Breue, e succinta relatione del viaggio nel regno di Congo nell' Africa meridionale,

발행: 1692년

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sta, secondo i sunt conti , douea scopi irsim giorni prima. Si scopi i pure alia fine, et oti ammo alsat pili auanetati , e pili vicini iei,che si dubitati a. Ali hora sti'l volto a schediano ri fiori it glubilo, e l 'allegesa, , gran fi sta in barca, & il gia me sto Pilo-galo cala et te di sieta,& attre galanterita lui, che si ii primo a sco priria .resso si mese in ordine la barchetia , .&indo at cuni a pescare, presero co' vole in breuissimo tempo, tanta moltitudine sci buoni, e grossi , quanta pote capiri eno di quel picciol legno; in ve ferti, fui e so dat lo stupore, e mi ando subito iliero ne i Mare presso Genesareite, quan-ssi Apostoli con la pressenda dei nostroatore Concluserunt piscium multitudinem sam, de' quali, impleuerunt ambas naui

, ita ut pene mergerentur. Luc. S. 6. 7. Re

u l 'ac qua per tutia la nolle seguente latabarchetia con diae liuomini dentro, e'l alla nostra Somacca. Verso te cinque dulla nolle si abbatie a passare con fu- Sui ZZo vna Balena per me Zo dei capo, uppe; ma questo sarebbe stato niente, se hau esse cagionata at nostro legno vn ανι cosi ficra, che est inti i lumi delia bu GD sola,

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o Relatione det Viauio

sita, e restato i l timone privo di guida, fmo in euidente periglio d'an negares. Graalla Diuina pieta,per cui restammo salui se Ia n uotante belua urtava net mezo de Somacca, si sarebbero atrii ora terminativiaggi,& i nostri giorni e saressimo stati sto differenti da Giona, che mediante laiena fu, per Diuina prouiden ga, libedali'affogar si ne li'acque; ma noi per Ia Bna, se Iddio non ci alti taxia, non haueriscampato d'esser miseramente sommersalsogati ne tronde. Era la nolle oscurissitne potendosi scorgere doue se se siuggiharchetra con gli liuomini, presto si a nota vela, si menarono alciani foIgorii'aria, accio tra l'oscurita det rombre se sero con la lor luce a quei miseri di gulcbe doppo qualche tempo comparuermimorti ; quando erano si mali da noi elo est intio

Fra gli altri pesci ratiuisiti da me in Si perigliosi, che per natural istinio seguicon frequenZa maggiore la Naue, e ii Trone; Ηa questola similitudine dei Mula grandeaza pili , o meno della ruota ccarro, it capo plano,ia bocca grande,des con tre ordini di denti , net mangiare m

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nente la parte superiore, stando ferina, el'inferiore , & E auidissi ino delia carnoana. Da nostri marinari,con esca di carinia di Vacca salata, se ne prese uno, ch to a me χ a Naue, scappo, e ributiatono, fu ripi gliato di nuouo; aperto figli ilre , vi si tro uarono tui te l'ossa di carne , a te da pili gloriat amare; Vedendo io,il cuore,benche separato dati'intestinata, ea an cor palpitante, it c6seruat per mag- mente osseruario, e'l giorno seguente loat pur vivo, ma con palpito minore dita. Gui ZZa corteggiato ait 'in torno dae,

i piccioli pesci di varij colori, che al dirunt, si pascono de' vapori, ei alati dat Ia gran bocca , e chiam an fi da Portoshesi, iei ros , che v uol dir, pellegrini : altri diheZZa vn palmo, vi si attaccano cul capoi a guisa di gratiarola, col ventre atrium si dico no, Pegadores, che Ona, attac-ri; cosi anche citato dat I'eruditissim ita dei P. di Ginnaro delia Compagnia di; li nel Sauerio orientale tib. I. p. I .c. 7. he sia i I Tuberone troppo ingordo de i humani, mira ben argomentarii da iche siegue et Nauigando la nostra NMi

