Carmina Medii Aevi

발행: 1883년

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- 77 Allo corcio det inquecento, angi recisamente al1373 I), appartiene a quarta redagione, che anch eSSasi alloniana assai alle tu antiche, non solo per ilcontenuio ma anche per a forma. In questa infatii non troviamo a strosa di re versi co ritornelio non v e alcuna divisione di strola, i versi o di varie mi-sure e i ritornelio e comparso Pare critia da per-Sona colla che ammenta va male a poesia, fors a ei perVenuta per tradigione orate, e che a noto quindicome a memoria gli concedeva Dei quarantadue versi

che formano it timo, tu della meta e implegata a descrivere i lamenti de villano e la risurregione deli asino. Corne ne primi dieci versi richiam a la reda-Zione antecedente, cos in altri ricorda a talianc; mane con queSta ne con quella ha tali attinenge a poteria credere derivata da una di esse Anche in questa redagione io credo si debba ammetiere ' opera di nri facitore. La quinta redagione, e la tu recente, dei limo rimonia in secolo decimosettimo a D es in essa alappa -

a Lcgges in uia codice delia Biblioteca della Uni

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riscon la divisione delle strole ed i rit orneliori ni aques: consta di re ver Si, ues primo e ne ter γ o dei

deli Universita di res lavia, che sors uelle anapi et averrae avratino ira te ri Sate e te spumanti agge di irra. alota a voce a distribuire gli sirem doni det mo ribondo asin ello Caput magistratibuS, aures do iudicibus, Oculos custodibus, La sol fa, oculos custodibus, La sol a ni re ut Dentes cedunt I senibus, labra reconibu S, lingua mulieribus. Nares ta bacariis, pedes tabellariis, pellem dat canonici S. Vocem dat cantoribus, collum potatoribu S, virgam dat scholaribus. Testamentum hoc invalidum qui dixerit insolidum, convertatur in asinum a).

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Testamentum domini sini Rusticus dum asinum suum vidit mortuum, flevit eius obitum Ohe, ohe, morieris sine Θ Si te scivissem, Sine, moriturum frigore, te induissem Syndone.

Ohe. Exclamavit rustica1 Voce satis querula,

obstante vicinia Ohe. Ululavit rusticu S, magniSque clamoribus Is trahens crines manibus Ohe.

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Quod tu possis bibere

Et testamentum condere. Ohe. Mox consurgens Sinu S, testamentum protinus

condidit oret enuS Ohe. 23 Crucem do papalibus, aures cardinalibus, caudamque minoribu S. Ohe. Ο Caput meum iudicantibus, Vocem meam cantantibus linguamque predicantibus Ohe.

Dorsum meum portantibus, carnes meas ieiunantibus, pedes autem ambulantibus. Ohe. 4O Pellem meam SutoribuS, crines sellatoribus, ossa quoque canibus. Ohe. Viscera vulturibuS, priapumque viduis una cum testiculiS. Ohe.

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4s is legatis omnibuS, que habebat, Sinus obdormivit cum fratribus. Ohe. Abbas tunc et clericis prebent panem tritici cum Vellet ipse mori. Ohe. Rusticus et famuli portant corpus asinis ad pasturamque lupi. Ohe. V. 2, non moriturum, come stampa i MEYER. V. 8, posis. - VerSi S-ῖ sono stati erasi ne cod. Ambrosiano Per te traccie della crittura antica sono visibili abbastanga da assicurarci che la restituetione diessi a me atta colP aluto delia legione B e salta-

vultoribus. - . 49, i MEYER arbitrariamente Presbiter et clerici. - . 34 abrasori ne cod. per Sidistinguo te traccie della crittura. - . 6, Deo gratias, amen.

