Delle priuate rappacificazioni. Trattato di Rinaldo Corso dottor delle leggi. Con le allegazioni ..

발행: 1698년

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condo calo una ragione . Quando

medesimo peri colo con colui, che l'haricevula . Dunque non accade , cho

ta reciproca di peri colo suot ricercare . Ma d da vedere, se sopra alcunaingiuria nata fra toro, due congiuntidi sangue possan con onor loro venire ulla pace, pospostoli rigore Θ Questa dubitagione nasce dati' opinione erronea di molli , pili che da alcunaaltra ragione . Ancorcho pata averea 6 alquanto di ragione per ris petio delsangue. Perli io concludo breve mente, non solo non doversi pos porro illigor della Pace fra parenti ; ma do- versi pid stretia mente servare. E ne adduco questa ragione. Fra tuiti gli Vomini indistin tamente δ uia natura te lega me deli' Umanita; percu iniuno debbe l'altro offendere, ne ingluria-263 re. Fra parenti nono solo questo generale, e largo legame; ma ecci quello

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Io dei sangue, assat pia stretto, e particolare . Quando l' uno strano offen- 266 de l'altro , et rompe un lega me solo, ed ii pisi diico sto. Quando i 'un parente offende l'altro, et rompe it disco sto insienae, ed ii vicino. Ora non pecca pili chi amen due gli rompe, cheChi ne rompo un solo p Chiarissimod , che si . Dunque come s' avra da 263

mento. La parentela dipende dat 1 an gue . Il sangue dati a natura. Non dat-Ia natura, che e Di O, cagion di tu itele cose ; ne ca quella, che ci spira l'Anima; ma dalla natura vitale dei corpo ; cioὰ col meZZo delia quale si manti en qu aggiu la vita, cd ii corpo nostro. Ora se a questa natura l' onore 269sta sopra; impero cchὰ per i 'onore lavita che e questa natura si met te

in abbandono, come pol rem nello Paci mitigare la rigorosita deli' onore, Per

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per cagion della parentela ρ Non sa-ra quello un sottoporre l' onore alsangue y Angi l'onor , che vince ilsangue, causa della parentela, rimarrhuinto dat causato, che d la parentela stella. La quat cola non puo essere ;perchὰ la causa sem pre E pili nobilearo dei causato; e piu degno ὀ il princiari pale, che t 'accessorio. Ostre dique ara tio , se condo i Legisti, vale l' argo-mento dat parente ali'amico ; e di pili una grande amiciZia e preposta allaa 3 fratellanga; e dat Legislatore semproὰ nominato prima l' amico , che ila 4 fratello. E Cicerone ancora , e UZa ue terio Massimo in questa semen Za Ven-gono. Ora se uno amico t' osthnde,

dei tu perd largit Pace pisi piace vole

ficio deli amiciZia; cosi ii parente di

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quello della parentela. E se in questi

profani ragio namenti E le cito tirar le1acre lettere ; siccome fu giudicato da Cristo, est. r prostimo dei ferito colui, che lo raccolle , non quella , che los preZZarono; cosi da noi debbe effer 277giudicato parente colui, che onora , cd a uia it parente ; non colui , che offendendo io, o ingluriandolo, lo di-

ne, sapientissimo Re, giudicd, colei

non eiser in adre, la quale non ama va

dicar, colui non esser parente, it qualnon ama it parente. An Zi tanto plu, quanto che quella feminina pativa solo, di Veder male at lanci ullo; costulis it male, e t 'ingiuria at parente. Favoriscono te Leggi ii parenta do, main dubbio ; perche prelum o novi' unparente effer caro ali' altro. Quando 279elle son chiare dei contrario , restanda quel favore. Ne per altro io cre- a Sodo, che i Legislatori abbiano semprenominato l' amico, prima dei parente; se non perchὰ deit' amore negli ami-

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ci son certe : ne' parenti ne sanno Coniettura . Che elle ancora itimino, CD

ser pili grave t 'ingiuria tra' parenti , che tra gli est ram, pruo vati in quella 28 1 Legge, dove Giustiniano a Demoste

care fra tuiti i figi moli quelio , chel' uia di toro, per honta della Fortuna, o Per propria industila, senZa effervi indirigZato dat pa dre, s' avelle guada- gnato . Imperocche questo polrebbeesser cagione di discordia tra loro ;

grave a molti, che i fratelli goclano i suoi guadagni, che se gli godesIerogli estrant . E se dunque, per Contodi robba, ὰ riputata dura l' ingiuriatra' fratelli; quanto, per conto d'onore, ha da cffer riputata durissima, a8r e tra fratelli , e tra parentiptu lontani y Uedelli

