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6 Francisci Marade 1 Animadversiones
E questa eauche la seconda opposidione , enes fa dat Sisnor Avvocato Fiscale net calo pre sente , che per godete dei heneseio deliqndusici aut ebbe bilinuo o. y ilippo Belando della Re . mission delu das te. 'h8 E-benche non si tusse deciso it panto dat S. I. nesta causa , che dii puta ilegii pelli a favor dei Fisco , cnasi ri lchi, e ita necessaria la temission della Par te, anche per ii delitii occulti . per li quali uoti si fulse inti otia inquiligione ala una prima deli Indulto ; Ma peto ne men si crede polia niegarsi,
eis . Lo sies o si de termitib di nuovo nuti annor 66 s. a tela Zione des Gii id ce ali ora pol Regio Conligileto D. Dieno Galiano nella cavsa det lia tone ut Casella , e te ne contet vano ancora te Ri-lestaetioni sat te in ques tempo dat laenim Catio Maneo .il quale tolleniae te parti des Sarone ; Eeosi s o intuso haver anche ultima metue det et minato ii Regio Collat erat Configlio in occasione di di timete una pariti nata sit questo panto nulla Regia AtidienAa di Salerno.
a, E tri nolui Autoti quella si v ede esse: la se n.
Parte ; E con ragione intanto conchiude to stello Giudice Mara δηι uum. che dopo tante decisioni. e t autor a di tanti Autori, non est a ce usura cave. Latr.eontra Mastralium, edi nuovo pol ripete at uiam. 6. studes uste εχ tuis , tu quiner aestu requiritur remi' tixta biis: iudieaudi introdactum ex rebus
ne proprii termini d indulto in dichiarato da Ti.
4.che clopo esset si compres i delitii occulti, piras rie ea net indulto ia remission della Parte o Lesa a e sempie percis si verea eondietionata la radia, du-med. D rit obtexta Partit remi . Poteches si eonlidetano alte amente. e te paro te, e'l contes o delPIndulto, non e questo, che I manifesto equivoco , che ptela carativa nella qua' intelligenga, e si vede ani pili chiato se si pondera Pindulto prelafite : S eran prima aboliti tui . ti, e qualsitatio delitii, ct eccessi sin ait 'or' commessi. E qii, s appone la condigione .chemo M vesse sol luogo tilpello di quelli, este immann legitimamente r/missisust Alis Passi esse. Hγνg nge peto a ppressis udis rasi . ruria quali etias se necassaria ; e cusi non essendo necesima la
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rem Kῖon delia Harie. come x et climostrato sin ara, qua nil o prima d oti ursnet accusa . ε soprave. nuto i indulto .es' e est into, escancellato assat. to ii delirio . non pub certamente daquesta pri. Ma parte dei Indulto cavat sine arae mento aleuisno in contrario . Per esecuZione mi dest Indulis genetra . e delia GraZ a concedura cordina 4 tuiti
e esti, ancorche russero occulti non potessero Deel avvenire pili procedere . inquietare . h in qualsi. voglia modo molestare i delinquenti; E qua si ri. Pete . κε Πι easi, ne si ricercad. ia remigma diala Parte , quati baves Glexuta Derram n te. δetitistine s. d. termiην presio. M, queste Parole non riguardano altrimente i delitii occulti, come dice catalaus,ma si riseriscono a tuiti i deli Dei commess,e si ripete solamente questo sies .che a' era detio di sopra,che si ei reasse la remission desta Parte inela ne' si Petb, che sulla necessaria ; ecos niente Vordina di pili di quel . ciae flata det. eo prima. e sue silva mente mal si deduce da cata.
Duo . e si deducea dat Pisco pressis ii R e. caneo. Iacche anche mi li delitii occulti, n rictreissonetPindulto la remission desta Parte . quia dicta
E quindo tutio cio non basti ai Sig. A vvoeato Fiseale. si supplica esservare,che ccssa affatio renidi puta , quando dopo i 'indulto non e nemen sim alii in accusa. 6 querela alauna della Farte osseti.
