Synodus dioecesana quam sub faustissimis auspiciis sanctissimi in Christo patris Pii papae sexti eminentissimus ... d. Alexander tit. S. Balbinae S.R.E. presbyter cardinalis Matthaejus archiepiscopus Ferrariensis in ecclesia metropolitana celebravit

발행: 1781년

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aa APPEN Dix

eome quelli, che potranno pia iacit mente invigilare sulla frequeneta delle

Esortiamo per amore di nostro Signor Gesa Cristo Ii Superiori, Operari, ei, articolarmente i Pescatori delle ris iiive Scutae ad implegarsi con tutioo seirito, a tenore deli' Omeio loro, nello stare in traecia di que' Fan. ciuili, che lassero tra ressori di questo Nostr' ordine , per far quelli intervenire alle Scuole loro, ed in caso d' ostinagione , renderne avulsati iParrochi delli medelimi , assinche prooedana secondo quello, che sibi mo comandato di sopra, che ne acquisieranno da Dio ii premio in Clela, ed in Terra, incomparabit mente maggiore desse loro satiche. Dali' Arcivescovato es Ferrara questo di I 6. Febbram I778.

ALESSANDRO ARCI SCOVO DI FERRA .

Lodisico Saravalii cancri.

MESSANDRI MAI 'I 'FI des Ducti di Gime , Patrietis Romano, delia Santitis di N. S. Pap. PIO VT. fA. ret. Prelato Dom6ilco , AGM reaι Soglio Ponrimis , per D Grma di Dio , e deIIa Santa Sede Apostolica arcisebovo di Ferrara, TRa te cola, che ci stanno sommamente a more neI Nostro Pastorale Ministero , una Ve n' ha , che abbiamo tra te principali , et E i' istr aione della Gioventu nei doveri Cristiani; imperci chὶ Ia ignoranetasMol dare la prima mano a guastare , e corrompere i cuori. A questa abbiama cercato fin' ora di opporci con tutia la Nostra sollecitudine, coli' accrescered numero delle Scuole Cristiane, eon to sciegliere Cateςhisti idonei, col podi tarsi Not personalmente a visitarie, e con it sarto pur vilitare da Monsi . Areiprete Bonacossi, dassi Signori Canonici dalla Fabbra , Ilinardi, e Coatti, e dat Padre Maestro Lorento Allieri destinato Teologo delle medesime S O-le ; e speriamo poter dire a gloria di Dio , ed a Nostra consolaZione , chene abhiamo ritrovato non leggiero profitto. Ma siccome it bucin ordine Etroppo necessario in tuite te cole , e la sperienZa medesiima ci ha satis vedere , che Ie Scuole Cristiane, nelle quali si osserva questo buon ordine , sonis piu numerose delle attre , e la Gioventst , che te frequenta , e assai bene inrubra, percib amne di rimetierio anche in quelle , che abbiamo trovato decade re dat primiero loro stato, abbiamo tenuia it glorno 31. dello seorso meis di MarZo una Congregagione con i riseriti nostri Convisitatori di queste Scuole, ed abbiamo salte te seguenti determinaetioni, te quali vostiamo, che siano

