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iuus , Ros , manc ριa, τ' sti , urceolus probanturi prius, ct sic emuntur,solis uxor non osenae ιοr,ne an tea di pliceat, quam ematur.
- La te conda cauta disi isti M trimonii infelici c&e indultione Mihi prima I si e , perche molli no
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sl6to naisque, qui Coniugium ita βuscipiunt, v
et eum a se, or a Da mente excludant, Osa Διι dini ira vacent, cist equus mulus, quibus non es intera , Iectus': habet poresatem Daemonum super eos. Latet Ea caula de' Matrimonii infausti h Pin ΦΩlita de' Contra enti: & e cagione, che si reduce alle duegia accennare e Si come it Nobile poliero, che aspira allo sponsalitiod 'una Danna humile', ma ricca. non e mulso da altro fine, che delle ric- .che ZZe,co si ii Uiltano ricco , si fa condurre da lata superbia a contrae re con la Nobile, per nobilitateit suo calato; on de auuiene, che tale superbia e giu stamente castigata da Dio con t 'infelice euento dei Matrimoni6,merch che non da Dio, ma dat Mondo sono estia miti a quel Mitrimonio. Volendo 'Dio dar Mogi ad Ada no: Facιamus, disso, Adiu- istrium similesbi, simile non sol O nella natura , mane Ile coinhioni,e costumi con che c'insegno, chenelli Matrina 6nij viii richie de trugualita delle per- .son F,accide he u nesso duri con perpetua unione di volo irta It serro col serro ben si unisce i ma chi Iesse uni re it ferro con n o si affati carebbe tria vano ; costa punio it nesso de' Consorti dissimilidi conditioni ,e costumi no ' pub gia mai star saldo, imperci oche it genio det Nobile eslando superioreat Phumile, auuiene , che questi si a opprestri dat lasuperbia di quelio , onide ben disse Ouidior
2Puam man rnaequales veniunt ad aratra Iuventi, Tam prem tur magno Conruge. Nupra m nor.
saidato, di assistito da Dio, ch e Porigine , e causa da
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domus,se diuitia a Paretibus, a Domιno autem uxor prudens, i Set tanta leggono, a Domino optatur uxor
miror Et ecosi. Perocheli Matrimonio.e via nesso morale,cioe una unione di due volonta, che lonoquelle de' Consorti: Erunt duo in carne una, cloe, due sono i coniugi,ma congiontis collegati in una volonta , oiad'e,che per fare questo nesso, e nece l-sario, che te conditioni, e costumide' Conti aenis i
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gno pro messogli,'volle esterne pregato t. Posuia a me, o dabo tibι gen/em, bareditatem tuum: A chiparia qui l 'Eterno Padre, dice Sant'ASostino , se . non che at suo proprio Figli uolo se condo Thum isna naturat me iam temporaliter fecundam fuscin rum hominem intellisendum est Coti che ei ha lari ad intendere, che Diotat mente v uole esset presseto,chene anco ali iste G suo Figi io, come liuomo , concede gratie sen Ea l'Oratione. Donde puci ci scuno apprendere tibi sogno grande, che ha de roratione,quello,che v uol in contrare una bucina Moglie, e la necessita,che ne habbi amor ulti per lasalute eterna, altrimente non cessarannoniai i m I ne consegui remo mai bene alcinis incisas. lar
υια se deli con quella santita, e tellitudine, ch'EUOuuta ad un tanto Sacramento e produca queibuo ni cssetti, he possino stabilire a' Coniugati, et 'eterna salute,e la pace delia loro casa i si a cia scuta Paroco diligente nello spiegare at Popolo te a cennate cagioni de gli euenti infelici de'. latrim Taij, & assieme in ad uot trinario dolia dispositione.ε preparatione , che sirichie de ne i Contraenti per rice uere it frutio det Sacramento .
La prima dispositione, che si richiede i che i Contra enti stiano in gratia'; posci ache essendo it Matrimonio vn sacramento di quei, che conserustono la seconda gratia , cio Fa dire , a umento di
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are la gratia santificante ch e res ito comune a tut-xi i Sacramenti, produce anche. una gratia speciale, attribuita a quel solo Sacramento, che si chiam a gratia Sacramentale; bor suppostqquςsto : . Il Sacrametuo dei Matrimonio, ollire la gratia santi ficante conseruceser gratia spe G la in virtu della a Passio det Redentore cluet tre effetti, che enum rammo di sopra, cive, Primo unisce te volonta.de' Consorti,facen doli concordinet volere , di modoche due yes uuae si congiungruao moralmente in una r Secondo, cagiona loro vn'amore coniugale.