es niem . ine 'l punio pili principale , che si uili utco sit questo, se perehe non alata de ita in is it-to la querela prima det Pindulto. ma ita mente la
sente .che'l dei ito si a stato occulto nes tempo&l-I industrie ehe ne me dapo l'indulto ita stata pro P sta accusa, b querela aleiana cista Parte ines' masia sola mente proceditio me Glato dat Giudice , tanga det Fis: o,qital, ὰ apstuato is casa presente
Per non tralasciare, che anche per altis opoe vanissinia questa Opposinione, perine se si paria dei delicto dei eredato veleno, non havendo ei cev uta ossesa. 5 nucumento aleiano trulla sua per sona D.D ego Martineae, non e necessiaria in talcaso la remistion delia Parte . secondo si stabili: Deli Indulto medes mo nel casci deli insulto . oa 6 provocarioae anche con armi proibite . quando non ne sano seguite ferite e lla serva intima me
sq. dopo gl'altri, che allega et E se pol si conta ratio gPastri deli adulterio, e dei Incesto , gi. daptima vi sit la remisione di D. D ego Martinedret la dissimulaZione. che usava, e per la scienna. Oe deve presumersi se a controversia alcuna,in
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8 Francisci Mara dei AnimadversioneS
. a Nella specie det ea so presente non vi concorrequerela proposta in vita ne con questu legitima- mente Provato, on de ii Jus di querelare nenae nasi pub pretendere. che sia passato agi et i seco do si termini della d.ei .l Proideate δε Vanc
La ter Za opposietion tig ivda it solo delittudet creditio velatio , perche suppone it S DAvum cato Flicate , che contenga in se qu lita di parri. cidio, edi delirio Proditorio,e ςhe percib sia escin- sis dat beneficio deli indulto: e si degnino Osservate i S gahe hanno 1 giudicare, quante speculi
viruliche concorrano in is me per sostener queasta sua proposi Oiae. . Quantulaque non siisse stato realmente Velenquitello, che suppone dato due anni lano a D. Die-go Martine ei e non ne hau te rice vuto osse is , 6 nocumento aleuno nella sita petis . Vuol non-cime . che questo importi meo . e che basti nes tricidio I animo solamente , lanato di m iter 'il desitio, e niente importi, cliq
s estenda la disposiη on di q iel Poro, ii quoto par la dei sistio, ancheal patricidioquello ita it Marito, e la moglie Vuole in lucondo Iliogo, che λbha diis miraso presente de litto questo di vero Parricidiis perche se bene havcsse traitato avvelenatio D. Ff-lippo Belando, suppone, che ne fosse stata consci D. Rota Menstres nimite di D. Diem te tanto sti per dirsi haver commesso anche D. Filippo litto di Parricidio: compli eando pili specialiti in flame;Che la disposaione dul T. M nelia l. rum. fradait. de coinsciis dei dentio dei Parricid o,chasi eommetie das F glio, flatanda ancora at Parriccidio tua V marito, e la moglie ; Che pati nilo ii Testo det delitis commessis dat figlio. ςne lassus scio un'altro , habbia , comprender' anche ilcaso. che 'i delitio si commetis da un altro . e nc si a conscio solamente is figlio; e che pol quel, chesi v ede d sposto uel figlio tispello et Padce , dum D estendet si alla moglie tisipetio at marito. z8 E quei 'e piu , havendo escluso I indulto Rsolo delitis dei Pallicidio degd Ascensti niῖ , Di . scendetiti, e Trani vetuli in primo grado , estenderit questa es elusione, aneti sintend4 vici sis anche ii delitio det sarticidio tra 'l marito,c t mo glie, e che si a margiore questo delitto di quelicho sarebia det Figho talpellos Pad te: Prosiosi-
Filippo Mundo dei benescio deli industo
ve riserisce te decisioni per rina p u mitς di
o Et oggi per l* generat Consuetudine mirodot-- is non idio in Italia, mi in turta Euro . non sipunisco mi di petra ordinaria it toto conato inrualisista delitio per gravissimo. che Iia , anche sulasse gion to atratio proisimo , e spe laimentanei delitio dei Veleno, Pavvert no Gramm . - a d.ei . dove si ne rattesta rixi voltu dcci b
ad 4s.lion Ditiaue,che in cras cui O uitii si ita cinx: siderato dat te iussi ii solo conato. i Non ς vero pur secondo, che balli la sola scim- ra dei desitio per punicii delia pena dei Patriciadio, purcitu quei, clie si dice ne ita ι .utrum rota L
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delitto , come pia facile . potet succedere trau
te veto , tui . Existimo a GDqsi dicturi ad
uon propria, O in parrisiditim,sed improprir, quasi parricidium diciter . Ma e salsissimo psi per tetris ssia detio con sua
che commetia delitio ui Partieidio rei traneo, ibi perche ' sappia ta mollie , ma e necessario , che
trar mai in questa causa D. Filippo Bulando i tet. mini dei particidio. 33 Et assai tontana dat vero deedirsi per quarto. filial mente ultima propossinione, chiisendo it toele luto d. llundulto ii delicto dei parricidio quando sta in persona d 'Aleendente, di D:icendente, odi Trans .et late di primo grado , s' habbia anche ad intendere e luso ii delitio det particidio tra 'lmarito, e la moglie ; percitu limitata mente , e ri.