projerita di vento da Lis bona at Bra M

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s a Resatione dei Viauio

le, cadde misera mente at mare sui fargiorno dati 'Antenna di prora via p ero irinaro: a I grudar delle sentin esse, accor molli per alutario, cui bullatia su i 'onquante tauole gli ventuano per te mant,es affatigaua a voltar in die tro la Naue ;fli vana ogni diligenaa, perche a vel e go troppo velocemente sol caua per quei camarini. Dali'alto di poppa feci gri dare, cda me segno di Confessione, alZ6 il braccmeschino, e riceuuta l 'assolutione, precinet fondo. Non molio doppo vid di,benc di tontano, vn Tuberone, parte su Ori, e pdentro l'acque, piu volante, che gui ZZaalla volta det cadauero. Casio , che se figri me uole agit occhi di tuiti, tanto pili fisse ii mio cuore. Vede si via 'altra sorte disce, ii di cui nome e Bonitio, grande, quἰil pesce Lucer Ra, gi alto,e verde,quantolo alla vista, timio nocivo at gusto, per

mangiato, da l la morte, e pero si butta v

quando capita nelle mani de' pel catori. Gli Vccelli,che col volo vanno intoria

adornano questi mari, sono gli Alcairaci grandeZeta quanto due Gavine, di coloisco, e col becco lago, c6 cui pescano i pede' quali si pascovo o su racque me desi

o al

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.ati in aria. La nolle, tempo di riposo, silvano in alto at possibile, potagono ii ca-

perche la graue Zeta dei corpo gli spingesto,gioirti neli'acque, ripi gliano ii volo,

i questa mani era dormono vegghiando. se volte s 'incontrano a cadere nelle Na-e nella nostra in una nolle ne precipita , due, & uno in via 'altra . Dice si da glirti, che nella loro stagione vanno a terer nidificar in luoghi alti, e di astrosi, ac possino hau er pronio ii volo, merce alia ut a de' pie di, che son corti, e largiti sollieuoli ait 'oca ; Da noi se ne fece l'espe-La, quando cad dero nella Naue, sui dipiano lasciati liberi , non si pote ano data

e solleuare. uanti, che qui neli' Africa,verso l 'accen-Capo di Buon aspera BZa vi compari lcata, i, si veggono certi Vccelli detis, Manica et luto, grandi at pari deli 'Oca, blanchis di colore, col rostro nero, e lungo, ch aggieri sicuri, quasi late Colombe, vsci- ill'Arca, an nunciano ii termine deli iche, it fine de' perigit, o la vicinan Z ol terra, tanto bramata : po iche di gloria olZZano su Ponde , la sera si riticano 1 D 3 Per

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Relatione dei Vianis

Pernottar in terra : Vista, che suegliado l/dormentato giubilo ne' cu ori de' miseri uiganti, fa che diano Sridi da matthe saltPer allegria. Non mancano altri segni, fidi prestri vicino terreno ; tali sono i letti , o Carauidi Bertagna , herbe non dissimili alle cand'India, o per miglior paragone, alle Srasne, gros te pero vn deto , che sbarratefiuini at mare , s' in contrano alle volte cenata di miglia lontane a a terra, & in tarcopia , che tui te in si eme unite , san ve did'vn'l soletia, plantata in me Eoali'Ocea Mentre anda uam o costeggiando la terraicimi Marinari, prattici di quei luoghi, voro mostrarmi una Croce, inta gliata in Monte, e mi dissero, esserui stata scoli'

prima di scopi ii si quei paesi ; ma per quaaguretassi la vista, & vsassi diligeneta , anccol Cannocchiale, non fit possibile vedea cagione dei grata moto delia Naue,ag ildali 'onde; l' interrogat, come, e da chi fustato impresso it segno delia nostra Rectione tra queste nationi gentili e di cio nivi seppero spiegar cosa ver una .E gia che audiam o coste glando quCaro di Buona speranaa, mi par bene dis

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d 'alcune cose spei tanti a questi habitai quali, come alseriscono molli, non sanai lare, ma solo co' fischi, e moti deli .ra fra di loro s'intendono,e pero non v'e'ne alcuna,cbe si prenda pensiero di sog-irti, e tanto meno di farti sic hiaui. E perlunque sollecitudine usata con eisi, per Inarii a partare, mal han potulo pertex :ate proferi r parolaal vestir loro in tem-i freddo,h l'vngersi ii corpo con certo lis te d Alberi, stando es ostiat quanto a ri-eri det Solese per meglio assio dar rat unoe, vi stendono sopra lo sterco di Boui sel- Ii, ebe flacco, de in durito non si pub, si malage uotmente distos liere: Onde qua- ogitono scalcinar quella tonica dallata,

