장음표시 사용
511쪽
soprastar qua per questo conto, che ii detio Abate sene venisse a noi per ogni buon rispetio . U. S. Riverendissima intender1 dalle lettere di Spagna det Riverendissimo Farnese quello sepra cio si pol Ia deliberare. Not tuiti sti amo beniis mo che Dio ne si a laudato, e scosi Monsig. Riverendissimo Sadoleto, e tuiti li suoi, e tuiti di cuore baciamo la mano a U. S. Riverendissima. La prego si degni per me salutar il Padre Maestro, M. GaleaZZo, e M. Danelio, che Dio tuiti in sua gragia conservi. Da Carpen tras alii viij. di Giug. MDXXXIX. De rebus Germaniae audio , quod molestissime tuli, indietum videlicet esse Conventum Norimbergensem ad Κab Octobris pro rebus Ecclesiae componendis, ubi sunt conventuri oratores Cesaris & Regis Christianissimi, sex autem pro parte Lutheranorum , & totidem pro partibus Catholi eorum de rebus Fidei disputaturi , & hoc fieri ex decreto superiorum mensium Conventus Franco- sordien. , in quo nulla mentio fit nec de Pontifice, nec de aliquo , qui pro Sede Apostolica interveniret . Uides , credo , quo isti tendunt . Utinam ego decipiar. Sed hoc prorsus iudico ; etsi praesentibus conatibus Regis Angliae maxime lit obstandum, tamen non hunc esse qui maxime Sedi Apostolicae possit nocere . Ego illum timeo, quem Cato ille in Rep. Romana maxime timebat, qui sobrius accedit ad illam evertendam , vel illos potius timeo nec enim unus est hoc tempore a & nisi istismi vatis Conventibus cito obviam eatur , ut non brevi major scissura in Echlesia cum majori detrimento auth ritatis Sedis Apostolicae oriatur, quam multis saeculis suerit visa, non missum non maxime timere . Scripsit ad me his de rebus primum Nuncius ex Hispania , & ρο- stea certiora de iisdem ex Reverendissimo, & Illustrissimo Farnesio, cum hac transiret, cognovi, cui sententiam meam de toto periculo exposui. Ego certe talem nunc
video Ecclesiae statum, ut si unquam dixi ulla in causia
512쪽
eum Iaja, Mitte me, nunc potius si rogarer , dicerem eum Moyse , Rogo, Domine, mitte quem missurus es. In
hac vero Germaniae causa nunquam amor meus erga te,
quem scio suum otium libenter amplecti tantum apud me poterit , ut non multo magis pro mea erga Ecclesiam pietate optem, ut tu ad illud negotium te dignum &idoneum maxime extrudaris. Quid vero sperare, aut timere hoc tempore possimus, eum de hoc Germaniae negotio, tum de Angliae causa, brevi ut spero ex literis Roverendissimi Farnelii intelligemus , quas ut accepero, tum melius statuere de omnibus poterimus, & clarius meam sententiam explicare. Interim quae mihi videbantur nolui te ignorare , quoniam tuae literae occasionem dederunt . Deus Ecclesiae suae unitatem conservet, ac sic Vicarii sui dignitatem tueatur , ut illi ad imperandui , caeteris ad parendum quae huc maxime conferunt , ani mus , & facultas suppetant. Christus te conservet Reu rendissime Domine.
513쪽
intellexi ex uteris Nunesi ex Hspania, ct a Reverendissimo Farnesio, nos hie aliquanto ferius audivimus; eandem facio ego conjecturam quam tu videris innuere. Deus optimus noWris rebus prospiciat non in justificationibus no ii, sed propter nomen suum , quod invocatum es super nos . Guantum ad me pertines , adsicribo humanitatio amori tuo singulari ea quae mihi attribuis, Auli arrogantis , di temerarii se exsimo, praeter cetera peri cula ct incommoda, hujusmodi quidpiam appetere , ita impium eri marem, si oblatum recusarem nulla etiam habita vitae ratione. Nam quid optabilius quam mori pro Ua Hur , qui nobis veram vitam sua morte compara sit i orate Dcum assidue pro nobis , ac in primis pro Sanctissimo D. N. di pro Collegio nosero. Bene valete omnes in Domino, ae Reserendissimo Sadoleto nostris verbis salutem plurimam diei ore, itemque duobus Paulis, quos vehementer amo. Ex Roma die xxij. Iun. M XXIX.