spetio a quelle sole petibne s esclude dati' Indulto ii delitio det parti eidio , come ne sono es prei se le
Indulto flatcludotio certi diuitii, eris petio a certe persone, tuiti graltri s'iive iidano es clusi, an .
sta illametsi anche conchiuia net Suptem Consi-glio d Italia dopo disputatos larga mente discusso questo putat omas i piis quando i indulto ε gra-κiolis , e deve percio larga mente interpretarii, Leeome fonda Io itala d. Maria. avia iudi AI .cap.
3s ε di qua nasee chiarissima la ri posta at Paltra
ualita. che s agglun a dissere stato anche pr itorio it de litto; pol eche per prima s 'es elude ndal boneficio dei Pindulto ii deiitto proditorio, m, . sol quando ne sia seguit a set ita alia persona dele
ii easo presente; e per secondo pat peret, 'ele ludeespressamente ii delitio dei veleno , u quat eo tieti ei a se l. qualita di proditorio, ma nul caso
solo, quando ne sta legulta morae ; e imi se non v e la mae.. di colui, che si suppone avvelenato,anai nel caso presente ne men' aicua piceioliis madanno, perche in verita non m vel eno quello, che si suppone dato a D. Ut ego Martinen : Noa
per questa qualita esseclaseivso D. Filippo Belaniado das benefleto deli' indulto. 36 E ibitilissimae Iaconii det Zione , che s inieci sat si in contrario di concinter caso presentudue specie di prodinioni, Pana cha conuene iase ii delicto dei velen a . Paltra elie si talis dato
t. 3.u. 3s. Quel che porrebbe preteiauers, sare he sola metite d 'agglavat si per picita circostannait delitto, ma rimanendo semiue delia stessa quali. ta, deve dirii completa sempie neti indulto,quando non ne si a legulta morte. 3ν Ma clie pitidi putar circa questa ter a Oppo siZione, se ne men s'e Naovato plena mente dat
Fueo questo delitto ; i due, che Pattestano Pieresti cainn, e lo Schi avo Turco Avie triglia, giri s e dimositato uel alue AllegaZioni, che non poscloao far pruova aleucia ; il primo come deituit. clante, Se inimico, et secando me insedete, e per mollissimi altridiset s.che vi si son considerati. Ela qualita esulusiva dat benefieio dei Pindulto none dubiuo tra DD. che per potet haver luogo, Ma
a uu. I S. PI. q. Quanto dianque mangiormentenet calo presente, te ne men confla dello it lso de. ιiti Q e ne proprii tetmini, che de a g et Pindulto ii delinquente , quando anche vi concar. ra qualita, che ne res cluda, se i testimonii patia
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sto Francisci Maradet Animadversiones
Filippo Ρlando radulterio . o Pincellaeon D.
