Synodus dioecesana quam sub faustissimis auspiciis sanctissimi in Christo patris Pii papae sexti eminentissimus ... d. Alexander tit. S. Balbinae S.R.E. presbyter cardinalis Matthaejus archiepiscopus Ferrariensis in ecclesia metropolitana celebravit

발행: 1781년

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Ri etto , e Veneratione desse Chisse, doue , essendo Casa di Dio , figee stare con tutia la divoZione maggiore , e composiZione anche e sterna, con ambedue te ginocchia in terra , lenZa fiori, e lenZa vani ornamenti: Siraeeomandi alle donne ii comparirvi decentemente coperte , ii non portamiBambini, e molio meno cicalare , o fare strepiti, ne pure in vicinaneta di esse , specialmente in tempo de' Divini offigi, o Prediche . Io. inbidieareta, e riiserto a Superiori Ecclesiastici , e Secolari, ubbi denis do agit Editti, ed ordini loro, secondo it sentimento det Concilio Adm nentes Populas crebro obedire Praepostris suis, quos qui audiunt, Deum Remunerarorem audient, qui vero contemnunν , Deum imum ultorem sentient I3ὶ . In fine delia Predica raccomandi spesso i medesimi Superiori a qualche breve oraetione det Popolo. II. Sastramenti. Insegni la necessit , ed ii modo di riceverti colla douuis a disposietione, e apparecchio, ed in particolare quanto sanramente debba celebrarsi it Matrimonio, dasse primiZie dei quale date at Demonio col conversar degli Spost M. suot proceder la discordia sta Coniugi, e la riuscita infelice de' Figliuoli. Inculchi massimamente netl' Avvento, e Quaresima lafrequenaa delia Consessione, e Comunione, instruendo gli Uditoli delle grandi utilita , che provengono dat frequentarie colla necessaria disposiZione per ed apparecchio, e col douuio ringragiamento, mentre secondo S. Teresa dat Poco traiienersi in silengio con Dio dopo la Comunione , procede it poco

trutio, che ordinari amente se ne cina.

I 2. Amore tamenti. Mostrata la congerie di tanti peccati , che sogitono portar seco essendo a molli accasione prossima di peccare , senea la cui rein moetione non possono assolversi) li riprenda aci emente , massime fatii in Chie-sa; cosi anche gli Stupri , Incelli , Concubinati, e altri peccati carnali; macon parole, che non offendano te caste orec chie . I 3. Scandala. Faccia conoscere la facilita d' incorrere in tale peccato, ela graveZZa sua, benchὸ poco avvertita ; come pure l' insegnare la maligia ad anime innocenti. I4. Legati Pii , Messe, e Decime . Esegeri la gravi a dei peccato di chine ritarda la soddistagione, come anche di chi non soddissa gli Operari, e i Creditori , massune Luoghi Pii , potendo . I s. mrmora'ione . Tuoni contro questo viZio tanto piu enorme , quantocte fatio Ormat comune , e continuo, senda riflettersi ali' obbligo di fare che ordinari amente non si is mai) lax6. Restive sene deIIa fama , ed anco delia roba. In segnῖ, quando abbia Iuogo 1' obbligo , e come debba elaguirsi , che si pecca non solo levando, ma 'anche ritenendo la roba estrui, ma anche dissetendosi la restit ione , po- tendosi fare . .

II. Carita verso it Prossimo, e Diterione de Nemici. Spleghi quanto ita inculcata, ed accella a Dio, come pure l' obbligo di perdonar l' inglurie , e deporre gli odi, e i rancori, e che quando anco non si saccia Ia pace, non si possono ritenere la parota , e ii saluto , nε gli altri atti comuni soliti

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.rattears in diversa forma tra Amici , e Conoscenti, e risperiIvamente re Parenti stretii. Μostri qui, in quale inganno sieno certi Cristiani, che per alienarione di animo non ureliono vedere it nemico, se non dopo avernerieeuute te soddissaetioni , ch' esii pretendono ; che non traitano con tui, senon apparente mente , e con una tinta riconciliaZione 2 che non ureliono preis

sta*Ii verun servigio, quando 1' occasione lor si presenta . I 8. Crapois, Beriste, e Giuoeo specialmente Ia Festa , e durante i Divini Ussici, e quando vi ε' impleghi il guadagno della sertimana, e eib, che s ela d uto es mante nimento delia Consorte , e de' Figli. rp. Confessione. In Predica a parte , o pol sem pre , che ne vensa it imglio , insegni it modo, e i requisiti per den farta , richiedendosi olire l' i tegrit1 l' Efame, it Dolore , ed ii vero Proposito, per diserto de' quali due ultimi requisiti species mente spesso sosti ono esser nulle Ie Consessioni . Istrui.