I. Ordiniamo, che mite te Dotirine incominiano at medesimo tempo, prem

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IMAE PARTIS

premessi ii tre soliti segni delle Campane, servando tra l' uno, e lyaltro lospagio di iin quarto d' ora, ed in olire Vogliamo, che l'ultimo di questi segni si dia alle ore venti e un quarto da Pasqua di RissurreZione sino alla Festa di tuiti li Santi; e alle ore venti, e tre quarti net rimanente deli' anno, e un quarto dopo l' ultimo segno si dia principio alia Scuola.. z. Vo iamo, che nessimo degli Scolari, e netana delle Scolare possa uscire di Chieta prima , che rermini it Catechismo, e sano cantate te Litante ad onore di Maria Santissima , se non ottenuia liceneta dia Catechisia, o dat Superiore , . O Superiora, lo cheiraccomandiamo caldamente a tuiti i Maestri, e Maestre delle Scuole. . i ἰ i bg. Proibiamo it tener preparati deis mesi manti, come sappi amo praticarsi in qualche Scuola , at ni Scolari, o Scolare a fine di esporti alle di ure , qualora Noi, o qualcheduno dei Nostri Convisitatori si presentera alle med si me Scuole ' ma vogliamo, che in tal giorno facciano se dispute quelli, chei ut ono destinati nella precedente Domenica, si per la Dottrina piccola, Lbς per la Dottrina.grande . . O Φ, Ordiniamo, che quando occorrera di sciegliere , o licenetiare un qualcheMaestro , o Maestra , non si faccia questo, o dat solo Catechisia, o dat solo Superiore , o Superiora delia Dottrina , ma vogliamo, che si faccia di mutna in elligenZδ, e si pieseristano quesse persone, che saranno giudicate , e dalr O , e daui alta i , e piu , savie , e piu capaci ad insegnare, ed in casci di disserenZa di opinioni ricorrano a Noi , che si prenderanno gli opportuni Pro

s. Occorrendo di fare attestato at Chletici sopra Ia frequeneta delia mitrina. ordiniamo, che una tale testimonianza si faccia dat rispellivo Catechilla,

a riserva perb di quelle Dotirine, ove ii Superiore sia Ecclesiastico, michὶ in tal caso sar da Not animeta anche l' attestato det Superiore . s. Final mente ordiniamo, the gli attestati soliti a prodursi desie Zittelle , che desiderano conseguire Doti per monacarsi , o maritarsi, siano sonostrittio dat Catechilla , e desta Superiora. Dat Nostro Patarao Arcivescovale questo di I . Aprile I78o.

ALESSANDRO ARCIVES OVO DI FERRARA.

DEsiderando Noi di riconoscere con segni particolari det Nostro amoreque' Figlivoli, e quelle Figliuole, che avranno sario maggior profittonello

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nello studio delia Dottrina Cristiana; abbiamo determInato, che si saccianonella Chieta Nostra Metropolitana due Dispute generali delia Dottrina deli Emo Card. Bellarmino, tanto ordinatamente , che a speetetone, una da' Figlia voti, e r altra desie Figliuole di mite Ie Scuole di questa Citta alla Nostra IresenZa, per indi venire est' eleetione deli' Imperadore , e deli' Imperadrice ,e' quattro Principi , e delle quattro Principem nelle persone di quelli, e diquelle , che pia valorosamente avranno sostenute te Dispute sino at fine . ordiniamo pertanto, e comandiamo a tuiti li RR. Parrochi, e Padri spi-xituali delle Seuole della Dottrina in questa Citta, che debbano, e lacciano istruire da' Maestri , e Maestre capaci i Figlivoli, e Figliuole delle loro Pa x chie , per abilitarii persettamente alle medesime Dispute , te quali si terranno net venturo meis d' Agosto, servendosi delle regole uiate neli' alma Citti di Roma, e di quelle prestritte ultimamente dati' Enio Signor Card. Crescenti di B. M. Nostro Predecessore. t . . Istruiti che saranno cosi, i douranno mandarii, secondo l' aoiso, che ne viceveranno, in quel Iuogo, che. sara loro destinato da Not, per venire allastella di quelli, e di quelle , che si gludicheranno pia abili per Ia Disputa generale , e questa si iura alta presenza de' Signori Canonici Presidenti, deIPadre Spirituale , e det Cancelliere generale. La stella de' Disputanti si far in ragione di due per ogni Scuola , tanto des Maschi, quanto delle Femmine non maggiori deli' et d' anni sedeci , emuniti cogit attestati de' loro rispellivi Superiori, e Superiore intorno allalodevole frequenZa non interrotta delia Dottrina Cristiana, senZa de' quali non si ammetieranno alia Disputa. Si regoti ognino neli' elattamente ubbidire , acciocchε abbiamo pol nelle correnae it placere di farsi conoscere, e provise gli effetti della Nostra b

XIII.

