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rit febris enim vehementer exarduit ad quadraginta gradus, et ultra, delirium supervenit Summ.
decima et duodecinia sequentibus praeter caetera omnia superius descripta sympto muta, signa quoque apparuerunt gravioris assectionis in cerebro;
oculi praesertim vitrei, pupillarum dilatio, febris a dor indicia indubia atque manifesta praeseserebunt supervenientis eningitis si ira Febbrato gli ae- cessi febris scilicet sui Ono iiii numerosi e piu irregulari, e in uel torno a temperatura delu mutulo si elevo seu pre . . . . ut di supra dei qua rant gradi anche ne momenti ne quali non vi era accesso Leopoldo non provo ut uia sol-
V su pono complicaχioni cerebruit che si aggiun- sero allu maluitia queste complicagioni eranou se nomen me ningitici L sebbre si umento an cor durante tu tornatu deli undiei obbstat e si elevo a qui rant gradi e otio decimi Ogni accesso durava alte due ore e eget alle tre Ore V ne surono almen due ne glorn undiei e almen ire it gloria dodici . . . Ilisolso si ac cresce 'a con rapidita e diminuiva di foreta Ila numer delle pulsagioa era di circa centoventi quattro ne glorni undici e dodici Summ pag.
M. Praetere hisce memoratis diebus haec alia edicus Laurent in infirmo animadvertit u lisiorno undici non vi era clanosi, in il odici costatam in che a sacci de malat era congestionata. I malat era incosciente . . . Egli non Oleva sarci Onoscere o stat de suo dolore . . . In ultimo cesso di sputare. I mulat era indebolito in est rem grado . . . vea tu ne gloria un-
diei obbraio ii deliri di parota Quest si prο- lungo no a momento delia sua uarigione. Era. pi frequente ella noti che durante i giorno. L ho dito ne suo deliri pronungiare parolea heri non comprendevo e che non aveano al- cun senso. I malato avea ancora atquanto di
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carpologia, vale a dire che con te sue inani tre molanti embra va di cercare qualch cosa
tando pulsandoque quotidie pectus adolescentis, cognovit quod neumonitis V mutva i suo orso; idque intellexit uisu fossio he indieava essere que- sta passata a st o secondo periodo . Insuper deprehendit alaune modisieazioni truci sostio in il ram tolo crepitante ulcune alternatis deli uno e uel al-
tro . Cum vero cerebralia phoenomena neumonii acccsserunt o iudicamino, prose initur Dο-etor Laurent, che una infrimmazione si era pro t- tu da luto dei ervello sotio forma probabilinente granulare . Propterea praescripsit u una medi- cinii sintomatica per i senomen nervosi, e la chi- nina su amministratu a largite dos M. Atium en
Puni 'o risultato di questi rimedii fu i rondere u in molare P arrivo deoli accessi, he uitauia non diminuisono ne 'intensita, ne di durata Al eon- trario questi furono pi violenti e pii nume os s. Hinc ista a datare dat dieci, gloria in cui it mare aio su est remato, era i stato iudiculo in peri- eolo di morte , iudicam in che si trovasse in que grave periculo, perche la ebbre non conser vava pii unandamento resolare, e des fuit uella
sua elerateaza era una causa probabile di morte a
52. Neque salis. stato de malato radava gnor peggiorando inquit octor laudatus urat odiet Febbraio i sintomi si aggravaron molio La sua febbre era fortissima era ad una elevazione ut torno a quarunt gradi ed aleuni decimi Notam- mo 'inerata elle pupille. Una pupilla mi parve pii dilatatu deli altra Gli Oeehi erano agrimosi, e se palpebre inerti. Gli occhi de malato erano immobili. a pupilla pii non si contraeva sotto rurione delia luce, l costatam mo appros si mandovi una candela I malato trovavas in uno stam di ontinua prostraetione, interrotta da quan- do in quando a suo delirio La suu inqua era saburrate, poteva inghiottire, mu noi mprimmo nella sua occari mughetto Le sue membra erano