Rosa Mintes; in de argonienta it Silanot Aurvo nito Pistae, ehe non polia perciti miser dei benescio detrindulto , perche si riptita in tal cais inteo, ct indivisibile it delitto, e eome fusis italo
commesso doppo i indulto per la dot trina della GQ. Ea l. Mariti. s. sex mex m. verbo commissi criminis. Did LIul. δε adH. Doce vuta , che αPrescrixione eta quinquennio, che s e stabilitopo potet introduli accusa di questo delitto , non incomimi se non dat rustimo atto , riputandosi simpleun de litto mcdesimis. Mi sono due . e eniatissime te tisposte 3 Duna
mente altrindulto, porcbe quando mai pur i res non fune nullo id Procesto, e quelle pruovet potesser sostenetsi a neorche sat te me uti duitio commesso a vanu i indulto, non induite Ono, che una seinplice presumione ad aggravar il de litto . a sat punire ii reo di mare tot pena eslta ordinaria. ma non fiammai , sar una pruova pie
te iussa stato gii, punito mei primo diaco,
si uri che non s e nemen conitituito ancora tres
Rui cpntro ogni eritio di ragione , perche si ri cerea di necessita la contesta Elon della sire , e chesi limo prima date te dii ele at Reo, e Mitima mente compilato it Processo : Et neu misias se publiea in te, es. dice assai bene a quesio propo
ni MI suppolio Adulterio; e peti 'altrodes supposio veleno. e della morte segusta di D. Di ego
ehe in eonseguenta altra pruova maggiore iussenecessaria di quella . che s eta fatia dat Fisco me provat si ii corpo det delitto ς Et e proth to at Uiu- dioed G U0 au. Giurisconsulto neIIa l. r. I. Item illud de Mnatur confula. dilan. di proceder maia allis Tortura . se non costi prima eonchiudente
la Giunia. ia quat tende sema Controversia M.
cuna . e per la digii ita Suprema , e per l, utoritaui Ministri cosi degni, e di tant alto grado, de in . certa, e dubia Ia causa dul Reo ; E questo M M. sta, ches habbia ora . t iudicate da' Signoei Ag-giunti per la parte p u equa . e pia favorevole est eo, o almen per u pena piu mite; E quem an che . Ia ragione, per eui finium hil vero i Greci. il eois, e Mus aegis di Minerva nelli Areo.
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Ad Re kal. Feud. Const. Staibani. I
D'onde quando anche non habbia luogo la disposiZione det Irim nella sudetta l. Di r pares.cioe , che si publichi la sententa a favor det Reo, quando si traiti la causa avanti Giudici delegati. 44 e nulle Regie ciunte , come opposu il Signor Avvocato Fiscale , benelie altrimente M itato pratticato nella Giunta di Stato . ct in altri mollissimi casii. Chi poti, mai dubitare che non na' sea per la dubie Za della causa nuova rasione. alReo , e che s habbia ad abbra late la rena pilim te , e la sentenna pili humana , e piaequat
NE's nisee qua la di si di D. Filippo Belando;
Supplica reli di pili riveretne mente i Sig. Ag. giunti degnarii consulitate te sue illudelia i tighei per coli tante voltis Pssetti , e i molliis et vigii prestiti ali Augustissimo Padrone. Ch eali tu , che netl anno 1 ossi condxisse in Barzenona una delle ,alae della Squadra dei Ducadi Tut si , che si titrovava tuita at servieto dei Duea d Angici con peticolo evidentissimo desta sua Vita, non sol quando us et dat Porto di Geno. va 1 villa delle set alite Galee della Squadra me. des ma'. ma anche quando su inseguita da alite citique Navi da Guetra Francesi , che scorti po-co uillante dallusole u 'Eres . . Chlagii continuo negrann appressb a servit S. M. areanael impreta uι Maone sotio it Generale Stanop. Clivgli su sempte imp egato nelle margiori urgenZe durante la Guetra in Catalogna , e par ticolamente quando id destinato a sui due melicontinu .ecolla sola sua Galea ne I Golia di Roses a tisset to is .mpede . che dalia Costieta di Francia
ni da Guetra eecitrer i a dia Ea, come gli sue cede in esset to felice mente . havendoridotta uPia a, di Roses a un cstrema necessita . Chlagii predo in quel tempo due Galeotte Fran. cesi con cento sellanshuomini. che vla ratio; hea b m compagn a dei attre Navi Inglusi a bom-hardat la sorte a di Pan scola con rischio eviis dente delia tua γ ita per la qirunt ita grande delle cannonate , che si tiravano dalia Forte a me. desima ; Che sit pol destinato a guardas is Potiodi Cad ches , e ibilat se tra Pallio una discaricadi Moschettar a , che gli su satia da cento cin quanta Sol dati Frantasi , che di nolle tempo si porta rono da Roses a Callaches . E ch'egli finalmetite , per tra Iasciarne icento attre , che potiebbero numerat si fieteioni sosyrte, mantenne sempte salvo quel Porto. non o uiatii continui incontri, che tussetiva: Di tat mantera,che non sol ne riceve sempie l applova Eione de suci Superiori . mi ne ottenne aucotala Gradia
una plenii, ima indulge: a coheudiata dat Sovra. no per publico benesidio . Se una Parita di votidi Minii tui cost Supremi, che ha reis almeno seri-Za ccntroversia ale una . e dubia, e incerta la cautia de Iuoi suppus ii uel ui .