sca, che Il. peccam si Commet te anche ces solo Pensero , e quali sieno Iecircostanae mutanti specie , che si debbono necessariamente spiegare . Rappresenti i casi, μ' quali ε necessario re iterar te Confessioni; e se uuia far molio Dutto , prestichi spesso contro te Confessioni mal alte ; perchε secondo 1' avvertimento det Concilio Lateranea r , e di S. Teresa moltissime s Do Ie Anime , che per questa eagione it Demonio conduce ali' Inferno , e final mente e rei ad anticipate la Confessione su i principi di Quaresima senet aridursi alia Settimana Santa ; ma distis tamente ollami, quanto abbiamo Pre seritio intomo at Catechismo da fata nella Diocesi dat Predicatori H Capci

2m Peniremeta. In segni Ia neeesit, ehe ha di praticaria chimque ha meo Cato, perchὶ rimetiendo la Consessione ben saria ii reato delia Coja, laseia uello commemente dellai Pena per a quale chi volontariamente non dain questa vita soddissaetione de' peccati commessi cla Giustizia di Dio collastessa Peniteneta , e eoil' IndulgenEe, sar, soraato daria assai massiore mel fu eo deI Purgatorio. Insegni . ed in lehi a frequentare l' atto di Contrietisne . a I. Bγου Aa , g si si , . eos memeto infaWio δει Peccato. Le sacciaspesso appari re in huon hi me. Spi hi, che chi gelosamente non si maria da certi pericoli di peccare oome. gliono essere pii Amoreggiamenti, te ConversaZioni , Ie Ueglie , i Balli , it Giu o , Ia Bettola M., h troppo dissicile , ehe si Mardi dat recato medesimo, ehe se pol in sistarii pericoli, od in

quia fisa altro incontro in fine oceasione prosima di peccare, ε inevare dia luetione chiunque inon lascia la russa occassione prostima , Ia natura delia

quale per est, spieghera in forma intelligibile a tum. 21. Male P , Incantes mi , Supremos ni . Procuri di porti in abominio, eri eghi l' obbligo di denuntiare quelli , che si commerimo, come pur tuiti glitri contenuti netl' Edilto dei L. Omio. . . 23. Besemmio . Tisoni per mostrare queu' orrendissimo peceato, ch' egli pra tuiti gli altri; minime ne' si orna preseritii , come consta dest, Istr aione Nostra sopra tal punio alla pag. di quest' Appendice num. 7.

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ro. Lubs, e pompe. At quai proposito abbia presente Ia Dottrina, ehe da

S. Culo Borromeo ne' suoi avvertimenti ai Consessori: gies, che te permne per te supei flue pompe, ed ornato peccano mortalmente, quando usano pomispe, o si ornano amne di peccato mortale , O quando per simili ornamenti tra rediscono, o sanno, che.altri , tra redistano qualehe eomandamento di

Dio , o della Chiesa , o essendo causa, chelii marito, o stri', a' quali sphtata di mante necle, spendano piu di quelio, che portano te loro sorhe, quando sappiano, o debbano ragionevolmente sapere, O dabirino probabilmente , the pestquesto nascono odi , e dissidi in casa, it marito, o altri bestem mino, faecia. guad agni, o contraiti illeciti, cessino eo evol mente da limosine debite, o da s distare i Legati pii , o alui debiti, quali sono obbligati, o riteng no, o differi scano Ia mercede debita agit operari, o sacrian nuovi debiti,cbe pol non possono a suo tempo pagare, non postano collocar Figli uole in

matrimonio ' o ne nascano, o teno per nascere altri simili peetati. Pecca a co la persona mortalmente net modo deu' ornarsi , quantunque la spela non passi lo stato, e sacolla sua, come se l' ornato h indatrivo da se a lascivra , O Veramente per comune interpretaZione degli'uomini, ovvero se quantunque non sia indultivo da se , nondimeno e actorge, o dubita probabit mente, che per occasione di tes modo d' Ornamento non usato comunemente dat lepe isone probate det suo stato, qualche persona particolare si muova ad amamla monestamente, o si nutrisca in questo peccato , - vero quando ε satro talornamento con intenZion di mostrare vari affetii d' amor inonesto P .

