Synodus dioecesana ab illustriss. ac reverendiss. domino d. Francisco Frosini Pistoriense s.r.i. comite, archiepiscopo Pisano insularum Corsicæ, ac Sardiniæ primate, et in eis legato nato habita in ecclesia primatiali Pisana diebus 6., 7. & 8. mensis

발행: 1708년

분량: 535페이지

출처: archive.org

분류: 그리스도교

421쪽

Pars Secunda 399

Prima essere lectio alle persone Religiose ii fare donativi per

causa d gratitudine, e per guadagnare, o mantenere la benevolen Zaverso la sua Religione, o Convento, operat ire cause, che contenis gano di sua natura atto di vir tia , e merito , purche si faccia conmodestia, e discreteaza ii dono, e con licen Za det Superiore, o Superiora , e con it consenso delia maggior parte dei Convento, se in tali casi si licerca un tal consenis, o per legge, o per vigore di Costmizioni , o consuetudini dicias cuna Religione respettiva mente. a. Dichiara intorno a i donativi sopradetii pet messi di legeteri presenti concernenti a cose commestibili , potabili, e di divoZione, che ii consenso dei Convento tacercato dalia sopradetia Cottitu- Elone, si deve intendere quel consenta, che per altro si dia diragione di legge , e quando vi corre sospetio d' ambiZione : cessanis te questa, non ricercars la licenZa det Superiore in ictatio , mabastare in voce.

3. Ne i ricevi menti di conviti, e simili de i Benefatiori , Proistet tori, o vero ordinari tra redirsi la delia CottituZione , quando si fanno in modo indecente allo stato Religioso. q. Dichiara , che i Conventi, a i quali deve farsi la sopradetiarestituZione, sono quei Conventi, a i quali te robbe donate, limandates lappartengono di ragione, quando cio possa farsi commdamente. Che se non si polr , aliora la restituatone deve fars alConvento , che h pio vicino at luogo, dove sicerca l' assoluetione,& E della medesima Rcligione. Salve queste dichia raetioni comanda ,che la sopradetia Costitu.

Eione di Clemente s' offervi onnina mente, net restante la conse ma, & in quanto bisogna la I inuo va, condan nando ,& irritando ogna pretesto, o non uso, o uso, o consuetudine in contrario. 6. Finalmente comantia scitio penatii privaZione di voce altiva, e passiva da incorrersi uso inre a qua lunque Superiore , o Superiora di Monasterj, o Conventi, che in perpetuo maschedun annonet mese di Gennato faccia leggere publicamente in rao una naa dituite te perlone dei Monastero, d Convento, o almeno nella publica mensa, tanto la sopiadetta Costituetione di Clemente, quantoque sto Decreto, Interpreta Eione, e Breve. E proibisce aquai si v xli 3 persona di qua lunque concietione, e dignit, giudicare , & preta Ie altrimenti, ti annulla ogm alcia contraIIa Interprem

422쪽

. . tolico Zelo invigila incessantemente a togliere gli abus, e Promovere at bene spirituale di tutio ii Crilli anesimo , non lascia di stender l'occhio desta sollecita sua Pastorale attenZione alla, hucina diregione delle petione Religiose, e speciat mente delle S cre Vergani che con lagione fi chia manci iliusnor πνιιο Gregis risi, sperando da esti , non solo cli cons gulae la loro santis ca-zione, ma ancora di potere ottenere per m Em uelle ora aioni di queste dilette Spose dei N Signor Giesii Cristo, quando veramen. te attendano con tutio it loro spirito a questa religiosa perseZione, a cui si sono consecrate, specialissimi aluti dat medesimo Signore neti gravissime, e pur troppo note calamita, che di presente affligeono per Ogna parte la Santa Chiesa; Che pero, a Vendo intesci da varie parti, che uno de' orincipali impedimenti ali rofitto spirituale deste med si me Resigiose ne' Monasteri deli' Itala , e Isole adiacenti proviene dat te spese, che sono cost rette disere te Monache particolari in occasione de' loro Ufi2j, derivanis do da clo olire te vessaetic ni importune, che si danno alii Padri, Nadri, e altri Parenti, quali talvolta non possono corrispondere

