Anecdota litteraria ex mss. codicibus eruta

발행: 1773년

분량: 501페이지

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분류: 미분류

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Pacem, regna, fugam, vectigal, vincla,

venenum '

Intendo, che in Libi i antichi pro A egentes si trova visagenes , a me placerasi geres , ed e molio vicino alla sertiturae la sentenra ricerea , che si parti di Lucio Asiatico , che vinse Antioco, come Silla a Tigrane , Curio a Pirro , Paulo a Persa, Pompeio a Mitridate . Di Apolline Arca-geta si trova una Medagita appresso meo TAΥpo MENITAN - APLATETA , ed in Tucidide lib.vi. si trova questo cognome, ma per H . Resta una difficiata, ed e laquantita della sillaba ge in Magetes, edin Magenes , che essendo breve ii verso desidera E longa. Di questo scrupulo desidero essere levato , o diremo , ehe Sidonio uso liberta in questa sillaba , come PrudenZio , ed altri in molli nomi Greci. S. mi dira suo parere. Item in questo , che tuiti i moderni Poligiano, Budeo , Alciato , ed altri diciamo Pan defctae Flo entinae , e tulit Sli antichi Ii danno articolo

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benche non dica ii nome deli' Autore . V. S. mi faccia grazia di vedere , se potHi indovinare chi sia , e se ha osservato in altri Libri questo nome . Io ho trovato Istria zione di un Teologo detio Antioco, delquale desidero te parole dei testo , chonon rho Greco, ma l' interprete uomo dotto , se ne accorge di questo abuso de' m derni . Item Tullio Tirone sece un Librocini detto , come riserisce Gellio, e C risio . Trouasi net Ptologo di Plinio , e net Libro de' Digesti Florentini, ed in Τ filo ,ed in Apicio corrotio. Τutti i Lessici mo

derni errano nelr articolo , neli' accento , e nella declinarione , ed uno cita a Teossio τεῖ πανδέκτον falsamente , perche in flo ire volte si legge ει απανδεκτου , e non altrimente . Sat prata biberunt . Vale .

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Di Matteo Bruno a Franeesco Bolognetti det Renimento di Bolana o . Molto Magnifico Sig. mio Oisho .E' Ben vero , che te Leggi non hanno consormita alcuna con la Poesia, pumio trovo, che ala una volta i Leggisti hanno fatis prosessione ancora di quella, comae si legge nelli argomenti di Virgilio, ed auctait Petrarca it dimostra in quella sua Canis ne , che comincia : Meli' antico Anio ductemplo Signore. M alcuna volta mi altriper suggire la nota , e travasto di questo studio , e per pigliare qualche diletiaZione , ci dilattamo di i ger queste Poesie volgavi, pero ho voluta con l' stra mia pregat V. S.

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V. S. a firmi un dono di quelle sue Rime , me attre volte Ella me ne sece di quelle , che scrisse sopra gli ornamenti delle Donne, e di quelle, che scrisse at Sig. Girolamo F cari , ed at Sig. Emilio MalueZZi, ed ave

domete ora mandate con la sua , te ho a Celtate molio volentieri, e ne ringragio V.S.

infinitamente, e gia te ho date at legatore per legarie, ed avutole, mi forZem vederi con qualche com ita, e dipol daro avulso a V. S. di quel, che ne sentiro ; benche non avranno bisogno di mia senteneta , per-chE io non atto a dat giudigio delle cos sue. Ringraetio V. S. ancora deli' avulso datomi di Monsig. Illino Paleotto , e la causa. perchὲ non ho avuto risposta della mia da sua Ilima Signoria . Ιo me ne staro conquesta amorevolissima osserta , e quando mi sera bisogno , me ne prevalero , sendo io sicuro , che sua Illina Signoria non mimanchera di favore, quando mi occorr

ra, come ha fatio per il passato . Mi cstato grato ancora intendere dei sig. ANA a a ber

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berto a ; prego ben V. S., che quandoli serive a , si degni mandarii in mio nomeinfinite racco mandagioni , e con questo fine di cuore bacio la mano di V. S., e la pregis a conservarmi nella buona grazia di Monsig. Illino Paleotto , e det Sig. Cain millo suo fratello con baciarii te mani in mio nome. Da Rimino alii xii. di Marao dei MDLxv I. Di V.S. ΜM. Asegmo Ser.