Causa non est adbuc decisa , ex quo fuit injunctum per ordines Regatra, ut transmitteretur
t mearius Di vi in aliqua causa suspectur , a. pG alium non fuiseectum derecara, vel caussam
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a a Francisci Maradet Animadversiones
6 Et quid quandos μειο ex causa inimitatis. τ . Et q-id in causa propria. 8 Et quid accedente consensu reensauris. 9 E quid in delegato. 1 o Prases Sare Confitii effus/ι ι is ueranda , U
Plura dubia in bae resolutione
excitavtur.3 D Rimum versatur. nlim Vieatius is scopῖ rec
u cusatus uti suspectus valeat aliquem non
suspedium delegare .maxime si Episcopus esset a sciis , ct quamvis pluribus medi s sirmare concrursuam coni ultationem , nihilominus non tollit dissicultatem,quam bene agnovit,& perpendit πα-24. se et s.cum Iequentibus, nee video fu:sse allegatam doetrinam in terminis.& non possum non mitari non fuisse allegatum C arom caraxam articulum in propriis terminis pertractantem in resLmqui bene allegari poterat per Dominum Aut M. rim in Duo ervationibus ad dictam roselutionem , dum carena erat jam typis impressus ante
editas observationes, ut constat ex impruit no
Clemonens, ct Lugdunensi de anno i l. Dix. Mod D. Staibati. non tollit disti euitatem,
a squidem Episcopus est Iudex tecuiationis sui viis carit, ct in casu absentiae Episcopi cum magna distantia , Diaceti recurrendum erit ad Arbitros, ut hene notat Passer. iu eq. si contra uum. ιν. de Uiciis O potestata Iu Leis D. I tati in &c arcarena in Gesui. . num. ι o. scriptit pro fit mitate subdelegationis faciae a Judice delea ato recusato ,3 maxime quando p.rtes comparucrunt coram illo, cujus verba sunt, Sed dato etiam , minimὸ tameu ne/sso,quod uncarius cramen.etram uti delega
e tarn iliando, non cli tuli ceius m Celegando ait S
Masrita. qui loquitur in Protege decis Is I. arat. Giurba Gessi et .
ς Ampliatur praedieta concluso,ut precedat etiams in Regentibus Regiam Cancellatiam, ac etiam in eo qui fuit Advocatus partis. vel est illius compa. ur,nam licet sit speetus in iudicando, non est luti pectus in delegando, prout in Ad uocato loquitur. Atix in Isuur num. .fri jurisdictonis judie. M
cum adjunctis in causa Joannis Baptistae Catanei
cum Philippo Spinula in personam Pror gentis Alturitii , qui fuerat Ad. ocatus dicti Spinu α. α mpatur uidit Catanei,& suetae declaratus suspeetus per Sacrum Oiiiiii uiri in causa predidia . Se tamen cit deciliam.quod valeret delegare,ut etiam testatur Raιrha dict.co Ia .in suo. Limitatur praedicia conclusio, ubi suspicio ori. 6 tur ex causa immicitiae, quia tunc etiam prohibetur delegare, ut omnes citati DD. admieium, ScPlaesertim.
Meundo limitatur, ubi ageretur de causa pro . ptia quia tunc nee ut iam posset delegare,dum agit ut uecjm interesse, Maurit. 1 Gu.d. n. 31. ibi uti rLtcr d. 0 so. per tuuna, O tr ertimnum. S., I., Ieq. D. Rouit. Oct. Prae. ι ι . Rarba . . a.in a, ualucatis ratio non patitur, ut judex, vel
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Ad Resoluti Reud. Consit. Staibani. a 3
vel magistratus possit transferre in alium cogno.
