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ouasi certus improbandam putas. Caetervm si illis , civi hane asseis runt , rescribendum suisset, fortassis ostenderem, quemadmodum id quod se nosse arbitrantur, ignorent. Et ne hoc actrere aude.rent , quanta ratione formidare deberent, ostenderem. 99, sc In Mit. Bened. deesti ostenderem. His exemplis satis ut arbitramur 2 elucubrationis nostrae confirmatur utilitas, pene adjecimus, atque necesilas . Plurimum nobis praestitisti, plurimumque tibi debemus , Vir illustrissime, quod tuis studiis c nam ubicumque sis, sive in patria, cujus ornamentum es, sive alibi terrarum, in musaeo semper es aliquid succisivi temporis tam amice substraxeris, ut hisce nostris impertirere. Sed petendi
fiduciam auget experta semel benevolentia , neque etiam timemus , ne tibi, qui tantopere studia veneraris, hoc petendo molesti simus. Te ergo etiam 'atque etiam rogamus & obtestamur , ut nos , qui tanto in pelago navigamus , certe syrtes , sorte adversos etiam ventos fluctuique experturi, consiliis, monitionibus, praestanti Gruditione tua juvare velis. Certe non sumus , quos ita juves, omnino indigni, si quid apud te sit summa existimatio, qua te pros quimur, sumus bonos, quo te, jam diu antequam tuo conspectu rueremur, colebamus; si quid, grati memoresque sensus, quibuscum tibi,
Datum in aedibus nostris Sorbonicia DIGA ULTRAY. V.CaLMartias . . MDCCXXXIV. V ILLE VI ELLE.
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ALC ILLUSTRISSIMO SIGNOR MARCHESEL UIGI SALE
NOBILE VIVENTINOQUando ebbi negli scors giorni ronore di qui rivor irvi, Si
gnor Marchese, e vi pariat dei nuovo crudito Vibro detria-- tro Olimpico di Andrea Palladio in Vicenta , dato alia luce dat Signor conte Giovanni Montenari, Nobile delia stesta Citta ;come Vol udiste benignamente alcune cose da me indicate vi: cosi, avendole io adeo insicme unite , Vc te esporro piu distiniamente in questa lettera ; ben certo che gradi rete ii mio buon genio di ri- cercare nuove ragioni per r es ame di una assurgione in maioria erudita , che veggo essere controveris . Le proposiZioni, per te quali effer non vi pub una pro va dotata delle prerogative delle geometriche dimo strazioni, sempre guadagnano qualche cosa perchEsi scopra la verita quando sono di pili in pili elaminate. Quindir amore det Signor Conte Montenari per la ricerca dei vero mi aD sicura che questa liberta di es primere ii mio sentimento sari a Lui
pur grata: e che , non Ostante ii nostro allontanamento nel dare
diversi pesi a diverse ragioni, ci accosteremo pero, come quelli chemiriamo ad un medesimo fine . Ma avanti Ogni cosa vi repplichero, ripui rs da me, che de ba riuscire di molto onore air Autor suo it sopradet to libro, in cuimolia dottrina , e molia erudiZione ben' apparisce, ed in cui elegantemente si pongono in chlaro lume te belleχχe di quel Gatro, ii quale ε una delle piu eccellenti strutture, che sieno state archi- teitate dopo la ristorazione delle ScienZe e delle belle Arti. La vostra e sua Patria sera tenuia al Signor Conte Montenari, perchEla solidita, i commodi, te proporatoni, e gli ornamenti di quella bell'Opera sino ad ora non pote 'ano effer noti se non alle persone, che si portassero a vederit e considerarii, ma.da qui innanZipolranno anco dalle persone lontane essere conosciuti. Io di essio Libro vedulo gia aveva ii principio manostritto : & avrei potu todami vederio inti ero, se impedito non mi avessero e te troppe occupazioni, & un'onesto riguardo di dir parere intorno a quelle tali cose da altri stritte, intorno te ovali io parimente scriveua , proc- curandod' illustrare la dot trina de Teatri da Vitruvio lasciataci; mastri Ueva studiando ancora, perchE non era senZa qualche dubbiorispello ad alcuni difficili luoghi. Ma at presente mi spiace di non aVerio aliora tutio vedulo: perchE con sincerita at Signor Conteit sentimento mio che che posse questo valere certamente esposto
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impugnare questa proposia ione : cte Teatri anticisi di pistra si feno uti di figura circolare tutio ait intorno , ni delia piis communest itura. Veramente io mi trovo in diversa opinione rispello alle ragioni addotic contro Ia proposietione medes ma; nE credo che per cagione di essa contradire si pota at suo Nobile celebratissimo Autore , di cui ed avere io debbo, ed ho una massima est imazione . E per es. porvi ora essa mia opinione, notero, che ii Signor Conte , volendo provare inutili te autorita addot te in conserma della proposi-Σione predella, si preve di giugnere a questa conclusione , eloe ; pag. 82. anticamente veni ro confuse i nomi di teatro e di amfitearro , ecte gli anticti autori prendessero iutassistamente si nome dess uno per que A id' astra. De' luoghi, di cui egit si serve, come di meZZi conducenti alia conclusione indicata, la sorZa sembra effere in tre di es.si ; uno di Plinio, e due di Dione.