, vsano i 'ac qua calda,con cui ben lauaestano total mente ignudi, come vanno ido fa caldo,e mangiano carne humana. et con Ouidio de Tristatb. . El. 8.homini s, no s*t bomineι,boc nomine digni.

r gli acς identi sorti ii in tali spi aggie, son da Portoghesi, Pappagente. Vo dirnta

uno di questi Porti naturali, de' qualii se ne troiiano vi aggiando per questata , capace chi di due mil ,e chi di tre mi-

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s 6 Relatione dei Vianio

la Naui; sermo Ii vn Vascello, ii di cui Castano S barco h terra con altri Compagni barmati, da quali disco stato si atquanto, vidvn po lontano due donne tota linente nere, ignude, cariche di lcgna; si ferina rono quie alia vilia dei Capitano , e questo, percoraggiarie ad auuicinarsi , butio loro aline galanterie d 'Europa,come coitelli, vel coralli, e simili; lascia te te legna, cors ero bito te donne 1 raccogliere te galanteriei data Zando, e scher Zandosi auuicinaron Capitano,che per maggi Ormente godere ballo, con troppo confidenaa, si assi se suo lo ; cosi danzando gli anda uano attole quando lo vid dero ben'asscurato , xia Ioro abbraccia toto strettamente da die inmani era, che non potesse gi uocar te brace t 'altra afferratoto per i pie di, I ala an Con tal destre ZZa, e si velocemente se lo star Ono de latro terra,che quantulaque i Opagni subito corressero a i gridi det Casno, per liberario dat te branche di quelle, tosto fiere, che donne, non in pollibile ;xi ari e; aneti sparite da gli occhi toro, per cta diligenZa vi assero, non poterono titrole : onde mesta , e dolenti per la perdita Capitano, se ne ritoria arono alla Naue

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osero , che la sera in sieme con gli liuo, con gran festa, di si buona preda ri 'haro fatio via lauto banc bello. conferma tione di che, riserisce it P. M i- Angelo Guatticii da Reggio in una i e siccitia da Loanda a suo P ad re gl. 88. 'auigando per qsta costa, lotano dat lido piis, che via tiro di in oschetto, a cagioneniar tranquillo , volle it Pi loto, per una iecellita, mettersi a terra, & appena riti si die tro via graia masso di pie tra,che pie- i spa uento, in via uallo lancios si alia riua,tto affannato,& anzioso chlamo quei delello, che P re sto venissero a leuario; veni, e leuatolo riseri, che die tro a quellata, a v'era gran fuoco, e molii pesci insita a-zccare, ainc mento ben chlaro, che poco

isti erano i Pappagete ,' per lo che dime-ii per ait 'hora di qlla sua necessitu , ne iecordo, che di la a tre gloria i : tanto fula

' in vas di questi Porti, fatii dalla natu -

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ue 8 Relatione dei Vianio

di lontano at cuni liuomini m/rini, cosi de Hie uiciti dati 'acque, si porta uano a terra tui colla una quantita si herba, con quelltu fiduano ne illande. Ossiniata da loro, csorte d'herba si fu ste, ne coi sipro at cuni fae ii posero alia riua det mare. Ritoria: in ostri marini,e troii ta l herba gia co ita, presero , e si lammersero ne i racque , O in or bil e sempio di gratitudinc , che regpiu ne' chori de' moliri, che de gli liuor dotati di ragione Per ς orta spondere at bificio , coisero dat se,ndo det mare una giquantita di Corali e d'altr' herbe in tan porta tele ne' lup ghi me desimi, doue licrono i fasci U'herba ten e stre , di nuouo stornar Ono at mare , cio fatio vicen clam ite pili volte, parvς g passagieri , che sit finini marini coii queli essa si iunci o alqixo assicurati: per lo che faleb loro in pens 'atto d'ingratitudine, cloe a dire, uua svoglia di prenderit, e per tal'eisexto accol arono la rete ; ma quelli, ac cortili dol anno, saltaron suori dςlla rete me desim

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