Papiers d'état du cardinal de Granvelle : d'après les manuscrits de la bibliothèque de Besançon

발행: 1841년

분량: 708페이지

출처: archive.org

분류: 미분류

361쪽

cho ad altri. Ma chi si ricorda dei stato di quelli tempi, che si sucilo.

essendo assai s resca la memoria, conoscer, che l' eSercito et parte importalo in Italia, per il nuovo soccorso che Francest havevano mandato , reparando l' esercito et sorge loro con l' illustrissima signoria

era in grandissimo peri colo, et in man di nissuno ora pili in Italia. por 1' opportunita dei stato, amici, parenti, dependenti, danari. gonte, che dei cardinal de' Medici, sar cadere la vittoria in quella parte dove gli fosse parso ; et che at cardinal de' Modici surono mati dati a sar partiti amplissimi, como senga dirio essendo tale si pubimaginare ; et che trovandosi con infiniti nimici intorno. ii quali perstare Sua signoria salila Delia volonta verso l'imperatore cercavatiooprimerio, non solo poteva sperare aluto dalli Cesarei, ma esst have vano mal salto salti loro, se da signoria reverendissima non havesseroricevulo Ogni sorte d' aiuto, tanto ad acquistare la vittoria, quanto a manteneria, essendosi spogliato sin' ait' ossa, et se et la patria, per pagare una grossa contributione che su imposta per pagare l'essercito et tenerio unito. Direi volontieri con numerando tanti ossiti et ins

niti mortii dot cardinal do' Modici et di casa sua, qualche beneficio chela maest, Cesarea o spetie di gratitudine havesse usato verso di loro tanto per dir la verita, quanto ancora per escusare in questo modola perseverantia mai interroita per alcuno accidente verso la maest, Cosaroa, et dissendorla da chi la volesse chlamare pili presto ostinatione che vero giuditio. Ma non vi essendo niente, non to posso sardi novo, salvo se non si dicesse , che in cambio di 22 m. scudi d' sen trata persi in Francia, sua maesta gli ordino in Toledo una pensionudi i o m. escudi, dei quali ancora adesso in parte ne resta creditore. Evero Che nolle lettere che sua maest, scriveva in Italia a tuiti i suoi ministri, et oratori et capitani, ii saceva honorata mentione di sua Signoria reverendissima, et commetieva che saceSSero Capo a quella et ne tenessero gran Conto per insino a commeterii, che se Dio disponesse delia sania memoria di papa Adriano, non attendessero a sarpapa altro che sua signoria reverendissima. Donde nasceva che tuiti saceVano nei negotii loro capo a Firengo, et communicavano te s

362쪽

cende, et quando si hamova a traitare di danari, o di altra sorio dia tuti, a nissuno si ricorreva con piti siducia Che a Sua Signoria reverendissima, savorondola gagliaritamente contra la mala dispositionuche papa Adriano, per triste informationi ingeste da Volterra, mos trava havero di sua signoria; nolle quali coso non sacendo ingluria albuon animo che la maest, Cesarea potesse havere verso la persona dot cardinato, diro bene che sua maestu si governa Va prudentissimamento in volere che si mantenesse una persona di tanta authorith in Italia. la quale per poca recognitione che gli sosse stata salta, non si ora mai mutata uia polo det solito suo, et non podindo Succedere como nogli altri stati, che mutandoli forma et ruggimento se ne fosso potulo, cosi in questo, sentire i modesimi frulli et commodi11 chosa ova sua maesta stando integro et in Firongo it cardinal do' Modiei.

