Papiers d'état du cardinal de Granvelle : d'après les manuscrits de la bibliothèque de Besançon

발행: 1841년

분량: 708페이지

출처: archive.org

분류: 미분류

351쪽

l 'empereur, mon se igneur et nepveu, d 'advertissement dii traicth dopaix, amytisi, alli ance et intelligetice perphtuelles d'entre fa majesthei monsi eur te roy trhs-chrestien de France, grandement k l'honnour de sadicte majesth, et au bien, prousit, commoditsi, repos et Seuriside leurs royaumes, payS et SubjectZ; Vous ordonnant, de par mon-

Ei plus bas :DU BLIO UL. A nos trhs-chers et bien-amsis les prὐsident et gens dii conseil de l'em pereur, en Flandres.

352쪽

I V.

PUBLICATION

x Phages

353쪽

RECUE IL

DE DIVERSES PI CES

usimoires de Graiivelle, I, 96-135. J

1526.

Ce rectauit, imprim6 1 Αlcala-de-Hunareet en i 527, par Michel de Egilia, in-4', non paginsi, avec Signatures et rhclames, porte te titresvivant :4 Invictissimi Romanorum imperatoris Caroli, hujus nominis st quinti, ac Hispaniarum regis catholici, ad duo Clementis septimi u pontificis romani, brevia responsio, in qua ab ipso pontifice ap-- pellat, petitque generaliS ClariStianorum omnium. . . . Congregatio . . . cum nonnullis aliis litteris atque actis publicis, etc. ηSon contenu, qui rappelle certains hvsinemenis de l'annh0 1 526 est te svivant :1' Avertissement au pleuae lecte ur;

354쪽

3' La rhponso do Charies-Quint, avec l'acie de sa prhsentation ilia 17 septembre 15 26;4' Lu second bros dii pontisse, rapportant te premier, solis la date dii 25 juin, et la rhponse dii monarque, du 18 Septembre; 5' La leuro do i 'omporour au colthge dos cardinaux, dii 6 Octobresvivant, avec l'instrument de sa prhsentation dath dii 12 ilhcembre. A la suile se trOuVe :. Pro invictissimo Romanorum imperatore Carolo , hujus nominis W quinto, etc. ad ea quae per oratores romani pontificis Clemoniis VII si ac Francisci, regis Francorum, et Venetorum , ad generalem pacemst componendam nUper proposita suerunt, responSio, per actum pu-ii blicum promulgata in oppido Vallisoletano, die xii februarii, anno

MEMORIALE

Bm' sit Ilim' Sig nolla dissicotth dolia provincia che si toccata allomani di V. S. tanto grande, quanto let stessa conosce, et in recordatione delia somnia et estrema miseria nella quale Siamo, pen So non sarh se non di qualche rilevamento a quella haver quella insormatione che si pu6 di tutio te actioni che sono accaduto tra Ν. Santita et Ia

355쪽

maest, Cesarea, et in esse conoscere che V. S. va a principe dei quale sua santita et casa sua si pili benemerita che nessun altra, che n si per litempi passati iasi per li presenti si possi ricordare ; ot si qualche osson

sione o nata in queli' ultimo anno, non si causata no da alienations chosua santita havesso salto della solita volonta et amore verso sua maesta, o per dissegno particolare di agrandire i suoi o altri, per ab bassare la ripulatione et Stato Suo, ma Solo per necessit, di non com portare di essere oppresso da che haveva et autorita et sorge in Italia . et per molle prove che sua Beat'' havesse salto per notitii, lultero. messi et legati, non era mai stato possibile trovarsi remedio.

La saniit, di nostro S da comiticio a poter esser tale da poterservire la corona di Spagna, et la casa dolia maestu Cesarea il cho sudat principio dei pontificato dolia sania memoria di Leone suo fra telio , con it quale poteva quanto Ogniano Sa, et la maestά sua ha pro vato, sit sempre di tanto studio et servitii della parte Spagnuola et imperiale, che non si polria numerare beneficio e gratia, o Satissatione di cosa alciana, che questa parte ogni tempo habbia havulodalia sania memoria di Leone et dolia Chiosa, nolle quali non solo lasantith di Ν' Sig' stando in minoribus non si sta trovato o adversario oConSentiente Solo, ma ancora autore, et indireZZatore et condultore