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Conclusione dei Traitato; e perchps tocchi la mano, e si baci ne is si pacificarioni : e perchὸ si porga auri la destra ,

ED ULTIMO.

in quello, dove te Paci isteste si concludono. Ε' s'accostan dunque lemani, e te bocche ; prima, perche negli alti esteriori si vegga, che quel, che era dis iunio di dentro, cloe l'animo , si raggiugne. Pol il toccare della mano, per 1e d manifesto legno di sede, d' amicigia, d'unione, e di pace; come dimostra Omero neli'ac-283 cogite e di Nestore, e de'figliuolia Telemaco; e Virgilio in quelle di a8 . Evandro , e di Pallante ad Enea ; e Plauto nelle parole d'Alcmena at ma- 28s

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durvili. Olire cili la Palma, la quale e quella, che si tocca, ha la pelle pili

molle , e di pisi temperata complessione di tui te i attre parti dei corpo. 28 Il che significa citer' in teneriti l cuori, ed acquetate tui te te perturbaZioni. E per lo bacio si conosce ii volontario , e libero contenti mento del-288 le parti . Appresso , sicco me lyingiuria ha i segni di Fatii , e di Parose; a 89 cosi la Pace ha i segni , per ii qualisi mostra di do vere es Iur' amico di Fatti, e di Parole. Perli si giungon

Ie hocche , onde es con te Parole ; e. te mani , Ua cui velagono i Fatii. Eporgeli dati' una, e dati 'altra parte laDelira ; perci Ocche la Destra ὀ con-29osecrata alia sede; e te cole destre fraasi gli Domini sono di lieto augurio , c ch- - hene i Latini in cili palo

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a no discordarsi da i Greci, e da i Bar- rpat bari, non dimeno ci S'accordano , 293ii come scrive Plutarco, e Servio) on-294 i de Vergilio a man delira pose i Cam 19s

a destra parte se degli Eletii ; e la de- 297 ii stra parte di Dio significa la Beati- tudine; e chi ta bene in questa vita, .98il: dicesi, camminare alia parte destra . Alla quat cosa riguarabbili Petrarca p ta es pretia mente, quando dis Ie . a Vo ripensando, ov io lasi ut it vianio η Dalga man dsra,ch a buoporto auruge. E 1lare alia delira a'alcuno , ii clice ἔ Colui , che famigliare , e domestico 299 bl gli 4; o che gli da ioccorso. Ed uno si accorto , e gentii pariat ore , Destro 3 oou si chlama; e ciat cun movimento or- 3OL 3 dinato, comincia dalla parte destra: ; e la destra parte 4 pisi nobile; e nel- 3oal la destra mano gli Vomini perlopid 3o3ii prevaglion di forZe; e fanno con questa tulte quati te loro operagioni ; et con questa porgon si l' uno ali' altro 3o aluto. Ondebit medelimo Petrarca an Dio rivolio , e per metasOra partan-

G do,

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3os Quinci veggiamo ancora Introdotio, e M Che .la contraria mano con tre nomic fissi chlama: Sinistra, Manca , . e Stan- ca; cloe, Infelice, o dichiamo Mala-gevole da ad operare , imperfelta , ed. . Debole. Ove questa, per altro nome, Dritta e chlaniata ; cloe nella quale 3o6 coniiste it fondamento della Giusti-Zia, che ὰ la Fede ; e la quale ordinatamente inuove, ed E mossa , e3o7 manda molto piu , che la Sinistra , certi i suoi colpi . Quando nondi-meno Occorrestre impedimento nella persona di chi fa la Pace, come d'eLc ser Manco per abito , ciOE avueZZo3οῖ alia Sinistra, o storpiato della Destra, aliora , quasi per accidente, sarebbolecito porger la Sinistra. 3ορ Ε cio baiti nel soggetto delle pri-3io vate Paci. Non tacendo , che quando si viene a semplice Concordia, i t necessario non E il toccar della mano, nξ il bacio. Pure io lodo, cheancora in tale atto si laccia , per

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huona parte delle ragioni , che inquesto Capitolo ho

Pacem sequimini cum omnibus

Ii ii si . tripti id

D uit

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