DELLA DOT TRINA CRISTIANA Per ii pili rorat.

D. Hy is sa creato, e messa H mondo P . R. . E' stato Dio. D. Chi e Dio pR, E' uno Spirito puritano, Etemo, Immenso, infinitamente Buono, Sapiς te, Giustos l

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PRIMAE PARTIS as

Giusto, Potente, Creatore dei Clelo, e delia Terra, Rimuneratore desbuonte Vendicatore de' cntivi . D. Per ρειώ fine vi ba Egli creato PR. Per conoscerio, amario, e servirio in questa vita, e goderio in Paradiso. D. Dου ὸ Dio PR. E' in Cielci, in Terra, e in Ogni Iurio. D. COO ὸ necessario per Iemire queso Dio , e go eris in Paradiso PR. Fede , Speran Za, Carata , e buone opere. D. In che confise mine palmenio ιa Fera di Criso R. In due Misteri principali , che sono rinchiusi net signo det Ia Santa Croee, ciM : nelli' Unit, , e Trinit. di Dio, e netl' Incarnaaione , e Morte deInostro Salvatore.

D. Che Ῥυσι dire Unita, e Trinitis di Dis R. Vuoi dire , che in Dio ei E una sola Divinita, o v liamo dire Essenet e Natura Divina , la quale per, E in tre Persone Divine , che si dimandano Padre , Figli uolo, e Spirito Santo. D. Perchὸ Iono tr/ P Uone Divine PR. Perchὸ ii Padre non ha principio, nὲ pr ede da altra Personar ii Figli- uolo procede dat Padre: E lo Spirito Santo procede dat Padre , e dia Figli uolo. D. Percbὸ sono su sola Dio quo se tre Persone Divine R. Perchὸ hanno una illessa Essenga, un' is fessa PotenZa , un' istella SapienZ

R. Uuoi dire, che ii Figliuolo di Dio, et M la seconda Persona dessa santissima Trinita , si h falto Uomo, ed ε morio in Croce per salvarci . D. Come sono νinctius questi due Miserj nei segna deIIa sania Croce PR. Perche ii segno della Santa Croce si is , metiendo prima la mano destra at capo , dicendo e In Nome det Padre , pol sorio at petio, dicendo re det Figli uolo, final mente desta spatia sinistra alia destra , dicendo e edello Spirito Santo . Amen .

D. Come dunque s molira quὶ Π primo misero delia Saniis a Trinita R. Perch E questa parota In Nome significa l' Unita; i' attre parole significano Ia Trinit . D. Moserato ora iI secondo PR. La figura delia Croce rappresenta Ia morte det Salvatore, it quale d po d' essersi salto Uomo, ed avere insegnata la via della salute con Dot- rina , con Esempi, e con Miracoli, mori ne i Santo Legno delia Croce.

R. Gesu Cristo Redentor nostro, vero Dio, e vero Uomo.

R. Come Dio ὲ in orni luogo, e tome Uomo sa in Gelo, e net Santissumo Sagramento delia Eucaristia . D. Che eua ἡ ιι Sapeam mo deIIa Euclarisia 'R. E' un Sagramento, ne i quale si contie ne ii Corpo , it Sangue, l' Anima,

la Diviniti di Gesa Cristo sotio te specie di pane , e di vino.

