Synodus dioecesana ab illustriss. ac reverendiss. domino d. Francisco Frosini Pistoriense s.r.i. comite, archiepiscopo Pisano insularum Corsicæ, ac Sardiniæ primate, et in eis legato nato habita in ecclesia primatiali Pisana diebus 6., 7. & 8. mensis

발행: 1708년

분량: 535페이지

출처: archive.org

분류: 그리스도교

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ADDITIONUM

PA RS TERTIA

CONTINENS

Literas Tastorales, Edicta , alia ad Taraciarum, Populique ἐnstructionem spectantia.

LETTERA PASTORALE

A' Parroni . rn eua breve meue H auenna crὸ, ebe ad sp, per bene uerritare ιι loro Minutoro , vpartiene. Eliherato avevamo, Dilettissimi, netl' Istruetione de Socramenti ai Cam V1I delle Nostre Sinodali stituetioni promessavi, di rimostrare a clasti, duno ui uoi la lti ritillima Obbligatione , che h, di dirigere per la Via della Salute l'Anime da Dioalla sua Cura commesse; ma necessitati a differirista in altro tempo, tralasciare senZa grave ingluria della Nostra pastorale Sollecitudine Noi non polli amo di eccitarinalmeno a Iradem pimento di s gran Debito, col porte tala- mente in .edula solio degh occhi votiri tutio quello, che a voi di fare convenea per sotirarus at pericolo Hella Dannagione , in cui per comun sentimento de Padra , la trascuraggine neli' ademptrio vi po*e. Giunti nelr Egitto in tempo, che vi presedeva at governo it Patriarca Giuseppe , li suoi fratelli, disse loto, che interrogati chisoffero, rispondessero riri Pasores sumus sa , affnche lasciati, e me tali, vivere nella Terra di Gessen divisi dat commercio di quel Popolo mal costumato, liberi ancora dalli suoi Vieti vivessero; s los erra in Gessen fratres μοι habitare ΣιIait Iose b, ut ab AEn tiorem commerero, vitris essent seiunus. I b J Fre Qui L

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io Addit. ad Synod.

Questo salutevol consisto , che di ede pure Pietro Blesense te ad un venerabit consessis cli Sacerdoti adunati si sotio Alessandro III.

li' Insmitterra, altarche ubbidaente alia S. Sede viveua , credui abbiamo moli' opportuno di dare anco 1 voi, accio necessitati 1 vivere netl'Egitto, che e lo stesso, che dare net Mondo, eoi ram- memorarvi frequentemente, Grι Pastores sumus, procurriate di star-vene dentio Ia Terra di Gessen , cioenella Chiela separati dat comis mercio det Secolo, onde plia facit mente ii vostro Santo Ministero ad empire possiate. Due cole ad unque in questo breve , ma importante- ricordo

considerar vorcio Cte,

Ρmmieramente, Virs sumus , E percio, co ne tali sollevati soprata volgar condietione degi altri LMmim, aeumpti ex bomxitas, d Jda guardare vi avete di non camminare per te Vie popolari , ef ngose dei Volgo Non perche simit divi elo facesse l'antico Pittagora a suoi Discepoli , per viam publicam ne ambules spiegato da S. Giro lamo, Vulga errores ne sequari , ma per chelo fece sapere lo steia se Dio a cla scheduno di voi, quando comando , Giosue , che detrita, or populares via depone et ZAElvere , per sentimento di S. Ambrogio; e) Ed quanto dire, elie ne ii 'abito, ne ii operc, ne coia tumi distinguere vi dovete dagi' altii, onde nu la in vo i ritrovisi, che aver possa dei popolare, deli' abre ito; nulla che detraua aloecoro dei vostro stato, elie repugni alda S. nrita dei vostro grado. ti Santo Re David clopo aver uicitiarato succetare at Regno Salamone suo Figlio, ne i consegnat gliene prima cla mori re it governo gli ristrinse quanto far' eglidoveva per hen sostenet lo in queLto breve ricordo, Esto Uir. f) Cos, S. Madre Chiesa uice a cinia cheduno di voi iret fida rvi la Cura deli' Anime, accili des vostrodo vere vi rammentiate, Mo rir , Ed eccovene un riscontIO eQuando ebbe Mosh da elegete te alcuoi det Popolo O' Is raelle che i' accompagnassero at Monte Sina per prender la Leg bal Ad Dio, che gero sellanta Uecchi; Aheude ad mutem tu' eptuaginta seves ex Israel; g) Ma quando si traiici ci sargit attret tan-tI, che l' altitasseio a custodire , e reggere it Popolo volle Id dio, che Olire ait' esser Vecchi , fossero ancora Viri, Congrega miti 1 in givia Viros ex senilitis drael. b Ora in quetii settanta Viri lcelli per aluto di Mose venite vol