Grandissimo Capitale deo fano H Predieristis Da D Arre desse s euenti Predisse, ei, deu' .' 27. Ultimo fine, per il quale ei vovi amo su questa terra.

velle tribolarioni , conformit , e rasegnaaetoria aua vescintii di Dio ec.

go. Dis ioni. Spesso , e con emcacia inculahi la divoχione delia Messa, de ita it Sole delle divoZioni ; quella tanto tras rata verso it Venerabile colle frequenti visite in Chiela, e con accorrere frequenti ad amompagnario in M. casione det Santissimo Marico, ed in alue Processioni; Ia divorione a' Santi, at Santo dei nostro nome , at nostro Sant' Angelo Custode , e speciat mente alia Beatissima Vergine, insegnando ad inginocchiarsi al suono deli' Avem- maria; e chinare ii eapo at Santo Nome di Lei, e di Gesu, non seneta a quislo d' Indulgenhe. Inculchi II suffragar te Anime Sante det Purgatorio. I. Oratione. Faceia conoscere Ia necessita, ed utilita deli 'oratione, colla quale dobbiamo ricorrere continuamente a Dici, implorando it suo aluto, di

IM . frequenti Atti di Mn. Teolagali; come ancora delia Pres ea , che di Lui dobbimo sempre tenere avanti gli occhi della mente , ed insegni i' uso lirettanto iacile, cha utilissimo desse Orsioni Giacuis oris.

gr. Letis

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PRIMAE PARTIS 33

x. zotiuνm de Lyri: spirisualis Effracetnente e riI, rae mandone leutili . e te istorie a stequentaria reni glomo, ed inveista sortemente con tro Libri, e uuadri latitui, facendo conoscere, che chi si ritiene doura darconto a Dio anche de peccati altrui. - ga. BOII, contra i indici . La spleghi, dannando Ia negligeneta loro, sevi ἡ, e de' Dontestie; , cte non eniamino per tempo it Parroco . 4. Quesue per D Riscario, e Terra Sania tanto I' Avvento, quanto laeuaresima secondo te Bolle Pontificie Isin: legsasi la Notificazione posta alnumero precedente sopra tali questus,

inando predicasse alle Μ ache, procuri infiammule ali' aequIsto della

perseetione religiosa, alia quale nebbono continuamente avaraarsi , algosservanZa esattissima de' Voti, e della Regola. Inculchi speciat menter Ormon mentale, la puniualit, in Coro, ii distaccamento da reni cosamondana, e da ogni amicitia . paxticolare con qualunque altra Monaea, Carserata., non che da ogni Persona esterna, Ia punt te ubbidieneta, it silenZio neue ore prestritto desta Regola, la pace neu' anima propria, e colle Sorelle, la Hiirateaeta, e staceamento deste Grate , e dat Commercio de' Secol ri per unirsi pia hrettamente M loro Sposo Celeste ; e si ricordi, che nὸ p re.in tale occasione pub partare in verea conto alle Monache.

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SECUNDAE PARTIS.

Sopra la custodia della Chiave dei TabernacoIo.

