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, Super collocutione Regilarium Cum MonialibuS. EDixa vix Lege, statim illam eludere
malitia excogitat, Non ita pridem emanauit generale Decretum, arctis. sime prohibens colloquia Regularium cum Monialibus, quando iam super eo variae interpraetationes confingi coeperunt, aliaeque nunc Bergomi suboriuntur, pro quarum resolutione supplicant Confessarij Monialium, quae
r An Regularibus missis ad Crates Monialium pro munere Praedicationis obeundo, prohibitum sit sub mortali, censuris, & poenis, immediatEpost cum ipsis Monialibus, absque expressa licentia ad colloquendum immisce-
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re sermones cum quaestionibus, vel dubijs spiritualibus, aut materijs ipsius
Concionis.. a. An talis prohibitio intelligatur, tam de collocutione cum aliquibus Monialibus, quam cum una tantum, omisnibus tamen alijs audientibus, imm
diath post Concionem . Dse 1 r. Maii i678. Sacra Congregatio
Eminentissimorunt Sanctae Romanae. Ecclesiae Cardinalium Concilii Trudentini Interpretum ad utrumque res
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Alli Monasteri j delle M, 'nache di deita Citta,
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Sua Diuina Maesta, e non siano deis hastati dagi' insulti della fiere Inferna. Ii, habbiamo risoluto prima di partirper Napoli , doue sara la nostra resuden Ea, di trasmet tergit una Letterata PastoraIe, e porgergIi gl'inassi delle nostre paterne ammonitioni , e munimii con grordini seguenti, che saranno come sol te siepi, d sorte muro alia conseruatione di es i. E hencho con nostro Edilto in data li Agostor 681. sussero stati da Nor dati Iimedes mi ordini tendenti ait' osse ruan Eadet loro istituto, e Perseitione Monastica ι Nondimeno, perche habbiamo inteis, che Ie cost da Not disposte in ego Editio non siano state puniual- mente estguite, percio te habbiamo
ro Regole, & Istituti, si ne ita fie. quenaa det Coro, e Resettorio comis
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28 Imune, come net silentio, e pace statuite te Monache , incaricandone laconscien Za, e vigilaneta delle superiore per I inuiolabile Ioro osseruan-za, e d imporre Ie douute , e solit
penitenee I chi tra redita .s Et assinche it seruitio di Dio vergastu frequentato, ordinia mo, cheneltempo, che si recitaranno i Diuini OLficii Ie Signore Abbadesse debbano serrare, hiar serrare a chi aut te Crate, e Pallatorij, e ritenere appresso dilo,ro Ie Chiaui, ne permetiano permodo alcuno, che verun a Monaca in decito tempo s'esenti dat Coro sen Ea sua liceneta, b Saltra Superiora, e senZa precisa nece ista , sotro pena di priuatione d'osscio, e respettiuament di voce attiua, e passiua, e d' attre a nostro arbitrio, fico alIa priuatione dei velo inclusiua mente. E molio pia auuertino de ite S gnore Abbadesse , che nessuna Monaca, Educanda, Conuersa, e Serua neI detro re o, chesi recitano i D uini Ossicij in Coro, e. si ianao l' Orationi communi stiano nelle
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nelle Crate, δ porte, e Partatorii, sotto te inedeme pene, & in cala, chelui si trouassero mentre suo na ii Campanello, o si altro segno solito perte sudette suntioni, Vogliamo , chesubsto ei ascuna se ne debba an dareat Coro, b altro tuo go destinato per
recitar l 'Officio , sentir la Messa e esare ali re orationi communi, e sano sempre sollecite di portar sit a deite Orationi communi, con partir si da qual-suoglia altro luogo , doue si trouasse. ro at locco det Campanello, b altro
solito segno , latro te sudette pene ,& attre arbitrarie, eccetruate quelle Monache, Educande, Converse, e Serue, che sussero lecita mente impe
teruenire la licena a deir Abbadessa . E circa de Serue, che sono di settima na, Vogliamo, che almeno assistano alli Uespri, & ali oratione della sera, e prohibiamo alle Signore Abbadesse latio te sudet te pene di non fare elante alc una senZa detio legitimo impedimento, ne di peraret tere , che
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283 si trattenglii la recitatione di detuos. se ij Diuini, di orationi communi per
causa deli' inobedienti, e negligenti et Ma che poco dopo terminato it solito segno, si di a principio alli sudetti Officii, orationi, & attre suntioni
communi, non ostanti te assenti , lequali douranno esser' corrette, e p nitentiate dati'Abbadessa, conformeat proprio Istituto, e Regule , e de- nunciate a Nol, sotto te pene a nostro arbitrio. E perche E molio disdice. - uole , che mentre si sta partando colnostro Creatore si diano orecchie alle Creature, percio non vi sia alcu. na, che habbia ardire di chia mare .