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D. Cbe eoo P intende per D speeie deI Pone ZR. Quel, che si vede , e si sente , moc ii colore , 1l sapore , e la quantit . D NAr 9sia consecrara non vi ὸ anche Ia Iosaxeta δει pane PR. No, perchε ε tuita mutata, e transostantiata nes Corpo di Gesu Cristo per te pariae delia Consecraesone . D. Rompendos ι' Ostia, si rompe antae Π Corpo di Criso R. No, solo si rompono te specie , o accidenti dei pane . D. Se non se rempe ii Orpo, in quat parie delf Osia resa 'R. Resta intiero in qualsivoglia parte di essa. D Cho se ba da fare per comunicars de namente P ν .R Essere affatio digi uno desta meZEa nolle, consessusi, se si ε in peeeato mortale , e sare alti di Fede , SperanEa , Umilia , e Amore verso it Sanistissimo Sagramento . D. Vitante coe ei voIItono per fare una bsona Confessione ἐR. Cinque. I. Etaminar bene la sua costieneta. 1. Aver dolore d' aver OrisO Dio . . . . g. Fare un buon proponimento di non offenderio piu per I inenare. 4. Dichiarare tuli1 i suoi peccati at Consessore . s. Far la peniteneta inglunta dat Consessore. D. Gi fi conse a se an a seneta pentimento, a racesse ansa unpeccato momtale, tae mala fareMey R. Un gran Sacrilegio, se pol noI consessasse , e non risacesse anche quella Consessione , andrebbe ali' Inferno . D. Chi Iono quelli , ebe vanno aII' Inferno PR. Tulli velli, che muolono in peccato mortale . D. Cho fi fa neIr Infernor - R. Vi si patiscono tormenti orribili, e si brucia eternamente net suoco eo Demoni. D. Chi sono quesit , ebe Nanno in ParadUO PR. Quei , che morendo in grazia di Dio non hinno eosa da purgar primi per qualche tempo neI suoco det Purgatorio.

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L' Euearistia nodrisce Ia Carit, , che E la vita desi Anima, e t accresceognora pia, La PenitenZa rimette i peccati commessi dopo it Battesimo. L' olio Santo caneella te reliquie dei peccato, da allegreZeta, e sorteχZa allanima per combattere contro it Demonio in queli ultimo tempo, edancora aluta a ricevere Ia sanit, dei corpo , se quella fia utile alla sal

te deli' anima. . .

V ordine Sagro da virtu, e graria at Saeerdoti, ed stri Ministra della Chie-sa di poter far bene gli uiMj loro .u Μatrimonio da vir ii, e grinia di vivere con pace , o carita, ed allevam i figliuoli net timor sanio di Dio. Pol si reci lino in volgare , it Patre noser, l' Me Maria , ed ii Credo. Si conchis a quor Meremio rei recitare gli alti di Fede ori

NOTIFICATIONE

mente regnante, che ne' Luoghi di Terra Santa margiormente si promova it Divin Culto, in essi si esercitino , come si conmene , leopere di Cristiana piet , e final mente si proveda alle indigenae de Religiosi addetti alia custodia de' medesimi Luoghi di Terra Santa, eon sua Bolla deldi st. Luzlio deli' anno corrente , confirmando quanto su di citi su preicinato da' suoi Predecetari, ha ingiunto a' Patriarchi, Arctvescovi, Vescovi, Gallii altri ordinari de' luoisi di far raecomandare quatuo volte i anno , cloedue netl' Avvento, e due nella Quarestina per mezzo de Predicatori, in quattro volte pure ali' anno per meaeto de. Parros i , in occasio'e di Iredi cate, di celebrare la S. Messa, o di sare stre pubbliche sunZioni, a Fedelita elemosina per li Lurihi Santi, per ii Cattolici esistenti in elli, coli ei- porre Ioro ii miserabile stato de medesimi. . In adempimento pertanto de' supremi Comandamenti della Santita Sua ,

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28 . APPENDIT

questa Cirta, e Diocesi , di dovere in avvenire in deiti tempi, e nelle riseis rite circostande, quattro volte l' anno est orre es P polo lo stato infelice de Ium hi di Tetra Santa, e Ie miserie deui abitanti di essa , race mandanio em ace mente a s venirii con larghe elemosine, ed abbondanti ; ingi ingenio a' medesimi Parrochi di questa Citra , e Diocesi, i quali da Not in vigore di det te Lettere Apostoliciae legitii mi Depositari eouituiti ve Non, n elle I ro rispetitve Patr echie di deite oblazioni, o limosine, a far passare te me- desime in mano det Sindaco Apostolico di Terra Santa gia deputato, e cliein avvenire fosse per essere deputato, da cui ne riporteranno la riceuuta a