MARCELLO, des Titati di Sasia Maria in Tras stina delia S. R. c. Prete Cardinese CRESCEMI A civescaeva di Ferrara. PER Ovviare est' eseerabile ardimento di eerti his di perdietione, eheoltrepassando i termini δ' ogni emptet1 stendono eriandio te temera rie , e sacrileghe mani at Santo de Santi, ait' Augustissimo Sacramemto deli' Eueat istia , ed e Sacri preriosi Vasi, in eui I' ostia consagr e , o te segre Particole si conservano, I' Apostolico Telo de' Sommi Ponis te fici Romani , non solo stabili, che i Rei di in si orrendo missatio cons gnar si douessero es Braccio secolare, inde si punissero anehe eoli' ultimo supplietio : Μa considerando , che talvolta ad in fimir eccesso pur tropio adtineo si porge dalla negligeneta, e coleevole dilattenetione de' Cunodi de suri Tabernacoli , ancor contro di questi prestrisse te doote pene . Cib nondimeno perb r esperienaa ha fatio conoscere, che alxun de' me desimi Custodi, seneta pensare , che I' accennato delitio non es rado prouui ne dalla loro poca sedella, e vigilanza , traseurano impunemente una partemsi essenetiale de' loro doveri. Quindi ε , ehe Ia Santita di Nostro Signore Benedetto XIV. selicemer te regnante attenendosi est' elimpio della Santa Μem. δ' Innoeeneto XIII. suo Predecessore, ei ha espressamente ordinato , e comandato, conforme ha ta eo a rutri gli Arcivescovi, Vescovi, ed altri ordinari deli' Italia, ed a tuitii Superiori Generali degli ordini Regesari, δ' inculcare H Parrochi, Rettori, Sagrestani, O qualunque suo, cui la custodia de' Meri Tabernacoli apparinlliene , di non ninneare ad una cura tanto gelota , e da Tirenere presso a1 se e Chiavi, o di riporte in Iuno sieuro sotto altra Chiave in gesta, ehe ἐSagri Vasi della Santissima Euearistia, non restino mal esposti ai perteolo δ' essere involati, o toccati. Che se per negligenda, tras rateZEa, o altro di-setro eoi vole dessa sedete , ed esatta attenEione de' seddetti Parrochi, Re Uri , Sagrestani, o altri inearicati della mentovata custodia , Meader, alcunfurto sacriletho seneta violenta stattura de' Sagri Tabernacoli, e particola mente se ui inessero lasciati aperti, o te Chiavi di essi neli' usciuolo, o in altro Iuno, onde gli scelerati delinquenti te avessero teste con facilita , e coma meta avellero I' orribit missatio. in questi, o lamistianu cili, vuole, o

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comanda sua Beatitudine , che da i respertivi Arei vescovi, Veseovi, e Ordinari e Superiori Generali degli Ordini Regesari si proceda anche in vir-tia dei Capitolo De eustodia Euebarisiae eontro i Parrochi, Rettori, Sagresta. ni , o altri obbligati per ragion delle cariche Ioro a custodire i Sagri Taber-uaeoli , irremissibit mente, e sena' altro Processo allia pena delle Carceri , o ad stre ancora ad arbitrio, giusta la qualita della negligenEa, e delia colpa, et tre la perpetua privaetione deli' ossicio de' Sagrestani , ed in quanto a i Re-golari anche alia pena della privaetione deli' una, e i' altra, voce. Qialorami si omettesse la ben domin diligeneta in custodire, come sopra si h motivato, la Santissima Eucaristia, ancorchὸ furto, e sacrilegio at no non sexuisse , la Santita Sua mole , e comanda, che cib non ostante i nominati Parrochi, Rettori, Sagrestani, o altri come sopra, siano fori osti alla penadella sospensione deir Umeio per tre mest, eome providamente dispois InnocenEo III. nel citato Cap. De cussoria Eucharisiae. Nὶ doria suffragare ad essi Parrochi , Reriori, Sagrestani Zce. ad rege to di sotiram dalle eme enunciate , che da altro Sacerdote, O Μinistro sa-gro si lascino i sagri Tahernaeoli aperti, o Ie ehiavi di essi in Iuno non scuro, pol the a i detti Parrochi, Rettori, Sagrestini, o altri si spetia la di- Iigente, ed esarea eura de' sagri Vasi , e deI mssio Sagramento Eucaristico,ed essi sono stretramente obbligati, e tenuit a vegliare sedet mente, accib , te minati i Divini UMEi, ii sagrotanto Deposito, ed i sagii Tabernacesi notasoggiacciano ad aloen insulto , o sacrilego rapimento. DOvera bensi e tro ildetto Sacerdote, o qualsivoglia altro procedersi colle medesime pene , comecte aura anch' ei data occasione ad uti tanto eccesso.

E perchὶ gli ordinari de' Lumhi posiano procedere giusta Ie riserite disiposirioni Pontificie ancora contro i Regolari, o alere Perione esenti sopra lamateria, di cui trariasi , la Santit, Sua concede agit ordinari medesimi te fa- colla necessarie, ed opportune , cumidativamente mct cois i Ioro Superiori RG solari, a i quali parimente Vol , che s' imponga H medesimo petior Ingiun gendo ancora alla Nostra Pastorale sollectrudine A ragguagitare la stessa sagra Congregazione delle Processure, che squiranno per te accennate rilevantissu

me cause.