e puto. col quale alutansi ad inuicem 1 portare cocarita ligio go matrimoniale : Ter ZO. est ingue la libidine, acci oche colla frequena a degli alti pia non si accenda. Chia dunque contrae it Matriamonio con costienZa di peccato mortale , metiendo obice at Sacramento, non rice ue n hilagratia comune,ch Elasantificante, ne la speciale , e con-stque memente non riteue ii primo essetto,cb'h Pv-nione delia volonta,& ecco i dispareri r Non ric ue ii se condo effetto,chi ramore coniugale, & e
eo gliodij: Non s'estingue final mente la libidine,& ecco gli abusi deIMatrimonio, e gli adulter ij ;Pola iacte accendendosi piu coo ruso Ia concupisse Ea si abusano dei Matrimonio, col commetiere mille , Ialamo per conclud dii re,
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ri , Ilar ine dI tintele miseririe ealamita, the alliai si ornata si sperimentanotra Mariti e Mogli e ii disi serio di questa dispositione. e quino auuiendi, per i che la maggior parte de gli buomini non si prefig
i gono nella mente la Santita del Matrimonio. maia i solo it diletio dei senis, &alle volte si conclude Misi Matrimonio con me Zeti peruersi come con ingami ni, spergi uri, incantesimi, decessit amara uigila, i se a mezEi ccisi infausti succedano Eni cotanto imi latici. Tu is i emovit' ori . o L La seconda dissinsitione,che si richie dene' comtraenti, e la rettitudinedes fine a De si corataei
. li Matrimonio per maeldine,per lo quale sula a Dio, inst tuito,e questo uno te la generatione dellatpro. la', quale deuesisattendere clat Phuomo non stant
per perpetuare ii iuo lignaggio, quanro per moltuplicare i figli adorti ut di Dio, e compireal numerode' Poedestinati alla Glatia . II bene des Matrim nio, dice Sant' Ago stino, consiste potissima mentes in quella retia lintentione di irras serire ablori fiagliuoli dalli membri deI nostro primo Padre Ad monelli membri deuecondo Adamo Christo Sia. gnor Nostro ; questo fu is fine,che da Dio fit prina. eipalmente inteso quando institui iI Matrimonio . . v p r questo solossi ne promise a quei primi Patria , chi moltiplicate it loro se me dicendor mltiplico, ruumsicusetiar Crii, per darci ad inteni dem,che poco havrebbegio uato a quei Santissimi
, Patriarchi, e poco giouarebbe a qualunque Chri- stiano hau er molli figli. se questi non fugero ne
. numero de glieletti, eleuati afri splendereacom G
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u aria causa accuto sororem meam Coniugἔse ola pesteritat viletasone, in qua benedicerux nomen tua
noras a Ioram. e questo sine deue havere Ogni Christiano, se vuclle consegulae it fine, per lo qualeae stato creato, poscia che ii solo fine della Gloria di Dio deue egere lo scopo di Ogni nostra altione. . It secondo fine aequi principale at primo, per. loquale Iddio institui d Matrimonio ψάρ per darGvn 'agi uto, e consorio ali 'huomo, per soscire piunge uot mente te cadam ita di questo Mondo . comesi caua dalia Getasi 2 Non es. bonam hominem es fiam facia tu ei Adlautorium aedie . 'E l 'huomo via Animal a sociabile .che coni arato dei compagno si anima a tolerare con me no molestia ipesi di questa vita.onde Dio,cti e tutio intento at nostro bene i , Nolle proue derel liuo modin compagno di sesso diuerso,accioche t uno,e t altro applicati secandola loro naturale inclinatione, la Donna in cose dorimestiche. e l huomo ne linaneggio de negotii pissigraui portassero con amabile loeleta it glogo ma- imoniale per propagare la generatione, ch e iI fine primario dei Matrimonio.. O tre questi fiat principali,si puo anche contrae- se it Matrimonio: I fine di estinguere la libidine t
fuam Usserisce ait incontinenti l Apostolo S. Pa ilo la Moglie per est inguere la concupiscenZa, dunque lecitamente si puo intendere da' Contra entiquesto fine,purche primaria mente intendano ii fine della geheratione ; Impero che chi intendes fiet Matrimonio solo it fine della est intione det lata libidine,ch e fine secondario, en 'esclud esse it pria
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mario della generatione ; it Matrimonio urebbG illectior Cosi pari mente altri fini secondar ij po
no concorrere net Matrimonio, come la belleget videlia Spola, la nobilia, la prudenza, la modestia, os mili, quali sono tuiti l cciti,& honesti. La tera a dispositione , che si richie de ne ili Contractiti di 'Oratione, e con questa deuono an dar eongionte attre opere meritorie, come digiunt, limosine, messe, e simili: Santa Cecilia essendo data perisposadasuoi Parenti a Valeriano , ella per trEgior ni continui precedenti alle No ZZe macero la sua carne con digiunt, e ciliiij, spendendo te notat intiere in oratione: Fiat cori es corpus meus immculatum, ut non confundar . non ando in uano la sua: Oratione, merce cheottenne da D. o di conuel cire
alia sede di Christo Valeriano suo Marito,e con te Norae conseruare immacolato it candore delia . sua virginitar Di questa dispositione se n 'e par latorii sopra; & in una parota torno a dire,che te NoZ-Σe celebrate coli'assistenga, e fauore desta Dium gratia saranno principio di Paradiso , clanga Diosaranno principio d'Inferno.
