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la sipientia serisse che seta si potest uedere cogi occh de corpo ella ecciterebbe aravi gliosi amori di se itessa , cos diro io de peccato, che se licde si poteste la brutteaza sua δε 'horribiliti ne commouerebbe a tanto degn, odio. chespiti tosto et geremo a morte che di lcg- germente peccare, mi ricordes essendo una sata in inegia hauer udito una femina Hebrea,
la quale d una sua uicina partando disje dopomolt blasmi ched era brutta pila che 1 peccato Piacquem quellacito si inarauiglios amente chepiti uolte considerata potion animo attento a
deformitia csso.io disti, o peccato di quati mali set vi susti gii principio.& in quanta angoscia
ponesti tu illaecchio padre Adam ' con a d lente sua cotisortes non Sueramente cos a mo do cheliud est , perturbida conscientia. in quieti ne faccia,rendendone iudi ogia altra, s mantia conici traltero adunque delia natura sua come fatio habbiadi ueni miserabilissi man humana conditione δε pol eguitero seco dola promena dando opportunissimo inaedioi si prosolida, Linortat plaga , Egli e uero chemolle. quasi infinite sono e cole che allicar ne nostra grate dc diletiose appalon Vina qual
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Della Tranquillitidi lettatione per o quat utiliti essse pii quella di
chi e conceputo . dc nato ne peccati,4 uitauia
dentro ui di mora seneta matha uerne it perdono come pud mai stari leto colui . che si sente per lopeccato semetto ali ira diuina. odioso a Padreceleste.& condennato fispetiat mente in cota modo morsido. pel meaeto della morte essὸndo certo d entra in perpetue tenebre, doue serano per petui ineffabili tormenti . certo chiunque uorri diligentemente est minar a conditione de glili uomini troueralia assai pili calamitosa di quel. che si credo no gli ignoranti delle os spirituali: troueri che ii suoco deli inferno piu acerbame te cuoce di quel che il uolgo pensa Lxes er uer/so di not assii tu crudele Satanasio ch egi nosed igne ne discritiori . ne da ingegno sit pitto ri. opoche Adamo primo nostro padi pecco uerso d Iddi, non blamente egi uesso, matuti quelli che dilui nacquero per agione delpeccato furono da Iddio diiungati,& soti postia duro imperio della morte δε cosi per risepelio de deit Adamo it peccato xl ira diuinascese uniuersalmente in tuti gli liuomini qualyquella cosse ad inque che siespiti dei peccatore infelices ni una certo , et quantunque in e scito
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sempre non cono sciam questa nostra infeliciti. se ci poniamo pero auati est occhi tuiti que gli liuomini ne quali Iddio scopci se a graderet deli ira sua. seci proponiam datianti ilioechi 'horribit aspello della morte la dura sententia della condonatione uti dolori di que suo colenace, Che maliten meno, nitina Cosa par raccci piu pauenteuole considerisi unloco res sempio delition Giobbe., dat te su e parole in tenderemo, quanto acerbe sieno te doglie di chisente l4ra di ladio. Mil iudicio della morte so
pra dei capo suo: PEREAT DIES IN
QUA NATUS SUM. ET NOX IN QUA DICTUM EST CON
CEPTUS EST HOMO moia i glorno et quale io nacqui, spenta sista notae,nel. la qua fui conceputo ne molis indugia che an chora tu dolorosamente dices: QV ARE NON IN VULVA mortuus sum aut cur egressus ex utero non statim perii e dans pari menti te amarissime lamentationi che per similcagione fari pro feta Dauid os dicendo
SUNT MIHI ingest sanitas in carne meai facie irae tuae: no est pax ossibus meis i facie pec
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Della Tranquillita catoru meoru non distigua spatiEto sentiva anchora ii Re Erechia pol che da cordoglio astret
to disse VAS LEO SIC CONTRIVIT OMNIA OSSA ME A.
