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per cui nelle parole l'Uom si metia1ola mente a peri colo ; ma E forZa , che egit si multa alia certeZZa. Contro la quat certeZZa non avendo tuo-go la Fingione, necesIaria cosa Θ, cheella si a contro l' una delle parti , lequali sopra di tui sono discordi. Concludo pertanto, sopra l' inglurie gravidi parole non eiser m eZZo, per Venire alle paci. A Concordia possono venire ; angi debbon farto , e perdonare l'ingiuria; si per effer Cristiani; si perche ogni volta, che l' una parte , o amen due restan disonorate , dtolla via l' occasione di vendicar si , cio ξ, di venire a Duello. E quando a questo non si pud venire, ache ser-bare odio 3 Il quale, se pur si 1 erba, tocca a voi, Principi, e Prelati, e Go- vernatori, e Podelia delle Terre, do-po alcun tempo massima mente, conbandi , scomuni che , ed attre pene est inguerio ; ed in cib l'un l'altro consigit arvi, favorirvi, alutarui. Lar 97 Rimessone pare, che douesse torviale Parole , avendo riguardo , che il
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poter dare nella pace, tanto δ, quanto neli 'ingiuria it dare con effetio re quel grado , che vendica, rappacifica : e falle piu inglurie, di Parole insteme , e di Fgiti. ella tulte te to-glie . Ad unque debbetorie ancora seis parate. Ma egit E sproporgionato ri- medio : e molle Cose Vengono in con- I98seguenZa , te quali principalmente non posson venire. E sempre sta sal-199 da la regola, che la Fingione haluo-go ibpra it Falto solo. Onde chi volesse dire, che per l'ingi urie di parole fosse.conveniente rimedio la Ri- messione, hi segnerebbe ricorrere allageneralita dei verbo , FARE ; e dire , 2 Ooche facesΙe ancora colui, che partasse ; allegando , che si dice comune-
mente, FAR PAROLE; e che tra' Gramiamatici , DiRE , e PARLARE , hanno lasignificagione attiva . NE pertanto seguirebbe , che l'ingiuria di Paroles potesse mai chlamare di salti: perche e manifesta ragione di diversitatra i 'odio deli' inglurie, ii quale vie - ta , che non si stenda it significato
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delle voci; ed ii favor delle paci, ilquale persuade ii contrario. Tuit avia et oi accelli questa opinione, chi vuole . Io so, che in punio di ragione ὀ de-bole . Ε questo argomento malii ma- mente l'atterra : che quantunque laRimessione finga. che l'ingiuria stata fatia non sia; non dimeno quandol'ingiuria fosse stata di Parole gravi. ella non pub mica fingere, e che nonsia stata deita, e che non si a vera. se ὀ vera ; o che t 'ingi uriante non ab-hia mentito, se E falia ; perche costror da uia me desimo fonte procedere bono due Fingtoni ; e peri'ulisao 3 tima si favor irebbe l'iniquita .
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ser di tanto vant aggio allato alle Parole. Perciocchὰ elle pari mentehanno it lor vant aggio. Ε questo e , che in tuiti quasi i casi s' annullano, doue i Fatii rarissimo . ANNULLAREὰ ri solvere, e dichiarar nulle lyingiu-rie. Ed incolat calo elle hanno que-2o sto nonae impropria mente ; siccomelia nome di Testamento quello, cheὶ fatio contro la debita forma ; e sic- come E chia malo Compagno quel, a Osche non e . E quivi la Rappacifica- 2o6Zione non E necessaria ; perchh la prima pace vi dura . Se dunque nelle et o7
cificaZione, elle ancora ne han poco
hi signo. E cib interviene , perclidetando te parole significatrici deli'animos
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zo8nimo , questo animo spesse volte daloro divelsa intcrpetraZione da quel, che elle suo nano. Ed elle attrest mol- te volte per propria loro interpetra-zione si dichiarano. Nὰ mal bisbgnale parole aver per dette, se non quando con certo, e sal do animo si dico-2o9no , o si confermano. Ma i Fatti . heiache sieno anch'egii significatori deli' animo; non dimeno ni una inter- PetraZione mai ricevono per propriator natura , se non mala. Pario de Farti gravi, e certi ; non de' leggie-2 Io ri, e dubbiosi. Le parole ad unque , per darne ii primo es empto, S'inter-
Petreranno cosi, secondo i 'animo. Tu avrai detio una cosa, la quale io avrbpensato, che tu abbia det to Per me, C te ne avrb mentito. Tu ti dichia-rerat non averta deita, per offendem
mi ; ed io , ii quale altra mente pensava , leverb la Mentita. In questo calo E salvo l'onore di cias cun di nol;
ciossiacos ach E quella, che pareva in-giuria , si trova non essere , per non
