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di tante cose , come ad un tempo volete.
Il peggio e , che non ho ivi designatore , se non certi, che depingono nel muro per e celleneta una battaglia di in ' , e galli, e qualche scimiotio, o papagallo. Pure conparole cerchero di satisfarvi, benche sate nMastro di tutio quelio , che vi potro dire ,ed in Roma ci e ogni cosa, e ii microcosmo, , come dice non in chi Greco . Delli Libridi Medaglie ho smarrito it Libro delii xII. Cesari dei Vico , ho bene ii Cesare Dittat re , e te Auguste. HO ancora r Erice edit Francese Choul, ii Golgio non ho visto, ma intendo, che finisce nelli percussori dissesare, e che non e assai copioso delli superiori. Quelli , che ho visto, mi par si gabbino in molle Medaglie sinte, che egi pigliano per Vere , ed alcune vere dichiarano male , ed attre disegnano etiam male , in alcune cose comuni si stendono , te difficili tralasciano, come molli interpreti di Libri ; e qualche volta nelle comuni vanno
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a capitolo, come se l'Erice in provare, chele Medaglie non surono mai monete, conargomenti, che provano appunto , che fhrono . re alii principianti giovano tali Libri, ed a chi non ha modo di aver te Me daglie istesse. Desidero, che l' Istoria vostra Ecclesiastica vada innanzi, la quale vi pu
immortalare pili, che queste attre clance , Mnchε sine atto per cicatam di ogni cosa bene . Questa estate messi in ordine certe famiglie Romane , e nelli vostri Fasti trovalescune cose, che polrebbono mutarsi, e vor rei mandarvete. Come rhomo dalla Visita, che sara fra un mese , ve li mandero con queste attre tale , che volete , se auro unpoco di ozio. Ma se ii vostro Padrone hai Libri dei Pirro nostro , ii trovarete ognicosa a tutio pasto , ed a merenda, e cola-Σiono . Interim vale, mi Panuinte, gane,& vino dulcior . Dat. in Tamarid alii x. di Fubraro dei M. D. LXVII. Di Vostra Magni licenm A. A. Ilerd.
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. LETΤER A a V. Dei me desimo a Fulvio Orsino Q. Sig. Fulvio 'mio singolarissimo. HO disserito di rispondere a una di U.S.
data alia fine di Settembre , riceuuta in Barcellona dat mese di Ottobre , pensando in breve ritornare at mio nido : Tandem
aliquando huc pervenimus ire di sono , edeccovi la risposta non cumulatiore cumulo , Esiodicamente, ma come posso. Dite, cheavete perso gli Antiquari Onostio , Egio morti , e Pirro, e Manugio assenti; mi con- doglio con esso voi, sed quousque Codsi vive morendo, it tempo vola, e tuiti cor remo pigliando per un placere cento fastidi. Prometiete di seri vermi spesso, e sete non piti, che li Parti, e Peni verace. Della T . vota Greca , e Latina mi rallegro , ma cheaspeltate a pubblicaria Θ Il Consolato di Catulo , e Lepido is principio deli' Istorie disSallustio , come si vede nelle parole relate da
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da Prisciano, e Rufino, come credo de n meris . L. Cornelio Sisenna strisse la guerra Italica , ed ii Civile solio Silla non satis liabero ore, come nota esso Sallustio net Iugu lino . E' lodato magramente da Cicerone in piu luoghi. Ho raccolis gli Autori dame notati in un' altra carta, che fanno meni Σione di Sisenna. In Medaglie trovo in a gento CN. CORNEL. L. F. SIsENA , ed in . hroneto dat tempo di Augusto APRONIUS.
NESSALA . III. VIR. , SISENNA . GALVS . A. R. a. F. F. , ed in altro SIsENNA . MESSALA . APRONIus . GALLVS . III. VIR. A. A. A. F. F. ied in altro sIsIiNA. PR. COS. L. SNI. . . . Hovisto questa sertitura II pro E in alcune iscri-Σioni, ed ho giudicato effer nota di A per distinguere te vocali lunghe dalle brevi, main Plutarco Sisenna si serive per ξ. SNI. . . . interpreto Statili. La Pretura di Sisenna inquel Consolato mi se ricordare, che non sb, come possa accordare te parole di Cicerone con quelle di Paterculo. Fa Cicerone men
ione deli' Istorie di Sisenna in bocca di An
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tonio molli anni avanti della guerra Civile di Silla; e Paterculo dice, che serisse te Ι - rie molli anni dopo essendo vecchio . in sto seriueva fidatomi della memoria, e pensando la soluetione di questo argomento , vidi , che pigilavo errore , che Antonio non se menZione di Sisenna, se non di Celio Antipater . Ma neli' Oragione pro Cornelio nelli fragmenti salvati da Asconio si is men-Σione delia Pretura di ego Sisenna, e Pl
tarco nella vita di Lucullo nota, come Sisen na Istorico, ed ortensio oratore fecero, co- me per buria, che Lucullo giovane scri vetait Bello Marsico in Greco , e non so, se sia vero quelio , che affer ma Seb. Corrado nel Bruto , Plutareo aver derio , che Sisenna scrisse in Greco , come neli' interpretarione delii versi di Ovidio , non intende essere altra opera te MilesiaetabuIae tradotte da Aristide deli' alite Istorie . E cosi io trovo in Nonio, ed altri, citati luoghi latini deli istorie , dove sono cose chiare det Bello Marsi