necessaria mente la distra Zione dati' Otagione, e culto di Dio ,l' mosis servaneta delle Rego te, I'attac Lamento blasimesole alli beni te Ten . e talvolta anco con pregi uoletio det voto delia tanta pove ta, legontinue anquietudini, ii stenti, e te occasioni di traitare Con troppa liberta , e frequeneta con a Secolari con danno scaminbievole delle anime , e inconvenienti anco pio gravi, de qualigi ungono frequenti, e quotidiani ricors alte orecchie de' Supe-ziOxi Ordinati, delle Sagre Congregaetioni, e desta stessa Santit Sua; E volentici la mi obsima, che onninamente si ponga un eff-Cace rimedio a' seddetii di adini, scome ha comandato, che aqvulli opportuna mentes proveua ii spetio alli Monallerj di queae Alma

423쪽

Pars Secunda. 4OI

Alma Citi di Roma con diverse ordinaetioni contenute in ues Editio sopra di cio publicato solio ii d . Gisgino prossimo passato, cost per curare con eguai ramedio l' isteta grauissimo male anche negli altri Monasteri d' Italia , edeir Isole adiacenti, ha inis

caricato a me d'angiungere stretia mente In si O nC Te a V. S. α.

neli' isten maniera a tuiti gli altri ordinari u 'Italia, edetri solesuddette, come pari mente alli Superiori Generali delle Religioni presidenti a' Monasteri di Monache, che, falli ben ponderare Halle Religio te a let sotio poste i sopiaddetii di sordini. e Ie pesis me conseguenae, che da eis provengono , e quanto ali' incontrosa per conferire alia loro religiosa quiete, ea liberarie da infiniti fastidi. rimois, e scrupoli, l' ahenarsi affatio dat pensero, e sollecitudine di Ogni privato interesse temporale ; Eli a seguendo resempio di quel, che fi h Atto in Roma, incarichi solio precetiato formale di ianta obbedienga, con riservare a se la lacolla diassolveme , ed in Oli re solio pena di privaetione cl' usetio, e delia

voce altiva , e passiva , e attre a suo arbitrio, a tuite te Ahbadesse, Superiore, e Camat linglie, Sagrestane, Rotate, e attre Monais che Usetiali di tuiti li Monaster j, ille non Acciano, ne permetintano res itiva mente, che da attre si faccia speia arcuna, ancoris ehh ne fosse data loro comocina Oa' Parenti, o da attre Persone, duranti li loro Ufiaj, ne meno quelli finiti, o prima di esercitaristi, ne di dare cos' a cuna di qualitvoglia valore a litoto di celeis bragione di feste, odi donativo, nh lotio qua lunque altro litoto, che abhia causa, Occasione , o di pendenZa dalli predetii Ufigi, non solo alle Superiore, Ufigiali, Monache , NOVIZie, e attre, chedi morano mei Monastero respettiva mente squalI pure ncndo, raniano ricevertat ma nh anche alli loro Superiora , bearche Regolari , Confessori, Deputata, Fat tori, e altri Ufigiali dei Monastero, anis Ei nh menci alla Chiesa, o alla Sagrestia , ma quat si vortia spessi ea

ε per occasione delle medesime, quale doura sem pre effere conia veniente , e moderata, s saccia colle rendite dei Monasteto senia Ea contrarre debito alaunos Al quar effulto dourri V. S eficaceis mente ingiungere tanto alle Superiore, ed Ufigiali, quanto alli Deputati, Sindaci, ed Economi di elatarn Monasterio d procu- .rare, che te suo dcite spese , come sopra modcrate, si stabalisthiis .no dentio breve rei ne con li modi, che stamcranno PiU pr

424쪽

pti, e convenienti, da approvarsi da let, secondo te rendite de medos mi Monasteri. Intende in olire espressa mente la santita Sua , che la disposietione di quanto si contiene nella presente Lettera sa univeriale, e comune a tuiti li Monasteri di Monache, eetianis dio governati da Regolari , eda qua lunque altro Superiore, benis che pravi legiato, e privilegiatissimo. e degno di speciat meneti re, o in qualsivoglia altro modo esenti, o anche immedia tamenis te sorge ita alia Santa Sede, come pari mente alle Case d'Oblate, henchd non abbiano Clausura , nE voti solenni. Cos dunque V. S. doura fare osservare con tutia diligenZa, e attenZione; Ed in caso che per conseguire plenamente l' essetto, che si desidera, quale sommamente preme alia Santita Sua , ella abbia bisogno in qual-che cosa delli oracoli , e autor ita della Santa Sede, non manchidi ricorrere alia medesima, con certa fiducia di venire assistit Con tutio queu'ajuto, e protegione, che si gludi chera es diente, per Ottenere cinninamente ii compimento di cosa sὶ necessaria alia quiete, e benefigio spirituale delle Religibis, e tanto importante at servietio det Signore Iddio, da cui leprego Ogni mag-gior felicit . Roma 18. Luglio Iro 8. G. Card. di Carpegna Presetto. FerAnando AremescoῬο di Nicea Segrexaris.