pag. 8o. Osserva adunque ii Signor Conte, che Plinio H G. 36. cap. Is .ebiais aQuatro di Pompro quelis, cte pur era reatro : indi prova cheveramente quello teatro fosse; ed E vero. E vero ancora che it tu Tom. i. go di Plinio nella Edietione Aldina si legge cosi : cum Pompeii amis pag. a I --iteatri , e cosi in molle Edi Zioni et ma tal Iezione io la credo depravata. Dei che ne ri traggo un forte argomento da un' eccellente Codice Manuscrito di Plinio, che tra gli altri molli e rari, nella preziosa sua Libreria, conserva il Signor Giamballista Recanati N bile Venetodi rare doti di animo , o di ingegno, ornatissimo. Incsso codice it periodo contenente ii luogo in quistione, ε tale: oea ipsa cepit hominum octoginta millia cum populo . An in theatro r riens multiplicata urbe : tantoque majore populo sinciat large sedere ξ Reliquus apparatus tantus e c. ne si leggono punio te parole, Pompeii ambiteatri; anzi ii senso viene a riuscire diverso da quello, cheappariste nolle Edi Zioni: c per cio ho credulo tanto pili degno diessere riserito ii luogo dei Codice sopradetio.
Ne perti sono stato io ii primo a sospetiare di questo luogo : gia
quasi due secoli lo ave va ripro varo Guglielmo Filandro, che' scriΩ' Vitr- - Μ nrisi sunt omnes Pliniani, qui actuc prodierunt, codices, in quibus, trigesimi sexti capite quinto ct decimo, pro Pompeiani Theatri, l Pompeii amplateatri. E come ii Critici osserva rono qualche vol-dri. Lugd. ta alterata la comparti Zione delle lettere di attre parole, cosi si psisset. p. trebbe da tale OsservaZione congliiciturare anco l' origine di questo, errore: essendo credibile che te ultime lettere am cosi scrit te di Pompejam staccate da questa parola siano state apposte alia parotatbeatri, e che sia stato scritto Pompei amibeatri; onde pol questa ultima parota si a stata prela per una abbreviatura, che signincasse phileaIri. Ma
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Ma eomunque fasi deli' origine deli' errore: eertamente ii P. Gio: Harduino, tanto versato ne'Libri di Plinio, restitui quella legio-' . ne come segue , cum Pompriani theatri, e ne ha ad dotia Ia ragione scri vendo cosi: cum Pompediani theatri&c. Sic totidem plane sisteris , Filii. apicibusque Regius x.Codex, cum in libris adhunc diem editis, Pompeii amphia disiis. reatri legatur ; indi agglugne : baec verba, Pompebani theatri ex suo exem- a ra 3 fol. plari Piscianus vidit Icribi hoc loco oportere : it quaic Pisciano io lo credo G Ferdinando Nun nez de GuZinan, det to perchh era di Valladolid, latinamente Piscium : questo spiegb pubblica mente laria Naturale di Plinio nellatiniversita d Alcata;& ii di tui giudicio pae. h stimatissimo dagli Eruditi. Per tanto te autor ita di Filandro, dei Naa xv. P. Harduino, dei Pinciano e det Regio Codice mi fanno credere che la vera iezione debba essere Pompeiani t Matri ; e per conse-guen Ea che Plinio non abbia prela it nome di amfiteatro per quello di teatro.
