Cajo Silio Italico e il suo poema. Studi ..

발행: 1869년

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pag. I93 V. l. O canter qua sopoli a Cartas E a suo campo aggiunoea a storosa Notta di Carine. I poeta chiam Sarrana castra it eampo Cartaginese, come altroVe disse i Peni Sarrana sens dat nomo primitivo di Sarra cho 'ebbe Tiro Cos puro in uogodi Canne scrisse Iapyge campo, ol qua nome gli antichidinotapono a Puglia se a Calabria seguendo la favolad Japigo figli di Dedalo primo abitatore di que 'paesi.

V. S.

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si e dat Poligni, o i Voliurno dat Campani. Dat anniti derivarono G Irpini nominati pii sotio a vers 13.

pag. I93 V. 10. V instabit frusto Ite i destini a semis For erct colla sua tarda vel 9ῬHG. Andhoci Brugi discondevano a Sabini, o StaVanos ille rivo de mare a mergogiorno, Italia no allostrotto di istilia Costoro, comesi Picenti ci Lucani su-rono i primi cho si diodoro ad Annibalo gli ultimi a Pi- tornaro in gragia de Romani. E puro furono traitati come chimi e non come alleati. pag. I94 V. IS. te coorti Di Calacia ei Atella Atella, versa o Santo Arpino in Terra di avo ro, antica citia degli Sei ella Campania, celebre perto Sue appresentagioni popolari, avole Atellane Calagia, citia a Volturno, rodierno illaggio di Gajaggo. V. 19. A latin freno Nupse Tarento Falantea. Tarento, Taranto, eos chimata da Falanto, Spariano, elie se redette Suo fondatore.

Ualta Crotonae sorte, e two i collo De Pespiadi ne poti a strauistisus

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Abitavano atrostrum confine de 'Brugi, ed Pano una colonia de Loeri delia Blogia. V. 25. ove Ausonia anta Ellent he mura e sinussa

Ne tarduriali Eridano superbo I Celti. Celti, o tu oti,i Boi, Galli Cisalpini.

V. 36.

E Capua Pote Capua far sue ire, i furori De 'sopoli Senoni 'Capua, capitale delia Campania, iaceva a mille

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passi dati odierna Capua. A agione dolia sua spetiadi dapsi ad Annibal si prosa dat Romani II anni vanti Cristo, e furori dato in sorte lo suo campugne. ISenoni Vennoro a Lion noli Italia se capitanaticia Bron-no 390 anni vani Cristo, pupporori Romani a sume

passo di Livio XXXII, 2 imitato da Silio a quosi tu mgo bait pari menti sui atto chori iusso est mollogga dei Campani duravano a iungit anni Capuam Haeuriantem lonse felicitate atque indulsentia fortunae me Vale orto a persuadormi de contrari la iungitissimat irata de Dubois, ii quale sulla parota luStriS, RII OVR-ro elio deve essere intes per OPdelli, pende, non Soquanto in proposito, quattordiei pagine in cui mostrala sua profonda dottrina nos storia della prostituZione, emineiando alia esia oli quello certo sonamine Cele-

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sere choreis, Et tunicae manicas et habent redimicula mitrae. V. T.

Ouindicia plebe in ira a padri e lieta D invidiarsi badri era a plebe. La discordia olio su tra it senato oci popolo di Capua e toricamento Vera Ne parta T. Livio XXXIII, 2 , ii quale die puro IX, 40 dei grando amore de Campani, o piti tardi do Romani, perali spoliacoli de gladiatori. pag. I9T, V. 2. Alior Torquato per a fronte austera Emulo agit avi.

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Manlio Torquato, console. - Noli ann. 340 a Cristo quando i Latini fecero audace dimanda qui Picordata a Silio, era consolo per la torga Volta Tito Manlio Torquato, Omo Come Serisse Livio di serocia pari aquolla di L. Annio Setino, ambasciator do 'Latini. pag. I99 V. 148. Fulvio illor est inima preSasa Di sua oloria futura Q. Fulvio Flacco suci conquislator di Capua noli anno 2l a CPiSto pag. 200, V. J65. a ia pur de superbi avi a pena Campani obboro ii diriti di citiadinanga romanadopo a guserra Sociale 00 anni a Crisio , a non peroi diriti di suffragio I quale non ottendero prima di

Unico allor diaeriri aD odio Magio alla cui famiglia disce se Velleio Vedi T. Livio XXIII, T.