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inerti, ave qualeia contruttura e rigideaz nelle membra superiori. V era in tui a maethia di ninguita, vale a dire una riga rossa prodotia dub P unghia he traeeiana una linea sulla pelle Io Stesso ne costata i suo sintomi che teste o ris serito e ricordato η Sunam pag. 864 9). Haec itaque eum haberet sub oculis edicus si in quel giorno, testatur, a nostra prognos si questa: che se ii sanctullo osse uarito, sarebbe rimasto certamente idiota, he avrebbe subito qualehe tur
bumento uelle aeolia cerebrali Ibid. pag. 55. Orbi, denique, suriam die 5 Februarii mensis, quae fuit aegritudinis Leopoliti Tayac postrema, Doctor Laurent ita exponit: ne mattino verso le
giormente aggravatio deliri di parota si era eambiat in deliri di azione. I malato oleva fugoire di est . . . I sintomi cerebrali sopratuito si erano sempre tu pronuneiati Le palpebre i- si pose, a pupilla dilatata P oechi fisso, ii polis frequente ei impereettibile. I numero delle pulsa- zioni re di irea 35. ii mulato era incosei e
mori dei sensi, e no non pote uam sapere se il dolore de torace perseverasse La ebbre si ele- vava a quasi I gradi di temperatura L pulsa- uisioni erano quasi filis Ormi, ma non intermittenti. La pelle era sece ed ardente. Non 'era per On- Seguenga assatio sudore. I credo heri mushetis persist a malgrado it collutorio. Da quando il malui era suor dei sensi ed insciente, non 'era ussare rapetiorazione. Era abbattuto e quando o- leva scire da leti era remolant . . . I delirisu era costulato sin alia vigilia, e persisteva con massior violaneta Costatanam umeom assa pro- fondo . . . op di Ver edulo quest stato as- sui grave de malato, passummo ella tanga vi- cina e dos di essere concertati, i inio collega Artus prese a parota e disse V eos uolet chea uli diamo, e perdui . . . . ra presso a Doco
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54. Hactenus Medicus Laurent qui infirmum adolescentem assiduo invisit a die septima Februarii ad diem decimum tertiam eiusdem. Sed ipse in suis attestationibus post diem decimam, praeter suum Sententiam quoad morbi indolem et naturam, nec non ipsius gravitatem, illam etiam saepe saepius memorat Doctoris Artus qui cum eo simul Leopol- dum curavit itaque oportet, ut peritum hunc quoque alterum, in praecipuis morbi studiis, audiamus. Dic hiaro di avere apprestato te mi cure, sic testimonium suum exorditur edicus hic alter, al git vineti Taya alutari ne Conviti di . Giu- Sesepe Quest gloVineti e cadiit malato it 4 Febbraio 4889. . stato assetio a pol monea inlat- tiva. I suo stato gia grave durante i primi glor- ni della malattiu presenio uia carattere di muli- gnita anche pii serio it 10 Febbrato 1 utare da uel momento ii delirio non to lusci piu Le giornate detrundie e de dodie Febbraio furono disperutamente altive La occa era plena diu mughetto, ista at cuni intomi cerebrali sempre pii minacciosi non ei permeti evano di vere piu tu minima speranga I 15 di attina consideran- do chem sanci ullo era perdui non credemino do vere 'istitui re it minimo truttamento e Dar u immo assa convinti che ii iovano Tayac non passerebbe la tornata η Summ pag. 89
55. Sic praeiacta quasi summis labiis universa morbi facie, quo amictus sui adolescens, Doctor Artus eum deinde per partes accuratissime explicat. Ilo gloria i Febbraio essendo ritornat da mica iuggio, veniatis riprender possesso de mi ser-u vigio a Collegio di . Giuseppe e tra i malatia che vi erano trova it iovane Tayac. saminat io tesso i giovane insermo. ra ella mattinata. Constatui una febbre eccessivamente viva. De re- st egli in que momento vavas ne suo pleno parosismo. Appronai perstitamente tu dicionos delu Dottor Laurent. Constata colla percussione una