Morio Adriano su ii Cardi creato papa, dove ancorchh i ministri ut glialiri dopen donli da Cosaro hausessero gagii arde commissioni, parte Siportorno come volsero. Et at uni che ali' ultimo discosero pol a savoriro a sua creatione. ii primo protesto che essi Volsero sit, che non in

tendovano per niente che sua signoria reverendissima conos esset 'opora loro ad instanga deli' imperatore, ma quello sacevano per mera dispositione privata. Et nondi mono satio papa, ritenne sua santita lamodosima persona dei cardinal do' Medici, quanto comportava una

uniono tale instomo, con la dignit, nulla quale Dio rhavexa posta , et se in pesare queste due parti dui debilo dei pontusicato ot doli' af

ettione verso l' imperatore sua santita non si havesse lasciato vin

cere , et salto pesare pili l' ultima, sorsu ii monilo saria pili anni sta in pace. et non patiriamo hora queste calamith. Porcho trovandosi nollempo che sua santita su papa duo esserciti gagitardi di Cosaro in Lombardia . ut det rh christianissimo, sit it primo oppresso di molio dissi-

colici di potorsi mantonore so Ν ' Sig ' non 'alutava, come sece, Conlasciar te genti ecclesiasticho et si orentino in campo, con dar te tante decime net regno, che ne cavo 8o m. scudi, et sarti dare contributione da Firenge , et sua saniit, ancora proniamente danari set insinite altro

sorti de aluti sorse quella guerra haveria limulo pili moderato esito.

363쪽

DU CARDINAL DE GRAN VELLE. 289

et da sperar sine di travagii, et non incominciamento a Duove et maggiori tribulationi; alle quali sperando nostro signore tanto pili

trovare sorma, quanto oltre ais autorit, Ordinaria che crudova havero con l' imperatore , et per consigliario bene, ci haveva ancora aggiuntoqueSte nuove demonstrationi, Senga che non haVeria potiato vincere, non solo non sit dato niliti luogo at suo consigito, cho dissuad uva ilpassare in Francia con l' essercito, angi in molle occurrenge s'inco mincio a mostrare di tenere un poco conto di Sua Santith, et favorires errara in disprogio di quella; et in cambio di tollarsi et ringratiariadi quanto haveva satio per loro, querelarsi di quello non si era salto

a Voglia loro, non mi furando prima che tutio si sacesSe per mera dispositione , Senga obligo alcuno, et pol Se bene vene fossuro stati in siniti che molio maggior doveva esser quello che tirava sua Santita a saroil debito suo con Dio, cho con l' imperatore. I 'esito che ebbo la guerradi Francia mostro se ii consigito di Ν ' Sig ' ora buono, che venendo ilchristianissimo adosso ali' esercito Cesareo che era a Marsiglia, lo constrinso a retirarsi, di sorte che ii christianissimo Seguiva con una colerita cho prima su entrato in Milano che loro ci potessero prove dere ;et sta tanto terrore in quella gloria ala dei signor Vicersi, secondo chel' liuomo di sua saniit, che ora appresso a Sua EcC 'φ' Scrisse, chenon saria Stato partito quale Sua signoria non havesse accellato dat chris tianissimo, et prudentemente, vellendo si in eStrema mina, Se la ventura non havesso alutato di sar che ii christianissimo andasse a Pavia et non a Lodi, dove non ora possibile stare con te genti che vi si oranoridove. Hora si te cose si ritrovavano in questi termini et tanto p0ggiori , quanto sempre in casi cosi subiti l' liuomo s'imagina et nostro signore in molia male intelligonga col christianissimo, et poca Speranga di non haver et sperare o temere se non male di sua maesta per la momoria delli furvitii salti ait 'imperatore in minoribus, et perta continuatione delia proteitione et favore delle cose sue etiam ve- nuto at pontificato. Et se ii signor vicersi havesse potulo con honor suo chi edere o trouar partito, l' haveria presO molio volontieri, chedoveva sare nostro signore, ii quale non haveva speranga nsi presidio

