Beispielsammlung zur Theorie und Literatur der Schönen Wissenschaften

발행: 1788년

분량: 483페이지

출처: archive.org

분류: 시와 노래

91쪽

succellai , ve sonue regqui di Carthago. Ma perche 'Api ancora'ndira molio; Habbi gran cura, quando grave oltraggio

Percio, che quando Dio crebri'Amore Insieme a lato a lui posse lo degno Si cheae guarda, che ne piceio corpi Non gia piceiol furor di rabbia, ela'ira Ondeggia, e bolle e come aequa in caldajaChe sotto Pnegro fondo ha uoco ardente, Fati di scheggie, o di sermenti secchi, Traboeea Iliollor uor dari labbri estremI,

Che in se non cape, e te onfiat schiume Ammoretan, ovo la stridente fiamma Eet uoco cresce e in siemein vapor egro Sinnaleta e vula eome nube in aria.

Cosi sana'Api indegna mente ossese. Athora Dil morso lor abhini e insetto, si mortat velen te in fiamma incuore, Checie eiecti saette entr' latis ghe Laseiano infisse concla vita in sieme Se tu pol te mi it crudo algor de verno, se uoi rispiarmar per l'avvenire compatire a gli animi contusi te fatiel, de lyamitto gregge; Non dubita di profumar eo thymo Ben dentro gli apiarii, e col eoltello

Reeider te sospese e vane ere,

Percio, he spesso dentro at respi savi La stellata lacertola dimora mangiari mel con 'Impro uvis morso Piglia 'imbuto, onde so insonderit vino ponitio tra te vieine malve; Collium dentro, e stia sesqualtro fassi Quattro dita alto, accio et, quella luce Rilue suor, che te farsalle allelia. Non prima hara posset ii vaso in terra,

Che sentirai roneta perci'aere cieco

in sieme I erepita deci 'ale ardenti cader corpi semivive e morti

92쪽

Contal fetor, he volteraicia faecia Toreendo it naso, e starnutando in sieme perba avverto , he posset I vaib,

T sugga e torni pol quivi a pol hore

Doue,edrai tutio que popol mortos Che arebbein spetia colo nefando que gran aggio, he produsse samo Come quando una vasta antiqua nave, Fabbricata dat Popo di Liguria Senaa nitros potvere 'appie caper qualche eas inopinato inlaoco Tutta Hahhrucia l'infelice gente, In varii modi, e chi'lietto, e chi' collo Halanco, e chi te braecia e chi te gambe quale δ' seneta capo e chi da ventre Manda suo quelle parti, do verit cibos antra per nutrir 'humana forma coli: parranno altior quei vermi ellinil.

93쪽

DELL ARTE POETICA,

formonia laterigliosa cima Tra numero infinito Apollo celso. Checla parte lasciar terrestre, ed Ima Sol quegii pud che per Natura ed Arte Sovra degli altricii suo pensi e sublima. Oh tu che prendi ad illustra te carte, Deli guarda in pria comera tuo corci'accende Di quel uoco, chelebo a suo comparte. Perd ehe in vano vn nome eterno attende,

Chi di grand alii di sarmato ii fianco, Ne quai Aquila altera glaeielo ascende.

94쪽

Di paterno timor pallido, e hianeos idb Dedalo a Figlio, alio checli vide Peta etereo sentiero veni maneo. que dei folle ardi tosto si avvide GIovinetio infelice, alio che in pena Preda e ludibrio fula'onde micide. La favolara per te, he ad ui appena Uumi Colomba, e credi aver te ponne Clate d'invitia infaticabit lena. Come se la Barchetta, che osten ne Un piceio fluito, an da voglia de pari Cona attre Navi, e r Olande si Antenne.

ol, quanti eredon 'Intelletti rari Sortire inpegio, e poscia in lor paraggio Son Cotino e Cluvieno assai pili e hiatIlMegii saria, se luminoso aggio Non scende in te di pia propieti Stella, Laseia te Muse, tuo vo ordi viaggio. Ma fors basteril limpida e bella Ave la mente Ah questo sol non basia Senet arte, che te forine inuet suggella.

Sappi, checla Natura ella sevrasta Quat nobile Regina Ll'Arte aggiunge Unciat contegno, he helta non gualia. Aneti laecreste, 'l suo valor congiunge Alr Alma genorosa e sppresenta te viein clo, che saria da lunge.

95쪽

t iei 3ini. Pria eo te ro et e travi it a si tenta. Pol la vita commis a n cavo legno Lamica gente at vello d' Oto intenta Mostro dunque Natura at vago in gegno Comet troneo suli onda si solliene, Pol l'Arte opro v vicit suo fabrile ordegno. Pol disse Andiam alle Peruvle arene Cerchian a pili remota ultima terra, Ricca di preetiose argente vene. O vedi eonae l'Arte , he disserta Le dubbie strade, e come da prosondo

Pelago tacendo, i porto at in si afferra. Apollo ori crinito, Apollo it biondo, Se di hastaste, gni poeta indice, net suo di pargit oceare it fondo. Oh di senno e di euor turba in selle elogni aggio, che a Febo it crin circonda, Aipra fassi per uoi folgore ultrice.