Tra e poesie iocose e satiriche che ne medio evoerano celebri elle scuole e elle universita, e quali attribui te ora ali ' uno ira alP altro autore e piae di So-

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Vente, noni me, formavano a deligi dei chi erici e egi studenti, una delle tu famos e stata quella in cui si descrive ii contrasto fra n ouero scolaro, irrigidito dat reddo, e i suo logor mantello reso agi anni incapace a proteggerio ali inclemenga delle stagioni. L epigramma che it right pubblico da uia codice in gles che o attribuisce a Golia I), e che altri mano Scritti anno senZa nome d autore oppure con quellodi Primate a), a godula grande popolarita, delia quale ci e prova it trovario alterato, modificato in mille uis in mollissimi a noscritti e presso vari crit

La medesima iocosa contes se ii autello ed ilsuo proprietario si ripete eli epigramma che io traggo dat cod. Riccardiano 26a de sec. XV ); ma in

modo inti eramente diverso e per forma e per concello dat componimento si noto attribuito a trimate. Mentre

La redagione tu completa e uella conservata ella sua

da me pubblicato.

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- 83 in questo ii poeta si siga a di male de prelato poco generoso che gli dono vn mantello tutio lacero e cen-cioso ne nostro it adrone se a piglia soliant colla cappa che con una accorta rispogia o riduce a silengio. Ali epigramma dato dat cod. riccardiano si VVicina aSSai, non per 'largomento traitatovi, a per ' indole per a forma de componimento un curioso contraSto frauna valigia ed ii suo adrone, che Si egge in un Odice Laurengiano de quattrocento I), e che non iu-scira discaro a letiori ede qui per a prima Volta, io penso, pubblicato

1 E il 1 de pluteo LXXX infer scritio verso lamet de quattrocento, da n Gaddi, che vi lascio segnato in vari luoghi ii suo nome. Contiene molle importanti critture delia fine de trecento Ved perta descrigione di quanto vi e contenulo BANDINI, Cat. Laur. T. III, col. OI-723). I contrasto che o publico legges a f. 64 r. hi legga a strofa , a riSpOStacio della valigia a suo adrone, e ricordi uello chei Sacchetli dice di Maestro Antonio a Ferrara ella

Novella CXXI, cio che a m uno ValentiSSimo Omo, quasi poeta, e ave deli uom di corte e molio eravigioso e peccatore n e alquanto op che era si grandissimo locatore n non trovera strano che questo Ontrasto si opera appunt di esso Antonio, ii quale forses trovava, allorche o crisse, elle condigioni medesinaenelle quali era a Ravenna, quando tolse e candele al- P altare de Crocifisso per collocari sui sepol cro di Dante E a tui infatii lo attribui scorio altri codd. coSii Riccard. 11o 3 f. 24 r. della Comunale di

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che i di molli a i ho satio honore et ' altri rappi et robbe di valore, di orse, di in ture et ' altri arnis : tu sal en come ' proverbio dise

che se conosce a tempo di dolore colui ch e amico di perfecto amore come dimostra et fructo a radi se .

Hora se Vota e non te poSSo empire,

ne di Vinetia posso lare et salto, perche non o moneta a partire Pero, te rego, attene a Realto et alti via a primo proferire si che non m abbandoni in questo assatio

poesia offre altri sempi di simili contrastici cosi et Cod. Marciano, gi citato, IX, 2o4, trOViamo un Sonet to Contra Tibiam che com Ahi anca rnia, naI-υagia e scelerata cui egue a Responsio tibis. noto cod. de Seminario di Padova n. 39, osse un Contrasto in inque sonetti se Vannoggo e i suo tuto, cui prende pol parte anche I arpa f. 7 . e f. 47 una inVettiva contro uia quadrello colla Responsio Verretae e la Replicatio annotii.

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RESPONSIO

Antonio io, armi che te piset stan diminui te grande honore cheo face claschedun ignore,ch io vidi gia e chi per me S uccise . Tu lassarii condurre a ta pendiseso per tuo loco e per tuo graVe errore Et non conosci che esse et dolore da overtamiama non si devise ΘPoicheo place et i ii vo serVire, pregandoti ch a coro lacci malio, i qua si per exemplo a tuo fallire Et se mai di basso tu tornassi in alto nono lasciare a vitio si invitire chemiama tornassi in tanto defatio Io vo per XXX soldi e tu sta accorto,

che come Vengo, tost corri a porto. Vilis capa depilata, stricta, brevis et non lata, mihi servis sine pelle, ultra quidem meum Velle.

Iam tu, capa, ne Si mea, cum VetuSta Si et rea, procul ergo tu recede, conculcanda omni pede.

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