I dialogi di Messer Speron Sperone.

발행: 1542년

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I come ilis ponderie uero, che ci che partano comesso no te nostre donne liberamente ,et conformea lor donne a seinplicita iso con molle, et bene ordidit purole do:ιem attender a signiscarci, Dardando senipre di non di cosa be accusii'οi,ne di sciocchezza,ne di arrogantii che a di ii uero,tanto odiosa allu donna Parrogantia delle puro te,diu to edannosady 'amante tu modestia desse parole, et de fatu: quenla temr,questo streZeta Vni cosa: questa di se med ixna confidundo, Pultrui gratie, proprii meriti suo Pripulare que a uile a se tessa , et disterando di essercara ad altrui si a indegna de bene Oue a 'ira ilsuo fiderio P A N. o puriate in diuersi modi, et hor issis ora ii, disendete Bes C. A me pareche Eoi Dcciat altro tanto quando una cos medesium hor negate, et hor affermate P A N. Io mi μαno uno, che cosi comeda ragione mi ua deitando, si

noto et significo; ne mi par diser mala, tua hora iocabio e mie falsi venioni alle uerela'altrui. Bes C. Et i sono huomo,ilqualet merce della mitignoraneti rude uolt discern il uero ut uerisimiles pero pariando probabilmente una istes mia openione, hora accuso rura secuso; et hora nudo, et hor uitlipeuro lasciud a dotii a fatica deliiudicare. P A N. Io, che dotio non sono,mal se discerner tru laiugia, et tu uerit, , per pariando mi come Moi fate,mi confondete in maniera,che ioso quasi pentito d'halieresui messo in parole. H C. Amore ecosa mobile per

sua natura , liqua picco tempo dura in uno essere;

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adunque meritamente Popere ostre, et pessieri Modistri sono incerti, et confusi iche come priui detrouerno delia ragione, cui sola occa di rgolarii, li hi se up re di nouita amor abnon contentano di fermarsii: meimente,perciochea nostri retronamenti deon es usi conformi a s oggeti traitato iero pariando delι materia 'amore, aguisu 'buomo cui egi infores mi a suo modo , hos, et debbo, comerio utatio, coeme egi uole,d 'uno in ultro proposito seneta jasimo tramlitarmi P A N. Di miguardi di di amuis re si leniermente uno amico,non che ei, che erit cormio, et D ultimia. Bes C. Lasciam star amicitis; laquale non et amore di cui partiamo, et sate certo chelamore che noi portiam alle nostr donne, none fuit altrumente ma a che uoi no ui accorgete delmodo,onde amate la uostra donna; pa ancho esser,

ebe non sappiat qua sua os asia d amare, et fide di

rares et quindi nasce che non hauete che dimandares Ie P A N. Quanto pia amo, et menso,tanto tu hobsogno de uostro aluto; et anche per la nostru amicitia , laquale molio bene io conosco, si te bligato dicon gliarmi pero ditem chiuramente chelesso fare di questa benedella discretione ilaquale mi feceuince la mi figura BQ c. beii sina affati carsi tutio hoggi in trouar cosa da dimandare ulla nostra dona Mia potet coe certo,se ella e certa cheno Pamiate, che ellula placere che e partiate de nostro amore fors non tanto per disiderio che ella habbia di uenirne a coclusione chelen pu eger, he non

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uolendo: i troppo bene, somniumente si dileti che uor Pavitate, et regi late quato per Medere,con che alti, et con qua parole ni mouerere a manifesta hule ne ultro credo che,oglia dire in linguaui di corteg αgiano,q:ι to nome discretione hilquale discretamen est significa una licentia, arrogate di pote dire conestrui, et qua fare Uni cosa, che gctit uom appariegna Per tanto credo h Ia luocasse consesso uot. ν non son Dori 'openione, che questa accorta signora, desiderando di hiarii si de Mostro ingegiro, accouciamente face dolo, lasciuo uincere Edcte Eoi horgima se hauendo uinto,uo ui doti et turbare. 4estemiure a fortuna. in . Questo estion principio de consigii ch 'io i dimando. I C. Anzi illoe iisne di tutio quedo hespis dire in torno a querasta materia. in . Sipo che deito mi harrete dis intamen te che, come concla mi donna rugionaro, heu ei dire, is me dire sa concienetiole percio che de mio amore molle obe in molli modi, spuo pariare ristondere . HAE . Chiptio comes,

prende con gliando te modi partico luri

de e propse, in delle, 'oste , liquali sono in niti pero sistimo h in tu casio pia vi possa insigna la

occasione de tempo, de iugo,irsen: con a dis osition della donna; aquale seniprema nopu esse dibuona teper , he giuditio de Mostri amici. A N. I tempo, ut lusio da rugionare o Phosemire seio sono ardito di prenderio; et lupare non pur dis ostia donermi ascollare,nia molle o hymi