Pur, se iliace di solea ques Ponda, Osserva meco Q le sirti, eri fluiti Schiviam per arte a i deli tuoi se conda. Sie eome son degli editichestruiti Prime te fondamenta, it paria bene Ha mill altri hei preg in un reduiti. oggi ii Sabino, I Nomenta se viene, pretenderit primato e chi da monte Scende, per puro ii suo linguaggio tene. Come vuoi che dilette, e checi'impronte In delicata orecchia un, che pavento Mette allemuse, ela'avvelena it fonte

96쪽

Pria conosce bisogna it puro argento

Dei Toscano Parnaso; 'lironto acume

E se per rotti e cogit is gli increbbe, pensi, he non avesse illi gagii ardo

Di monta dove ogni altro In gegno andrebbe. Or oest intendes negliitioso e tardo stimi, hi, ome te, non isti abatha Sent aver dei costume altro riguardo.

non pensia' proprio, e se vi caleta Un deito piu, eheu'altro ssereti, e pronili puledro a domo in Ogni haleta. Percli per poeta non ii proponi I 'esempio di coloro, Ond'.ὸ che in pregio talia vince P Europe Naetioni . si tu egui color, he son dicisregio Alle nobili use e orpello e tres che Credi, che sien paludamento regio. Ci Melie mandi it Persi, Io che si pesche Nel marci' Arabia, inin deforme oggetto Ne sera mai, che gli altrui guardi adesche.

Aneti quel, chelai Iceo, o pur Teletio Gli metti in torno, lapici a vivo scuopre Della brutte11 il repugnante emotio.

97쪽

Che nodesta bella alvolta appare, Megii qualor fuggesse fessa , e cuOPre. Vedi, hecla Pittura illultri, e chiare Fa resultat te parti allor, che preeteta adombra quel, che si pote mostrare. Τrone cid che ridorida e la Chiare eteta Si a compagna a tuo scritii ; oscuro carmeTalor si aborro, e poco an cor si oppreZZa. Combalte concla polve, e concie armeLibro, he non Lintende e da si acerbo

Fatoribliud perspicuitade altarme. Benisedi, come in un congiungo e sertio Nobiliade e Chiare geta ambo lon poli D'un seritio illustres oesia di id riserbo, Pureli ait Oseurita mentre 'involi, Non dia nello inaccato, che dimostra Cervet, che non si scaliti, e che non volt. E cones' oscurita ben spesso glostra hi vuo esse concis, ed ii diffuso Fel contrario talor troppo si prostra. Altri sortiroin natura confuso, vorrebbon dir tutio. nauon stile In meeteto ditaue es rem sta rinchiuso.

98쪽

DELL ARTE RAΡPRESENTATIVA,

Capitolo IV.

che ullo speeelii aiae studiato D comporti te braccia, it fiando it petio Giureret heri miglior ii se scordato. Vedesti ai di profit o in prospetio Tulli quei moti, che de fare ii voltota varia pasIion, net vario effeti,

99쪽

De spetiatori mies a portamento Di tutio incorpo ben ornato, e colla, Slio eo paetiora dacia fronte a mento Che non to vedon gli ocelli traviati Dalla voce, e de membri alio vimenta Se elysia ver dimandato a que Frati Ch a Nouietio ne suo primo sermon: Dissero ch 'e tametue ei, gli appostati. Oh se agit oesii di ulterae persone Fosse appicato un filo, e si portasse Aliunt ove less uardo si disponet quai de membri credi si attaceasse Lamomena format i solo aliis Ne altrove pensa gia che terminasse tuiti quanti gli uditori fiso Guarda negli occhi e ogn uncii lor vedrai Pende da tuoi, quasi 'amor conquiso. Trem di quegii guardi se noldai Aspetico gn'un di plangere a tuo pianto comeri tuo serti sereni, e gai.

in i che non Importa tanto, o quanto D 'aver cura at tuo volto se alui dei Interamentoria vergogna, ori vanto

Presta dunque Porrecchio a i detii micti se bella ragicine it produce tu guidare lasciat da ieisaggio Pittor, heril Glorioso Duee Pinge e de voto ii agrificio casto eui incauta Religion 'adduce; Soguendo di sua mente inpensier vasto Di molia turbari ordine comparte Con maestro di segno e vago impast Sol ne Quadro disposti a parte a parte II sacerdote, est serventi uoi Cheril eoltello, e la fiamma hanno in disparis Indi Iliadre, e la figlia, oengo pol. L Nutrice, 1 Famigii e de Guerrieri

Tanti che appena numera a Fuoth

100쪽

splegate insegne bellici dest ieri,

Vestimenti consormi, ornato altare,

inin fascio Coraetete, Aste, eximieri Il tutiora grande e noblimente apparebia non hasta monviene at di piniore Un dolor vario in tuiti di monstrare In tui etelo di fὸ paterne amore. Unciasigegnato cor in Lel si vede, ne Ministri espres in sacro orrore Fra te donne, hi plange, e chi mercede Addi manda te braecia in alto altando elii dMI'atto inguardo retrocede Altri conis echio biee rimirando I 'apparato lanesto, tu diresti Che contro inciet syadira bestemiando Oli gran Maestro exonde ma traesti Tant arte per esprimercia Natura In cento, sol dolor vario pingem Ascollato, e diratii, he non furaque Vero che dat Vero, gliclo trova Nel uom periatio, o ali uomodo assigura Vuoi tuitu chiara, itu evidente pro vaPer eo noster heri volt d quel Cristallo Che a nuovo oggetto, 'oggetto rinova pSta dunque attento, e non portiede in fallo;

Han suo gradicit dolor, a tota, appunta Come gli ha ogni color si a Perso, o Giallo, DP se a colui, he fosse d'amoriunto Da parenti negato gli veni liis In nodo marital dyesse congiunto; Pol destinati ali'amata sentisse Che fossero dati adre altri sponsali Bene per cui sol respiro sol visse Indi per coimo di pene e di mali, Checla sanetulla amante, e disperata Portati avesse at se eoipi mortali ατ vedici gradi Voglla contrastata

Spem languente, e per acerba morte Dispergetione a finci'alma aggravata,

Di prima it tuo dolor fiasii men sorte

SEARCH

MENU NAVIGATION