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L origine e lo vituppo uella nostra letteratura me-dlevate di quella poesia popolare che, et lato iungida se ii grave animant delle forme tolle a prestitodali antichila, donde era ormai fuggito lo spirito vivificatore, costrinse 'idioma latino, assueto alle leggidella metrica a legarsi indarno repugnante, a quelle dei limo proprie dei vovi linguaggi orgenti in Europa, non furon sino ad ora fati argo mento di serio studio fra not. Mentre in Germania, in Inghilterra, in
Francia, alle reliqui di questa prodiagione poetica, crescivia et vaggia e rigogliosa, O me una planta paraS- sita, Su ronco chlantato delia letteratura classica, Volsero da gran tempo e cure amorose e sapienti omini
dottissimi, invece in Italia i canti che testimoniano delia persistenga non Solo delia cultura antica, a delia diffusa, universale, intelligenga di quella lingua latina, che ante si complaceva ancora di chlamar a nostra, non ono Stat che in poca parte accolli ed illustrati.
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sea loro o in rivolia contro i loro signori, it VescoVo,il Conte, o tesso Imperatore, essendevano, non paghideli 'armi, i loro rancori, doVra, e non Sen Za fatica, rint racciarii, dispersi, nascosti in ecchi manchevoliraccolae, in rari opuscol o in opere strantere. E quanto io dico de monumenti che pii particolarinente anno riguardo alla storia, alia civilia nostra, si vo i petere per tutia a produZione poetica latina, Scetica, iocosa Satirica, che per a sua grande diffusione ei secoli di meZZo, e lectio chili mare patrimonio comune di ut te e nagioni europee; iacche anch 'essa non estata mai da alcula erudito taliano, non diro studia tam iampoco ricercata E accade pol non rara mente diudi sentengia da aluno che ' Italia e poverissima dique canti, de quali te generaetioni medi0vali effusero loro flatii; canti che, iuniti, formano quella uova classe aggiunt a Medio Evo alle due in cui 'antichita aveva divisa a parota scritia i Dictamen blbinicum I siccade di assistere inlla uicerca delle cause I Dictaminum vero tria sunt genera auctoribus diffulta, prosaycum scilicet, metricum ac rithmicum pro- sucum ut Cassiodori, metricum ut Virgilii, rithmicum ut Primatis. THOMA DE CAPUA, Ars dictandi. Cod. Angelica di Roma, D. 8, 17; cari Sec. XIV, D II r. Cis. THUROT, in Notices et Extra iis des ues de a Bibl. Nationale, XXII, 418, nota a, e L. OCKINGER, Bries stelle und formelbucher de ei Ien his uter ehnleu ahr-kund hi uellen etiιr verisob. u. deutsch. Geschichte Muenchen, Frang. 186 P. XXVII, . .
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- di questa overta, a cui est Stenga non e peranc ac certata Sarebbe infatii necessario, perche una simile asseretione diventasse degna di sede, che a comprovassero ricerche diligenti, non incominciate Oltanto, maesaurite e queste ricerche ni uno i qui te a intra- prese elle nostre biblioteche, tanto numerose, tanto ricche e tanto poco splorate Prima adunque di pronunciar iudi Zi che ulteriori scoperte polrebbero polchiarire gratuit ed errovet, non Sarebbe tu SaVio partito uello di incominciare te ricerche Ecco in tanto u manipolo di it mi latini medievali rascello a codici taliani e si esso aggio in sieme ed augurio dique pili che te biblioteche nostre offrirebbero a pa-gienti ed accurati investigatori. II. Non arebbe per sermo stato inutile che a rendereragione dei criteri a me dotiati eli' ordinare e pub-blica questi timi, avessi spost quali iano te te opinioni in torno alla origine loro, e in generale, a quelladella poesia latina popolare de medio Vo; non che piusingolarmente in torno ad una tendenZa, a mio iudiZio, in parte Sagerata ed in parte erronea, che per daqualche tempo a troVato faVore presso non pochi fracoloro che di essa poesia anno traitato quella cio diattribuiro a nascit e lo vituppo di alcune elle formepi caratteristiche in cui si e strinsecata, a velle S- socia gioni oliardiche che, sulla ede non solo di po-chissime, a di incertissime testimonianze, pretendono
certunt fossero diffuse ne secoli XII e XIII, non hepti tardi quasi rim tutia iuropa siccomes L con-
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sint, necessaria mente angusti di una non in avrebbero concesso di dare alia nite de su tale proposito lo volgi mento necessario cosi iudica mi-glior partito it rimet tere questo mi di segno ad altrae tu propiata occasione, restringendomi qui a brevicenni ulla distribuZione a me doliata e mant enuta in questa accollina Era i vari rit mi medi evali, editie inediti, che mi veniter soli 'occhio elle mi ri-