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ouusit eomputta ne terro superiore de petio est de lato destro. Alla scottaaione n ostio tubariou strema mente chiaro, e che si scol ava in tuti la regione, ove alia pereussione si ave suon matto u in ii aliano suo no itus a) in uel moment la puntur de sane era vanita. De resti e uelu he avviene r ordinario La osse era seces V u spetiorazione carsissima. Gli sputi contenevano poe sonuue in que momento, a ve ne era una poeo LUDressione era vivissi=na La respirarione era ansiosa. Lo tuto generale che accompagnava questo stat locul era pessimo Questa pulmonea
era una polmone infeltiva. Ogli dire eon elo che te foret erano colpite e minaceiate ii nolle
u so the era depresso, piceolo, miforme e sopratuito ii delirio . . . A datare dat dieci non altro Medico che i Dolior Laurent e me che abhia mo visitato it malato. I consermai tu diagnos ehe era tuta stabilita ut mi collega Polmonea deli apice destre u99iunuendoui uel arattere di inferione heri nota in que momento a Summ. 56. o Prendet i curatiori a me osservatim dieci, subdit peritus egregius, accentua teli maggiormente elu a giornata deli'undici, e supra tutio de dodici e vo avret ii quadro satio dei progressi olla ma- lauia La respiraZione diverine piu precipitosa Il polso piu debo te, e la osse gnora anche rara
si ne delirio ut te e volt che o lo vidi ed il
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muyhetto ella ocea. a febbre seu re and a crescendo I potio 'indeboliva. Verso it dodie si astyiuns a questo fiat uno tuto cerebrale che era costituito da ci che no chium iam , Coma. Lumenolimento delis orae era estremo e perciosi no abbi uino rescritio ' alcool. I sinio in cerea bruti erano remolio delia lingua, incertezaa ei movimenti, arfolouia, nequaulianare desuperiura pupillare, cosse ne muscoli deli faecia. I san- eiullo orbottava parole incomprensibili si verano periodi ui eccitamenti cerebrati . . . a cura isti-u uita in uel momento, cum ne a testimonianZa i libro delle ricet te nou produsse leui risultatou favoresole. Vera anche sui ventre a riga min-
ρitieu he e indicio della puralis dei nervi vaso a motori, a quale e senipre P indiri ut uno stato
estremamente grave. I suo viso cominciuva ad esser ianotico, in il si sopratuito it trediet. Ilu suo respiro era dissicile. L ansi respiratoria era est rem . . . O ci Occupavam appen dei sinu tonii locali. Tutia a nostra sollecitudine era diu retta vers locitato generale he rivestiva gnora sempreuiuis eurattere altivo I malato glaceva nello stupore, vi ero esseeeitaetione era inconscio
De pectore infirmi autem loquens inquit u sumi nummo i petio muttina e sera L maluitia era straordinaria 'quardo allauesione anatomica Cera
u sono stati a me enumerati, costituiscono uno stato assa grave che on a i malato in in se
57. Convertens tandem testimonium suum Doctor Artus
ad ea quae ipse vidit die decima tertii Februarii ac in adolescente percepit, refert: tredici et
mattino 'intelligeneta era de tutio abolita . . . . Heordo sattamente e con preeisione ei che av-
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polso era assolutamente depresso vacillante e ma-
nifestana a debole a deli impulsione eardi a. I coma era pia profondo ed eru intram aut di quando in quando a periodi di eccitamenti e-u rebrali che runo in pelagione ulla eboleχχ delu cervello it mughetto si era rates sulla voltu θι palato sulla linqua e elle fauet Gli occhi erano indeboliti, Ora turbat o morti, ora immobili ora