364쪽

alciano con che alui arsi, se non quanto havesse havuto la maesth Co- sarea, et quello lo vellova abietto, et quasi in ruina P Per che non si dove colpare angi lodare sommamente la santith Sua, che aVendo commodita di provo loro a so et agit amici non to sacesse, massime haven- dogli Iddio mandato opportunita di sarto, di sorte che non solo at uno si dovova lamentare di sua santita ma lodario, et rimanerte obligato in insinito. Falto cho su nostro signore papa, non manco ilchristianissimo di mandar subito messi a supplicare sua Santilia, checonio Dio l' havova posta in lilogo sopra tuiti, cosi ancora si volesse mellere Sopra se Stessa, et vincere te passioni, quali te potessero ossero rimasto, et di troppa assettione verso la maesto Cesarea, o dilroppa mala volonta verso la sua ; et che rimarria molto obligato a Dio et alla santita sua se tenesse Ognuno ad uia segno, interponendosia sar bono, ma non metiendosi a savorire una parte contra saltra

Et se pur per suo interesse o dessegni sua beatitudine giudicasse bisognarie un appoggio particolare d' uti principe, quat poteva havermeglio che quello di sua maesta, che naturaimento ora figlio dolia Chiosa et non emulo, desid0rava et ora solito operar grandeZZa di essa set non diminutions P Et quanto alla volonia pol da persona et persona, lo saria bono partiti tali che sua santita conoscoria che mollo pili haguadagnato in sar conoscere quanto meritava offundendo et disperdendo sua maest, . che aiulando et favorendo l' imperatore. Venendo

a particolari grandi Ν ' Sig ' accultava la primera parte, di essere amorevolo a tuiti ; et benelisi pol con gli ossotti depondesse pili ali' imperatore , olire ait' inclinatione, to saceva ancora con certissima Speranga di poter tanto con t 'imperatore, che factimente lasciandosi sua maesta Cesarea goVernare et movere da sua santita , non fosse peresser si grave quello que ossendova it christianissimo , quanto li saria pili commodo in sacilitare ut aiularo gli accordi cho si havessero havulta sare nolla pace. Ma succo dendo altrimonii, ot sacendo it christianis simo, mentre l'esercito Cesareo ora a Marsi glia, risolutione di venire in Italia . mando, credo, da Ais uti corriere con la carta bianca a nostro signore per meχχo det Sy Alberto da Carpi, con capitolatione favo-

365쪽

revole et amplissimi mandati, et con una demonstratione di animo tale, che certo l' haveria potulo mandare at proprio imperat ore ; pe elisi da voloro ii stato di Milano impol, era contento nel resto reporsi in tutio et per tutio alla volonta et ordine di nostro signore ; et non essendo questo come Dio h, mai sua santith non si volse risolvero se non quando non la prima, ma la seconda volta, su certa della prosa di Milano et hebbe lettere dat Suo liuomo, che tutio eraspacciato, et che ii signor vicero non to giudicava altrimento. Mottasi qualsivoglia amico o semitore, o fratello, o padre, o fimperatore modosimo in questo luogo, et Veda in questo subito et ancora nolseguente, che Cosa haveria poluto sare per beneficio Suo, cho molio moglio sua santith non l' habbi salto ; diro meglio, percho son certo cho tra quolli da chi sorsu sua maesta ha sperato et spera meglior volonta, po icho si trovavano obligati, haveria voluto tener altro conto doli' obligo, che non sece la santita sua, la quale havendo reposto in mano sua di sar cessare t 'arme, no sar prosegia ire la guerra notrogno di Νapoli, et insiniti altri commodi et publici et privati . non

si ora obligato ad altro in savore dei christianissimo se non a surgit acquistare quello che gia l' osercito de la maesta Cesarea teneva per perso, et in reprimi rio di non an dare avanti a pigilaro it rogito di Napoli, net quale non pareva fosse per esser in molta dissicottis; olchi vuol farsi bollo per ii oventi successi, at contrario deve ringratiare Dio che miracolosamente , et per placerti, ha Voluto cosi, et non atribuirsi niente a se , et riconoscere che ii papa fece quella capito

latione per conservar se et Γ imperatore et non per mala volonth

perchsi trovando pol per sua disgratia it christianissimo dissicolia noli' impresa, per haverta presa altrimenti di quello si doveva

nostro signore lo lascio duo mesi in torno a Pavia, senZa dare uti suspiro di favore alte cose suo. Et bencho questo sosse assai in beneficio delli Spagnuoli, non manco ancora sar per loro dandogli dot suo

stato tutio lo commodith che polevano designare, non mancando interporsi per metiere accordo quanto era possibile tra loro. Manon vi essendo ordine si sollecitando it christianissimo cho nostro