λ' luoghi pol di Dione it primo h at libro 43., it secondo al
libro st. Conforme at volgarizamento det Signor Conte, it primo E questo : ' Cesare fabbrita di ligno uu teatro cacciatorio, ii quale an- 'ρ g. 8 ra ansiteatro fu denominato dati' adiere i stafili tutio au'intorno sentis scena : it secondo : Tauro Statilio perferionis a sue spese un reatroeaceiatorio di pietra, net Campo Mario, e is dedic) con certa me gladiatorio. Varie sono te opinioni degli Vomini: a me questi duel uoghi apprestano una conglii ettura contraria a quella , che daglistesti ne deduce it Signor Conte. Osservo, che Dione, in amen duei luoghi predetti, alia parota rerum agglugne caceiatorio : quindiarguit co , aver Dione concepito , che senZa l' aggiunto eacciatoriola sola vece leatro non avesse poluto significare queli edificio, differente dat teatro , di cui egii intendeva di ragionare. Ed in falligit aggiunti ben sono da considerarsi, e fanno alle volte mutare ad un certo modo natura alle parole, cui sono connessi ; divenendo esse parole simili alle translate. SicchE a me sembra, potersi dat due tuoghi di Dione dedurre, che la combinaetione di quelle due voci teatro eaeclarario si a stata adoperata per significar queli' edificio, che anfiteatro ancora fit deito : ma non gia che ii nome di teatro sumplicemente ed ii nome di anfiteatro si prendessero indistin- tamente l' uno per l'altro. Pata alia figura dei teatro, delia quale it Signos Conte deter mina la destrietione, per prouar pol, che di figura diversa da quella destritta, cloh di figura circolare tutio ali' in torno, non vi sieno stati antichi teatri. ' Scrive egli cosi: si reatro era di giussa circola. re mora solamente per metis, cisὰ dalla parte delu orchestra, e de'gradisi ; Usendo ΔΓ astra parte opposta di figura rettariola per commodo
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avrebbe do vuto essere sicuro; perci, E tale figura appunto attribul-I Him tono a reatri de' Romani nelle loro delinea Zioni I. F. Gio vanni Gio- με condo , a. Cesare Cesariano , 3. Monsignor Daniel Barbaro , e
M ' Monsieur Claudio Perrauit. Tuit avolta siami lectio di dubitare, perchh veggo bensi appresso quegli Autori te figure t ma non
scorgo, nξ come in tuite te parti te abbiano da Vitruvio ricavate, vis stam- nὰ come possino ricavarsi. Ma agglugne ii Signor Conte, che quan- ι' Mi do non abbiansi prove pili chiare, non si potri credere, ' che antichi reatri si feno sari ae figura diversa δε quella descristaci da V
tkk,i h. rruvio , la di cui testimoniaηra, e autorita in cini genere di antica am; .nt a bitettura Θ da preferire a quella di qualunque altro inrisiore. Ora, vis tra- posto volontieri di stare alia testimonian Za , ed alia autorita di Vi- dotio det truvio, mi pare che la questione si riduca al vcdere, se Vitruvio ciabbia destritto ii teatro di circolare figura per meta, e Gli' astra par H figura rettariola. - eor in torno ad una tale quistione io facit mente vi esporro il,st sentimento mio, consessando vi di non ritro vare ne' Libri di Vitr truduitat vio at cun luogo, in cui egii asserista; che la parte opposta alia mello. I 684- semicircolare deI teatro debba cssere di figura retia Vola : e ne 73 mcno alcun luogo, da cui natural mente dedurre si posta, che per questa parte di teatro la rettangola figura, o altra, egii abbia de
pag. 76. truvios di tali linee fece ' men Zione pure it Signor Conte P sia bencerto questo, cloh, che la faccia delia Scena secondo una linea retia si dirige va; sembrami pero attret tanto certo, che da quelle linee non sa determinata punio la figura dei recinio della proposta parte dei teatro. Tanto pili che dictro la faccia delia Scena vi do v vano essere altri luoghi, cui corri spondessero te ire Porte, che Vitruvio ordina nella faccia dclla Scena medes ma : ed in vero treluoghi dietro essa faccia ci lascio dise nati Mon signor Daniel Barba- ro, c uno ben grande delineo Monsleur Claudio Perrauit, e chia. molio P scenium. Ora i recinti di tali ultimi luoghi apparienevano anco at recinio della proposta parte dei teatro. Ma come ri spei
to a questi niente ci Iastio di preciso Vitruvio, cosi mi sembra cheda lui ricavare non si possa l'andamento dei recinio di ossa proposta parte . NE per questo gia nego che vi sieno stati alc uni teatri con quella parte di rettangola figura ; ma bensi dico , parermi di
poter concla iudere, che ne la testimonianeta, nὰ rautorita di Vitruvio punio impediscano ii credere, che vi sieno stati altri teatri di Ggura diversa da quella, che i sopra nominati per altro rispellabili Autori hanno destritta. E quando nelle attre parti li precettidi Vitruvio fossero estguiti; io non veggo perche fatio si lasse cun-tro la
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Ed a questo proposito potrei riserire qualche rissessione, da me i alta sopra una circonferenga di circolo, che destri vere si potre desbe intorno alte Piante dateci dat i Sertio , e dat a Delodeta dei te- 1 o. p. atro di Marcello, ricordato pure a dat Signor Conte. E potrei ancodire de' Portici, di cui Vitruvioci lasciis astrittor scenam cus sunt restruenaee &c. rispello alia conuituZione de quali Portici hio ho una opinione 6 nh mi par mal sondata neli' intiero contesto 3 pag. s.