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sgurati, che eletti siete net governo deli' Anime a pnrte det lapa Llorat sollecitudine de Vestovi; e percheda ignorar non rabbaate, vuole la Chiesache nci Dromuovervi ali' alto grado di Sacerdotivi si rammemori dat Vescovo , Vos quidem in septuagima Viris ex seviabus signata estis. ι Perloche ricordandovi spesso, che Viri oris ,

raboroar vi dovete uel medesimo tempo, che anco voi quelle steta rit tu si convelagono, che convenirsi a quelli osservano l'Abisulense, e Cornelio a Lapide; ιJe sono; Pruiantia stam humana, tum rimina ; cioh sussiciente Notraia dely umane cose, e divine, Onde istrui. re it Popolo basteuot mente Possiate. Justitia, O recta Conmessatio. Amore delia Grasti Zia, con cui renotate a Dio, ed a Ptossimi usso dovere; Modestra , che net conversare ri' e sempio sia tuiti coialor, che vi mirario. Graπιι 1, ct Reverent=a Perharas Gravita, ehed a pesci alle vostre Oper ioni , Santita, che vagita a conciliat vi in Ogni vostro passo, in Ogm voltra aZione la venera Eione do uuistavi ; Fonstari, ct Zetas Bona communis. Zelo in somma per deside. rare ii Bene deli' Anime a vor commesse , Carita per promoverio , Zelo per timvovercio, che in euir lo potesse. Di modo che dat viver vostro Occasioneia prenua di poter dire, come det Proseta Eliadisse Ia Vedova ditiaretta S in 1fio cognomν quoaram V1ν Des es tu; m Secondaria mente da conliderare avete non solo Vira Iam 3, m

egi andio Porores; Ed in questa seconda consideragione l' obbtigo

vostro maggio mente racchiudes.

L 'arte pastoreccia , con l' Arte di ben custodire, e dirigeri Ania me mirabit mente si accorda; Percio l'eterno Dio volle, che M sh eletis da lui, come sentis te, , condurre, e custodire it Popolo suo quarant' Anni dentro ai Deserto, si esercitasse attrettanti prima neli' Ufigio di Custode delia Greggia da Iettro suo Suocem perte Campagpe di Madian, celebre Region deit' Arabia ; e l' Unig, nito suo figi uolo venulo in Terra, per condut l'Anime da tui colpreetm dei proprio sangue ricomperate at Clelo, godendo dei dol-ce nome di Pastore, lottodi cui era stato predet to tanti secoli ava ti dat Profera Eaechiello, netl' esiger da Pietro ii pascet te sue Pecorelle, laici δ tuiti Noi, come testimonio deli' infinita sua Carit, it hel litoto di Pallori.

