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abbracciando di persetto cuore it dolce spolio delle anime nostre Christo cruci fissi per amor suo perdonando te inglurie che dat prossimo nomoriceuiamo per nulla illi mando tutici sinistria
ridenti che ne accadono: Felice cieramentechi unque gusta te doloezae eterne filice chimique conosce la soprab5dante sua carit liqua l. seneta risipetiolauere alle tante ossies falle los spin sese legno della croce lo condime a patir fra due adroni uituperosa morte, a prima losece X X XIII . anni camina per o mondo, somnendo fame .sete, caldo, gelo inglurie, scherni kd'ogia sorte strati L. in perche offer se egi tanti affanni e tante an sciet per qualcagione, emcndo egi Iddio prese forma uile elo sece ueramente per donarci quella tranquilli
ti che dar non uolyma filosofa alcunt tro uan molli che si crede itero ii co legger i mo tali libri di Seneca di Platone. altri simili diam moretaret orgoglio de pili interni affetic maco me si discendetia pol i fatii conoscetiano cheindarno si spendeuiogni lor operab Io certo sui sempre d altro parere, pol che ala ignor piacque Sillumina te tenebre nate.&jormi in odio ilmodo con rinfinite rue concupi ue , credetti
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io sempreio della credena mia non ne ho maisentito pentiment alcunoyche solo in Christo tusseda uera felicita siti di questo parere ilation
padre Agostini quando diue DE CISTI
NOS DOMINE AD TE ET IN Q ETUM EST COR NOS TRVM DONEC QUIESCAT
IN TI . noti Atraquillita saluo che in Dio de chi di uici innamora, non sente assania, ne dispiacer alchines non teme a morte, a cui memoria a molli Stanto amara monia paura di carestia,ne di guerra , quando Gregorio scriuetia lesue mille soprad Ezechia era a citii di R ma da barbare nationi duramente assediata monio potetia pero distorna da quelle alte contem plationi.& da uello amor immenso ni uno barbaresco spatient, Io credero sempre,sin cheiiγuo.che niuna uera contenteZZa trotia si poss.saluo che in Iddio δε ha questo crederisio sit alta- mente nomai filio te radici sue cheliu niuna
cosa, quantulaque acerbas dispiaceuole per turba in puὐ Essendo gli anni pariati despiti potenti aversari benche di sanguiniti congluti. spogitata de iste fruttiferi de diletaeuoli oderi, non mi si uosi maii meria della boni diuim
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che me ne coseruό)turbara sorteranimo.che subito no mi riuolgessi a padre celeste.kno dicessicol patiEtissimo Giobbe. DOMINUS DE
DIT DOMINUS ABSTULIT. SIT NOMEN DOMINI BENE
DOMINUS REGIT ME ET NIHIL MIHI DEERIT IN LOCO PASCUAE IBI ME COLLOCA
VIT certo.che no prima hebbi da nitet ininistrita nouella,che si uiolEtemete fusi stata depredata. che particini 'udir una uoce.chedat telo dolcemEae,elli recchi in intonaue I A CT A CO
GITATUM TUUM IN DOMI NO. ET IPSE TE ENUTRIET.
cossi quietato lanimo disii fra mesessa dc conchi meco pili similiarinete uiue . Hor ben mi raseuemo che no senZa uoler diuino sonomi leuatele olfessioni. tiuole ladio ad Ogni modo che piuis editamete;& scarea de terreni penseri a cieto me ne uolt.4 di quella eterna posiἰssione etei namente godes se leuigne dei mondo non mi porgeranno per i alieni de solito liquore belle
rd de calice de Signore uel qua partado a di uina scrittura, dice , CALIX DOMINI
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RUS EST. se piumo potro rataiolrmi uegegendo te materiali uigne rataiotronam almenocol edere,con it coitiuare per quato in saradat Signo concedulo . a uignata Iddi, se piunoniarό le ricolae de frumentici non rester per questo ibinio Signor Giesta di satollarci tuiti
EX ADIPE FRUMENTI ET PARARE IN CONSPECTU NOSTRO MENSAM. ii quale insis
me coliadreis col Spirit Santo si lodatone secoli de secoli Registro
Tulli sono duerni eccetis N che ceterno
In casa de figliuoli di Aldo In inegia ne mese di Luglio, M. D. XLIIII.