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pag. 202 V 2I6.la ede che alle sienti

Anche questo passo ted molta riga agi intor- proii Iliotho angia a legion adversam ostentare F-dem in adversam ostentate dem, o da ad adversam unSeBSO, Sestondo me, tu ingegnos eho vero I tenni lalogion Rodolia dat Rupori se appro vata a Lematre. colla qualo credo si abbia a piogagione illi naturale. pag. 203 V. 233. storn tria nostro ec OLMouerre Sidicine. Romani prostaron aluto a Campani nolla guePra controci anniti nulla qualo orano ni rati necessariamento per foeeorrere a Sidicini. Porcio tu hiam gu0rro Sidicine. V. 238.

Capit orande

Capi ere luto solidat poli Capua figli di Assaraco sed avo di non Di qua secondo lucis volo, i vincolo distingue do Campani o Romani. 90 g. 200, V. 328 Sesolians que fero ira di eatene Gli avi insono da fero ambe te raecia. Quosi duo versi surono giudicati apocrisi a Dra-kenhoreh. o hius fra segni di parentesi. Io penso Ol-

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mano chlamavatis i templi di altro citia. V. 363. Stellasi campi. Pario do turritorio Campano celebre per a SuasortilitR. pag. 213 V. 404. Ouinci, in volt atteisiati a Fritatio iaSi ast retiano alte mense, instin che i sorino Gli alleor convivanti ebbe dispersi. t Both omis questi orsi uella versione, non n- dando nommeno alla misura doli ultimo verso latino cui lasci moggo di duo iudi omeggo. cio per a Sola R-gione he non gli parVero Opportuni. pag. 2I4 V. 512. La nave che i traea pinse at anti a Terra dilatis. Latio, Cirene. Narra Livio XXIII, 10 che ossondo data liborta a Docio di itornarson a Roma in Capua egit amo me gli di vi vero ne regno de suo libera

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pag 2IT, V. 570. si stempra alle lusinohe olei de viai. IJ testo a vitia allatrantia Questa legione, per quantoci commentatori s ing0gnino di disenderia, resta

Sempre una Scandalosa metasoraecia Credo di sermo chosia nata damn error di copista, o loggo eo Bothe voti allectantia. V. 585.

Senaa sos i Nilotici Mensti Lasciviando a suonii Frigia tibia StreFono intomo ait Amille Canopo. Mempi Nilotica colobro illa doli' Egittoraula sponda sinistra de Nilo, qui significa tutio ' Egitto Chiam a Frigia a tibia porcho la si didova involitata da Marsi a Frigio, o almen in generale a Frigi Canopocilla d Egitto presso ad Alossandria, o chlamata mi-clea perche si credotio Ja sabbricassero gli Spartani in onore di Canopo, pilota di Menelao, quivi sepolio Lolascivio degli Egigiani erano passate in prOVerbio preSSO gli antichi. pag. 2I8 V. 593. L maravioli det Aonia ira L Aonia ira, adipa diansione Tebano La Boogiam abitata una Volta agi Aoni; onde Virgilio, Gesru. III, II chiam Aonius verte Γ Elicona, monto delia

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doleo suono delia eira attir,le iotro, in modo chera'innalgarono a se si se e mura di Tebo. V. 608.ed Arione Porto stia dorso deli equorea belua. Arione poeta e ita redo di Metinna citia di Lesbo essendo per essere uestis da marinari h lo condu- vano da Taranio in patria, clites sed itisenno dimandare ' ultimo suo eant come ii igno moribondo. Poteli'ebbo cantato si itto in mare mosso allo dolei noto aecors tost v delfino do prese sui dorso e lo porto salvo a Tenaro promontorio de Peloponneso. V. 610.

Papia dolia ostra di Chiron olio abitator dot monio Pelio su credulo maestro di Achille, di Esculapio, dii ii 3, One di leone o di altri eroi Netorsi h 80guono immaginari poeta, cho como su deito di Orseo, Chirono antasse pure i eaos, l' origine de mondo oci primissimi templ. pag. I9. V. 624 0 644. Ilono te odi della cetra 'Orseo . e quali sonoris eiula qua e la agi antichi poeti Figli di Calliope

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