seintillanti it che proveni v dat reccii agione cere brale No avvicinummo una flamma agi occhii per edere se tu pupilla si contraeva o si dila iuva. Constatumino uulche ineguagi iunga ella muniera con cui si contraevano e pupille. Du- rante i periodi di eccitamento che si alternu- vano col coma, ' era delirio assai tu pronun- elato che uegii altri torni Uira uia poco di dissa- gia agionato da rigonsumento deli muccosa, tui iuvia i mulato pote va righiottire. Lo stato del malato era tale che non si potev sapere se avesse prurito ulcuno elle membra C erano aι- cune cosse e contraaioni muscolari di aleunt mem- bri sopratuit ne membri superiori. Non vi e stata paralisia completa, a vi e stata manifesta
mente qualehe pares in aleunt struppi muscolari s Sumni pus. 93 9 3 9S). Atque absolvens clarus vir ultestationem suam super morbi sympto matibus perceptis die decim tertia Februarii, asserit: u Non mancava a quadro ess monia heri raniolo iraeheuis, che o non udito a momento in cui 'ho edulo, α he pote produrri opocla mis
58. Quid autem senserit octor Artus de adolescentis Leopoliti Tay ac salute hac eadem die, manifestissime patet ex his quae sequuntur. In tale statou no abbium giudicato, ille astirmat, heri mulato fosse perduio, d io personalmente ho credulost he non passerebbe a gismata I sititoin cerebra- li eli aveam soli gli Occhi ci secer temere elle it malui poteva morire et emorragia ce- rebro te. I sintomi muscolari, pupillari Oil oma
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erano i re principali segni che pol evano sar credere ulla prossim ita di questo stato lo sui il primo u proporre a mi collega di non ordina e
59. Sensim sine sensu Amplissimi Suffragatores definitum demonstrata inque habent ex testimoniis iuratis Medicorum, qui a curatione suerunt, tum morbi indolem et naturum quo tentatus suit eo pol dias u -yac, tum illius gravitatem De edicorum sententiam bibus fuit neumonitis ad dexteri pulmonis apicem, cerebralibus atque letiferis stipata sumptomatibus. Huius morbi autem gravitas in suecie prue sertim qua de agitur, tantu sui ut mors certo certius tum immineret. Suasere is tu, diagnos in scilicet et prognostin infaustissimam, critis viris clarissimis sympto mutu gravissim suae prodierunt iam inde ii morbi initio et diebus Sequentibus suaserunt signa phisica quae ipsi quotidie perceperunt
in eo polito percussionis et auscultu tionis methodo; suaserunt tum una tum ulter ingravescentia su renter in dies, absque ulla intermissione, et minii ne obstantibus validioribus applicitis remediis sive ad curandam ne umori iuria, sive ad repellenda cerebrali phoeno in unu Qui medicam scientium vel a limine salutaverit tuntis uer etiam Derpendat sympto matu omnia tum hi sic tum rationali ii quae Medici austent et Artus in iuvene deprehenderunt, et deinde mirabili prorsus OnSensione Der Summaui diligentium in tabulis retulerunt, proculdubio in eorumdem sententiam sive quoad morbi naturam, sive quoad eius graVitatem venire cogitur. I te nimis neu moniae et cerebrulis assectionis, utriusque gravissimae, indicia certissima sunt ea quae Medici viderunt, et cum iis viderunt quotquot sunt in tabulis tostes Suis in Part. II Num. II per totum).60. Medicorum Laurent et Artus sententium illus irare ac confirmare Doctorum placitis, qui de re medica scripserunt, haud arbitramur. In re videntissima quid detrahere videremur edicorum et A. Patrum etiam religioni et sapientiae. Si alicui tumen placeat huc super re legere scientiae medicae scri