cerche il), io eletti quanti iii lar vero initi colori re 1 Di parecchi fra esst o satio cenno dove se ne onfriva maggiore opportunita elle note apposte a gnuno dei componimenti qui pubblicati. 'altri diro qualcheco 3 ora Come e naturale, i it mi, che tu facit mentes trovano trascritti, sono uelli di argomento moraleo ascetico Cos ii cod. Ambros. H. 27 sup c offreun carnae De contemptu mundi, sors de XII secolo e u altro De unianae vitae miseriis it cod. ins Un carnae De timore mortis si legge pure ne Cod. Marciano L. III. LIX, de sec. XV: il limo pero e certo tu antico CD. VALENTIN ELLI Cant. Bibl. Marc. t. II p. 99). limi che anno massime di buona vita, specialinente a monaci e gli ecclesiastici, si anno in molli codici cos ne Marciano L. VI CLXXIV ene Vallicelliano A. XXVIII, trovi amo, attribuit a Pietro Damiano fra i limi de quale pili volt pubblicatis ricercher ebbe per in vano vn carme che comincia Episcopi, attendite, Dei verba discernite. A S. Bernardo pure ii quale come e noto, non ScriSse mai timi, glacche, come osservano gli Editori elle sue opere Venetiis 1765, ol. III, p. 419 , Cistercienses nil admittebant quod metricis degibus 4berceretur ed. in propo-
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il mi disegno, clie era uello di a conoscere, elleforme in cui si strinsecarono, i sentimenti che tu comunemente agitavano gli intelleti e te osci enge et medio evo Ho diviso per tanto i itini a me accoli indue classi, i seri ed i iocosi e ella prima ho compresiolire che i morali, i satirici, iacche ne te atroci invettive contro a perfidia elle doniae, ne uelle contro 'astugiae a malignita de' villani, si possono ritenere spirate al
sit lo criti di AURELU, Poemes alius attribues S. Bemard in Durna des avariis, evrier 882), ilcod. Marc. L. III. XXVII, attribuisce nolim leonino intitolato Modus vivendi, che coni. Haec tibi vivendi sit regula projiciendi, che a grandi rassomigilange con unaltro poemetto in leonini che o litoto di Liber fontis vitae, legges in un cod. della Bibl. ubi di Cremona delsec. XIV 36. a. a): altrici Riccard. 7 e 683. Avvertimenti ai monaci anno pure due altri itini, uno che conservato a cod. Marc. L. III. LIX e com Si cupis esse bonus et verus religiosus, 'altro che ci offre ilcod. Vaticano 4799. Quantunque ii nass. si de XV sec.
questo itino intitolato De vita et moribus monachorum, iungitissimo da f. 22 t. a 238 . e certamente piuantico Esso comincia: Si vis esse cenobita, huius vite vitia ita,
et si re et nomine. tu mentis Ordes munda,
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uditori, come noli lo possono uelle scagitate controla corruZione deo ecclesiastici in generale o della Curia olitana in particolare. Sotio a denoni in aZione di morali conservando a questo vocabolo 'ampio Significato attribui togii ne medio evo ho aggruppatiat cuni brevi e sentenatos componimenti, che ci offrono uia saggio di quella poesia parenaica che ebbe timi Voga in que secoli, ne quali i distici morali delio pseudo-Catone formavano, come tortures dei lanci ulli che sopra Ne cod. Vatic Palat. 38 si an pol altri versi e M ribus altri contenenti precelli morali et Vaticano 1869: alcuni e septem vitiis ne cod. Regina Is 68. Fra componimenti satirici uno In sacerdotum luxuriam, a deita de catalogo conten eva it cod. Vaticano I 62:ma a segnatura e stata angiata, fors a bella posta, giacche i cod. che ora porta a numero non contiene
se non e Definigioni de Concilio di Nicea me curiosoritin che e intitolato Quare Gallus poni solet super domum Domin eo pubblicato dat D MERIL Foes. pop. at dum A. Preface), si legge pure ne cod. a ticano 263 Della gran popolarita di que poemetto suli' assedi di Troia, attribuit da alcunt codd. a Pri
teremo un Carmen de Victoria Anglorum contra GaIlos ne cod. Vaticano 2926 e u altro De combustione
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di essi imparavano a leggere, inosi a deligia dei Hotti che
Fra i carmi iocosi, instem ad alcuni itini di bacchico argomento, o collocati altri ' indole burtesca;
giacche e noto come la et media non si stata a cosi austera e trista quale molli 'han voluta di pingere epur ne secolo X si rideva di uore ed a racconto ellepaure de prete caduto ella fossa preparata per il lupoed a uello delle astueti di Unibove i).