Assine dunque di rendere a tuiti noti i supremi Comandamenti della Santit, di Nostro Signore , e di eligerae la piu esaria inervanZa, vosi amo, che it presente Mitto debba ammersi , e se re rimanere in tutre te Sagrime di questa Nostra Citta , e Diocesi , e confidando Noi uella vigilaneta de Parrochi, Rettori, Sagrestani, o stri Custodi de' sagri Tabernacoli, speria. mo eo eguentemente , che non vi sara piu luno a temere δ' Heuna irrive renza, o empto dispremo deli' ineffabile Μistero Eucaristicor Ed in cassi eon Mario sappiano, che si procedera irremissibilmente est' esecuEione di quinto vim comandato , e prescritto neli' accennato ordine Pontificio . Dali' Areives vato questo es s. in o I7s I.

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Deeretum fac. Congregationἰs S. R. E. Cardinalium cineilia

Tridentini interpretum circa Communionem quotidianam.

CUm ad aures. M. D. N. fide dignorum testimonio pervenerit, in quibus

tam Dioecesibus vigere usum quotidianae Communionis etiam in seria se ta Parasceve , & fimul ammari, eandem quotidianam Communionem praeceptam esse a jure Divino, quin etiam in illius administratione aliquos abusus inolevisse, videlicet, quod aliqui non in Ecclesia, sed in privatis Oratoriis , & domi, imo ςubantes in lecto, & non laborantes ulla gravis infirmitatis nota sumant sacrosanctam Eucharistiam , quam argentea theca inclusam in erumena , aut secreto illis . deserunt Sacerdotes saeculares, aut regulares, ultique in Communione accipiant plures sormas ac Particulas grandiores solito, ac randem quis copfiteatur peccata venialia simplici Sacerdoti non appro bato ab Episcopo, aut Ordinario . Dum autem haec S nctissimus consideranda commiserit sacrae Congregationi Cardinalium Conc. Trid. interpretum , eadem sacra Congregatio praevia matura discussione super praedictis unanimi sente tia ita censuit. Etsi frequens, quotidianusque sacrolaninae Eucharistiae usus a M. Patribus fuerit semper in Ecclesia probatus, nunquam tamen, aut saepius illam percipiendi, mi ab ea abstinendi certos singulis mensibus, aut hebd madis dies statuerunt, quos neς Concilium Tridentinum praescripsit, sed quasi humanam infirmitatςm ieeum reputaret, nihil praecipiens quid cuperet, ta rum indicavit, cum inquit: optaret quidem sacra ncta Sanodus, uν in sum lis Musis Fideles ad antes saeramens ali Guarisiae percepιione communicarent idque non immerito ; multiplices enim sunt consilientiarum recessus , variae ob negotia spisitus alienationes, multae e contra gratiae , & Dei dona parvulis concessa, quae cum humanis oculis scrutari non possimus, nihil certi de cuiusque dignitate, atque integritate, & consequenter de frequentiori , aut quotidiano vitalis Panis esu potest eonstitui; & propterea, quod ad negotiatores ipsos attinet, frequens ad sacram alimoniam percipiendam accessus Consessari rum secrςta cordis explorantium iudicio est relinquendus, qui ex conscientiarum puritate , dc frequentiae fructu , & ad pietatem processu laicis negotiatoribus , coniugatis, quod prospicient eorum laturi profuturum , id illis praeseriis

here debebunt. In coniugatis autem hoc amplius animadvertant , cum D. Ap stolus noliι, eos invicem fraudari , nisi forte ex consensu ad tempus, ut vacenterationia eos serio admoneant, tanto magis ob sacratissimae Eucharistiae reis rentiam continentiae Vacandum, puriorique mente ad coetistium epularum com .

munionem esse conveniendum . In hoc igitur Pastorum diligentia potissimum invigilabit, non ut a frequenti , aut quotidiana sacrae Communionis sumpti ne unica praecepti formula aliqui deterreantur, aut sumendi dies generaliter constituantur, ted magis quid singulis permittendum per se, aue Par hos, seu Consessarios sibi deeernendum putet, illudque omnino provideat, ut nemo

p sacro convivio, seu frequenter, seu quotidie accesseris a repellatur, & nia hilomi