Ad unque risores sumus. Tia te parti, che ad un buon Pastore

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11 Addit. ad Synod.

cat eas nomgnat/m, qa per rachiam artane Idiritis sentiem , se maitra viasse da quello; L' intendete Di lettissimi Una sol Pecorellias narii amo , seneta pau servircidi si migii anze , ovvero seguendo l'mis cominciata , eici che ancor Crasto h chi amato da S Pietto P λον Animarum, sy dichiamo pio chia ramente J Una sol' Anima di quel Ie . che sono a Ila vostra Cura si late, la quale per vostra colpa , o negligeneta 6 peroa , pone ancora voi in manifesto peri colo diperdervi; perloche vostro Dibito in dispensabile egi h il procuraredi conciscere crascheduna di loro , atteso che nulla eioverebbe hscia servi avanti , Dio, se si perdesse , ii non Ι aver uoi conos lata, e perci5 non potula corrergere; cum ererismum fit, f vi rogiteoeni scula it Concilio di Trento, ed avanti di tui ii Pontefice S. Gregorio, usae a sita Pastoris excusatronem, si lupus oves comedit , re Pastor ne est. A quest' oggetto si estge da Uoi, che descri viat e d estinis tamente Ogn' Anno nel Libro , che chiam asi dello stato deir Anime, tuiti gla abitanti delia vostra Parrochia est Casa in Casa, colN me, e cognome, ed et , secondo la forma prestritta vi dat Rituale Romano, e che fatia tal destri Eione , frequentemente esa minandola, vediate , chi de Giovanetli , e Giovmette capacid' imparar la Dottrina Cristiana manca ne glorni festivi di venire alla Chiesa, per o Iieare i Padri , e te Matiri a condurueli : Chidi loro inet, capace det Sacramento delia Peniten Ea , o Comunione, differisse l' uno, e l' altro , per rimedia re alia lor eoipevole trascurataine, col procurar d' i struirgit, eo ammettervelis Chi passando Anni sette non sa per anche Cresmato, assinche possa colla precedente vostra istiuEione, net tempo , che da Not questo Sacramento amministras , cresimarsi; semimente osserviate, se alcu-no de deseritii in deito Libro vi ua , cheirascura l'Edueazion defigli uolt, che perda miseramente Il tempone*la Amori, ne Giuochi, enelle Crapole, perche si emendino; se vi stano tr quei discordie per acquietarie; Concubinati, o altri abusi, per stadicarii ; se a Diate nella vostra Parrochia Bestemmiatori, Usurai, scandalosi, Per correpgerli 3 se alcunci in somnia , che di rado venendo alla Chiesa talpello a voi si renda, perche dilui v'informiate; imp

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roche troppo eran fallo sarebbe, che fossero abusi net vostro P polo , e voi foste gli ultima a osservaret, , cicorde voli , che v.' niam a sola tome diceva it S Vescovo F saneesco di Sales, E degna detrassistenta d'un gran Pallore. La seconda parte ella h, che vada avanti te sue Pecorelle, εtraendole dietro a se, molim loro la strada , che camminare ell6debbono . Cum proprias otio emiserat, dice Cristo del.Pastor biicino ante eas vadit. st 3 Percihil vostro primo pensero ha da essere ipear loro bucino esempio, ne contentandovi di esortare, ed in. signare colle parole, molio pii far lo dovete colle bucine oper 'aioni; porche dati' esempio, che egli avra da voi, prendera i vos o Popola Ia norma dei vi ver suo , e per quella strada, buona, o cattiva , che vor lo precederete ancor'. T, vi seruir , 9 Oies Hi insequentur; r Olire di che, come pol rebbe per modo di ese ipio, ii Pastore raptender negra limi foverchio asserto alle ricehe Naete, per cur si perde spesse volte ii Clelo, sevedessero lui pio a V ido det temporale, che dei lucro spirituale, piu attendere 1 corutivare i Campi , che l' Anime; me gridae dati' Altare contro eli Amori, da cui tante deplorabili conseguenze ne seguono , se osis servassero tui con troppa dimestichezra frequentar qualche Casa, ori tener nella sua qualche Persona sosperia; E quellae la ramone ι perihe Dio si dichiara colla penna det Profeta Zaccharia orasset

atramente Mi gnato contro i catrivi Pastori; Sucr Pastores iratus essoror mear; perche questi m vece di cor regeere a costumi delGretae, to rendon con l' elim pro de luoi scoitu malo; in vece dipor freno diserti, gli danno Essi la facilita, egille vano eoi pro

prio essemplo it rosiore net commetterti, phnendo a clascheduncidi loro nel Cuore cili, the diceva n Santo Vescovo Agostano, ea cipit dicere in tarde θος si Praepositas meus Ac vivir, qη1d Jum, quι' non faciam, Pod alte facit . x JE cosi deviandocol vivet lorodalla sttais da dei Clelo, conducono seco te Pecorelle a precipitar ne diruinpi; Cum Pastor per abrupta graditur, consequens est, ut Grex ras praciptisum feratηr. sa) Che pero state contenti, o Dilettissimi, che io repeta a voi cio, che diceva a suoi Parrochi S. Eligio Vescovo Novo

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414 A ddit. ad Synod.