366쪽

signore si scoprisse in savor seco per sargit acqui stare tanto piti facil- monte lo stato di Milano, et instando ancora che i Florentini sacessero me desimo, a che pari mente con la santita sua erano obligati, seco opora di ovilaro di haversi a scoprire, no darii a tuto alcuno, salvo di largit passo et vellovaglia per il suo stato ad una parte doli' osercito chosua maest, voleva mandare uel regno per sar diversione, et indurropiti saetimonio ali' accordo gli imperiali ; Dei che non so veller Cheingiuria sacesse sua santilli agi' imperiali, O che servitio a' Francesi concedon logii cosa, la quale era in sacolt, loro di pigliarsi, anco cho non c0 l' havosse voluto dare, trovandosi diSarmata et parendo pur troppo strano, che haVendo salto una lega con sua maest, chris tianissima, non l'havendo voluto servire it 'altro, gli negasse quello clienon poteva, et una publicatione di una concordia siuitia, como suquella cho si diu de suori ali' hora por daro un poco di pastura alchristianissimo, et sar che di manco mal animo comportasse che lasantilli sua ad unguem la capitulatione. Et se si sar, a dire ii vero, ilchristianissimo su pili presto desservito che servito di quella separatione, percho su traueniato et in Siona tanto, et pol in quella di Roma. che gli imperiali di Lombardia hebboro tempo di saro laprova che secero nulla giornata di Pavia ; la quale ouenula, che ra-gione volvva ii monilo che t 'imperatoro et D si suoi agenti h liuomoal mondo di quella parte si tenesse osseso di sua saniit, o pensasse a sarte altro che servitio et placere, se la religione non li moveva, et

ii seguitare gli essempi degli altri principi li quali non solo non

hanno osseso i papi, che si sono stati a vellere, ina quando hanno Ottenuia vittoria contra quella parte, con la quale la Chiosa si sosso adhorita l' hanno haviata in somnia riverenga, et posto termine allavittoria sua in chiodorla perdono, honoraria et servirla. Dove si trovomat che a persona et stato, che non si occupa niente di quello ache tu ragionevolniente possa pretendere , angi aVendo una continuata memoria di havor tanti anni col favore, aluto, et Sosianga sua, et particolarmente delia persona, ouenuto tante vittorio; et se

hora si era adherito col christianissimo, io sece in tempo nel quale

367쪽

non potendo alutar se no altri, te parse di havere una occasiono divina di potero, col mergo deli' inimici, fare quel me desimo essetio, nonii dando pisi di quello cho h la sorga loro . ot gl' impotentia degi' im periali gli concedeva, et pol quando it corso delia vittoria si sermo porFrancosi, haverta piutosto dissuadiata che alutata a Spingere avanti. Clio inhumanita inaudita, per non usare pili grave termine, si1 quella come se a punio non Vi sosse stata alcuna di queste ragioni o sossero stato at contrario, subito ottenuia la Uiltoria in Pavia, et salto pristono ii christianissimo, cercare di far pace con altri, de' quali mori- tamente potevano presumere di esser stati ossest alta Chiosa; si alia persona det papa subito indire la guerra, et mandargit uti essercito

adosso l O gli importali havovano visio capitoli delia lega col chris

tianissimo , o non gli havexano Visti, come Siamo Cierti, eSSendo an- dato in mano loro tutio te scritture di sua maestu, d Ovevano pro- durgii , et mostrando ossensione in essi, o net tempo che surono