IL Saero Concilio scomunica tutiele persone di quaIunque eo di Zione, e qualita, tanto Chterici, quanto Laici, e tanto S eolari, come Regolari, ancorche siano in qualsivoglia dignita , lequali in qualsivoglia modo fiat Zeranno qualche Vergine , Vedo-va, ἐν altra dinna contro la sua volonta suo iche ne' casi espreta fi dalle Iergi, ad enitar net Monasterio . oricever l'abito di qualis 6VUgla a Religione, civero , far proselsione; e quelli, che in citi Haranno conligito, aIuto, e favore, overo che, sapendo, chequel-Disitirco by oste

425쪽

Pars Secunda. Αοῖ

non ta spontaneamente alcuno de' predetii atra, saranno presenisti ad alcuno d'essi, o prcsteranno it loro contento, bu' interporis ranno la loro autorit .

54mil mente stomunica quelli, i quali seneta glutia ea uia i qua is vortia modo impediranno la tanta volon a uelle Vergini,h ci' attre donne, di pigliar l'abito, o far pioia: none.

Decreto delia Sae. Congreg che non posseno introdus dentro la Clausura gl' Injanis. Illusre, e Reveren. Monyig. come fratello. LA Sacra Cong tegagione h, proibito ait re volte agi' ordinariti lasciare introdurre gl' infanti lentro a Monasteri di Monache , lotio pretesto che per I' et, non fossero com preti nelle Constitutioni di Pio V. e Gregorio XIII. & altri Sommi Pontes-

ea, dichiarando , che tanto te Monache, Che li ricevellero, quanto Ogn'altra persona, che ve l' introducesse incorra nelle Censui edi violata Clausurar, Lo significo a v. s. per ordine di quelii Eminentillimi miei bignori, ainnche col suo lolito Telo, e puniua hi invigili topra PosservanZa cella Sudoetia proibiZione in cote ita sua Diocesi, procedendo contio I tra retari alle pone Canom-che, e Dio la prosperi. Come Fratello AffeZionatissimo M. Cardinal Ginetii. Roma primo Aprile i667.

426쪽

o 4 Addit. ad Synod.

non sano divertite dat divino servitio, at quale si sono dediea.

te , e facendo loro elattamente osservare quanto a' colloqui conpersone di Hori tanto Secolati, quanto Regolari quel, che pradi cio si dispone cla' Sacri Canoni, dalle Costituatoni Apostoliche, e da vari Decreti, e dichiara Zioni delle Sacre CongregaZiom uia diversi tempi emanate, e publicate. Procori attres , che siano pio oedo te di Consessori dotti, ti' eta provetta, di vita irreprensibile, Zelanti, e disinteressati, ed a suo tempo di Predicatoriesemplari , e ferventi, che te esortino con emcacia a manienersi sed ii a quel Signore, che fra tante attre te ha elette ad un si grand'on re e aes una vocaZione si sublime . Si ricordi in olli e di farpunt ual mente osset vare quel, che dalla sa. me. di Papa Innocen-2io XI su ordinato, cies che inite quelle , che voglicino farsi Monache in quais vortia Monastero anco ggetto a'Regolari sano tenute sare gli Eserctgj Spirituali per dieci giorni avanti, cheri cevino l'abato, e siano ammesse at Novihiato , e che li medes mi

Eserci 2j si ripetino per l' istesso spagio di dieci gior ni avanti chesiano ammesse alia Professione. E perchh l'isteta Pontefice ordino pari mente, che si procurasse con tulte te diligenre possibili,

ma con modi soavI, e discreti, che ancora tui te te Monache Pr fesse una volta l' anno almeno per qtialche tempo, ches fosse stimato opportuno, facessero a mede simi Eserci Ej per larinia ovagit ne dello inito tanto necessaria a persone det tutio consacrate a Dio, vuole percio la Santita Sua, che L intenda rinnovato anchetat' ordine , e quando sin' ora non ne fosse stata introdotta la pratica in eotesta Diocesi, incarica speciat mente a V. S. di procurarinne l' introduZione in tempo , e con l' occasione dei present Giubbile .