Regis. Carae Potiis Carae Gasp. Contarini.
verendissima I una dei xiiij., e l'altra dei xxij. delpastilo , e lateri che su ii tergo gi Orno qui arrivo il n 1iro Sig. Abate di S. Saluto sano per la Dio gratia , e con buona ciera . Ho grandissimo placer della sua venula Si per haver una compagnia tale come e la sua, sl per intender delle eose di Roma, e specialmente di Disiti sed by GOrale
514쪽
spero un giorno a Dio placendo sero da buon senno. Ηo havulo placer che U. S. non sta stato fisso in quella opinione dei mio andar in Francia, parendomiper li ris petii gia stritti, che non fosse molio a proposito della cauta per hora , e cosi ho havulo lettere di Spasna di Monii g. Riverendissimo Farnese de' xxi. delpassato che mi avulsa, che alta ritornata di Sua Sig. Riverendisi. in qua, la quale sera di curto, mi avulseri quanto sopra questo negogio havra risoluto , ii quale ha commincio a traitare. E cosi qui staro aspellando. Not tuiti per la Dio gragia stiamo benissimo, e cost ilRiverendissimo Sadoleto colli sitioi, ii quat Riverendis simo ha a viato molio caro la lettera di U. S. Riverendissima, e li rispondera con Ia penna, siccome hora conii cor, e con llamor li ri ponde, con ii quali e sum- pre seco. Noi sti amo alii Frati, luogo devoto, e solitario, e molio mi diletia questa staneta, ove si trovano des boni Padri , e non fiamo lontani dat glardino di
Monsig. Riverendissimo Sadoleto, ove almeno una voltata siettimana andia mo a star un giorno tutio intiem, senZa che ci visitiamo tratio tratio, e spesIb li suoi Ni poti da bene ci vengono a vilitar, e specialinente ii R Verendo gentile , e dotio Muster Paolo , ch'e tutiodi U. S. Riverendissima , e humilinente per infinite Volte a quella si raccomanda, cosi not altri tuiti, e laprego in nato nonae risialuti ii buon Padre Maestro, e li suoi dotti, ed amati Commensati, che N. S. Id dio tuiti iungamente in sua gragia conservi . Α Carpentrasso it primo di Luglio MDXXXIX.
Mi strive ii Reverendistimo Farne , che trovo laCes. M. fissa in opinione, ch'io andassi in Francia, mareplicandoli Sua Signoria Reverendissima, che questo non era di bisogno por te cause, che gia ho stritto a X V. S. Disiligod by Cooste
515쪽
De di sono seriis una nata iunga, e fastidiosa Iet-tera a U. S. Riverendissima, per la quale quella mira intender tuiti li miei pensieri , ed ajutarmi colsuo conligito, ed autorita appresso N. S. in quello liparera Opportuno. IO per me in quella nostro negoZio
mi mal spiegare , e piu tollo havrei caro poter haver OZio , e voltarmi coi preglii a Dio per tuiti noi , che travagliar anga stulto di servirio con te genti delmondo. Hieri ebbi una lettura dei Nuncio di Francia odi viij. di quella , per la quale mi avulsa, che la nata andata at Re Christiani: simo sera gratissina andando benrisoluto, e che attramente metteria in sospello it Re sd'Inghilterra senga profitto alcuno, sicche su ia necessario , quando S. S. deliberasse, che io andas si in Francia,che ella disponesse la Maesta Christianissima a contentarsidi cio, e ad essermi favorevole per tuiti li rispelli , e 'massime per la sicurta delia vita nata. Bisognera anche, come attre volte ho scritto , che dovendo andar in Francia , o altrove io sia provisto di denari, perchene' viaggi si fanno di bucine spese , ed io sono senZaun quatrino, e non ho molia compagnia ancora, comesaria necessario, che io havessi in simit messe . U. S. Riverendissima so che non manchera di tutio quello pintra Dei resto pol noi stiamo bene tuiti per la graZiadi Dio , e stiamo alli nostri Frati , eho ei fanno bonis sim Dissiligod by Cooste
516쪽
sima eompagnia , e sono persone molio da bene , ne manchiamo per questo ritrovaret spesso col RiverendT-simo , e da benistimo Sadoleto. Studiamo qualche meo per passare ii tempo, ma quel che studia piu di tuitie Messer Alvise , che tra' studi di filosofia , e d'Istoria consuma una gran parte dei tempo, pensa anche di farsi Agricoliore , ma piu con l'opera, che con Ia le-Zione, ed a cio Pinvita un bellissimo orto che hanno questi nostri Padri con un loro perseito oriolano. Ilprelato Messer Alvise , l'Abbate , e tuiti gli altri ba-ciano la mano a U. S. Riverendissima , ed a quella humilmente mi racmmando, e saluto piu assai ii buonPadre Maestro , e Messer Galeaggo , e Meffer Dane sio , che N. S. Dio tuiti conservi. Da Carpent ras alli
blando con questa Ia copia delia lettera di Francia, a cio polia me io considerar ogni cosa, ne vinito lasciar d'avulsaria come ho ricevulo la sua delli due diquesto , che molio mi e stata cara , sic me sempta miseno tulte te sue, ed insieme lio havulo la lettera SHibernia . U. S. Riverendissima per quella puo travervisto, siccome quel buon genti luomo che mi scrisse, si
Metteva in ordine per muovet Ia guerra in Hibernia.