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sECUNDAE PARTIS 'ν

hIlominus det luerant, ut unusquisque digne pro devotionis , 3c preparatiotiῖς

modo rarius aut crebrius Dominici Corporis suavitatem degustet: itidem Μωniales quotidie sacram Communionem peten es admonendae erunt i ut in diebus ex earum Ordinis instituto praesti tutis communicent; si quae vero puritate mentiς eniteant ψ Sc servore spiritus ita incaluerint, ut dignae frequentiori, aut quotidiana Sanctissimi Sacramenti perceptione videri possint, ici illis a superioribus permittatur . Proderit etiam , praeter Parochorum , & Consessariorum diligentiam , opera quoque Conesonatorum uti , & cum eis constitutum habe ri ; ut cum Fideles ad Sanctissimi Sacramenti frequentiam quod facere debent accenderim, statim de magna ad illud sumendum praeparatione orationem habeant, generatimque ostendant, eos, qui ad frequentiorem, a ' quotidianam salutiferi cibi sumptionem devoto studio excitantur, debere, sive laici negotiatores sint, sive coniugati, sive quicunque alii, suam agnoscere infirmitatem , ut dignitate Sacramenti, ae Divini Iudicii formidine discant coelestem me nissam , in qua Christus est , revereri , Sc siquando se minus paratos senserint, ab ea abstinere, seque ad maiorem praeparationem accingere. Episcopi autem, in quorum' Dioecesibus viget huiusmodi devotio erga Sanζtissimum Sacram emtum , pro illa gratias Deo agant, eamque ipsi adhibito prudentiae, de iudicii temperamento alere debebunt & ab eorum ossicio postustari sibi maxime peris suadebimr, nulli labori aut diligentiae Parcendum , ut Omnis irreverenIIae, Scscantali suspieio in veri, & immaculata Agni perceptione tollatur, Uimtesque, ac dona in sumentibus augeantur. Quod abunde continget, si ii , qui devoto hujusmodi studio, divina praestante gratia, renentur, seque sacrarissimo. Panestequentius recipere eupiunt, suas vires eπpendςro, seque probaret eum tim re , Se caritate assueverint; quibus Christum Dominum, qui se Fidelibus mam ducandum , A se pretium in morte tradidit, atque in coelesti regno iis preamiam est daturus, pretatur sacra Congregario, ut suam opem ad dignam preis parationem , & sumptionem largiatur. Porro Eeiscopi , & Parochi, seu Conis fessarii redarguant afferentes , communionem quotidianam esse de . iure Divinci ;doceant, in Ecclesiis , seu Oratoriis pri Vatis ex dispensatione seu, privilegio Pontificis de manu Sacerdotis sumendam sanctissimam Eucharistiam , nec eari deserendam ullo modo in crumena, aut secreto ad existentes domi, vel m. hantes in Iecto, praeterquam ad infirmos, qui ad illam suscipiendam ad loea praedicta aceedere non valeant , & ad eos, si ab Ecclesia deseratur publice, de eum pompa iuxta Brmam Ritualis Romani. si vero ab oratorio privilegiato, eum forma decenti. Carent etiam, ut circa communionem in seria sexta Pa. raseeve Missalis Rubricae, Sc Ecclesiae Romanae usus serventur. Insuper tam neant , nulli tradendas plures Eucharistiae sormas seu pariiculas , neque grandi res , sed consuetas. Non permittant, ut venialium consessio fiat simplici Sacer. doti non approbato ab Episcopo , aut Ordinario. Si Parochi , 3c Consessarii. etiam regulares, aut quicunque alii Sacerdotes secus egerint, sciant Deo opt. Mari rationem reddituros esse , neque deiuraram Episcoporum , & ordinari rum iustam , ac rigorosam animadversiemem in contra acientes, etiam regula.

res, saeuitate ipsis Episcopis , dc ordinariis per hoc Decretum per Sedem Apostoli eam specialiter attributa. Et sacta de praemissis omnibus, ae de verbo ad verbum relatione , Sancti.

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A PENDI xeas sua approbavit, ae praesens Decretum typis dari, ae publieari, voluit. Ia

uorum, dic.

Datum Romae II. Februarii ris p.

infenso Induingen=iae Pisaariae ad unisessas meis r Misum se Cusoliet orbis Locorum existentes pro Triduo Expositionis Venerabilis in Hebdomada με Septuagesmae, sive Sexagesimae , auν Quinquagesimae, uri in s viis praediuis Hebdomadis, Uri in sola Feria quinta infra Hebdomadam Serage aes . .

