Fontes rerum Austriacarum. Österreichische Geschichtsquellen. Zweite Abtheilung, Diplomataria et acta

발행: 1849년

분량: 1027페이지

출처: archive.org

분류: 역사 & 지리

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messa iusto ii consueto ella appella importato, satis torno no suo appartamento, mentro Oleva passar no gabinotio di S. M. S. M. indosima passo nollo camero interno doli S. S., di cho avvortito it sani P re subita monto vorino ad incontrario alia bussola dolia soconda ca- mora, pio alla mota dolia amora de lotio, ch'erari' antocodenis a quolla ovo ava 'udiouza. Scainbievoiment compli moritatisi Passaron nolla Camera, ovo come si e dotio, la S. S. si trilitonova ammottendo ali'udioiam. Ivi si pos egi eonformo i solito a sedero Opra i cannpo o S. M sopra in sediola eli'ogli glosso colloco di anco a involino sisto iit in nautini dotis anapo, qualo odiola era songa braccioli o sinu latomimontonii destra di S. S. in questa sorma hior Mig dio siclinung). I colloquio su longo Orpasso lo tro ore, o si molio orto, significant por i sontimenti O li quali si piog la . . con im- Peratoris, a quale avendo in tuiti P abboccamenti soco avult con paterna amorovologga o con te pii sorti agioni procurati sein pro ii innio Dadro di sar omprondorora irrogolarita dolio loggi alio stosso manato, Io sortis che eo quost Ova alia hiesa distrauiori in dolia modosiima, i dispresso dolio loggi eclosiasticho, 'nbus di uti' autorii cho non glicompeteva, it anno cho in fines is snrobbo risultato alli suo sudditi. Diu particolarmonis it grando progiudixi dolia religione o dolio animo con a Ioggo publicata do tollorantismo, o odendo sempro pili ch'ogliora imbeuut di massinis o principi perniciosissimi, o di in cho non

ora costant ueli promosse, is quali in non Ocho circostango avoalitatio, disdieondosi suis quollo sopra de qualo oras dimostrat a convitito, S. S. con apostolico Eolo is con grando corami li dichinro cho oporando in in guis non o potova iconoscere per figliolo dolia chiosa, o ch nonoro desse ia, cho vendoli amministrata a sacra oucaristia nolisio velli Manto, sosso quost un' amomonto don' ait into di avorto como taloriccinose tuto ches angi ii dichiarava o oro gli in quolla miluina staton usitatissimo od infinitamento diibbioso, se Oveva o non m motior lonita sacra comunions cho ne tempora cui celebrava la, in pili hisina prouo u straordinari contrasto interno sopra questo urito, OD- siderandolo indem di cib; ma cho alli inuti illossi, innimento prountsopor quietarii a cosciongara' uuico pensiero, cho a gragia de Signior laquai servori samento implorava sopra di tui, i ava sperauga e lusingadolla sua Esipiscenκ o do suo ravvEdimento; in cho odond lo iucho ni duro od ostinato ora latrato in gravissimo scrupolo di avom amministrata a sacra Ducaristia ad uno his non era dogno di ossor amnio O ni sant altare.

Un diseorso di talo natura ora tanta norgia soco qualcho brocciatioli' animo dira M., a qualo non o prove leva, ed impalliditos risposis

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lassen.

Ibid. 14. April.

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Apsilietis Ingebueti ori litot libor dioso Untorrodun Folgendes: Lutiodi 15 Aprilo. 'abhoronmento su molto ungo od assa sorto ed inquesto a S. S. dichiar a S. M., eho Mondo cho tanto iusto o serieriss sioni che li avova post in considoragion nolli polloqui nuuti se-bievolmonis nulla avovano mount non V vano sorvito Por sarti comprendero ' insussistenga o irrogolarita de rogolamonto elio a tenuis echo tono spolio allo cos ecclosiasticho, o cho pomistova sonipro pisi insostonoro 'ossorvanEa dolio emi e ordini diei emanati ossivi in trinsecamento doli' nntorii do sacord Eio considerando unque --rentatio inutilo cho gli saeosso in unga di mora in Vienna. piem S. M. avero gli stabilito di partiro nolla mattina soquont momordi 17 delmodesimo moso. Sorpros in sommo grado 'animo doli' imperatore una talo dichiaraetions, o bonoli di sommo spirito, non poto nascondere l'im' baraΕκ no quale trovossi in talo circi strinis procuro di addoletro rania dot anto adre di aggiungorii cho ora quosis una risiaturions mPP0 subitans o Dottolos o cho gli affari oratio di tale natura, elis meri invario una pisi commoda disquisigions Ma S. S. nulla si arres e rePli cando cho ora digiti sint impiogato tanto tomi' non' osaminarii semPre innitimonio, non olova gli pili prolungam a di tui assolixa da sui inlati et in incerteEκ sompro di non ottenorori' intonio doridorat perieno dolia chiosa, di tanto nimo, o or bono ancho dira M. che non m ut PrendeVara Pessinio coiisequonge cheis sarobbono venuis, quali or uv

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hatio. Um sicli also nielit ines Tages vomersen ii miissen.