La Terra parte d' un buon Pastore hil provvedere di salute volimstoli Ie sue Pecorelle.. Il Primo de quali equello delia Divina Parola , Pascolo coia n cessario, che ii farne star digiune, o per negligeneta, o per igno- Ianra te Pecorelle, to thesio, che non curate it Pastore la loro salute, ed un volere insieme perder la propria. li h non curar la salute delle Pecorelle , poiche e un toglier Ioro ii Cibo necessario alla Vita spirituale, sen Ea di cui recessa- Tin mente questa mancando, vengono essi a fars rei presso a Uio delloro pcrdersi ; si eaim Sacerdos, udite S. Tommaso, ex Mureauria,

ui3r , reus er x via Deum anιmaνum , qua sub apso perierunt ex defectu Tactrina; sc e con S. Tommata s' accoidano S. Isidoto , S Prosis Pero, ed altri, Vol sapete , che e diviso it sentimento a Padri, e dejDottori; se maggior sta at numero de seduli, che si salvano, ovvero si dannano. Inquelia divellata cli sentimenti Uaveniar videe , se tra scurati, consolare , se sollecui uot iste neli' aciem piroquella obbligaetione ii senti mento di Cornelio 1 Lapide , sd J il al'h, che clove it Popolo h istruito nolle cose necessarie per rein terna salute, sa maggiore it numero di coloro, che si salvano , Inquei luorhi pol , do ve v'. di deite cose net Popolo ignoranZa , mag-gior sia da ques, Che s dannano ; atteso che ruba Populas Ra ris ιμearia famem calesis Doctrina patitur, ibi , dice S. Giovantu Crisost mo, est omnis pietat3s, O Religionis extermιnium . e E un volet perdet da propria salute ; avvenga che egli h o ligo esto , che con triplicato legame, Naturale, Divino , ed Eccleis uassico si fortemente vi stringe, che non s pub da voi seneta p riuolo deu'eterna dannaetione tra scurare; L ntide, se posson dirio. Da clua ramente i Dottori. Adeteriant euream se an Consis Ecclesia ad Pastoratis ossiusi dignitatem asumpta sunt, ad Me sotioAcum p .

duataonis manus exerceadum Maurati rimano, ct ecclesiastico ure, ita

se con tractos, ut nisi is algenter explemerint, certum jubirura sint damnati ιι peruulam. Angi di pii; per sentimento Oi S. Tommaso, ancorche fosse ii Patrocho per altro hucino in quanto se . nulladimeno exsola negligensia , quam balet ad subditos, damnare r. st IE come pud di cio dubitars , mentre quest' obbligo d' istruir l'Aniis

me alla vostra cura commesse, in tutio cio, che e necessario sape

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si, e farsi per lo conserui mento detr eterna salute, eeli E annesio at vostro stato da Cristo medesmo, intimatovidagii Apostoli, rin novato da Canoni , leuerato da Concili, e da Not per la paterna