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plores, consulat inter caeteros omnes, quibus una
est sententia, Petrum Aloisium Valentini in opere eui titulus, Institutiones Medicinae praeticae sol. II. Inmmmationes pectorale pag. 223 et seq. Roma 1828 et ibid. Inmmmationes capitis pag. 89 et seq. consulato CrisOlle in laudato pere Trattat elementare e pratico di Patoloui interna in Vol Delia neumonite pag. 494 et seq. et Ibid. In mmuzioni deli appurecchio deli in divazion pag. 25 et seq. consulat S. Jaccoud in opere pariter iam memorai m ratiam di Putolo-ui interna Vol. II, Lib. IV - Malatii dei pol-monio pag. 4 et seq. et Ibid. Ol. I Cap. v --ninoite aeut pag. 20 et seq. consula Felicem Niemeyer in citato per m Patologia e Terapiaspeetale sol. I Cap. IX neumonia - pag. 194 et seq. et Ibid. Ol. III Malattis et ervello pag. 258 et seq. consulat, denique ne infiniti simus, A. Trousseau in opere QClinique Meditate de 'Ho- tel-Die de Paris, o me remier, Paris 4875 Cap. XXXVI mite'men de a neumoni pag. 872 et seq. et Ibid. Ol. II Cap. XLVII Fiere Cerebrale pag. 20 et seq. Atque in his omnibus, quos notavimus, Auctoribus prudens lector confirmationem amplam, manifestam reperiet de diagnosia prognos facta a Doctoribus Laurent et Artus super morbo quo divexatus sui Leopoldus Tayac principio Februarii mensis anni 1889. M. De remediorum valore ac virtute, quae adhibita sunt, nihil dicam cum ex edicorum ipsis testimoniis qui illa applicuerunt, et in tabulis describunt Summ. Puri II Num. II per totum liquido
pateat eadem nullam prorsus habuisse virtutem, nullum praebuisse iniser adolescenti levamen. Μaneat igitur, Leopoldum Tay ac neumonia ad dexteri pulmonis apicem assectum, eaque stipata cerebralibus symptomatibus suisse die 5 Februarii Anni 1889 in certo mortis periculo constitutum ab sque ulla amplius salutis spe.
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seu de Invocasione 62. Abierant ab infirmo edici et quovis medicamine
remoto, instantem eius bitum Draenunciantes, puerum in extremo agone constitutum iudicaverant. Tune Rector omnes Collegii Fratres ad se vocatos congregavit eosque Vehementer hortatus excitavit ut preces iterarent et serventius Beatum Fundatorem ad precarentur pro unitate carissimi dolescentis Leopoldi Tayac, omni etenim e tempore artis remedia atque tentamina humanu prorsus inutilia suissent xx a seiena umana si di 'hiara impo tente e dispera questo e i momento dirae resererea tu nosti a siducia in Dio e ne nostro Beato adre, allorquando gli omini non possono piu niente ab lora e he Udio spesso manifesta i suo potere Doe. Auth in Proe Apost Ruthenensi compulsatis Summ pa9. 38 et alibi passim . 65. Etenim iam ex ea dic tristissima in qua gravis morbi natura prodierat et sancta Ecclesiae Sacramenta exceperat Leopoldus novendiales preces pro ipsius sanitate ad B Ioannem De a Salle institutae suerunt ii No comin eremo una novena dixerat eo
tempore Collegii Rector polche credo ora heri se ii medi de medici sono inutili per ouaris i fun- eiullo Sunim pust. 28ὶ Incoeptae sunt ergo
preces in Communitate. Ad precubantur Beatum Moderatores et Fratres in tyrocinio excitati ad fiduciam, eum ardenter ud precabantur alumni et pueni in scholis, et re cognita, aliorum etiam locorum Communitates serVentissirnas fundebant preces Summ.puo. 28. 29 et alibi). Exponuntur interea in sacello Collegii reliquiae Fundatoris Beati ante quas, integra ferme die cerei munebunt ardentes Summ.puo. 28, 3S. Pluries in die rei teruntur preces et
Beatus Ioannes pro sanatione adolescentis invocatur ii Queste seuprecationes si aemano ut mattino e nella sera e pol ancora negli meretri ordinari