dei tu tuo. Et per ioccare quelle che sono di pili importanga, solo laloga cho si sece it secondo O tergo anno della sania mem' di Leono per adversare alia venula prima cho sece in Italia it christianissimoro Francesco passo sola per mano di sua santith : et se ando in per sona legato per trovarsi in satti come gli altri, dove essendo riuscitii dissogni divorsa monto di quello si era imaginato, et constretio lasanta mem' di Loono saro quolli accordi che poto con it christianis simo, ii cardinal do' Medici hebbe quella cura di conservare l'esorcito spagnuolo, che ognuno di quelli che ali' hora vi si trova vano possonorondero testimonio, et uso tutia l' autorit, che haveva col papa suos ratello, che la volonta et ostremo desidorio cho it rh christianissimo

haveva di seguire la vittoria, et passare con tanto esercito et saVOrenet regno, sosse ras renato, hor con una scusa, et hor con UI 'altra,

356쪽

ot tra l'ali re, cho essendo it rh catolico vocchio, et per l' infirmita glaalli ultimi anni, sua maesta aspetiasse l'occasione della morte Sua, ne lquat tempo l' improsa riusciria songa dissicotta alcuna, et succedendo assai doppo questi ragionamenti la morte dei rh catolico, che, credo, non ci fosse un me se di tempo, con quanta arte et salica sosse neCessario ad Osprimere l'instantia grande, cho it christianissimo ne sa- ceva , ne sarebbino testimonio te tollero di propria mano di sua

maesta, se questi soldati che tra te altro cose hanno ancora Sacche giato tulle te sertituro, o ce te restituessero, overo te mandaSSero alla maesta Cesarea ; et queste cose con molle attre , che tulte erano

in preparare quieta et stabile l' heredita et successione delia persona hora doli' imperatore , et assi curario, etiam vivente r avo, delli magistrati di Spagna; et tutio sacova it cardinal do' Medici, non per prixato

commodo at uno suo, angi direttamente contra l'utile particolare, non havendo rendita alcuna di momento se non nol dominio di Francia et non procurando mai di havere ristoro in quello di Spagna. Successes a mortu doli' imperatore Massimiliano, et essendo la sania memoriadi Loono inclinato alia parto dei christianissimo per quella dignita et opponendosi alli conati dolia maest, Cesaroa di hora, non passo iltermino delia eluuione, cho it cardinal do' Modici condiisse ii papa a

non contravenirVi, et cloppo salta la eluuione , ad approvaria, absolverio dalla simonia, dat periuro , che non potova, essendo rh di Napoli, secondo la constitutione di papa procurare di essere impera tore , et reinvestirio, et donarii di novo it regno di Napoli ; in che non so se i 'assottione grande, et i 'opiniono nolla qualo it cardinal do' Modici ora entrato dolia boni, , et prudentia ut religione delia maestu Sua, non S'eSCuSasse, et sosse piti o it servilio che puo molio aperta- monte dire d' havor salto grandissimo alla maesta sua Overo ii dis- servitio salto at frat0llo cio h al papa, et alta Chiesa, favorendo et nutrendo una potentia tanto grande, et da considerare che poteVa indida questo siu me erumpere una devastatione, et strage Si grande, come ora o seguito. Ma vellendo it cardinale queste due potenete di Spugna et Francia diviso di sorte, che malamente, non Contrape-