In virtu pol di sinta ubbidienZa, e sotro pena di scomun ea Margiore e lata sentenra, da cui se non dalla Santit, Sua, e des Romano Ponte fice pro remote esistente, suorchε in articolo di Morte, nivno possa effere assoluto , si etiam ente oldina , e e manda a mite , e singole te Pet ne deli' Dno , edeli' altro sesso, di qualunque dignita , stato, grado, ordine, e condi Z ne , che in avvenire non ardiscano, nὸ presumano sotro qualunque pretesta, e.ιusa, o colore di ritenere appresso di loro Beni di ques unque genere, o si me di denari da' Fedeli ottenute, o raccolle, ed a' detii Santi Luoghi spetianti; ma bensi , the debbano quelli, e quesse real mente, e eon esset in restituure ai seddelti Lu ghi di Terra Santa, e per esit c Sindaei Apostolici deputati ; proibendo in olire solio Ie gravissime pene espresse neI Breve di Paolo V. di felice memoria dei glomo 22. Gennaro Isi 8. a' superiori deir ordine te' Minori di S. Francesto deli' Osservaneta appellati, at Ministro Generale di deito Ordine, ed at Commissario di Terra Santa nen solo , ma anche amite, e singole te Persone si Eccles astiche, che Laiche di convertire l' eleis mos ne offerte da qualsivostia Persona, o destinate per Terra Santa, in alui

usi, ancorchὸ pila pii , e pia urgenti, incaricando in fine la obbligaEione direstitui re immedia amente .

Si ri-lge di piu it clementissimo Sommo regnante Ponte Me nella precit ta sua Constitutione a tuiti i Fedeli , la cui piet 1 , e religione si is ad efficacemente eccitare, a non riculare di dare alcum parte, anche minima de Beni, 'uali hanno ricevulo dat Signore, per conservare, ed accrescere it cuIto Divino in Terra Santa , e per alimentare i Sacri Ministri , ed i me schini Clistiani , i quali di morano in quelle parti, ed i quali perseverano nella

Cattolica Ortodossa Santa Fede . Eserta in fine eon pari impegno, e Zelo vittii Notari, ad insinuare α' Fedeli in occasione di rogarsi della ultima loro vo-IOrita a lasciare qualch' elemosina a benefiato de' medesimi Luoghi di Terra

Santa.

Per animare pol ἰ Fedeli ad un' opera si pia, e si sania , si degna in finddella riserita sua Constitutione it prelodato Sommo Pontefice colla plene δηλdella sua autor ita di rendere partecipi i medesimi Fedeli , i quali di iacunam ione de' loro Beni disporranno a vantaggio de' Luoghi di Terra Santa , di tuiti i frutti spirituali , e meriti de' Sacrifieti, orari cni, Digiunt, Peniten'e , Faiiche , Viargi , e di mite te attre opere religiose , che si praticano non solo da Religi si di deit' ordine , ma anche da' tuiti i Clistiani abitanti in Terra Santa, e da tutu coloro, i quali si recano a venerare i de iti. Sacri

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29 Sacri tuophi ; applicando la partecipaetione di tali meriti ad istonio de' loro peccati, ed a premio delia beata elemita . Resta solo, che Not secondando te piissime, e gelantissime intengioni delSommo Ponte sice , eccitiamo it zelo de' Predicatori, e Parrochi di questa Citta , e Diocesi, a promoVere una tal Opera con tutio l' impegno; la quat cosa menti e facclamo nella piu efficace maniera , ad essi compartiamo la Pasi rate Nostra BenediZione . '

Dato dat Palaetzo Arcivescovale di Ferrara questo di 28. Novembre I778.

ALESSANDRO ARCI SCOVO DI FERRARA.

IS TRULIONE

PER LI PREDICATORI.