sollecitudine, che aver ne dobbiamo gravemente nelle Nostre Sunodali Costituetioni ingiuntovi, dalle quali avete ii modo di conte. nerva per ademptrio I E questa adempimento dee esserui somma. mente a citore, miche vi liberera dat pericolodi perdervi, ancor che t Anime sottoposte a voi si perdesiero; Ameris Sacerdos, sentiate per vostra consolagione it medesimo S. Tommaso, diligeκυν d erat Populum, quantum in se es annunciet eas riam faIut13, ω alia non aequiescentes eu pereant, Sacerdor fine eulpa erit in die Iarieti, o illi soli remanserι rant in paenis, ba che E lo stelio, che stritto p re avanti aveva Cornelio Papa S. Cipriano.L'altro Pastolo ε quello de Meramenti; di cui Cristosesso, ehene R P Autore , ingi unis ancorari voi Pastori d'Anime l'obbtrum di provvederte. . Per ben dunque adempterio, olire 1 cio, che da Not si disponenelle Sinodali Costituetioni, e che da vor si dee esattissimamente osseruare , placeci aggiunger per ora questr pochi ricordi. Primi eramente m ordine at Generale di detii Sacramenti; tam to chi gli amminastra, quanto chi li riceve; gli ha da considerare, come a Zioni Sante, e divine, che richi edono da Not somma rivereneta, e divogione, ri' onde voi doppio obbhgo deriva. Uno riguarda voi stem, ed E di prima disporvi; aneti di stariam pre con una pura, e religiosa vita, quale appunto a voisi conisviene, disposta k degnamente ammi mitrarii; miche potentio v mrvi in Ogni tempo rachi esti, troppo iudegna con sarebbe, cheinstituiti alla tantificaetione deli' Anime, solsero pol da chi ne fael et to Ministro dat la Uivina Bonta amministrati colP Anima imbrattata da colpa mortale. Simit mente cli osservare con oeni elatiezra i Riti, e Cerimoni edallaChaesa sapientissima mente ordinate, per far concepi r meglioli dest la grandeara, e tua di quei divini Misteri, ed eccitare loro, che li racevono a maggior rivereneta, e MUOzione, ricorde voti, che chi mori dei calo di necessit, te trala sciasse, reo farebbe es' un peccato contro P ubbidienga , e sommissione do vula

alta Chi eis; e che stomunica it Concilis est Trento i chiun qu τ dicesse, potersi quelle lasciare, ovvero h suo piacimento m

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416 A ddit. ad Synod.

tare senEa peccato ne li' amministrazione cie Sacramenti.

In olire di non ferma rvi semplicemente net Pamministrargit incio, che agit occhidei Corpo apparisce; m, di passare con gi' ocis chi deli' Animo illuli ali dalia Fede rigucirciar la mano di Grai Crillo, che col vostro ministero opera invisibit mente la tantifica, zione deli' Anime hen dispoile; di modo che his in questa sania

considera Eione piu factimente polsiate colla voltra pieta, e di vota attenetione neli' amminiuIargii , eccatarquetr ancora di coloxo, chevi sono presenta. L'altro riguarda quelit, che li devonci ricevere; E quest' obbli. go vvole, che voi PIOcurlate dis porgli a dugnamente riceverti. Accio dunque quelia dispoli Zione vi sia ι richieclesi necessaria me te la Fe de , seneta la quato e impossius Ie placete a Uio, perocche

hi gna, che creda Chaunque a luis ac olti . nam raedere oporret a

cose, Una , che lieno balteuci mente ammaeitiati in tucto citi, chee necessario sapers, per sal va Ili , e che attiene, Sacramenti , he devono racevere, onde vostro debito tiret tissimo eglie diplocurare, che simo in clo instruiti prima da loro amministrari Graitia cheiermamente te credano; accio per mancan Za oi tal disposiZione ,

non s renda loro inutile quelio Pastolo si salutevole; e l' una , eur altra vi sar facile d' ottenere, se uoi offerverete duc llo, che mis orno a trist tu ire ii vostro Popolo, ed , sar loro fare ii Atti nec si ij delle Virtu nelle Nostre Sinodali Collituetioni sin) si dispone Parimente affinche abbiano ancora i Sacramenti da chi ii riis ceve ii Culto di Religione loro douuto, procurar dovete, che ris accostino con monoeam di cuore, divoetione, ed Umili, , echea quesici l' esterna compoligione in sieme, e la modestia deli' Abitos rraspo da. In ordine pol al particolare de Sacramenti riserbandoci ad a,etro tempo Ildarvene una plena iiiiuzione , vi raccomandiamo Percra l'osservare quanto nelle NCstre Sinodali Gilitudioni, e molinto piu dat Rituale Romano vi li prestrive, massima mente rigua