Di questo sono causa questi rumori , che fanno questi Prencipi di voler sar l Impresa ; e noi non facendo altro , saremo cagione, che tanto piu stranno li sudditi oppressi da quella tirannide. Dio gli metia Ia sua ma-no. U. S. Riverendissima fara benissimo a mandar ilsuo libro at Pighio. Quanto a quello chlalla mi strive dei mio libro, che vorria haver il Ramberti, io gli vo
rei far maggior placere che questo , ma non essendo questo cosa che molio a lui importi , havro caro non simuOva parte aleuna sino che non sa finito, e che io
non gli habbia gionio quello ho scritto qua , che sono parecchi sogli ; molli altri mi hanno fatio Ia medesima
517쪽
mando. Adi xvij. di Luglio. LXXIV.
riposta Tun aura sua riee ta puel medesino glorno,
e questa Aa per rissa de Voltra des xiiij. des passato,
per la guale ruerea it parer mio elaea Ia venula sus fus, at che rispondendo dico, ebe non mi e Mo voluto tanto μώr di mesesso, Donde io potessi incorrere qualche erro re , is acciὸ non si has Θ da senis a quei medesimi teremini , ebe si se e ilaltra Sita ebe lao qui, ii milior mi ὸ pars chiarimene eon Mo g. Contestabile, eol qualene pariat hier matrina, ne rurassi altro fe non ebe ne parteria a S. M. Gues a martina pes havendo mandato uno dedi miri Secretari per aperne la resoluetione ba r oso te formali parale o flmili, eloe che ha2eva paria io ul Rὸ deu'sor di C. S. Reverendissima , e ben con fultatolo, e per eser S. M. in Mona opinione di far refe- metione di quel che io Γαμυ , tutu te Boue, ebe P Imperatore fisee des mede o parere, non gli parava , che per ora la Signoria Vosra Reverendis. dosesse venis qua ol rasmente, ia per omiare a tutu te fuspicioni ebe pari no uincere , come per non dar occasione alPaltro di prasedes. Sicchὸ V. S. Reverendi ma la intende , e come favis e prudente si goserueta in modo , ebe te eose hab bino it semo suo . La potia , feondo me, hapulo che havred lettere des Reserendusino Carae Farnes, eo ους
518쪽
Mona grania , pregando Dis Me prosperi i suoi sianti desideri . Da Porigi alii viii di Luglio MDXXXIX II Reserendisi. di S. Andrea se ne voleva andare , pure da Musim H Gonestabile Ni Θ stato detto , ebe vo lis disseris, ed as trare ancora una risposa di Roma , S
Regin. Carae Potiis Carae GaD. Contarini. ΡΕr bisegno di questi poveri liuomini di questo Con
tado, i quali sono molto angariati, e stractati dalli Giud ei. Mons ignor Reverendissimo Sadolet , edio hab-biamo scritio a Monsii g. Reverendissimo, & Illustris limo Farnese , pregando Sua Signoria Reverendissima voglia operar con N. S., che te domande faranno a Roma que sti Giudei contra questi poveri non liano es iudite , per che in Atti questo e un anno da haver gran rispello allamverta, la quale non cogitera grano in questi paesi apena per seminar. Prego U. S. Reverenti illima perquesti opera pia, e per amor mio voelia bisognando essercon Monsig. Reverendissimo Fernese a quanto li strivo, e bi gnando dirne una parota a Sua Santita , che sera una opera santissima, e a ncii grati Inri , e a let humil- mente mi rac mando che Din let conservi. Da Carpen tras alii xviii. di Luglio MDXx XIX. bcrivendo questa ima a V. S. Reverendissima ho ri- ceVuto Disiti sed by Corale
519쪽
eevulo una lettera di S. M. in risposta d'una mia elie Ii serissi condolendomi per la morte della Maesta delpImperatrice. E di piu S. M. mi fa motio, che dei negogio nostro si rimate a quanto ha pariato con Monsignor Reverendissimo Parnese ne altro in det te lettere di S. M.