conclusi, overo gli particolari di cosa che sosse in progiudicio dolia

maestu Cesarea, giustificar con essi quello Che Contaxano, se giustificatione alcuna pero vi potesse essere bastante non gli havendo visti. Porchh usare talo iniquita contra chi, lasciamo benemeriti, ma che no in scriptis non havendo visio cosa tale, no in salti havendolo pro vato, non havevano sentito Ossensione alcuna Νe resto nostro signore per poco animo, o per non potere, percho si ha doli' animo ot dolpotere loro in suo beneficio, l'havevano prox ato tanto tempo, et delprimo, la elli, non ne ii poterono haver tollo niente, et det secondo. la dignita, gliene havexa aggionto assai, ne anco, percho Sua Santith. non havesse intercette alciane lettere di questi signori, nullo quali si deva che stavano gonfij et aspelta vano occasione di vindicarsi dolia ingluria che non ricercavano di sua Santith. Ma per non ri putarniente, tulte queste cose rispotio alla giustitia et ut douere; et ilhuon animo della maestis Cesarea, songa participatione delia qualemai penso che si mettessero a pensar niente, et non potendo maiperSuadersi che sua maest, sosse per comportario. Pero accade tutioil contrario, che subito, senga dimora alcuna, securo passar l' esercito

368쪽

in quello della Chiusa et constrinsero sua Santith a redimere la vexa tione con cento milia scudi, et con sare una lega Con loro, la quale mandandosi in Spagna le dimostrationi che la maesth Cesarea socodi haverte a malo, sit che se in essa se conteneVa qualchst Cosa Chesosso in beneficio di nostro signore et della Chiosa, non la voltu ratificare , non ostante cho quanto su satto in Italia sosse con li mandati amplissimi della maesta sua, ut tra l' altro cose vi era la reintegra

tio no dei sali dot stato di uitano cho si pigilassuro della Chiosa, et larestitutionse di Roggio, di cho non volse sar niente. Havendo nostro signore Voluto gabbarsi tante Volte, et Sperar Sumpre Che te cose doli' impuratore, an orcho alia proSenga pareSSero altrimente, sosSero pol per offer megliori, et havendo Visto se inpre rius irii at contrario com incio a dare ore chie con tante prove che ne velleva a chi gliliaveva Sempre deuo, et perseverava che la maesta sua tendesse allaoprossione di tuita Italia, et volersene sar signore asSoluto , parendO-gli stratio che, songa uno obicito tale, la maesta sua Si goVernasso per se et per i suoi di qua della sorto che saceva; et trovandosi inquesta suspitione et mala contente ga, di vellere che non gli era osservata no sede no promessa alcuna, gli pareva che se fosse molto benconveniente adhorire ali' amicitia et praticho di coloro, i quali havos-

Sero una CauSa commune con la Santita sua, et fossero per trovarmodo di dos undorsi da una violonga tale, che si tenaeva ; et essendo tra te ultro cose proposto, che di segnando l' imperatore levar di stato ii duca di Milano set sarsone patrono, et che havendo tanti indituche quello era pili che certo, non si doveva perdere tempo in antici- paro di sare ad altri quolio cho ora disegnato di sare a noi : sua santita non poteva recusare di seguitare ii camino di chi, come dico era nolla commune fortuna; et di qui nacque, che volendosi ii regno di Francia. la signoria di Venelia. et ii rusto d'Italia unirsi in

sieme per rilevamento dulli stati et salute commune, nostro Signore lava intentione di non recusaro di essere at modosimo a che gli altri offeri vano ; et consessa ingenuamente, che essendole proposto in uome, et da parto dei marchose di Pes ara, che tui come mal con-

369쪽

lento doli' imperatore, et come Italiano, si osseriva ad essere in quoslacompagnia, quando Si haVeSSe a Venire a salti, non solamente non lorecuso ma havendo sperato di poterio havere con essetio, gli havoria satio ogni partito, perch si essendo Venuto a termini di temer dot stato et Salute propria, pensava che ogni via, che se gli fosso osserta dapoter Sperare aluto, non era da risiutare. Hora lui h morio. 01 Diosa la verith, et con che animo goVerno questa Cosa. E ben vero et certo questo, che simit particolare su messo a nostro signore in suo nome, et mandando sua Santith a dimandariae gli, non solo non loricuso ma torno a confirmare tui stesso quello, che per altri me ggigli ora stato satio intendere. Et bencho te pratiche procedessero di questa sorte, Dio sa se nostro signore Vi andaVa pili presto per no cessita che per olettione ; et di cio ne possono sar testimonio molio lettere scritte in quel tempo at nuncio di sua santita presso l' imperatore . per te quali se gli ordonava facesse intendere alia maesta suali mali modi si alti a rovinare ii monilo che si teneVano per quella ot cho por l' amor di Dio volesse pigliaria per altra Via, non essendo