di Vitruvio differente da quella dest' Interpreti deli' Autor me-
Ma ristrignerommi a cili che a me fa una massima impressim ne : ed osseruero che Leon Battista Alberti celebre per la sua erudiatone, e per la dottrina nelle cola deli Architettura, ove d termino la figura dei teatri, strisse cosi: ' In hoc omnα conυeaere : ut rem principio hemioclum in area circumscriberent et bramoclique cornua produ- dificat cerent. Sed ita alii rectis lineis , alii sexis. Qui rectis utebantur lineis, ris lib. 8.eas perducebant aequid antes inter se utque adderent cornibus hemissis His i quantum esset diametri quarta. um vero flexis utebantur lineis , illidem integrum perscribebant circulum et exque integro ocli ambitu quartam partem aiumebant. QOd igitur residuum esset, theatro relinquebant. Esim timente Guglielmo Filandro, niente ali' Alberti in seriore indot- trina ed in erudiYione , ci 'lascio scritto : Erat enim rMatrum v Vim uti pars circuli dimidia , eo amplius diametri quarta pars, si modo vius cum
hemicycli cornua rectis o coaequabbus lineis producerentur. Nam cum fe- . πησα. xis post semicirculum lineis uterentur, ex integro circuli ambitu quartam partem adimentes, quod reliquum erat, rbeatro dabanu. 'Da questi due tuoghi manifestissimo si rende che r Alberti e Filandro , uomini peritissimi della dottrina deli' Architettura edelle Antichila, stabilirono chiaramente , che la figura dei teatro
D alle volte determinata da tre quarte parti della circonsereneta diun circolo: ecco adunque per tali casi una figura, da' cui la retian-gola figura E esclusa : ecco che anco questi uomini eccellenti ci da
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no teatri in gran parte di figura circolare . Sicche it segmento A, che nasce dalla quarta parte delia
circonferenZa dei circolo, essendo una piccioIa parte deit' area dei cir- colo stesso I niente parmi pili facile e niente pili naturale, che qual-che Architello siasi pure servito di quel segmento A, mn ragionia lui note , e factimente anco per Iuoghi utili dietro alia Scena: e chein tal forma eo Architello data a bia at sito leatro la figura di uncircolo intiero. E l' Alberti e Filandro serissero di assiissime e se, che erano arriVate a loro contezra : E fortuna mi de nostri templse Vengano ora osservate antichila, te quali additiino qualche cosa di piu, e se sano da un dottissimo ed eruditissimo Autore illustrare. Secondo it debole mio parere come non E mai stata impugnata l'opinione deli' Alberti e di Filandro ; che, pariando direatri di bella struitura, asseristono esseruene stati degli antichidi figura circolare per ere quarte parti dei recinio loro: cosa, da quelli teatri giustamente argomentando , si puo conchiudere, chereatri antichi di pietra vi lieno anche stati di figura circolare tutio asi' intorno, nὸ deita pia commune struitura. Ora io sottometto , Signor Marchese , at saggio giudicio V Bro queste ragioni, da cui ε stata guidata l' opinion mia ἔ che perte rastioni da principio accennate , e per un'onesto motivo, che i sapete, lio credulo bene di ejorvi: niente per altro questa diversita di sentimento pregiudicando alla vera stima che ho della virili e det merito det Signor Conte . Se Vol in questa mia lettera rit verete qualche cola, che vi possa calmeno in parte
ricompensare delia pena di leggeria , benche si iunga; io sero contento. Per fine mi do thnore di dirini son pleno rispello, Di V. S. Illustrissima.