nache, Novitie, Converse, e Serueneltempo, che stanno recitando detii diuini Offeia, b sentendo la Messa, Ofacendo i orationi communi, solio lesudette pene, eccettuati i casi di precisa necessita, & ali' hora con la meis dema licen Ea deli Abbadessa. Eriste so s' osserui ne i tempo della Mensa ,
doue si tenga silentio, si legga qua
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no attente, ne sia lectio ad alcuniau scire dat Resettorio prima, che si a. no rese te gratie, se non per necessi. ta, e con licenta deir Abbadessa, o altra Superiora latio te medesime
Superiore pro tempore ne i tempi di Qua resima, Auuento, Quattro tempora, e Festi piu solenni deli Anno, e ne glorni destinati a prendere ii Santissimo Sagramento debbano tener ser- rate te Crate, e Pariatoiij de i loro Monasterii di dentro a Chiaui , eccet. tuando te Ruote, equelli non a prire in deiti tempi seneta nostra espressali. ceneta, b di precisa necessita, solio pena della priuatione deli' ossitio, edella voce attiua, e passiua, e d'al- . tre a nostro arbitrio, nelle quali pene incorreranno anco l' attre Monache , che haveranno ardire d'aprire, b fa- re apri re detti Parta torij, douendo i te Spose di Giesu Christo stare in detri giorni piu raccolle, e rit irate, ces
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in cose terrene .s E per il inedemo fine di non distraherii dat seruitio di Dio, e dei Monastero , vogliamo, che non posiano , e ne debbano cucinare robbe per uso,
e commodo di persone esistenti suora dei Monastero , e solo si permetia incaso di Nozze, b d Insermicidi qual-cire parente delle Monache di primo, e secondo grado, b per a Itro preciso bisogno, con la licen Za pero dei nostro Signor Vicario Generale , sotto pena arbitraria in caso di contraue
6 Che Ie Crate, e Porte de Pallatorij non s'aprano prima della lauata dei Sole, e si serrino a chiaui al tocco delle ventiquatito hore, cosi di dentro dalle Signore Abbadesse, apprecso te quali deuono risedere sem pre ledettechiaui, come di suori dalli Confessori pro tempore, solio pena ali' Abbadesse, e Monache di priuatione d offitio, e di voce attiua , e passu a 4espectivamente, di a Consessori di d
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cati venticinque: edi carcere, & autre pene a nostro arbitrio. Cosi ne meis no deite Abbadesse, e Monache ar-disthino di fare entrare nesta Clausura alcuno, che habbia la licenZa auanti illeuar det Sole, e lo faccino utare alle ventiquat tro hore solio pena di scommunica is facto incurrenda, eccettuati it Medico, Confessore,c hirurgo, o Barbiere in cassi di precisa necessita, da giudicassi dat nostro Vi cario Generale , e non essendoui remispo di ricorrere at det to Signor Uica.rio, io rimetti amo alla prudenZadelis te Signore Abbadesse, te quali parimente deuono inuigilare, che quelli 4 quali hauerando u licenaa di poterpartare alle Monache, &alire, comesopra, non to deuono fare auanti laleuata det Sole, e do po suonate te ventiqua tiro hore, solio pena della priuatione deli' ossitio, & attre pene co-
Si come habbiamo prohibito a qua Lsuoglia Ecclesiastico, si Regolare , come Secolare, do anco a i Laici . di