possibilo che Italia, ancorcho si otioneSSe, Si poteSSe mantenere Conaltro cho con amore et con una certa sorma, la quale sosse percontentaro gli animi di lutti in universale ; et non giovando niente angi scoprendosi sua maesta in quello che si dubitava d 'im patronii si tot stato di Milano solio la prosa de Girolamo Morone, et cho ii ducasi ora risoluto riboliare, sua santita persevera a luitavia in accOD-ciaria con levicome descendendo a quello che voleVa la maesta sua .

et let voleva venire a quello piaceva a sua santita purch si ii stato di Milano restasse net duca, at quale essetio si erano satio tulte te guerre in Italia : in che sua saniit, hebbo tanto poca Ventura, Che andando questo spacio di questa buona volonta sua ali' imperatore in tempo chesua maesth voleva acordarsi col christianissimo, et polendo, si accel-tava prima lo accordo det papa , far piu avantaggioso et pol pili sermo

quollo dei christianissimo. risiuio di fare l'accordo con nostro signore per sare che quanto saceva col christianissimo sosse tanto pili quodammodo Vano, quanto non to volendo sua maesta christianissima Osservare.

370쪽

era per havere dei compagni mal contenti, con li quali venundosi fosso per tener manco conto della maesta sua. Νsi h possibile imaginarsidonile procudesse tanta alienatione doli' imperatore di volor abbraciactare ii papa, non havendo ancor con essetto sentito ossesa alcuna da sua santith, havendo mandato legato Suo ni pote per honorario et praticar queste cose, accio conoscesse quanto gli erano a Cuore, sacen-

logii ogni sorte di placeri, et tra gli altri concedendogli la dispensa dei matrimonio, la quale quanto ad unire l' amicitia et intolligonga diquei regni per Ogni caso, a cauar ii denari della dote, ad haver prusta

sua successione, era deli' importancia Che Ognuno Sa : et tamen non si movendo sua maestu niente, constrinse la santit, sua a darsi a chino la pregava, non Volendo l' imperatore Suplicato , et a grandissimo torto, accellario. Et intervenne che stringendosi nostro signore colchristianissimo, et con gli altri principi et potentati a sare la toga

per commune dissensione, et precipuamente far la pace universale quando l' imperatore lo suppe, Volsi pol unirsi con noStro signore ot mandargit ad ossurire per il signore don Ugo, non solo quello chesua saniit, gli haveva di mandato et importunato , ma quello che mainon havova sperato di potere ottenere. Et se la maesta sua, o si vitoldefendere, o Calumniar nostro signore che, concedendogli per ilsignor don Ugo quanto di sopra, non l' havesSe voluto a Cettare, non dani la santita sua, la quale, montre su in sua liberi, gli sece ins tanga di contentarsi di manco assai ma incolpi it poco giudicio dicoloro, che quando si tempo et si per giovare non Voglino consentire ad uno, et vetigono suor di occasione a voler buttar tutio. La legasu salta, ut principalmente per defensione delli convicini Itali, et persare la pace universale, la quale non potendo Seguire Senga intervento dolia maest, Cesarea, gli su lasciato luogo honestissimo, nsi posto mano ad offendere cosa alcuna, che direttamente sosse di sua maesta, Volendo prima tulti insto me, che havesse notitia delia lega et desse la risposta, se piaceva alia maesta sua di ontrarvi ; et sol si dicessu cho si comincio prima dalli satii, metiendo l' esurcito insieme et an lando a Milano, si vero che si comincio da satio, ma non con

SEARCH

MENU NAVIGATION