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ustato perche io distingua honimai a discretio vadagnata est he fure non supplendo,ne sando, teα mendo 'assulto di idnta sua cortla,molligiorni ho finito lassisa presentia , che CP fors me male

putrre it anno du non ederia, che a uergetna delnon sapere, non os a Duellare B I C. Verameteio sono uno sciocco a luscia durmi ad intendere cheno hasbidi che dima dares; qua dico si bene de Mostricasi partate, destinguendo quaistanes danni, qua leueCogne de nostro amore; iiudicando tra loro qua sit da prender, 'qua da lasciares che si chemanchi gni cosa, almen somprema abon daret diquestioni amor e te quali informa di discretione ac conciundo id mio gluditio molt haurete, di che prethidie a nostra donna . A N . Se' mio essere in dubbi , non solamente deTaltrui Moglia , made nitet propri placeri , potesse se materia di disiati agronamenti, uincendo mille discretioni,mille nuone discretioni hare cetione di dimu dares perci cheoltra chesio non An hidro de sideri deId mia donna , 'per questo io uegna ad esse in forse deda iaproprias eranza da una parte te, ertusue; equali in numero sono in nite, 'are,ilitte inperfeltione: d 'altra parte a belleaza a gratii; queste neLPanimo, uelle, et corpo di ei quasi stelle ne loro cieii si fattamen te is lentino ich 'i non se bene daqua di loro principalmonte nasca it foco, che mi consuma de quat foco non e minore i timore onde oarib iaccio in maniera, a 'appenusent di me mer

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glia sede allenite parole. BIC. Dite clo che uoleis te, cDogni miracolo sipuo crede d uno amante moesdesto P A N. Dico adlinque che in vini parte della

sua uita .essa e tale , et si fulta, chese e a fosse per una uolta distosta placerici 'un de iei sentimenta, seneta piu iuulpiu tost elegessi, doner, Clio go αderne,non sapreigiudicare. HAE . Se questes Aeero che uoi mi dite perci che io temo,che Eoi partiaut non da oratore, ma da poeta,Eoiste in dubbio de gli articoli de a sedes Io ueramente anzi torre linbacio solo inuoluto allu nostra donna quantunque ione dou si esse condanato per adro che cento stuardi nutimi. in . At partare uoi mostrate sapere, chi e la donna dessa quale nolisagioniamo B I C. Per certo qualch cosa mi fo a crede di superne, riaestuardando asse lide 4be uoide dat ilequali sono proprie 'una signora ut cui nome,non che altro fauertu dis beato chide e fedele P A N. Puo bene esse che limia donna, da vostra sano una sola et non due B I C. Seelle so due, certa cosa ,ch Mois nate e merauiglie, che nessa uostra scorgete , mas esse sono una sola benche mia non uo che ardiam odi nominarii habsiate cura d'esse tale con es letnesse parole, sene e pre,che non bissini fugitarui. A N. Fosi io esto ne modi, liquali dourei tenere in amaria; comerio non dormo, et giudicare di quάto honore eis degna a sua uertu ma lascium ilquellionare da parte,cbe se io dormisi,sommamente

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che molio 'importa di tuiti Iubbi che fui honarratis hora procurriamo, sese ruo fare, di foro marina discretione , aquale non si in igna de glio recchi, fidelinge in di questa donna Inostri dubbi ui et tisaranno con eoo et 'hauer aesciuio si ungumente a discretione tuo cata iis egliadunque d 'uno in lino, micon ultro ordine, che a me

non feste,contarido, uoi potet soni gere, che se elia, o ultri nona risolum,uo non hauete che dimadarie P A N. Insegnatem adunci ad ordinare i te dulsi ui uali dianzi confusumente, recitat B I C. Cloti'insigni it siderio della sua gratia coad paura deli annotaria ue destri de nostri animi,dalli quali, alor consigi attenedone, factimente di bene amare impariamo P A N. Debb'io crede che lapaura,chei ho et duimo, old Qione de mi continuo flendiditio, mi post a far 'eloquente ' BI C. Conati tinuo Eva, reuertuosa prura di, far osa che recchi nota alia uostru donna, cdcciarete lantica aquale sciocca emente ui a temere dignardaria o di fauellare che se ella e donna di uel ualore cheloi cotBo saleate,somniamente te dee 'iacere, cheldmo che o ite portate in cos uile paurasias et ito, fruitato:

laquale,ragioneuolmente pariundo, tra legentile Ted 'Amore , non do ueresse hau er loco ne uostro antesmo. N. Indurno tentate diguarirmi di quella

prima paura, ne cui gelo son cosi,si di uiuere,c

a 'io

non logiudico in irmita den dissidero 'scus armene

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Errori di patria. ia acci a uostra lini nostrata securo a sint mortale qualita leni sicuroi trono 'amore leni it trono amore 3 succia i altri ingerni legii alti 83 fucci 1 Tararo leni Tartaro

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