Raccolta di varie croniche, diari, ed altri opuscoli cosi italiani, come latini appartenenti alla storia del Regno di Napoli di Pietro Giannone. Tomo 1. 5.

발행: 1782년

분량: 399페이지

출처: archive.org

분류: 전쟁

391쪽

MAR IN ELLI

sommo desore at Principe, e reco a turia l' armata dis acere, intanto che. si spinsero quella gente con tanto impeto, e iuria a far tumultuosamente delle straggi, e degliesterminj, & alla preda, e sacco delia Citta, che non fuquasi fameglia e Casa, che non se ne sentit se, restando apena di violare l' alloggiamenti des Principe , perche ivierano concorsi molli Cittadini coa te lameglie abbandonate te case a preta de' Sol dati a tale avvessero ivi ottenuto, come gia ottennero l' immunita delle taglie , e salvata vita dei rimanente delia Citta ne furono infiniti ta-gliaeetati, e con edi loro ii Capua; che ebbe luno a pena dove curarii delia ferita, ne furono molli dom pagatele taelie uecisi, molli a tale facessero i riscarii tormentati ,. altri eomeche miseri prima derisi, e pol per gioco

ammagrati, altri surono a tale scoprissem te robe nascostestimate come piu care, cosi piu pregiose crudel mente infino est' ultimo spirito. torteggiati senaa haver rigui rdo Meia, o a sesso , . o ad autoriia di persona est' usaneta .de' barbari, si che spinse. a volontaria morte ana 'Μatrona PO-polare di Casa Ρicta col buttarsi. giu a capo chino dat-la parte piu superiore di sua Casa , caso invero memorabile & esempita di pudicitia piu- che Romana: Uolsecostei prima morire ch' effer da' ioldati violata . Pospongo it numero di coloro , i quali per non aVer cosa Ueruna benche minima lasse per redimersi, iurono meisi vivi allam: tante, e tali furono l'uccisioni, che te strade ridon-davano ii sangue, e S Ogni banda si vedeono morti in modo , clie non era strada , che non havesse impediti ipassi dat molli Cadaveri, oltreche si sentivano stridi, i menti, & urti da per tutio per ii vad gesti dὶ crudelia, e tormenti, che usavano i vincitori per astringere a Ci vastini a far la taglia , quindi si comincib a lentire per Iulia Ia Clith pugeta , & orrore insino a sospetiare corrumione d' aria, e morbo contaggioso, d' onde furono astret- attendere alia purgagione delia Citta , M abbruciare i .

392쪽

SACco Dr ΜoLTETTA 38 eo i morti. Fra tanto i miseri popolari variamente mal-tratiati da Nobili diedero con diverse dimestraetioni molli. e sempj di calamit1, Giovanni di Μincio cercb piu volte applaitari nelle tenebre, nε giammai te trovo vosi dense, e rimite, che non fuste alia fine additato, di dove umisero messo in luce fu dia Dottor Lepore di piu colpi collito, e. semivivo gittato at sumo . I compagni melii in fuga furono altri da Soldati sul fuggire uccisi, Sc altri 'cam- pati da velle furie vis sero misera vita iungi dat terreno loro natio infino ali' ultima vecchiaja. I figliuoli di Lod vico furono dat Diomede fatii priggioni, e rattentiti iasin doppo la pace, e quietati i rumori. It Bove pago per se , e per i fistucii fi grosse lagite, che viveva Mila.pace tra bisogni, δε in continuo eordo io . I seguaci det Dottor Diomede , i figlivoli, e Parenti det Porticella ce

cando sauollare contro a vinii te vo te, e brame .lorol' insuliavano in myle modi. Non resto fra tanto id Popolo di non rieordari de suoi invecchiati pensieri, e mentre non pub stare a galla, celatamente posse suoco alla Casa di Rusoli, come che de' Nobili con molio danno dellaCase, e delle robe di coloro. Il sacco su molio miserabile, perche quei Soldati non saetj delle supellettili , edell' attre robe preetiose , e di conto , lasciarono te Casevote insino des vasi di poco, o nulla stima, intanto cheper tre giorni s' attese sempre a saccheggiare ammaZZandosi molle volte i Sol dati ita di toro, come anche successe at Diomede , ii quale tot se la vita a due Soldati dei Principe, due altri mesi in fuga per togliergli un suo glodat tormenti, fando ancora d' una stoecata morire uae altro

Scidato, che aveva malimitato alla presenta dei Principe uno de' nostri. Nobili, e uecchio d' autorita . Era it Do tor Diomede Lepore di si guan animo , e si fattamente

coraggioso, che non curava oricoli, conosceva peric

ii, di qua tengono per vero quel suo gloriarsi fra quellegenti dei Principe, e Soliati di pia valore, che non po-

393쪽

salito sopra it muro prima di lui , henche a turibui schi ii

Giovio la Corona murale a Domenico Rembo . Il Ponti- cella in quelle prime hore deli' allatio passib in Trani al-l'altra vita, e resto privo di fruire te sue desia te vendet- te . Fu il vedere tante uccisioni, & esser messa ogni cosa a rabbia, fle a bottino, casse mesto lacrimevole, ma non pero 'aretae montato tanto se non lasse rimasta la Cittar spopolata, e vota d'abitatori, it che si causb parie dati'

cisioni, e diale priggioni de Cittadini tirati tuora lino at pagamenti delle taglie promesse , e parte dati a peste , ehe di la a poco semi net Regno cagionata dati a guerradi Napoli, ik attaccata nella Citta di Molsetta piu gravemente di tuiti per li tanti dis agri patiti, assai piu cessato it sacco, che non 'pria; Imper chE erano i miseri Citta dini gia r imast i di morando it Principe nelli alloggia mentὶ della Citta , benchὰ coimati et flatio di necessitati,