itandi, & judicandi potestatem de his, de quibus
ipse cognoscere δε iudicare non rotest contra rex. in ιαι ma plus jurii, r edurio in L .f.ult. Proconsul. .Sc decisum refert. R .nuo in praxi Oct. o. num. s. quem aliis allegatis refert Guy.i Altimari da nactitatib.robr. 8 duas. a
Quando autum dicatur causa propria explicat Grῆ e t. a num.r Aa excvt., ubi lata de materia stis ictionis. Tettio conatur lim tare a/iou. IV. eit 'numeris I . si non adsit consensus recusatoris , quia alias
et delegare alicui magis suspiato , qui tamen non posset probari suspectus.& ibidem urit. tu
addi ι. num. 223. Scit Delegatum posse recusari etiam ante praesentationem er Fedre de Senii cons a*.σ Laurentiae Iudicesus dicto cap. I.num. ra. , P. s. uum. aD , Posse ei lim Praesidens dare judicem nominatum ab Adversario quod non est permittendum, saeta finia. a 3 Q. GOG.dict. except. . uu . 6. ubi nuta . s. sundat hanc essu etiam causam sulpictionis, Quarto videtur etiam Iim tanda in delegato,s qui si est suspectus in judicando, dicitur etiam in delegando, cap.Judm ab apostolica d. in .set uo. .ro ιhct. cap. si quis coαcra cisti m sub um
Tandem videtur etiam limitanda dicta conclusio in hoe Regno ex dispositione Ritus M. a. ut
quod in declaratur sulpe tua non potest alii* d
legare. Sed non rGip enda videt ut limitatio illa, quam Io trad. dit Dem/nus meus a uum I. ad sq. nem quod P. aesis Sac.Cons. suspectus in ludicando non sit iuspectus in decernendo circa inc dentia, ct decreto,quae, requirunt causis cognitionem, ut in M. cernendo.quod contra decreta S.Cons. at varbum loco reclamationis in concede tuis, vel denegati do, restitutionem in integrum . in tribuendo uni
a i nem Aularum i ct in decidendis quaestion bus de
dico sic fu .sse determinatum per idem Col. Cons. r a de ann8 3649. in re cuiatione proposita a Jo: Vincentio malicia in retionam Regelitis Praesi. dentis S. R. . D. Francitat Meriinclut uti si is pecto recusato uti conjunxio uni ex litigantibus . cum insurrexerint quaestio G Coemissario decidenda per eundem Spudiabilem Praesidcm, S suisset op. rothum pro parte recusantis non posse quaestio. ne in uum deculnera in caesidua tem , qui erat lv. spectus in causa mincipali su h die at. Aprilis i64s te tente R. D. Antonio Graccisis. Marchiones. Sibastiani, fuit decisum, quia ustu interveniat laenasensi articulo commissarii Musis. Marchio Ra. missis Prasu Sae. consi/ RV.D. DauciseMi M. Iinus Cum polinuntum post paucca menses in ea ἀdem causa incidehit controversia de duabus. Aulisco dendis vel denegandis. iterum se opposuit Jo: VincentiusBraneia dicens,in decidenda controverissa duarum Aulatu, que intervenire posse Praesid. Meri in si, ex quo multo niag ν exigeita venierint merita cauli principalis ; Et proinde in eaalce meis morialis porree, po Branciam sub die is . Augusti i6 9. suit dii tum . RHροπώ articali unionis aram fiat iu Aria Dua , ψ in fol. uti. pro tWasui nu/ι combardum.
i Possessio capta virtute Iudicis Decrati nullis re imirensiti nihil vitulatur. a Nauat utis datur miora ossori ad Uur facta Iuditis uultam, O in0Msum. 3 Possessio civilis ramauet 'uer primum possessorem, quain vis uaturalis pis ista reperiatur occupata
virtvt. decreti natis. 4 cautela traditur tro remedio manu rantiouit qua αλ tavrealis' 'usia reperitur is alium transi
tus per decretum nulliser ιuterpositum. 6 S. C. aut boritat, re doctrina ex tollitur. 7 Deer.rum domi tutarpositum per D. consiliarium
causa commorium is proposita facti sycie,
ra At Matioris Iudicium motum eontra craditora rostreiorem, es judicium redinarium. is Morum inculcaria eritur ex decreto, tu quo eo tineaetur Plura decreeta, qua non fuera ut partinoti ara .
ci luinnuationis matrimonii. .