357쪽

sando bene l'une et l'alire sorge, si poteva sperare di pace, ando primo con quesio dissegno di aggiungere tanta autorita et potero at rh di Spagna, che essendo equale at christianissimo douesse haver rispotiodi venire a guerre, et se pur la disgratia portasse, che non Si potesse sar di mono, offendo di opinione di antoponero it rh di Spugnaal rh christianissimo, Spagna sosse in modo sermo, et gagitarda, chealtaccandosi in uia caso simile a quella parte, si potesse sperare esito et certa vittoria. Et se questo lo prOvasse con altro Che con parole, Ses Orse te cose sudette sossero cosi oscure che havessero bisogno di piis aperta sede, ne saris testimonio la conclusa lega dulla sania memoria di Leone con la maesta Cesarea in tempo che ora quella dissuronga dat stato della maesta Cesarea a quello di Francia, et tanto dissimili te con ditioni che si proponovano da un lato a quollo doli' altro, che non solola santa memoria di Leone non doveva venire a legarsi con l' imperatoreossondo in liberi, sua et arbitrio di ologgore quello che pisi sacevapor lui ; ma essendo ligato doveva sare ogni opera per SpiccarSene , et per mostrar brevemento essere con essetio quanto dico. t 'imperatore si trovava in quot tempo, cho la sania memoria di papa Leone sece lega con la maesta sua, priva di Ogni auitorith, nervo, amiciet reputatione, havendo persa in tutio l' obsediunga in Spagna per larebellione di tutii i popoli, ossendo tornato dalla dieta, che sua maesta haveva colubrata in Vormatia, escluso di conclusione bona, di aluti, et saxori, che si fosso proposta ottenere in essa ; havendo laguerra gia messa nei suoi pausi in duo lati, in Fianstra per via di Ru horto de la Marcia, et in Navarra, it quai regno tutio era gia an lato Via et re dotiosi alia obediunga dei ro savorito da' Francosi. Li Suiggeri poco avanti si orano di novo allegati col christianissimo, con una nuΟVaconditione di obligarsi alta dosonsione dei stato di Milano, che ii chris tianissimo posse leva, cosa che mai per avanti havevano voluto sare. Il soroniss' rh d 'Inghiltorra, det quale sorge t 'imperatore saceva sondamento per la parentela tra loro, et per la inimista naturale con

Francia, mostrava esser volontieri per Starsi a venere, come con proVepol con gli essetti, non si movendo a dar pur un minimo aluto ali' im-

358쪽

284 PAPIERS D'gTAT

peratore per molia necessita in che lo Vedesse , et per molia instangache gli ne fosso satia, salvo doppo la morte di papa Leone. It christianissimo ait' incontro, oltro la potentia grande unita da se et pronia,t' union o dolia illust ' signoria di Venetia, questa Diiova leanga de' Suig-χeri si riti ovava tanto pili superiore net resto, quanto gli causava lapolentia sua, ut la sacevano magiore i molli et infiniti dosordini, no' quali dico di sopra cho la maest, Cesarea Si rilroxava; te Sperange et propositioni dei proiiiij, et commodita dei sucosso et prosperilli chelo coso havessero havuto, oratio molio diverse : it christianissimo vo lova duro di primo colpo Ferrara alta Chiosa, avanti che per sua maesta si sacesse altra impresa. Pol uel acquisio dei regno di Napoli a cho sua mae sili christianissima inhiava, per non venire alli particolari . dava tanta commodita alta Chiosa circa Ogni cosa, che litornava di pili commodo et utilita et si curia assat che non saria Staloso ci l'havosso lasciato tutio in quest' altra banda, non vi era cos, ninguna salvo proposito di metiere ii stato di Milano in Italiani. ot sarritornar Parma et Placenga alta Chiosa; et non limeno essendo et

nolla facili iis doli' improsa in una parte, et noli' altra iI pericolo cosi inegitate , et agglongi endovisi ancora la disparita dolii guadagni si grando poth tanto la volonta dei cardinal de' Modici appresso it papa.

et appresso Sua signoria reverendissima, l' opiniono dolia boni, et religione dolia maesth Cesarea, che moliendosi nolla deliberatione che era nocessaria sare o in Un luogo o in uia altro, questa imaginatione avanti agit occhi, non voltu dar parte dolia vista ad altro con- si glio, no ad altro ossamino, se non dissi in tutio, et per tutio a quella parte; donde sperava pili fruiti δ' animo sanio et christiano che di quat siv0glia altri proniij che temporalinente haveSSero potulo provenire per altra via. Et cho sia vero chi ha visio che non essendo successe te cose in quel principio , secondo cho si sperava, et essendo consomniati i danari, che per la prima portione sua maestu Cesarealiaveva dato, ut uodendosi malo it modo che si sacesse provisione per pili, la Santa memoria di Leone per sua parte et sua Signoria reverend ' molto pili per la sua, non manco mettersi la sustantia

