De cognitione sui ad promovenda studia Antonii Lavagnoli P. P. dissertatio : accedunt Bonnevallii Animadversiones in primam ætatem hominis

발행: 1764년

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분류: 미분류

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XIME SUFFECTURUS. ADEO ET TUI ET REIPUBLICAE NOVERAS AMANTISSIMUM. SI MAIORE PUS SES FELICITATE FRUI , HAEC MARCE TUAM FELICITATEM AUGERENT

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DI MARCO FOS CARINI.

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yto la tenuitis della cosa ; mi anim la fortuna, eb' io ebbi di recitaria alia presen la dei principali Uomini de la Repubblica , e spedalmente di que si , cui tu solevi sopra gli altri avereari ; e francheniato talia graude di tali , so stituiti come in Logo dein opera, pareami che l' offerta potesse effer degna di te. Si falle a parenete Vol perpetui Abitatori det eis

lo per entura non t9ccano ἰ te pol molio meno , dat cui contegno anche ne tu otia mortale nou so che traluce a

di grande , e quasi Mino. AD 1;oi nnuptisamo non pensare e partare, cbe da mortali. Un solo pensiler per altro fuquello, che Tisse se ripugna; re des

animo mis , e confortalis a intitolarti

questa mi a fatica , quan ella si sa; cisὸ il

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il non potere in verun altro modo com

rispondere ae sommi bene de' quali

bui me ricolmato e ii Padre mio , se non col palesurii pubblicamente. II cte non dubito , Ge pel tuo favore non basi asar fronte at tempo, e servis come di

monumento perpetuo a ruite l' et2 fm ture . Ed ὸ ben mia ventura, che per

questo flesse apparisca , come la Cognitietione villa quale retiono, a me med simo non manca , in quella parte singolarmente ebe it douere d'un animo grato riobieri ; e net collisar la qua te non tanto viene ait uomo di Ade ,

quanto di bissimo net irascuraria. suὶ , it costume seguendo di coloro che de dicano , potrei e te lodi de' tuoi Mugiagiori ridire, e te tue. Ma quelis, seben molle e grandi sieno, vinie dat tuo

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splendore, quasi fuanisco ; e se voles

alle tue proprie tener diei , mo sereret di non conoscer punio me jIegb. In perciocbe se trovandoti ancora in vita , non poteron gli uomini partando oscrivendo paregniare se adoni tue , san-cbi egi prima in Adare , che tu ra lentato in far cose degne di Ade , orobe se' ciuio di nuoυa luce immortale, ebi furto polrebbe 8 Molli in et ero Varpotranno di melle; visi e nitino venirnea me . Ma ardiscan pure , quando cbe

per se i tentativi sessi ii' una quakbeside son degni. A me busta it ricord

re una sola cois , ebe reputo di tuita larua vita passata , e te stimonio obiri γ i mo, e compendio d' Uni tua Ade. el decreto , io dico , dei Senato , colquale furono ordinate per la tua sim

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questo Jtes O , furei quasi per dire , ὸ

cosa tanto piis meinorabile, e corne S gno divino dei tuo compluto dmere in terra , e di quesio che ad imprendereti restatu Mit altro Mondo ; dove Sciapione , per animare ii suo Figliuolo Affricano a d endere L Repubblica ,

asse ava essere uu certo determinato Logo per tuiti quelli , che la Patria avest ero salvara , soccors , ampliata , ve si godessero una vita perpetuameH- te beata ; ne per questo abbandona si eroil pensi ero d'aver cura degli uomini. G di adunque , O MARCO , di cotesa tua Beatitudine , frutio de' tuoi meriti Ῥerso la

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ta Patria , e delia tua fmma pieta ver se Dio ; la quale se ii lascia tuti iaguardare alte cose umane , in clo che ὸ si rimanente dei danno , Abiamo ondein quakbe parte ritrar conforto. Cirestano a pasceret lis usu i Simulacridi te e se Immagini, is quasi quanto

durera L materia con che si formano, e te belle Arti sui anno in pregio, non verran me . Resano i Detti, e gli Scritti tuoi , cbe durer no pur usi in eterno per D memoria de futti ; ed inquelli , come per dolce incauto , polr mo , quarunque volta ne placera , averti

quasi presente , seguitare i tuoi conssili ,ed i tuoi precelli Uegulae. La propria forma deli' animo tuo da non potersi eor

mere ne in bron , ne tu marmo , in verun astra mansera, quella pur ce la

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danno a conoscere i co tumi di SΕΗ -sTIANO , di IACopo Gualteri , edi Nicco Lo', Figliuoli tuiti desi' o timo tuo Fratello e i quasi non peique Io si ar. Nano la tua gloria , madi quella fanno uso , come di lume , on- de render usi is loro a boni piu iamiano se . Appresso questo , veggiamo a te succedulo quel Principe, che tu messo re sti in tuo Logo , stata che ne fossse in tuo potere la fella et tanto femvoroso amico A conoscevi di te , e villa Repubblicis. Se la tua felicita divenis potesse maniore , certamente , O MARCO,

per futti pensieri is diverarebbe.

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aucis te moror. Lucubratio- nem hanc ne remere frι

: ptam putes . In iis quaei b; occurrent de Cicerone , cogita quaesiυisse me potius exercendi sili , quam Viri tanti oppugnandi occasionem . Coguosce Iimul non esse admodum dissicile Iibertate in ferialendo uii , salva in antiquos reberentia , aqua et detur hodie nimis destitum. In libri calce adieci Bonn allii in primam aetatem

hominis Animadversones , tum quod per flectu dignae , sicut ei dem reliqua sunt,

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tum etiam ut habeas , unde sum aliqua mutuatus , quibus nullam idcirco appinui in

oratione notam. Caeterum vix credas quot exierint in Gulgus de hac lucubratione commenta , quae quasi fuerunt occasio mibi , ut eam putaverim ese aliquid , qμi prius credideram esse nihil. Non nota mibi re mi-

rabilia proposui , quae quorundam solet esse libido , sed utile , expeditum , ab aliis tr

ditum , quotidiana consuetudine usurpatum sudui reddere iunctura noυum. Judicia Sapientum o magni facio , ct amplector. Deleυi quodam censerum genere non laboro , cui

nec verba volenti

Sufficiunt a quotiesque aliquos parat edere questus Sibilat, hanc illi vocem natura reliquit.

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