, sentireste desse fauisse , dei Ihiaccio sed queli altri disag che io sento prouo Unidi , per ostro bene, io ui configlio che non Pamiate. P O M. I torres anzi,n sonetio fuit in mia laues de , dat Alamanni , o aliarchi iche da tinarinescipe unpresente di mille scudi. M O R. Pera: Aentura uo Pharrest ullusne con perdita dessu liberta Mostra, sede a salute sperci che dictine uolt quello puo nesse donne a poesia delinnamorato, hepliosempre negli buomini a bellera disiderata cinde nasce a nostra morte . Mario uorrei che Eoi ama est sicuramente senet cos sentire , che purin pocoui tormentasse. POR . A me pure che ruto sto uoi uultate priuarmi des Alettici'umore , che

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