CVm alias san. mem. Benedictus XIV. ad frequentes Episcoporum Ponti fictae Ditionis querelas gravioribus abusibus, qui Bacchanalium temporae irrepserant, opportuno remedio occurrere concupiverit, perspe erit uos in aliquibus Ecclesiis salutari consilio institutam esse Sanctissimi Eucharistiae Sacramenti Expositionem per tres dies sive in Hebdomada Septuagesimae, sive in altera Sexagesimae, aut Quinquagesimae ante diem Cinerum , ad hoc prae- Cipue , ne Fideles tempore tentationis a via Domini recederent, & in praedictis Ecclesiis pie orantes Divina impetrarent auxilia. Universis utriusque se acus Christifidelibus consessis, R sacra Communione resectis, qui easdem E Hesias in quibus Venerabilis Expositio, sive in uno, sive in sinsulis praedictis Triduis fieret, devote visitarent, Indulgentiam Uenariam misericorditer Comeessit, & indulsit; Hine Ssmus Dominus Noster CLEMENa Divina Providemtia PP. XIIL, sedulo recogitans, praefatam Augustissimi Sacramenti Expositi nem plurimum histe diebus profuisse, ac deinceps sere profuturam , eamdem Plenariam Indulgentiam ad quascunque Catholici Orbis Ecclesias ubicunque L Oxum existentes, ubi Venerabilis Expositio , sive in Hebdomada Septuage. fimae, sive Sexagesimae, aut Quinquagesimae, sive in singulis praedictis Hebdomadis per tres dies, aut etiam si tantummodo in Feria V. infra Hebd madam Sexagesimae perasatur, ex Gexi Pontificiae charitatis fonte benignissio

. Datum Romae ex Meretaria Sacrae Congregationis Indulgentiarum die a3.

Loco Φ Sigilli

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INDULGEN ZEConcedule a tutu i Fedeli, che onorano ii SS. Sacramento

sermata ne i Concilio Generale Viennense sotto Clemente V., e riseritanei C. Unic. de Reliq., o venerat. Saηctor. in Clemenrin. , concesse V rie Indulgenχe a tuiti i Fedeli, che onorano it M. Sacramento nella Fesla ,ed ottava dei Corpus Domini, Ie quali pol iurono accresciure da Martino V. Construi. XII. Ineffabile, et6. maii I41 p., e da Eugenio IV. Consit. VI. Excellentissimum , 16. mii 3433., e sono seguenti. A tuiti i Fedeli, che assistono in Chieta xl initulino nella Festa det Co pux Domini, si concedono quattrocento giorni d' Indulgeneta. La medesima IndulgenZa si concede a quelli , che assistono alia Μessa, o ai primi, oppureat secondi Vespri delia steta Festa. A quelli, che assislono nella de ita Festa alle stre ore , cies Prima, Ter - , Susia, Nona, e Completa, si concedono per Ognuna delle stess. ore centosessanta giorni d' IndulgenZa. I VescOvi, e altri Prelati superiori , che legittimamente impediti non posisono intervenire ai Divini Ofisi, godono te medesime IndulgenZe . A tuiti i Fedeli , i quali fra i giorni deli' Ottava dei Corpus Domini assistono es Μatrutino, si concedono ogni volta duecento giorni d' IndulgenZa. A chiunque net glorni delia steta ottava assistera alta Messa, s concede innivolia Ia ileta Indulgenga , e coti pure a chiunque assisterii ai Vespri. A quelit, che assisteranno nei gloria deli' Ottava alte attre ore canoniche, per Ognuna di esse ore fi concedono ogni volta ottanta giorni d' Indulgeneta. A turti quelli, che pentiti , e consessati digi eranno nel giorno avanti laFesta dei Corms Domini, O in Iuogo dei digiuno eiarciteranno altra operara, secondo it consglio dei Consessore, si concedono duecento glomi d In-

ra steta Indulgenga di dueeento giorni si concede a tuiti quelli , che a compagneranno la Processione det Costiae omini nel giorno della Festa. Parimente una simile Indulgeneta auecento giorni viene concedina a mitii sacerdoti, i quali nella Festa staderia, o fra 1' Ottava celebreranno Ia sanista Meta, pregando per la pace, e tranquillita della Chieta. Finalmente a tum i Fedeli, che net glorno della Festa riceveranno Ia sanistissima Comunione, si concedono duecento gloria d' Indulge a.

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