Umilissimo Divotissimo Servidore Giovanni Poleni
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Ut Domino gratias agerent: hebdomada autem integra variis sacrificiis assumebatur D. Hieronymus contra Pelagianos Dialogo 1. In Aiebus fenopegiae, quando figebantur rabernacula, a die . mensis semtimi usque ad xx II. inter alias victimas semper pro peccato bircus i Grebatur V.
vere tectoris exornare. Memorantur in S. Matthaei Evangelio sepulcra dealbata, quae a foris patent nominibus speciosa .
ex decreto ordinis dele reliquum versum
annus aut Augustum respicit, aut tetrarchiam Philippi. Ut Phia
nhele Uliae, quinquagesimus tertius annus a Colonia deducta n
eaput ex altera, aut Agrippae potius quamvis aliena ingie.
PIETAS MILITUM. Ejusdem Imperatoris argenteus consuetI m duli IMP. C. N. AVR. SEU. ALEXAND. AUG. In aversa Amphitheatruae, in exiguis nucimis nondum visum. Rot.
In aereo &e. Tmilii nomen raro occurrit. In postica expunctis unice in Damasci.
His tur PH, sotto i triglis det fregio non sono gocce, o V glia in dire anelli o gradetti, che sono in principat distintivo det
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Ais Doris diam Antii Nep. Ac. F. Fl. Memo rio rig. v AELe Iuliae pag. 68 Arrecino Clemente II pag. 73AEdinius Iulianus Badis pag. Abbas prole pia pag. Ioa
Aedius F. pag. 3 Bene Pausanti in pace FLMemoris pag. II
G. Cati. Driburonis pag. vG. F. Pap. Rufo pag. s. Cois Treveri pag. DG. Iulius C. F. pag. QC. Iulio pag. 6δCLudiae Philetὸ ping, s IC. Manius C. F. pag. DC. Marii Ono
GI Iul. Mem Heredes ex testa mento pagC. Vibi Lirinum Collegium Siluani C. Senmus C. F. MI LEHasus. Praef. Fabri C. Tall. Flaminius
DEbita coniugis Apelles pue mina scribis pag. γε De Arelate ma .... pag. 33 D. Voltilius pag. 33 Dis Manssus Larari pag. 6ς Dariana Dia et D pag. 96
Haec arca C. Iusi pag.188 His requiescit in pace tat. -- moriae Ier ecunis pax Ioirec requiescis is pace bone in moriae adulescens pag. IOIHis requiescis bone memoriae Porcaria pag. IOIHis requiescit in pace bone memoriae aliber pag. Io Irae in pace quiescet adiutor pag. IO Hic requiescit in pace bone memori, Icludus pag. Io Hie requiescit vir venerabilis man-
His requiescit in pace beatae memoriae Eusebia pag. 9r
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IN. Caesari AM: Drui RPont*i. Maximo pag. GIN. Caes. Oni pag. III . CH. M. Antonio pag. DIN. Caesari Divi Antonini pag. o p. c. . Divi Hadriam si Disi Traiani pag. ss p. Caesar Divi Hadriani F. T. Aelius pq, DIN. Caesar D. F. Augustus I pag. p. Caesar M. Aurelius pag. 34 p. Caes. M. Iulius Hil pus Pius ' .pag. snyae LM Hiae oramiae pag. sotalia M. Fit Tigilia pag. 33 In Me rumpis requiescit bone memorius Cesarius pag. 99
In hoc tumisio condis r bonae memtariae severianus pag. 99 In Me remotam requiescis in pace bonae memoriae Simplicius pag. 98 In He romolo requiescit bonae . memoriae Murpillosa stam 98IDedula quae niandum domum mistrante reliquit pag. 9 Des Aug. M. Censerius . pag. Isto IN. .ria ni misiam pax i88D-. Caes. M. Aurelio pag. I 88 In δος tomolo quiescis pag. Id is hoc tumulo requUcet bonae memoriae Nemrim pag. Io ID Me tumalo requiscet Myae' memoriae Thala pam Ioo
ν Epidas Baebius si Domit. Donestiani
I L. Letius m Emi Lotanae in Circ. Lucretia L. F. Maxuma L. Statio Vol. Laureius Legionis primae Italicae
o a ctati cunia. pag. 32 Optatus C in pag. 7s Optato θ miano consulibus pag. 93
Pro Salute I . CH. M. Aurelii Antonini pag. Iomo Salute Domus Divis. pag. 22 Pax volscum si Proeuleia pag. 9 Padi tecum Iuliae Valeriae S reasidis pag. DPMebus qui es Tomuus pag. I9α