co , ed altri luoghi delle Milesie . Quanto alli
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alli tre Greci onorati nella vostra rivola , non ho cosa a proposito ; si potra cerca neli Istorici di quelle guerre. Essendo chlaro, che lo Storico fosse Lucio, factimente sipotra credere essere suo figliuolo CN. ii monetale , essendo L.F., e isse insieme con Messala , e con Apronio Gallo at tempo di A gusto , e cosi ii medesimo figliuolo fu Pr consiste, e suo Questore, o Proquestore quel StatiIio deli altra Medaglia. Quanto alii duenomi di Sulpirio Iurisconsulto, non coaceria , ne credo si posse dimostrare in ambchita; li moderni pigliano de' granchi spesso . Ser. Sulpicius of Lemonia Rufus , sit va nelle Filippiche partando con parofedi S. C. sopra la statua di esso Sulpicio. Ed
quai moneta credo sese fatia dat figliuolo det Iurisconsulto, essendo Bibulo Imperatore in Sitia , o Asia, se non m' ingamo, at tem- po dei Proconsolato di Cicreone in Cilicia .ra vostra, dove si legge L. Servius Rufus , e Br-
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h forse errata per dire L. Servilius , Ovver L Sergius Rufus ; ovvero diremo, che ibile nome di famiglia Servius in Bla quest vostra Medaglia. It luogo di Nepote in υita Attiei e guasto , e credo si debba levar viala parola Servio , e che resti M fratri Su picii : e credo , che qualc uno seri vesse Serinvio in margine , credendo , che partasse dei Iurisconsulto. Ed avvertite, che gli Rufierano Patrici, comet dice Cicerone pro Muraena ; e questo Marco era fratello di P. Sulpicio Τrib. Pl., e cosi plebeio. Dunque tuiti i Sulpici patrici , e plebei si dicevano Servii ξ non to credera Marsodio . Trovo in Plutarco nella vita di Galba, ii quale era Sulpicio , e Patricio , non Sergio , com it volgo crede , che era delli Servii . Ecco dunque un' altro scrupulo , tultavia mi per doni Plutarco col suo partare improprio , che volendo dire esser nobile patricio perpadre , disse la nobilia de' Servii , intendendo per il pronome la famiglia ; come
se volesse dire uno delii Claudi , e dicesse, degu
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363 degli Appii, perche come nelli Claudi sitrova it pronome di Appio spesse, e non estequente in altri, cosi degli Sulpici e familiare Servio . Hoc placet . Ricordatevidi Cicerone , che strivendo ad Appio Claudio ,,usa di Appietate , e Lentuliate per direqueste vostre nobilia di sumo , non perchq Appio sia nome di famiglia, ina perchesi usaὐa nella Claudia spesse . Nel numero
di piu si poti a comportare M. SER. SULPICII
BvFI , per dire Marco , e Servio Sulpici Rufi .
Uengo at fragmento delle Ferie Latine in Monte Albano, gioia degna di essere cono servata. Solamente diro aver notato in Dio nisio lib.Iv., e net fine de sesto, com s facevano tre giorni dene Ferie, nel fassos nota it primo glorno delli tre , ii primo di da Tarquinio introdotio , it secondo mactis Regibus, it tergo reconciliatasi laplebe con li Patrici . E nel libso vIII. dice , che li Tribuni non poterano pernotta n suori di Roma, eccerto, che per queste
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perie , andando con turei li Magistrati s Monte Albano et e per questo restava in Roma un Presetto Urbis Latinarum Feriarum caussa , dei quale paria Pomponio nestitolo de origine Iuris. Delia Colonna di Duilio non ci ho considerato altro di quello, che aliora scrisai q. F. Onofrio. Delle monete di Cato Mario Pro III. viro dei tempo di Augusto , non ci ho alistra consideragione , che, come si trova Pro Cos, Pro Pr. , e Pro Quaest. , cosi Pro III. Viro . Chi sesse costui don mi Boiene . Di tre di questo nome sono chlaro , cheavanti Augusto sumno C. Mario VII. Cos,ed ii figliuolo morio in Preneste , it termsu it finio ni te, dei quale nelle Epist. Fam.
et e menetione. Si trova in argento C. MARI .
h. F. CAPIT. S. C. - C. MARI Us . C. F. C. N.
C. MARI . C. F. - Μ. ΜAR. Il Libro do Ludis
Circens bus rede volantieri , e li Commemtari di Celare . Di indagite deue Cons
lari ho vita poche in Hyagna ho facto
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poco studio in esse , solamente ho considerato sopra l' interpretaZione di quella dei fra. tello di Asticano, L. Scipione AsIm, at quale tinti dicono Asiatico , come a' posteri , de quali su uno Consete an. 67o. U. C., chenelli Fasti Capitolini tanto esso Lucio, comequeli altro sono detii Asiatici, e si tr ac non appresso me una Medasia di arge
quella pili Sequente non e ben copiata dat curiosissimo Vberto Golaio , ii quale scrive AsIA . G. Io M visto molle cosi scrute L. SCIP. As G. , e dubitando deli' interpretaetione mi Bao risiauto in Magesa , Ouve-TO A agetes , ed ho in mis favore in solo verB di Sidonio Apollinare assai guino, o corrotto . bctive questo Autore: Vae mihi qualis eram , cum per mea iussa iuberet S ua, visae genteo , cu ius, Mullus ,
