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cata da Gi vo tra gli astri. Traci prodigi dolia ira di 1
ce, e fermasso a pietra di Sisi . I orsi cho oceano quest ultimo fati di Orsuo pallida reona Bistonius vates lammisque Acheronta sonantem Placavit plectro et Faei revolubile saxum pag. 220, V. 64 e Seg. furo no messi dat Botho nolla sua Padugione perelie gli parvor inutili Sembra strano in vero, he ii dotio J0- manno si tenero di gni letteram di gni punio per 'isattogga do iusto, alvolt faceta tanto alia libera, la- Seiando anelie Bel caso prosunt i 'ultimo vorso do tosto
privo di duo tedi. pag. 220, V 44. O de Ciconi Madri crudelis o Getici furori lCleoni, popoli ulla Tracta, at sum Ebro Sullaragione per uide Baccanti uocidossero Orseo si contaro nota vario avolo. La pili Pipoluta Si se hocio lacessero a Pani, percho regato da loro non abbi a Voluto antare Se condo un 'altra log gorida sumcelso allo donno perelie, ehi amando egit olla doleogga de suo canto tuitigii uomini a se restavatio dimenti eate.
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pag. 220, V. 653. de Castalii carmi. Gli e comes dicesse eo' earini di Apollo, da sonte Castalio, alle radiei de Parnaso, saero ad Apollo. pag. 22I V. 667. Schiam lasando e plaude loci novelle P ede sestem ire. I tost Poea Certatim ingenti celebrant nova 9audia plausu e due versi prima di quest logges gaudia come duo Versi opo gaudere. At Ruperti parve di notare in ei uno seorso di opista, o a me pare oti ima a Variante sva praemia proposta dat Botho, e la Seguo.
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IV. regi e diselli. Dello lite e delia lingua de'poeti delia desta lenta. - Ciudici ora o lite e tu lingua di C. Silio latico. -