da questis da altri simili luoghi che la scrittura sentane propone positam no espress mente conoscere non star a mondo cosa piti deli irad'ladio contro it peccato intollerabile iotre besi perona grandeaeta di questi dolori se alcuno oppressesne fune in qualche modo tollerate.ptirche speratara nonii mancasse. hyn havelle dasepragiungere qualch eccellente persona thecon a sua potentia. sapientia da predetii mali
ne conseruasse, 6 uero che opera alcuna si ritro
uasseda fit di tanta santiti ille perno meetro di quella rira di Iddio mitigata ne rimanesiὸ se cio
auenilli,certamente cheloigni industria procurergino di far tuti gli uiscit, che farvi imaginarsi possino accioche quella eccellente persona damina xda danni ne conseruasse, qualuitque dissici opera tentarEmo per reconcilia ci con Iddi, mi infelicito, pol che prima alia principat nostra miseria.questo plui si aggiunge chetuit siam tiguat mente ali ita diuina semetti,ugualmente colpeuoli, impotenti per acquistaria salute:
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la salat, ne operatione alcuna imaginar si pilo tanto iusta che per a sua digniti l ira diuina sis cancelli.& a perduin gratia si ricuperi . sche uolgiam purali occhi in qualunque parte uogliam che sempre ritro ueremo non estarci asciata uia alcuna di soccors, che cosa polrebbe adunque auenire ali h mo cheliu lieta grata glifulta.che di credere alle ueraci parole dichi lii celkintedere rhedddi, i sosse diuentito amico
Diatio benigno litauessis perdonati peccati, nodo tenesse pii per nimico ne per conde nato, Deli lo uolesse abdispello della morte conseruarucondurre a uita eterni o che grata nouella.
traiia lato, che udendo di in cofa.non si alle graue incontanete e de non altrimenti si ramioisse che se dalle tenebre alia luce, alia morte allauita. dati inferno abdiel empire salit sussὰρ cercha situ quanto si uole cheia si trotiericosa che ne rendita conscientia pacifica δε qui et pili chel'udir che Iddi ii abbi perdonato ioeccatio Christolabbia per noi sodissitio .
ECCE AGNUS DEI. ECCE y TOLLIT PECCATA MUN
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Della Tranquillitalato. ὀ quel che ne se lietivi sicuri contro deli inferno. Di qui solo dipende latera tranquilliti che Iddio, habbi per a uiua sede purificatii cuori che prima pleni erano di malitia, d'odio,d impieta.&di rancori 'agion che ma li ii non sussimo sempre accusandoneri rimor dendone a conscientia di qualche maleficio, nosenaa ragione adunque tu tal imbasciam deita cogreca uoce , Euangeli, posche euangelio significa una lietavi felice nouella is inarauiglio certo 4 stupisco . come non sanio notitii seruenti. continui nello studio delle littere sacre nelle quali questa buona nouella non sol scruta, madallo Spirito Santo scolpita si ritroux Io ue ramente per istupore esco di me medesima, come
continuamente amemorarin beneficio tanto
singolares non e git una fauolan Euangelio,ne cosa modernes scriuepti l Apostolo i Romaniche gli ὀ la uirtud'Iddio i salute di chidi crede ma che egi non siicosa modernamente pensata uiaesi chiaramente rantichita sua, quando net Genesi fudereo ad Adamo chesii semedella donna schiaccierebbe ii capo de serpEte4 uedes apertamente rantichil sua,quid sudetto ad Abin
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Deli'animo . Sohamo.che net senae suo bene lette sarebbono tuttede nationici uiaesi manifesta mente quando sudetto at proset David. I risti liero Psemechedet tuo uEtre sciri cosermero ii regno.& stabiliryla sua setata reale in Epiterno Ueli ditem i, ui prego Lecci ratio animo alcuno tanto amitto che non si res legraue, ὀ tranquillo diuenisse. udendo la gratiosa perdona naade peccati satia
per o supplicio di iesii Christo douunque
la perdo naneta de peccati sit ede, tu sem pre p palono tutae te dolceetae . Purificii in si puri Platonici purgh in si puri maghi, quam cssi uosio no per beatificarsi.& per corretae gli assetti scheiodo lor dire che ma quelle lor superstitioni liguideranno i sicuro porto, Io per me non tela κterimat altro camino, per purgarini a corrotii.