Τ Marted 16 Aprile S. M la qualo pos orni studio por ottonomo l intentocho S. S. prolungasso it torno dolia di tui partoneta proeuro Ogni meato per questo Milo, o Da gli altri si provalso ancora doli' opsera de cilindinals Bathyany dando unicho lusinga a ganto adro cho conis poespii di com modo polosso convenir sopin i utili ho orans in quostione dopo molis appresentaneto S. S. ossa alia peranga di apportare conquesto itardo iovamonto gli affari dolia hissa od Ottonoro ii desiderato intento, mosso ancho dat istem di non ossor risponRabile hepe una risoluκiono rettolos avo o potui impediro ii uon stratio delli traitati, ostr qualcho Poco di diibbio, o voratu rato Aarobbo partita. ,L'imperatoro, cho asso Dollo camero di . . notio si adop sopra quost particolaro, o con sommo artificio soco crodor o dii e lusing a S. S. Moro disposto sopra nicunt planti rua per euadagnare tempovio pii o per sar comprendero a publico, ii qualo incommine lava di pia morinoraro h il apa non ora contento di tui, soco a suppliea S. S., cho norit e li duo cardinali Firmian o Bathyany eon dari ilcappello cardinaligio, his Por anch non Vovnn nuut per non esse stati in Roma, o et seco anche a motivo di a prolungar per quanioli fosso possibilo a partenκa. S. S. cho nuit altro desidorava, so non livantam dolia hiesco dolia anta sede credesse di non ove mostraredi discrodoro a quolio chera' imperator non sol l avova sario diro macho gli Messo li vova detis o perci non Olondo rimanem c u scrupulo cho per una artona inrottat avosse potui impodire a con' clusion do dosidorato intento, si lasci vincero, sospes gli ordini gladati per in partonga a Vienna e condiscoso ali' istaneta doli imperatore. avondo stabilito di dar il appollo alii dotii ne cardinati s tenere perci , i consistor publico no pro imo onordi do meso di Aprile. PAPει lichos Tagobuch, Rom. Da Journa Josos II. eis voti nilodem ni his Eu orialiten. in gegeia orichtet M uns, das de Papst os ar, olchor don iniser e suehi uti diesoni mitthoilto, am 19. April abaureison. Im,oiteren Veri uis

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Vergobens bomlilite sicli die Uiugebunides Papstes di en

han XX VIII.

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i A dbscondoro alia carogga su incontrata a S. S. alii duo isti deldotio principe , o siccome a glomata ora molto Θntosa, S. S. asces immediatamento au' apparismonto, ovo a capo olla scala trovossi ii nominat principe, ostrando con quosto atto Poco rispotio nil porsona di S. S., lentro gni ovors richiellova, cho gli fosso stat alia ea traco I figli. Fit per scusato a motivo doli'ari Dodda, ontosa cla quale certamente per una persona di in como egi ora Era molis peri Iosa

Dop li primi complimenti latro S. S. noli appartamento ove ilprinci po fece Meruar a sanis adro labaecoliaras' quadri allo sto- satis, molli veranionis in numero, octii orbis o poetii meritovoli diconsidorrigi ne odist iu duo ore fra quosti ossono moritare di essere considorati no numero di quotli ara quali possa nitribui mi it progio sin golam di ossor originali di ponnollo insigne. Ivi si trat tonne iungamente discorrendo con il detis principe, nai per in discorso semoto Venuto indi i punt di partiro, quando I S. S. si alia camera pro ima allescat si sermo conci principe, o tenoridolo or a maiiora disse eo straordinaria amorevolo2ga: Signior principo Θ accomandiam non uoi ne in pomon nostra, macia clii a , stringondo in quosta ciret stanxa lata non principo Asa distintamonte. II principo cho non avrobbe ma inpurufigurare una tale circostanga, non eppo nascondoro a sorpres in uiogli si trovo, o sacendo una umilissima e prosolidi rivorenga a S. S., cheano in O toneu per a nanno, i rispose, cho gli ora pioni di spetis por a S. S. mari Santo adro ri proso di novo in ii aria a tu dolee pili commovonto h possa uno ni idearet, Mondosi odiit anebedali 'ostorno, ob egii ii artava con ora straordinaria offusione di euore. emonilia divonuto ne volt amat infinitiinato disce sis: Si signior Prin' cipe, non o accomandinino in nostra porsona, macia chiosa chora quellacho ei pronas. talo optio in potiata si viddo roalmotito animo delprincipo commosso o comparuero ii di ut ocelli agnati, o aliora dis S. S., cho gli non ora uono no pote va nullii e che era uti rege

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