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Niccoboni, me meeteto sumenti, e pol sin alaestremo In ultimo egit e duo po che si porte Tiene, mi dici, inearico supremo La voce net dolor, se con suo tuoni
Pud di notario grande, tenue, o scemoΕ'ver, a se alla voce non componi
Anco gli occhi, e te uatice e Leigilo illato Non aecordi di quella a Luar suoni Non sera a pensato, ne credulo Che tu sent ii dolor, he non esprimi E se nol senti, addi, tutiora perduto. E'difficile it feci a pura imprimi Nel cor quel arte cheri Romani antichi
Vantava tanto ne uoi Pantomimi
Ilopolari, i Prieipeschi in trichi, L'Amore, 'Amista, 'Odio, a Paco se pensieri onesti gli impudietii:
Tutio, tutio e sprime van si verace, heri elii disse moli anime avere Talinii dyaltri vivo, d efficace. Pur non avea checli moversi e uisederε Color, et tutio privi de la voce De sensi espo strice at tuo parereor, per latioia, o pel dolor ptu atroce E possibiloch'ancor seneta partare Sentisse ei che piace, afflige, o uoces Io non to credes it cor solo aggravare Pud di do glia l'intende la senteneta
Con adeguato suono pronunZiare. O come era in color tanta ecce lieneta
Che per gli occhi facessero sentire Pena, e diletio a tuitari audienetalo se sentiva seneta proserire, Per tras formarsi qua arte maggioro Dovea si in Ior, nol saprei ridire Ohaen degni d'illustre eterno nore lDa Comici si aseolia oggi, e si occa non mostra senti giola, e dolore Fors in costor e si languida e scio Gaindre Natura che per animarii Non
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Non bastin ocelli, mani, recellie, e boeea Pio potessi vorrei tuiti castrarii Petelie diuor si finisse a ra1etao per Comici almen s batteetrarii. Patini sentit hi dicaci iura, impaeteta Non sento su Teatro ma assai bene Eliu d'ogn'altro lento in Casa, o in Piatetapoiche stupido it senso hai suae seene EVorme in te Natura in quen'istante per ris vegliaria cede mi conviene Abbi dunque uno specchio a te dyavante E per arte foretando i sensi uolo senti, o fallo credere allyas ante; Ela tanto vantata ignota a NolArte Mimica cerca, pense, inventa si fittitio inver4'altro non puoi Nel planto si a per cauta, ed intenta L'arte a non sfigura is faceta in guisa Che produca opposto, che appresenta Bonnaria cui bellade imparadisa H vedula in Teatro di rinarsi Cosi plangendo chestraea te risese eo nolet pero che digri gnarsi Tanto possu it tuo volt lo rasfrena: Delioco e meglio all'ora contentarsi
Non eo gli stridi man con Oee amens,
Languido guardo, dis viso dimesso
Esprimerat ancora, e planto, e pena
ora partiam d' tanto piant, spesib Ne la comedia, Gio vane, o sanciulla Usarnol sanno, e vel dimostro es presse Donna, cui per amore incapo Dulla Gode di molli amanti ave corte ggio di tuiti per seli ergo si rastulla; Ma poliet arduo, e lubrico mane ggio Si trova di tat sorte in vituppata,
Che distinguet non a dat male it peggiost per esse da tuiti abbandonata ;Ma eio et, pia te euoce, e pia te preme Da hi pia sente assere amante amata
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liccoboni. Per onta, e per dolor spasima, e reme' E per tenerio se suo laeci avuinto Artificio semente plange, eae me Verace a tui, a spetiatori finio Deve appari que pianto, e de vedersi L' Inganno eo inver giunto, e distinicior i per sarto ho edulo valersi.Di modi si affetiali, he inde luso
Dei salso non pote non avveder si
Non mai4'avrehbe fatio un migliorisci Dei plange vero se in uescas tale Di lagri me si avesse sparso inmuso Un oechiata, in sorris a parte, vale Per disnostra che fingi alauditorio Marin verri'amante falla a Naturale Se cio farai, seneta Stola, e Aspersorio Gli uditori ara qua spiritatio quali anime pinte in Purgatorio Soo queste te reti, e son gli aguatiove it Comico attendera spetiatori Per renderit eo usi, edificati Polehela'unta oppi finio ammiratori Veggon, he seneta ancora it sentimento Fingi inpianto, e da vero 'addolori In eio consiste l'Arte, Lil talento
Arte di cui seneta partarii, seu ole Maestri aversi hen mille e cento Non te cerea pero fra te Carolo Di illa reses gente, malet seno D'alta Superba, incomprensibit Molo La ove uni di sua grandeet et pleno Circondato da turbe adulatrici Mite, o Feroce impone a tuiti it frena Una catterva di persetti amicis Altrove non trovata e non edula
T'ost tiranno exorti sed utrici Osserva quei, he abbraeeia, o elie saluta: 'Colui ch dei suo Re goderit favore: Ne i baci haruntanto melei e tosco sputa
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quei elie spasima e plange pet dolore Deli' disgraetiato Amices: Ah Coeeodrillo De la machina e desio l'inventoreque Tutore, che illo vero pupillo Comessii figlio alie presenta, e Implora, Si mangia it testamento, e ii codicillo. Pquel uerrier, heril incitore onora Maledice Ia Spada dei nemi eo Che malua Coratella non gli ora Pgli altri tuiti non vagitono vn fico; Son sint i risi, i pianti, e sono finieCose, che perro re io non ii dico S quei volt si edon certe inteIgnote a Rasael, Guido, e Titiano Che infidia, ed amista pinser distinte; Ma qui simulatrice industre mano DLun eolor di Modesto si Dissoluto
F di sincero amico ad unlMarrano.
par si vero ii falso, che illia astuto
Deve crede menZognari quartana
La osse, ilia di ventre, e lo sternuis Di queae Arte pero rara es prana Presa, he aurai u poco di letione Finger saprai la passio piistrana Restino eo Ia Pace di Marcone I Cortigiani, checla sanno usare Ed intuoniam omai altra canetone I planto, exi dolor lasciam andare
Seneta cui la Commedia non pud stare Che ridan gli uditori e buono e bello elie rida lyAttore ancor eonsento
quat ora a gli altri serva di Zimbelles:
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NiceobonL, Ma che rida foretato, e eo istento Di eos non risibile, e allor quando Gli spetiatori stan qua stogito at vento Non si conviene, aenisi racco mando Di non loriar, he niente eitu gelato Che inviae te glutivo ridachiando l'Uditorio tristo, d annotato.
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Travaille acloisiri quelque ord re qui uous presse. Et ne uousiique potnita' une solle vitesse. Un stile si rapide , et qui co ur en rimant, Marque molns trop 'ἡsprit, que peu de juge
Qu'il solent de vos steriis les Confidens sine Eres,