Non mi rimane ora che a partare brevemente delmelodo a me eguito ella riprodugione dei testi pub-blicati. Siccome avevo se mani componimenti cavatida codici, olire che 'un ait 'altro diversi per et e pergrasia, tuti deformati da errori e da licenge innumerabili di menanti, cosi ho stimato opportuno riduri ad una comune ortografia, pur serbando inlati quelleforme che, per quanto contrarie alia retia scrittura iurono per come regolari adottate e seguite pertulte i medio evo A tuiti olim pol ho promesso una Succinia avVertenga sulIa loro indole e sulla loro derivagione ma siccome 'esempio di altri, e ben iudotti, accoglitori mi di accorto laeti dissicotta somma VIUS, Stor di Roma, t. VI, p. sos, Veneetia Antonelli). versi, attribuit a Beda, e pubblicati elle costui opere e quindi dat MURATORI, ulla distruetione di Roma checom. Nobilibus quondam fueras coustructa patronis etc. che rimontano certo a X sec. si leggono anche et cod. Vallicelliano B. I.
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di illustrare in modo per Ogni parte compluto questi documenti de pensiero popolare ne medio evo, SparSi come sono in infiniti a noscritti e in gran parte o poco noti o iuniti in stampe rare e a latica reperibili, cositro vo necessario accomandare questa accollina allacortes indulgenZa degli studiosi. FRANCESCO NOVATI.
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L acerbissime accuse che ne desolati torni della sua ecchieZZ il gran re ebre deitava contro te donne, furono ne medio Vo accolle con avidita, e con aviditari petule La guerra Senga regua, che o spirito ascetico aveva dichiarata alia donna, trovava in queste confeS-sioni det tu sapiente fra gli omini un'arme regiosae e ne iOVaVa tu che gli era possibile. E quindi ilgrido che ha echeggiato per tanti secoli Fuggite ladonna, capo de peccato, arme de diavolo, agionprima della mana annagione Ne basio 'autoritad Salomone ma alia sua si volt aggiunt cos quella dei adri della chies come de pagani critiori ainomi di Origene, di S. Agostino si accoppiarono coSi quelli di Platone, di Cicerone, di mero, di iovenale i) si attribuiron, loro sentenge che non IrO- I Una curiosa accolla di autorita contro te donnevedi ne Flore di Virtu, cap. I, et Deili degli antichisiosos e savi Cod Laur Gadd. 193), ello ibaldone delPUCCI Cod Riccard. 192a e in molle attre simili compilagioni.
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vitupero delle donne i casi Loth, i David, di Assaloniae, di Sansone, si ricordaron te favolose avventur edi Aristotele, di Ippocrate, di Virgilio a).
Un odio cosi feroce, ui Hispregio cosi implacabile contro des donna palono primo aspello inconcepibili: I Cosi ella recente digione delle opere di Cicerone, curata dat LoΤZ Lipsia, Teubner trovansi accolli co litoto Eiusdem Ciceroniso, ut fertur, ubgramma de Amore foeminarum i eguenti versi vol. I, p. III. p. III :Crede ratem Ventis animum ne crede puellis,
Namque est foeminae tutior unda fide. Foemina nulla bona est, vel si contigit ulla, Nescio quo fato res mala facta bona. Come troppo facilinente si comprende questi distic che Tullio non a certo scritti, sono invenZione medieVale fors nult' altro che un' amplificagione de concelloespresso gia a Bernardo De Morias ne suo poema De contemptu mundi: Nulla quidem bona si tamen bona contigit ulla, Est mala res bona bona namque foemina nulla. a Ved COMPAREΤΤ1, Virg. ne M. E. t. I, cap. VIII: Questi sempi, egi dice, sono u luogo comune ella poesia satirica, morale e buri esca elle varie letterature 'Europa dat sec. XIII a XVI, di cui si polreb-bero citare aggi innumerevoli. varii insati egit ne uaccogli ad illustragiones delia deggendi Virgiliana.