DFe in primo luego seriamente rifiettere it Predicatore, quanto eccellent e sublime sta it M inis ero , che esercita, diretio unicamente a promo Ver la gloria di Dio, e la sentificagione delle Anime; at quale scopo ha esli peicii, da indiri rare mite te sue fatiche , ed industrie , seneta mirareat cun suo privato interesse , per quindi eccitarsi a Zelo, e fervore sempremapsiore , onche perchε, eome grandissimo ε il premio di chi riduce I' AH- me sulla strada della saltite, molio stretto E il conto, che auri, da rendere a Dio chi si abusasse delia buona congiuntura di questo tempo accertabile , e diun Osfigio veramente Apostolico, e Divino. Doura pertanto Ognuno coli' oragione piliche collo studio implorare dat Crocefisso tutio lo spirito, chegli h necessario , e mostrandosi piu avido dei suadagno delle Anime , che di qualunque altro temporale studi arsi principumente di edificar sempre tuiti conuna religiosissima elemplarita , e col praticar co' fatii ci , , che insegna colle parole , per dare Voci tuae δει em Viriuris IJ; giacchὶ non habet auctorii rem sermo , qui non juvatur exemplo 2ὶ. Facile es docere Verbis e doce mamia tua 33, conchiude ii Crisostomo; essendo indubitato, che speciat mente ne' Luoghi piccoli una licenZa, un mat' esempio, un neo dei Predicatoreolire lo scandalo, che porta seco, toglie tutio ii stulto, che potesse fartolle Prediche .

I. Spleghi it Predicatore la parota di Dio con semplicita , accomodandosi alia capacita di tuiti , e si serva di argomenti pratici, e di Verita te piuprofittevoli , lasciando, te curiose , e speculative, che non son atte ad indurrea peniteneta, e ali' emendaZione de' costumi, ma secondo it sentimento detrApostolo quaestiones praesanr magis, quam aediscationem ); e lappia quella' effer

399쪽

APPENDIT

vi intesi a far plauso ali' eloqueneta dei Predicatore, si contrista a penitemeta, e a compunZione s s ), e pungendoli piu nel euore, che neti' orecchieti ta partir col capo bata , taciti, e meditabondi, ed efigendo da em sospiri , e lagri me in luogo di applausi, e di acclam ioni verifica l' insegnamento di S. Girolamo a NepoZianor Dacente Te , egit dice, in Ecclesia, non clamor Populi , sed gemitus fuscitetur I Iacumae auditorum I des ruae sint. Ma perchὶ questa non pub effer opera dei Predicatore, nec volentis, neque eurrentis, sed miserentis Dei s 6 ὶ, da Lui l' ottenga colle oraetioni ; giacchεa convertir Anime piu possente . un buon' Oratore s 7ὶ, che un buon Predicatore , e chi viaol ben predicare , come dicea queli' altro gran Servo di Dio 8), dee predicare piu colle ginocchia, che colla linsua, altrimentistentera molto, e non fara nulla. a. AvVei ta di traitar argomenti buoni sὶ, ma non fi contenti di sermarsi fuit' universale seneta ealare alle conseguenge particolari, che it Popolo dee, ma non se individualmente applicare at proprio bisogno, e profitro st)- En essendo sentimento di un Uomo grande to), ςhe la dannaetione di molia , ο it poco profitto , che sanno ora i Predicatori, provens no , perche colle Prediche non procurano stadicar dagli Uditori certi principi, ed amomi stra

Volii, e massime totalmente contrarie alia legge di Dio, colle quali S alle Vano, Vivono , e s' invecchiano, seneta mai deporte molli Crauiam, pare necessario, che it Predicatore mutando mani era di predicare, moliri con tutiλφffLaeta, ed ardore, iam pre che cada in acconcio, quanto fallo, φ dannot

urio, e attre molle, che, sapra, emer in hocca, e rael Cuore de Cristiam,

polch chi liene neli' animo tali massime , ε impossibile , che ma1 u emendi,n concepisca vera risolutione, e ii proposito necessario di non piu ostender Dio con que' peccati, a' quali queste massime continuamente precipitano. E' bene, che cavi la ius Predica dati' Evangelio corrente , e facende i due Panegirici at piu di S. Giuseppe , e deli Annundiata, non Vi mancha