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Pars Tertia. AIT

due errori , ehe intorno cio soglion commetters, persae col voLero Zelo vi ripariate. Uno ri varda gl' Adulti, i altroi Fanciuili. Il Ptimo consiste, onet troppo differire i Sacramenti , huel tropispo accelararii . Troppo molle veste si difflariscono, e, phrcte nons suppia dat Parroco la toro infermit , 6 perche nascondendissida Congionii ali' insermo con crudelia , che ha sembi anza d' affetis to , la gra eaea dei male , per non scuotario, duce vconsessarsi conpoca o muna disposietione su eli est remi dei vivet suo; Ed ali' uno, ed atra irro Timediar uoi potete, di,4r informa rvi spesso, sevi sano insermi nesta vostra Parrochia , e col non asperiar d' esset chlamati , prevenendo con la douuta Carua it Iot hisogno , per disporeti 1 consessarsi nel principio dei male, conforme ordina ilSanici Pontefice Pio V. In al urar vi insieme cli premunitii de

graltri Sacramenti in tempo opportuno , come state leniati.

Troppo si accelererebbero, allorche si cessero Ual Partoco nella prima Visita Tutti i Sacramenti ad un' ora, per non aver lacte pinnpen siero,b l' incomodo di ritot nai vn q uasi che aliora scemaste tibi so-gno ali' infernaci det vostro aluto, quando n'e pila bisognevole , o auoi l'obbligo di assisterili, quando e pria necessaria lavoltra alsistenta. II secondo riguarda i Fanci ulli, ed h, che quantunque sieno questi presso h set te anni, ed ancora ti passimo , col pretesto possibile ad effer fallace , che siano innocenti, o incapaci, non segi: Ono esser molli sollecur i Parrochi di visitarii , ed assiitelli , quando per altro sappiamo , che la mali etia pub prevenire l' Eta; Co- me di un Figlio ου' una delle pria nobili famiglie di Roma, in cladi soli cinque Anni miseramente perduio , ce ne fa D stimonian Zait Pontefice S. Gregorio, o l e la Glcisa nel cap. pnera de deIrct. puer. h d' opinione ,ethe di Anni ferte possano esset capaci di dolo.. Per- Ioche do vete vox a vere at medes mo pensiero di visitarii , per ri- conoscere se seno alti a distmguere tra it bene, ed ii male, e per cons uenZa capaci di Dolo; e rit rovandoli tali, disporti con far loro lare i precedenti Atti di Fede, Speran Ea, e Carita at dolore de lor peccati, e cos dispolii consessa reli, ed assolvetii; E quando vi si tendesse Gubbiosa la loro capacita , assolvesli , massima mente se abbian passata l' et, d' anni sette condi Zioaalmen in

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1 8 Addit. ad Synod.

te, p per assicura rvi in cosi est rema necessita, chenon manchiano loro i mezzi necessarj per l' eterna salute , e sotio la medeissima condietione dar loro pure it Sacramento deli' estrema Un-

Ne vogliamo omet tere di avverti rui ancora che , quei fanciuiali, ii quali eiu dic herete capaci det Sacramento delia Peniten Za,e deli 'estrema Unetione, altri de Dotiori dicono potersi dar l

area ; exacti mo .u allo Articalo dandam esse Communionem c Dicumque iam

πιιοι babenti usum rationis ad peccandum , ct capaci Confes-1r ,-ex rema monis , u Ed ε givsso, allo rche voi tro via te in loro tanta capacu, , che basti rice verto con riverenZa , non privarii dique sto Cibo spirituale, che tanto l'Anima ricrea, e rin vigorisco in quel peii coloso passaggio dati a Vita temporale, ali 'eterna. Per chiudere in somma con it Santo Uesco vo Amstino questa Nostra Lettera Pastorale, diretro a cla scheduno di vot con te sue sesse parole; Sa viri estis e. procurate di servi conoscere con te

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