Cansitutis Alexandri VII. qua prohibentur Musicae indecentes en Ecclesis , oe Orator is Urbis ;qua pom debebat supra ad Tit. I9. PIIS solieitudinis studio ducimur, ut Ecclesiarum divinis lauis

dibus, S orationi destinatarum, ac oratoriorum almae Ur bis Nostrae, ex qua in omnes Orbis partes bonorum operum e Sem- τὶ PIomanant, decori, M reveIentiae consulere satagentes quae

427쪽

cumque vana , S praesertim musicos concentus ,&symphonias, quiribus quid indecorum , si ve Ritu Ecclesiastico alienum, non sine Divinae Majestatis offensa, & Christi fidelium scandalo, ac dev tionis, & cordium ad superna elevationis impedimento admisceatur, ab illis procul arceamus. g. r. Itaque de Venerabilium Fratrum Nostrorum S. R. E Cardinalium, ae dilectorum filiorum Romanae Curiae Praelatorum gregationis super negotiis Visitationis Apostolicae , Nobis instituistae consilio omnibus , & singulis Archipresbyteris, eorumque Viacariis, ac Capitulis, & Canonicis, Choroque praefectis quarumvis

Ecclesiarum , & Basilicarum etiam Patriarchalium , nec non Praelatis, Superioribus, Rectoribus, Administratoribus , Culto diis bus, Guardianis, aluique Oincialibus quocumque nomine nunc pentur , quorumvis Monasteriorum utriusque sexus Domorum. Conventuum, & Collegiorum, tam Saecularium, quam Regularium, ac Congregationum, Confraternatatum, Archiconfraternitatum , Hospitalium, Archihospitalium, εἰ locorum Piorum etiam Lalcoisrum dictae Urbis Apostolica auctoritate tenore praesentium sub po na excommunicationis latae sententiae, necnon privationis fructuum unius mensis, ac suspensionis ab ossicio respecti .h prohibemus, ne in eorum Ecclesiis, & Oratoriis, dum ossicia Divina celebrantur, vel Sanctissimum Eucharistiae Sacramentum manet expositum, quidquam cantari permittant praeter ea verba, quae Breviario, vel Missali Romano in Offciis de proprio , vel de comis muni pro currenti cujusque diei festo, vel Sancti solemnitate praesicribuntur, vel quae saltem , Sacra Scriptura, aut Sanctis Patribuadesumpta sint, quae tamen prius , Congregatione venerabilium setiam Fratrum Nostrortam eiusdem S R. E. Cardinalium Sacris Ritibus Praepositorum specialiter approbentur, exclusis modulis iis, qui choreas, & profanam potius , qu m Ecclesiasticam melodiam imitantur.

b. 2. Qubo ut exactius servetur Superioribus, & Ossicialibus, aliisque praedictis, ad quos spectat sub eisdem poenis iniungimus,

ne Musicae Praefectos ad huiusmodi munus recipiant, vel receytos in posterum admittant, nisi prius praestito ab eisdem iurament de observandis praesentibus literis, cui juramento si contra ven rint, , dilecto filio Nostro. & pro tempore existentis Roman I Ponistificis Vicario in Urbe praedicta in spiritualibus genurali tanquam

428쪽

per urit etiam corporaliter puniantur , ac exercitio ossicii huiusmodi perpetuo privati remaneant, absque spe Ninte rationis , quae a nemine quacula que auctoritate praediis, etiam specialem e pressionem requirente, praeterquam 1 Nobis, ti Romanis Pontificibus Successioribus Nostris concedi possit. b. 3. Decernentes ipsas praesentes literas &a. Datum Romae apud Sanctam Mariam Majorem sub Annulo Pisigatoris, die a 3. Aprilis ios . Pontificatus NostrI Anno Tertio.