de pensenti Nili che d apprende per sede Gi su Christo e net quale riposti sono tuti i tesseri. tulte e consolationi ὀ tutae e contenteZae chedesidera sepostano beato dice it Salmo ques liuomo i cui perdo nati sono i precati est quali sono di tanto horrore, di tanta schiselli chechi non li sente a sua conden natione Vir si uoben meritamente beat, non disse gii.beati cri chi, supendo che te rictaeetae sono instrumento
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di maluagie operationi mon dissi beatia belli fa/pendo esse fragilissima cosa laletleaza non dis/se beati i nobili pol che tuti habbiamo 'anime coniguat nobiles creat: non diue beati ii insignati nelle m5dane scientie sapEdo che a scietiagonfiix Ilo spirito, cdifica in Glast Christo: in diue beato colu i cui sono donati i peccati, ne contati gli sono i condentiatione Quello beatissimo euangelio Squello ille ne a guisti, xsanti ne cospereo di Iddio .d perche ne fico noscere che iliadre terno per Christo reconci liato ne sia porgen ecgli anchora singolarissimo
altito contro tuite lenostre auuersitici perciochetuite e uolteche per sede eo noscianio,che Iddio con paterno asscito ci guardi, altiora come paγ
dre benigno Ada no nelle nostre tribulationi
chiamato in aluto: Dogni uolt che P da nolo me adre chlamato in altito non pu egi maiper uirti della promessa sua conteners di non ellere a nostri bisogni paratissim, siche, mo strandocii 'euangelio ess)rne Iddio di corrucciato latio pacifico mouiane anchora eskrci prestoogni desiderato soccors, ὀ olire di questo ii r detio uagelo uia organo, per merro dei quale, d
dat lo Spirito Santo bdonde pol per a uirtu
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Deli'animo sua . mortificate cisono te reliquie de peccato. kla uitagia lorda si rino uelles non potetia adiiqtie accadere cosa piu utile piu diletaeuole nepiti salutifera , per fariae possedere la tranquillisti deli'animo Cometa conosceneta diciest Christo ammen/d i nostri peccati. ueramente tranquilli capiae fa diuenire
O sempre spressamente uedum 1aellet, strittiue sacre non far mai altro te. si Christo .che chiamar i peccatori alla penitentia pigliando pesse fiat cagione alle
publiche mine udalle crudeli nimisti che ramortali spesse uolte nascones di che chiari sonoli essempi in Giud Galileo.in Teud, in Cassedone Din alculi altri turbatori . a se mal se tempo di chiama Atrui at dolersi de peccati. at plangere te ossesei Dio sitae: iudico che alpresente a uetaendoci si straboccheuolmEte correre in gni mini quando sumno mai ante
heresiebella chies ad Iddi, quando ante scis inest Christo ὀ pur quasi sepolio, & uana par che
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Della ranquilliti statasia a sua morte ridandosia maggior parte
chi in una cola &ihi in uia altra polii a rauiglieremo se non si trotia a tranquilliti detranimo . dando licol pallii alia mala dispositione de corpo .ωchi a dii Ietto delle faculti . torno a dunque ardita mentes ridim cne tuitici nostri
tra uagi nasco nodat peccato , come da sermari seconda radice , tuti in Adamo Laabbiam peccato, ne peccativi concepti tira nati amo:
per questo postoli se da uanti illi occhi a leg/ge di Iddio . a quale essὸndo spirituale 'ado ue
tuit no carnalita amo citatieue da riprendere de commessi falli ne sol riprendere maciem narciancto alia perpetua an natione. MALE
DICTUS QUI NON PERMA NET IN VERBIS LEGIS HU
PUS se tali e tanti sono i peccati nostri, Chemeritino a perpetua condentiation quanto pium eriteranno te orches le rigioni &le manare di questo secolo pur Iddio patientem ente ne sopporta sol per inuitarci alla penitentia , nongia perche gli approut in coto alcuno 'impietanostri come pati remo no mai di ess)r ingratia tanta bonia,&isi amoreuol offeren Zae non