359쪽

della patria et sua; et di quanti amici et servitori che havesso et ultimo loco la persona sua propria, delia quale si conobhe t 'impo tanga et it frutio che ne segui. Morse in questo la Santa memoria di Leone , et benchh sua beatitudine si trovasse mimico tullo it monito perch si quelli che haveva ossest della parte francese, tuiti si oratio levati contra it stato et dignit, sua temporale et spirituale, gli altridolla parte deli' imperatore , parte non lO VolSero . alutare, parte gli surono contrarij, come V. S. sa molto bene, non dimeno no ilpericolo o osserte grandi delli primi, no ingratitudine o silogno dolli

secondi bastorno mai tanto che lo faceSSero moVere pur ian punto minimo delia volunt, sua ; parendogli che cosi como l ' animo dolia maesth Cesarea et la opinione di esso era Stato Suo Scopo et obietto cosi quello douesse essere sua guida; et non potendosi imaginare che questo nascesse dati' animo suo, no potendo per ii tempo brevosuspicario, Volse pili presto comportare Ogni cosa, che mutarsiniente ; angi come se sosse stato it contrario, di niuna tentio piti conto , che di sare uia papa buono parimente per la maesta Sua Comepor la Chiosa; ot cho l' opinione sosse, angi certeZZa, Che non soSSequasi disserenga a sar papa papa Adriano o Ι'imperatore proprio ,

ogniano lo sa, secondo che ancora che niuno su pili autore et con

dultore di quella creationse dei cardinal de' Medici: Hobbo a sar pruova se ii giudicio, ii quale sua signoria havova satio della maestu Cesarea

li riusciva talo quale sua signoria rever ' si era imaginata, perchoavanti l' animo di sua signoria tutio occupato a Servir la maesth Sua non havexa pensato di distraherle in cura sua, O de' suoi particulari no era si avido o poco prudente, che s'imaginasse i premsi corrispondonti a ' meriti. Angi in questo paruva di haver persettamente servito et meritato assai, no havendo obietto niuno tale, et essendo rimesso in tutio et per tutio alla discretione et liberalit, della maesta sua. E vero che trovandosi, piti di due anni quasi primo che la maesta Sua non pen-SaVa , nsi credeva poter ricever tanto beneficio et servitio dalla casa de' Medici, promesso per Scritto di sua mano, uno stato nel regno di Νapoli di sei milia ducati, os una moglio con stato in dote di dieci milia

360쪽

pur promesso a quat tempo per uno de' nepoti della sania memoriadi Leone ut di sua signoria reverendissima. Et non si essendo maicurati di entraro in possesso dei primo, et venire ad essecto dei so- condo per parergli di haver tutio in certissimo deposito in mano

cutio di bene verso la casa de' Medici che te sacesse ricordo di liavor

haurito tanto tempo an papa, Se non queSto, mandando Sua signoria reverendissima alia maest, Cesarea a sarte riverenga et dare conto di se

dolio commissioni dulla ospeditione di questa materia, che se ne sa- cosse la consignatione et ii privilegi, et venisse ait' essetto. Ma sucosse molio diversa mente di quello, che non solo era l' Opinione noStra, madi Ognuno, percho in cambio di vellere che si pensasse a nuovi premii et gratitudine per ii quali si conoscesse la ri cognitione dei ho

nosi si salti alla mausta sua , et la casa do' Medici si consolasse ve-dondo non haver satio molia perdita nulla morte di papa Leone, si messo dissicolt, talo nolla spe ditione delle cose sudette, non come se si fosso traitato di uia stato gili stabilito et debito, et per conto molio divorso et inseriore alii grati meriti cho si orano aggionti pol, ma disputare non altrimonii che se la casa de' Medici gli sosso stata nomica, sacendo obiettione di sorte che ancorchh sosse stata in quos termine, non si dovevano sare, percho la sede, et quello che o una volta pro messo si viiol servare in ogni tempo. Pur si replico et mostro it torto che si ricoveva, talmente cho in cambio di sperar pisi, odi havere almeno inti oramente quello era promosso d' un stato diso dici milia ducati . sui, di sua masesta propria. ot dieci di dote che sidoveva dare, se risolse in tro. Νol quat tempo ossendo it cardinal do'

Modici informato di tutio se sua signoria reverendissima non si moSSedalla dovotione dolia maest, Cesaroa, perseverando non come traitato, ut Sustris, Ina Come Se sosse Stato remunerato a satieta, si potra direche sua signoria rever ' i'havesso satio per sorga, essendo la potenga

doli' imperatore formata di sorte che non poteva sare altro, OVero per mancarie partito con altri principi, overo per trovarsi en qualchegran necessita, alia quale sosse pili pronio prestare aluto ali' imperatoru

SEARCH

MENU NAVIGATION