Parti,che deue ademptre iI Paroeo ni IContratio adia Matrimonio S. 4.
Non deue contentarsi it Paroco di ad dotirianare solo it suo Popolo della santita di questo Saeramento, e delia dispositione che si richie de ne ὲ Contraenti: ma per compire con pia dilige eta te parti det suo pastorale ossicio, subito chlagii sara avulsato,e richiesto a sare te solite denuncie . prima di cominciarie deue procurare di esplorare
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diligentemente la volonta delli Sposi,separatamει
te l'vno dati altro, se s inducono a celebrare quelle Norze di propria loro volonta,e senZa paul aia sau uertendo adesplorareta volonta della Donna in qualch e Chiela, o altro luogo honesto in pre-seu Ea di persone honeste, in modo pero , che da queste non si a in tela, acci oche possa senZa timore, oro stare dire libera mente i suoi sentimenti et questa esploratione gio ua molto a perche non manc no di quelle pouere Zitelle, che inuite sono indo te dat Padre, o fratellia contrae re tale Matrim nio. E massima mente non si tralauri questa diligenZa, quando conosce it Paroco, che in quel Matrimonio vi e rine qualita delle persone u. a Secondo, deue interrogarii , se alc uno diloro hauesse satio voto di castita , e bonche ii voto sem-plice non renda inualido it Matrimonio , ii con-.traente pero contraendo pecca mortalmen . aes amittit ius adpetendum de ιιιum.
.,Ter Zο, se ii Coniugi sono figli di famiglia deueinterrogarii, se in quel Matrimonio vi est consenso det Padre, e Madre, & ancorche tal consense non si a conditione essentiale dei Matrimonio, con tutioci OPeccano graue monte i figli,che in uicis, o mst ijs Parentibus contra gg o Matrimonio purche irrationabiliter quelli non ostino posci ache per debito di natinia sono tenuit honorare ii Padre , e Mad m, e col loro consigito traltare un negotio ditanta importanZa,quat 'e it Matrimonio . it.
Quarto,deue interrogarii, se alc uno di Ioro ha-uesse pro messo di sposar si con astra persosa,in qual ais sarebbe tenuio coetuate la sede della pr Meta. sema graue peccato.pctaebbe recedere
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ta at laco ad o fosse corroborata col giuramento . ilq L Iebra illecito non obliga . Riserisce a quest,' proposito Martino det Rio. che nella Satani vi et a una Gio uane allat bella. e ricca,che die de lase de ad Un Gio uane di sposar si seco ; questi essendo potiero preuid de, che la D lana non Phaut ebbeo seruar la promessa, ella ali 'in contro ri ola conqueste parole riSe io mi maritaro con altri, cheis cori Demonio mi pigit ne i gior no istesta delle Ni age ri D ippo pochi gior ni recedendo dalla prima promessa si caso eo i vn 'altro, ii quale ancorcii damnanisse la D nna ad osteruare la sed egi urata at prim , tanto ella st ibi l i ii Matrimonio colsecondo; poco curando si della sede data at primo ne tristes agi orno, che si celebrauano le No ZZe , mrando tuiti sta uano alle gramente suorche la Spola, cui rimardendole la colaien Za macerauata malin conia 2 ecco, che nella casa delle Norge entro rono due Demoni j in forma di Caualteri, eri-
ceu uti corte sementesu uno diloro inuitato a ba Ilare con la Sposa e questi doppo hau er dato due, o trὰ salti, si solleuo in aria e pigliando seco la Sposala porto in tuo go, doue. non su piti mal vedula, ninfinite lagri me de' circo stanti. Nel se guente glomno, mentre gli amici, e parenti anda uano cercandoqueli'infelice cadauero per sep pellirio, coparueroque i me desimi Demon ij, arrecando loro te vesti ,egio te della Donna, dicendoli, a noi non su concesti potesta da Diodi pigii arci queste cose, masel mente la Spola,e sparuero. Cosi quella suentura-ra,che havea rotta la sede delia prima promessa, fain anima, e corpo data in potere de' Diauoli.