Santi ut da Notiro Signore sopra te Musiche abbia totalmenin te la douuta esecuetione, con l'oracolo delia viva voce della Sanint,t, Sua, ordina, e comanda, che uelle Musiche concertate conorgano, ehe per l'avvenire si faranno nulle Chaese , & Oratoridi Roma mentre si celebrano i Divini Offzi,osta es otio ilSΑNTISSIMO SACRAMENTO, H osservino puniual mente te Coseis leguenti. Primo. Che lo stile delle Musicheda offervarsi uelle Messe , Salmi, Antisone, Mottetti, inni, Cantici, &c. come anche delle Sinsonte , sia Ecclesiasti eo , Grave, e Devoto. condo. Che nelle Messe non s cantino se non te parole presicritie dat Messale Romano ne eIi Offeti cortenti nella Festa ditiastun giorno, e nelle Solennit, det Santo, e speciat mente ,ehedom l'Epistola non si canti se non it Graduale, o Tratro. e o PQ il Creoo non attre parole , che deli' offertorio ,e dopo it Saninctus , si canter, ii Benedictus, o vero un Motietto, ma con tes le Parole, che pone la Chiesa nel Breviatio, o Messale in onoreddi SANTiSSIMO. Tergo.. Che ne' Vespri olire a' Salmi, e I' Inno, non si cantinose non r Anti ne corrente, secondo it prelaritis det Breviario , & il illeclesimo si laccia nelle Complete. Quarto. Che quando sta es sto ii SANTISSIMO, non sia I cito di camar attre parole, che quelle, che son posterael Breviario, o Messale Romano, in ono te dei SANTISSIMO SACRAMEN Diuitigod by Corale

429쪽

MENTO. e volendos cantare te parole delia Scrittura Sacra, didi qualche Santo Padre , debba prima prender si l' approvaraone speciale delia Sacra Congregarione de' Riti at prestritto deli Constitutione , dichiarando , che iri questo caso sa necessaria ladeita approva Zione, ma non quando te parole sono te prestritte dat Breviatio, o Messale, e che te parole de' Santi Padri debbano essere o 'un solo, e non di molli Santi Padri uniti insieme. Quinto. Che non si canti a voce sola , tanto grave, quant acuta tutio , 5 parte notabile d' un Salmo, Inno , 5 Motietto,

ma non cantandosi a pleno Coro, si canti alternativamente, va mando serta pre ii canto, ora con voci pari, Ora con gravi, di

Sesto. Che te parole cose det Breviario, e Messale, come della.

Sacra Sertitura, e de Santi Padri si metiano in Musica ut iaceat, inmaniera, che non s' invertano, ne vi si frappongono parole di- ver se, ne si faecia alteratione alcuna.

Settimo. Che in tempo di Palsione, si canti sena' organo, co forme la Rubrica, e la Chiela prestrive . Ottavo. Che fra it termine di venti giorni dalia publieaetione dei present' Edilto da' Superiori, & altri a' quali si appartiene, si metiano ne Cori tanti stabili, quanto movivili , te geloste, cigrate strette, e di tal alteZZa, che non si vedano i Cantori, solisto pena Gella privaetione deli' omato , & attre ad albitrici delia Sacra Visita. Nono . Che claschedun Maestro di Cappella, & ogn'altra per sona , che regoler, la Musica , o sar, Battuta, contravenendo aule cose det te di sopra, o ad alcuna di esse, incorra nella pena della privahione deli' ometio, e resti in perpetuo inabile ad eis citario, e far Musiche per i 'avvenire,e nondimeno sia punito incento studi da applicarsi per la quarta parte al denunZiante, chesardi te nuto secreto, e per l' alite tre a' luoehi Pii ad arbitrio della Sacra Visita, con attre pene anche corporali ad arbitrio

della medesima.

Decimo. Che ni uno Maestro di Cappella, o altra persona pa tic Cilate per l'avvenire possa far Musica nelle Chiese, & oratori e sopra, se prima non haver, giurato in mano det Signor Coidinale V uario di Roma, o suo Vicegerente di osservar tuitele cola contenute net presente Edilto, altrimente Incorra nelle Pene

430쪽

pene de ite di sopra, e doppo aver prestato it giuramento t ehe Ovr, dars una sol volta, con tenerne ii registro se contrav-veti 1 in alcuna cosa delle prestritte, fia anche punito come speris giuro in consormit, delia Constitu Eione di Sua dantit . Dato in Roma a' go. Luglio Idos.

F IN IS PARTIS IL

SEARCH

MENU NAVIGATION