LXXVI. Regis. Card. Polus. Ennio Card n. Pbιhnardo. LEgi particulam illarum litterarum , quas Reverendissima Dominatio Uestra milit ad Reverendissimun Dominum Sadoletum , in quibus Reverendissima Dominatio Vestra pluribus & accuratis verbis agit , ut in ea lite , quam Reverendus Nepos Reverendissimae Dominationis Uestrae habet cum Domino Bartholomaeo Stellata, quam ante meum discessum a Roma Reverendissima Dpminatio Vestra pro sua erga me , quam tum ollende bat, benignitate, totam arbitrio meo componendam &decidendam permisit , quoniam nunc accepit ab aliis, eundem adversarium gloriari , & nescio quae dicore , quae tangunt honorem Reverendissimae D. U. etiam diminuere velle de summa, quam ego tum signavi solvendam Reverendi s smae Dominationi Uestrae, ob hanc causam rogat Reverendissimum Dominum Sadoletum, ut mecum agat , ut sim contentus , ut iis revertatur
ad Iudicem, & ab eo pro tribunali decidatur, quod si
sat , tum meo judicio reliquum negocium permittet sin ego in hoc gravarer , & plus aestimare ostendam unius privati hominis utilitatem, quam honorem Reve rendissimae Dominationis Vestrae, se non posse suo ho nori deesse , immo se deliberasse severe agere cum ad versario , ut non solum summam capitalem ab eo solvi
520쪽
postulet, sed etiam detrimentum tot annorum , quibus illa pecunia caruit, per eum sarciri & solvi faciet. Haec in summa ex illis litteris accepi, quae ad me misi Reverendissimus Sadoletus, cum abessem ab urbe Carpentoracti , in secessu quodam prope Urbem , de quibus paulo post Reverendiisima Dominatio eius , cum me in
villam suam invitasset, non minus accuratu mecum age
re caepit , quam ex litteris facile potuit intelligere is, sic eum maxime satisfacturum voluntati Reverendissilis D. U. Ad quae cum in summa responderem nihil opus esse, ut quisquam me rogaret, si qua in re potuissem gratificari Reverendissinae D. Q cui mea sponte omnia officia , pro mea erga eandem observantia , essem praesta turus, tum sic conclusum est inter nos, ut ego illis literis responderem, quibus & voluntatem meam in eo, quod a me postulatur declararem , atque hoc testarer , quam non defuit huic officio Reverendi ismus Dominus Sadoletus, quemadmodum nunc per me Reverendissima Dominatio Vestra intellexit. Restat, ut voluntatem meam nunc declarem in eo quod a me postulatur , quod quidem melius facere potuissem, si plene intelligerem fundamentum postulationis. Quod si hoc tantum a me postulatur , ut, quoniam Reverendilsima D. U. judicat se ab adversario graviter laesum, ad quem castigandum nullam magis compendiosam viam existiinat, quam ut iterum lis ad tribunal Judicis revocetur , quoniam promissum, quod mihi secit huic maxime Obstare videtur, qui meo judicio totam rem permisit , ut hoc obstaculum me libente tollatur, ut scilicet per me promissi vinculis solvatur , & litis decilio reponatur in arbitrio & sententia
Iudicis , si , inquam , hoc solum a me postulatur , sic
quidem respondeo, ex humanitate Reverendissimae D. U. prosectum esse, ut rem meo arbitrio committeret , cum jus rei si poeniteat, vel si honori suo magis conducere videatur , ut a me ad Judicem causa transferatur , me