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ma sua parte s doue si leva la Men-y tita ) dimostra, che s'io credendo ala cuna cosa in un modo, cosi la dico; ii trovato pol , che la verita sia altra. γ mente , posso quelle parole levare , .ed annullare, sunga di sonor mio: cheavendo pariato secondo l'animo non a II: ho mentito . NE mi se Vergo gna , a Iaa confessando d esserini ingannato. An- , at quale atto e piu secondo la verat prudenZa , che in tuite te cose antet por senapre , ed onorare la verita p
i ta, che io, senZa averci l'animo ripol sato, ho detio alcuna cola in pregiu- , digio d'altrui , pollo quelle paroles annullar dipol ; confessando averte, deite non con animo sermo. Ε que-2I l sto non m' ὐ vergogna , perche non; inferisce , che io abbia mentito angi m'ὰ onore, che io mi ritratii in meglio, come appresso Omero fecerisi Nettuno, agglugnendoci quella bella sentenZa. Ge
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mente S' annullano; e non sono logi 6getto da farci pace sopra. Ne meno a quelle , che per foverchia doglia Uom si trova aver det to . Delle parole , che per propria loro interpe- tragione si dichiarano, potrei dare infiniti e sempj; ma mi contenterli darne uno , ii quale gia ni' occors e infatio. Uno gio vane soro entrato inquestion di parole con uia barbat O ,ricordb il membro degli Vomini di- sonesto: Rispo se ii balbato : Ε' erba per te Bagasce tu e pari : Colui soνgiunse: Ne menti. Io feci dichia rare; non che il gio vane fosse una Bagascia ; ma che te Bagasce eran glo-
vani. E cosi quella parita dic hiaraineli' elade; la quat dichiaragione fusenga dubbio alla proprieta delle pa
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risposta ; e come tuite l'altre rispois ste, ha fondamento nelle parole pro- poste. Ogni volta ad unque , che te 2I 8 Prime parole s 'an nullano, S' annulla ancora la mentita. Ora i Fatti in que- 2i9sti casi soli s' annullano. Quando lolio spinto uno, e colui se lo reca ad ingluria; io facilissimamente dichiarar mi pollis,d' averto fatio impensata mente, o per necessita; e non avero avulo i 'animo ad offenderio. Que-ito Falto e leggiero, perche non in-22Oferisce alcuna ingluria grave ; ed ὀdubbioso ; per 5 si puli dichiarare inbuona parte, come e stato di mostrato. E questa interpetraZione d secondo la natura stelsa det Falto. Ι Fattigravi, e certi, secondo l'animo allevolte ii dichiarano in questo modo :perchd s' io avrd detio, o fatio cenno di dare ad alc uno in i scambio , posso dichia rarmi, che io lo credevavia' altro. Ε cosi restera nulla, quanto a colui, l'ingiuria: ma l'omela nona armica. Pero non suggird la pena det aar Magistrato; ma si bene it far la pace.
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nerat differenZa , che e net considerare l'ingi urie tra te leggi scrit te, enot. Bilbgna non dimeno a vvertire, che net far tali dichia radioni, per annullar ι'ingi uri e silen di Fatio, o di Parole non curo) conkien, che tali dichiaragioni sieno a putate da attre erisimili, e probabili coni et ture ; eche prima non ita precedula altra dichiaraaione di quella medelima in-223 giuria, Perche altra mente questa dia a chiaragione sarebbe sospetia di fraude. Se dunque tu aurai det to cosa, che io abbia pensato esser deita per me; e tu ti dichiari averta deita per altri ; bisbpna , che it raglonamento nostro questo comporti. It che si co- nosce dasti alti, O dalle parole, chesono ite ann angi, o seguite dapoi ; odias dagii alti ancora accompagnati collea 26 parole; come, se dicendo quelle parole, avessi accennato verso di me. Parimente s'io ho detio alcuna cosa , Ia quale mi voglia scusare d'aver detiata per errore ; conviene, che questo
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' errore si a probabile; come P, che ioa 1'avessi da persone degiae cli sede inti teso. Che molli altri lo crede dono.
i e verato in quella medelima Opinione; i ma tosto mi ita ri vocato. TOSTO, in- ra 8 ii tendo la prima occasione, che mi ita 119 ii venuta , di scus armene teco ; senZaol aver Prima manten uto capitali inimi-
ci Zie in sieme. Chu te inimici Zie nons solamente sono alto e straneo dati' an-:ι nullar l'ingi urie ; ma contrario. Sei: d' averti impensata mente , o Per ne-23od cessita spinto , mi vo sculare , biso-i; gna , VerbigraZia , che ad un pasto 1lretto ci silamo riscontrati. Se d 'a- l Verti dato, o fatio cenno di dare in i cambio ; che fossimo at buto ; che, ni una occalione d' odio fosse precel, duta fra noi ; che tu in quel luogo i solessi poco frequentare ; che simi-gliasti