400쪽

PRIMAE PARTIS

Ia sua morat tλ, e seutro da portarsi a Casa. Usi convenἰente brevita , e gga Ia lungheaeta, che porta tedio, e ri tarda te persone dat venire a senis tirlo, a ertendo S. Gregorio, che auctorem suum loquacitas inquinar, qui

se ije auditoribus ad usum profectus ignora II i. E per imprimer magis giormente il eontenuto delia Predica , epiloghi in fine i punii piu sostangiali , eccitando it Popolo a valche alto di divoZione, o di pentimento de' pro pri peccati .

4. Non raceonti favole , o stre cose da muover riso , nὶ miraeoli, o Ist rie apocrise non approvate desta Chiela, e molio menci ardisca interpretarpasso di Scrittura , che non sia conforme ali' unanime consenso de' SS. PR,nὶ dalla medesima Sertitura prosetiEZi avveni menti benche per incuter timore ) se non Delli, che selegan ii Santi Padri, astenendosi ancora dat riferi r ragioni , o argomenti di Eretici quantunque salsi , e per consutarii, maia sim amente alla presenEa di Persone idiote; nὶ fines mente pubblichi Indulgenete , che non sieno solio ritie dan' ordinario , o suo Uicarici Generale , sen- Ea liceneta di cui non raccomandi mal aleuno per l' Elemosina, e non facciamat escuna Predica di nolle , nὶ pur quella della Passione . s. Non dia risoluzione pubblica , nὶ privata de' Casi di CoscienZa, se non ben sicuro delia Dottrina, perchE I' errore d' uno , che predica, sa granpregi udiato per lo credito , che ordinarimente suese avere . Non risponda maides Pulpito alle doglianae , che si tacessero contro di tui, nε egli Ie saccia , . per non aver UdienZa , o per altro suo incomodo . o. Prima di cominetare a predicare , procuri intender da Not, e pol da Parroco sche gli mostreta la presente Istruetione, e ii Cap. de Conciona oriabus det Sinodo j i ta gni det Popolo, e te corruiteIe , che pio regnan Ilumo, doue E destinato Predicatore , per meglio , e piu stultuosamente adat larvi te sue Prediche, pol chὸ sebbene dee in veir contro rutti i viti, pia speciat mente perb , e piu spesso dee sario contro quelli, ehe piu regnano nelmedesimo luogo , facendo coli' aluto di Dio mes smmo per estirparti totalis mente et dee perb riprendere i viet; eon carita in generale senEa seri r mai al-mno molto meno Sacerdoti, o altri Μinistri Ecclesiastici taὶ eon tacite, o e reste parole, ond' egii potesse far argomento, che si partasse di tui. Uenencio pol alle Prediche particolari , inculcher emcacissimamente . . L Educ aetione de' Figliuoli , nella quale tanto si manea, benehὶ stra rissimo sia 1' obbligo , ed importante a segno, che si giudica da essa dipen. der Ia ruina , o risorma dei Mondo , 1' obbligo d' instruirii colle parole , eeoli' esempio , e 3i condursi , e mandarii ogni Festa alia Dottrina Cristiana; e che mancando in citi notabit mente, non son capaci d' assolugione ; e dinon tenerii a dormir seco , nὶ con stri Figli di diverso sesso dopo li s. Arusi. 8. Santi aegone desie Fese con frequentu Chiese , Prediche , div ioni , e quanto grave, e da Dio punita sia l inosse maneta di esse, ed ii commetatere in quelle maggiori peccati, che negli altri giorni . - . Ristri S. Gre'. in Pastores. e. o. relat. in Cas. I. dist. 4 a. Clericat. de MisAL I32. n. D .s ii, ciens. I. l. a. de privit.

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