Ogni giorni astretii a pagare per nutrimento de' Soldati, elast' uno a que i di sua Casa con grosse semine, che chia mavano felici te morti successe nes sacco; oli recche s ri/ vano i sembianti di coloro , che Ι' avevano ammaetetati ipiu cari, depredati i beni loro , e privati delle cose piupreggiate, e di quelle sorsi ad eissi peruenuti insino dei loro Abavolt i Coti questo modo di vivete aspellavano cOlors da Francia detrari, e supplimento di gente , quando it Principe per effer piu pronio alle dilest si rei trinse entro i muri nella Citia fando tuiti quei ripari, che lipar- vero necessarj , e togliendo Ogni cosa, che li iusse di n cumento . Reputo gli edificj det Boreo, te Chie se , ed 1Monasterj ivi, e net suo riit retto collocati alia sua sicu- regeta contrarj, e butib .ogni cosa con impeto a terra, tuis rono questi fatii giudicati, come di pronia risoluetione , si anco mal fondati, perche erano ait' hora te large -di Francia grandemente inde lite per te continue guerre lat- te in Italia per spaetio di 3 s. anni, sempre alia fine con

394쪽

perdita , 'e danno inestimabile , 8e in tanta declinaetionei' apparecchio di quei tempi, che dopo queste reliquie tutioil Reame era in potere den'Imperiali ne mici di Francia troppo potenti, ol trecche vi cadeva la consideragione delia de-bolereta dei luogo: I avriano i nostri in qualine modo tollerate quelle ruine intrepida mente, ma ii v edere gittato a terrail Convento, e Chiesia dicato a S Francesto d'Assisi , econ molia spes a eretii da loro antepallati non solo in onore det Santo, ma ricevum ancora da quello, come Voglio-no per sua staneta, quando viveva, e di la la Chiesia, eluogo di S. Berardino da Siena locati su quel Terreno pochi Anni dopo sua morte, come havulo dicono per abita-etione det Santo , li su pegetiore des Sacco , e di mille morti . perchξ erano quei luoghi continua gi j a deli' animi loro , e dove si racconsolavano deIle dis venture coale prectiero falle ae quei Santi , come mi piu cari , e se quelle Chi est , e Μonasteri sono oggi risorti con te

limosine de' particolari, e det Comune , e con I'entrate loro per molia .diligenga, e cura dς' Frati, apparono in queiluoghi , e net Burgo steta te vestigia della ruina. Coa

questi ripari perseverἴ il Principe nelli altorgiamenti della

Citta , inlino che a se rivolse come ad ultima reliquia del-Ia guerra gi' ocelli di tuiti, perche fatia la pace, M rieordo di tui in quei traitati, claseuno attentava ii fine de' suoi pensieri, e dei volteggiare, che spesso facevano quelle Galere per questi liti, quando necesssitato partirfi mile mano ait' ultimi danni della Citta ; Imperocchδ per mergo de' nostri suoi sequaci cauli Hori della Citt1 a suo conto per Venegia tant' ogli , quanto Si it C Imune ', & i particolarin'ebbero , e su l'istet si legni vellegio coi n Istri suoru sciti verso quella Citta. Hora qui come in terse , e chiarospecchio mari ci astu no a quanto montano te discordie Civili , e giudichino , che , se i' nIstri non hau essen, istigato quel Principe, sorse non si sarebbe messo in quelle deliberaetioni, ne venulo glammai a nostri danni, se la Cit-

395쪽

39a MARIN ELLI iusse stata unita, angi se havesse trovato qualche poeod i scontro, e ressistenet a sino che .fulsero venati in soccorso

in Imperiali , i quali poco dopo la prela comparsero soprata Citta , Colei come di sesa da savj delle cosse di guerraharia vitato a tuiti i patii Ogni male ; laonde ii chlamo alia lettura di questi succelli , come accad uti alia nostra Patria, ed cnostri per te discordie loro, a tali fatii con- sape voti, e cauti attendano at beneficio publico, e guardino da quante lieve caggioni pud cadere una Citta agit vhtimi mali , nE s' invathiscam delia fortuna de'. V incitori , perchh non e chi chlami loro vittorioli, chi hanno te mantinis dei proprio sangue incrudeliti contra de' proprj Lari,

giare te voste dei sangue nemico: nh mi dichino , che i Nobili dalli tanti insulti de' popolari si ano stati necessitati

metiere mano a cose di tanto peso , d'onde allegate leloro raggioni avanti i Ministri di Cario Cesare iurono tolli dat Bando, e uestituiti at primi onori , e rimessi nella Patria, e beni loro Imperocine se ii vivere politico , e civile ne chiama a sollevarne dair opprellioni, vi mette Perd modo , e meta , e vieta totasmente i salti cli' anno dei crudele , e deli' empto , perch8 l' animo saetio d' orrore, e carco di penti menti ii trova spesse volte oppresso da dolori sta mille agitaetioni , benchε potemo alterinare esse rea nostri giorni tolti via Ogni appoggio di quelle gare, el-sendoche quasi tulte te famiglie popolari sostentamento delle divisioni sono passate coi Nobili, abbracciando con mol- 'to desiderio, e fausto quel nome ch'era da etsi tanto odiato, e perseguitato , aneti l' esaltano con tanto apparato diparole , che non vlene da loro riputato, ne anco per huOmo, chi non e di quel litoto ornato.

SEARCH

MENU NAVIGATION