Di Gio. Baiisa Guarini a Francesco Bagnetii. Molto magnifico Sig. mio Osismo. Sono stato cosi tardi a dar risposta alia sua amorevoliis ma lettera aspellando diser due colpi in un tiro , cloe mandarii questa lettera direttiva at Sig. Cario Sigoni per un negoZio , che non e stato in ordine prima d' adesso. Ringragio dunque senZa fine

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V. S. della consolagione da Lei sentita delmio accomodamento col Sig. Duca, it quale come che per Ogni rispello mi deva esser aro , mi sera nondimeno aliora carissimo , che io conosca di poter fare qualche servi-Σio a V. S., alia quale son tanto obbligato.

Ebbi pol le tre bellissime Epistole di Monsig. Rmo Campeggio , delle quali, se condo l' ordine suo, due ne dispensat alii

Signori Pigna, e Riccio , che ne bacian infinitamente te mani ali' uno, e ali altrodelle SS. V V., e la terra fio tenuio per me se letia con mio grandissimo gusto . Conl' inclusa lettera det Sig. Sigoni, la quale mando a V. S. perche sia Ella l' appresentam te , sarii una oragione fatia da me netl'Am hasceria , che a' di passati mando it Sig. Duca mio Signore a Venegia per rallegrarsicol nuovo Principe delia sua creaZione, Ia quale avendo io recitata in quel Senato , piacqui per mia ventura a molli cche l' ud, rono , sicche sono astretio a mandaria allastampa . Ora io la invio at Sig. Sigoni , A a 3 per

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Perche, come oro, che net suoco assina ,

pigit qualche parte di persegione dat suo

molio giudigio : ma mi e parse di fare , che V. S. sia quella, che la dia , ed instemecolla sua autori a l' astringa a servirmi , com' h dovere in questi casi di servir gli ambci , non per adulaetione, ma per verita . usoggetto e da se aridissimo , avendo avulo per mia Lentura a partare di un Principe , che ne mal seppe, ne mal sece nulla, e pure e stato serra a lodatio . Desidero , che Sua Signoria mi spedisca prestissimo , perchE io sono assii imponunato , e pero cosi prego' V. S., che procuri la presteZeta, come ilservigio medesimo. Appresso it giudietio delSig. Cario, so bene, che non puo se non giovare anco quello di V. S., la quale se anco in questo mi giovera , come ii servi-Σio sara maggiore , cosi r obbligo riuscira duplicato . E con questo fine te bacio lemani, e desidero saper nuova dei suo mirabilissimo figliuolo , dei quale non ho udi-ro parola, miche lo lasciat partendo a B

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logna. N. S. Dio la pro eri iungamente. Mando quest' uomo a posta, acciocche serva per memoria a V. S. di rimandarlomi quam to prima espedito. Di Ferrata It v. di Gem

Molto magnifico Sig. mio Osimo. R Iceuuta che io ebbi la lettera sua , t .vai subito is stampatore, e con tui lumgamente discorsi det servitio di U. S., ilquale mi riselse in poche parole, che peraver egii speso assai net Volume deli' Istoria,che se stampare ii Sig. Duca nostro, la quale ha tollo a tare a tuae sue spese , non puo gravissi di maggior somma, ma che pi cendo a V. S. di ser la speia , e pagare a luil'opera, l'accettera molto volentieri. E benuero , che dei preZZo non ha voluto restatd' accordo meco, desiderando egit seper prima di quanti Egli sia l'Opera, e quanti vO

A a 4 lumi

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lumi Ella ne v glia ; te quali condietioni quando p ur si risolva a questo partito mandando V. S. a me , sperero, che sia per .esser compiaciuta , e servita con quel inag-gior vantaggio, che sera possibile. E perchesia beniis mo informata di Ogni cosa, te man do una moria di caratteri, acciocche scielgaquai pili lepiaccia per far quest'opera. E se in altro la pota servire mi comandi , comea persona desideroa , e obbligata a serio .. Baciole la mano , e prego Dio, che lunga- mente la conservi. Di Ferram ii xv. di Gem

mio MDLXVIIII.

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M. VALERII MARTIALIS S. DAMASI PAPAE

VALERIAE FALCONIAE PROBAE CARMINA A NEC DOCA

Additis etiam pluribus variantibus lectionibus ex iisdem Codicibus excerptis.

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