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α 4 F, an cistiMaradet Animadversiones
bac inui- ὰ πα- i . M MAE si usquod est adeo verissimimi &fe, Mintversiam an jure nostro quod scirem quod quis I fuit adeptus possessionem virtute sicis decretiti nulliter injuste,ct non servandis interpositi possessio nihil opitulatur possessoria Dum mimus posses.ser expulsus non dicitur privatus rea turbatus in sua possessione citaui compuit ei remedium ma nutentionis perinde quasi fuissct privato spoli
lito & injuste piseedentis , ct quod ingrediens Possessionem vigore decreti injusti possit puniti de vi turbativrmii Drui. Deciis. O Narant docuit Novaran forens-- nantiao. lib. g. accidi
Haec communia Doctorum assertis ea sulcitur ratione, siquidem quamvis naturalis possessio rep riatur occupata virtute decreti nulli, tamen civiliastmper remanet penes primum possessis rem expulsum qui eam .nimo retinuit, vigore cuius civilis possemonis competit manulentio,&restitutio ira turalis, ct corporalis possessionis quo venit in eo sequentiam civilis ex Mauri vicisi s.usum. OPos o dem Mevanda observat Issia uam. asinum abii evmusata pre vet. De Lintro decis I9O. s. 3.Quare intentans remedium manulentimis qua-do corporalis mssessio tepetitur in alium translata
dicere de xstineorporali possinione turbari, dii
non fateri se spoliata eum 'per cae pationem P Ωις sonis naturalis . cludi ervithetin a massi vetuis ab eodem quote cave.Lanc euauimo a .
t sequior in fad .seriae. Iuris cap. 2.π.3 ω πιιι M apud Lu-- - Π . ibi verius dicit quia retens reintegrari non ota setur nabere se pro spoliato respectu civilis possinsionis,sed censetur inita terituratiore insilio sonis naturalia. . Ex his elatὸ demseItur quam benἡ, ct rex ve ras juris regulas novissime decreverit S. Cons in
Causa patrimonii in m D Francisci, & um-s resi & aiiorum de indeictim Cappella S Blasii CL vitatis Lacinii ii ct Magnificis D. Nicolao Gaulotta, R D. Teresa de Stesano in qua quamvis
per decreta domi interposita per D. Consiliarium D. Contanti nimi. timidi sub die gi. Martii reti6. fuisset di tum quod Venerabilis Cappes la Sancti Blasi tollit κt capitale eidem assis gnatum in beneficium patrimonii , Se nec non quod procederetur ad vend tionem ejuidem capiatalis quemadmodum fuit venditum S pretium ιι- ratum . Nihil omnlis Lao verbo in S. C. per eundem Consularium causae Commissarium . S. Concagnoscens decreta non fuisse, nec, jure nec rite interposita ita neonfirmanda, sed infit n. da censuit decementa sub die Ia. Januam Curre . eis anni I is., Cappellam esset manutenendam in possessione is qua suerat delem , ut constat ex te re decietorum, quorum veria, ut posteritati consulamus ne dum hic Typis mandati . curavi mussed adiicienda duximus cunm illa argumen. ea iundamentalia, ' legalia in quibus stetisse via detur ratio decidem in meteto Sacri Consilii. ad hoc ut Ia suturum ampli is non sit dubitati H γ.cus de conclusionibus illis se cerum . M uni se mem determinationem re perunt tam circa pia. nim theoricam.
- . Precuratore credi erum Patrimonii Misa.
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au in Guram G. iotto, remausat cum auterioritate citer celebrationis capitulorum Matrita malium ri
Lacu liberi duc.s . evitatis, O pro eis annuis
c. o. s. si graduato inrar dictis creditores absque senu, infra d . dies audi avtur partes super omnibus hinc iuri praetensis, di iurarum resiluatur Opiιais , ei akfgoatum iu bonvicium ea rim orati quondam de crus , ei ra praejudicium restitutio
Muo vera ad creditum Ma uis ei Domi ic nisici Iacobi a ui caruso , in ejus Fratum Haredum Tom. II.
redum quondam Marciae Grandomo duc. 2ῖς. a. o. eodem sexta loca gradaatum inter dictus credar ee
eQu, remaneat juxta posita in decreta disse Ο-
risium consiturarum λ quoadum I deaune Saptisa crisci, Otim ejus viro , Ena cum eius antephato cum autemoritate de anno l6ι ι. diei 19. Fiaritarii tempore mortis dicti olim ejus viri, ut ex Te a --πιον υἱ-sS.-l. pr. juxtaformam passi adjecti in Instrumento capitulorum matrimonialium couβi- Mois, tutionis dotium due.s o. moueautur Partes ad
Inroris Andecimo loco gradu atum inter victos exeditores absque aue u donatariorum DonvsJulie
