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Perire, per mancan Za da cibo nelle stra de , e nolle Pia22e tanti
provvederio. Citi chea vveniva in que tempi det Corporale, a V-ui e spesse volte ne nostri, con miseria maggiore det Cibo spirituale; mentre tanti Fancludi, ancorche pessi ven uti ali' Eta , ne ila quale ne potIebbero eger capaci, vivere nulladimeno si vedoiano della M. Comunione digiunt , se a esserui, Chi cura si pre , da d' introdurgii a quel Gelelie Conv Ito appareech lato per man id' Amore anche ad essi da quel Signore amabilissimo , che con ca- Iit, cost renera gli accreti eva ; Simie rimulos menire ad Me. b Il perche lambrandoci di sentire agit orecchi dei Nostro paterno euote risuonare per bocca loro te cogitanae medesime colle parole det mentovato Proseta; Marribus svis Horuns ubν es traxia
cum, ct Vinum p te ad Oggetto di liparare alia notabile omissi ine di molli Pacri trascuratissimi nel provvedere ii Oglior bene de lor Figlivoli, comandia mo tutra voi Venerabila Rettori di Anime, cui rinvigilare sopra di cio per debito dei vostro Ufigio appartiene l' esattillima osservanZa di quanto , merendo alle sanistissime determinaetioni di S. Carlo , do datoci per esemplare clamo, abbiamo nelle Nostre Sinodali Coa,tu Zioni anche 'vol)orin
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opportuno , ii convochiate alla Chleta, e colla Guuta diligeneta, e colla paterne industrie, che vi suggeri ra Ia Carit, inregnota, Procuriate, che vengano per elamina inli, ed instrui rh nelle cose necessarie . degna mente comunicarsi, secondo P istruZione , che per margior faci lita abbiamo voluto porre in pie dν questa Nostra Lettera Pastorule, assine di ademptre pia che possiamo ii debito dei Nostro Ministero; ed i struiti , che dae voi, sepra te seguenticose, ha voimente saranno, gli ammettiate nella Domenica di Belatreetione, ou vero nel giorno dei SS. Natale alia M. Commnione, per non tenerii pia iungamente privi dx questo divino Pastolo , non meno ali ' Anime necessario, che saliuevola. Stimi amo pero bene, Che voi ui adoperiate , acciti Inter ema-- ancora atquesta istruetaone quelli, che si coamarumno , avveis ena ine dat non saper molli P eccellenaa, e ei, e rumi cli questodivin Sacramento, derisi, ine tanto di vado, e con si poca dia voetione vi s' accinano I e 'exino v Iiamo , che um factante a ta at vostro Papolo questa Nostra commissione, leghendo la toro pubbhcamente net tempo cella Messa , con ricordar loro in taleon nortirnita l'o ligo streti 1ssimo, che anno I ridei ch mandaeei loto Felivoli ad udi rela Doterana cristiana, eristi estissimo Q to. che anno dicio cta rendere , Dio, ii quale eomanda toto per hocca de Ir Apostola 3 Edmcate illos tu Da stipωνa, s δ' eo νο- Nione mininu. Ed , tum v, preghiamo dias more is iue colista
PEr dat te chia regeta margiore divideremo questa Istri gione indue parti; Una conterr, citi, che , Uta, L'altra, cici che hquelli da is ruirsi s attiene. . Per quello, che attiene a voi; considerar dovete,
I. Che l' amore infinito det Figliuol di Dio non contento dida rei neli Eucharistia tinto sestes ,ha voluto obblitarci di pilico precetto divino a ricevere is pretioso dono , eho di is ci face va, secondo l' opinione pici tuta, e pio probabile abbracciata da S.' Tommasci, fgJe seguita comunemente da Dottori, ibi che scri-
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vondi esser -i in virtu da de to Precetto in tempo di morte, epit, volte in vita , comunκaero e ligata . E che dichiarando laChiesa coli' autorita datale da Gesu Cristo questo Precetto , h, determinato , che tiast hed uno agir Anni della discrezione perueiamno, sin obbligato 1 comum ear si una volta per Io meno P Α no, c, quat tempo ae dictixarato da Eugenio lU.lII computaris. si da ita Dcire enica. desie Palmo fino tu ita la Domeniua in Albis; iEd ordinando a tia scheduu tarroco tima IIcare frequentem enteal Popolo questa ob bl aarone , t mi fa conoscere a via, ehe vota tro debito aratora egla e ii procurare, che resti da esi adempita. II. Che nota fi pub con certa regola , la quale , tuiti L ad attr, determinare. II tempta di questa obbligarione, non prende mi s ardita capacit, deIraumerci degi' Anni , che svole maggiore, eminino rurauars ben spe nella medesima eta. c., Ristringonoe benes questo tempo alcunt de Dotiori presso it Gobat, a 'tit Lia decimo, e r undecimo anno Alcum mi Soto p J ὲ' effetusocio alduodecimo; Alirreol Suarea q) pro comunem eme finoal deeimois
quarto; donde dedur uoi potete, che regolarmenterobbligaet onedet Precetto Ecclesiastico, dissereno deIDivino, come neti ant cedente istruetione vi abbiamo climostrato, non comin m prima dc Idecimo, ne vive differita inre at decimoquar tax in Eglηh perti vero, iche lando fi varieth in questa latitudine d acinx, per avere mi piut arisdi, ehi pio presto de sanci ulli la capacit, ballevole ad obbligarii, rimetresi in questospazio di tempo at giudietio de Parenti, e de' Paris mehi is diseernere, quando esti postano avella , s Che fu la cagione
per mi, tacendo ii Cardinal Gaetano et relli Genitori delIomia soni de tot FQh-Ii ne tradempite xl Precet to deli' annua Comuonisne , avvertit seria mente dovete, che non riscindano quem l acolpa sopra di vo, per Ia negligenEa n et non avelli re si atti cotita neeessaria istruatone ad ademptrio. PerlochE S. Cario tu' e manda va a tutu lis suos Parrochi , che su bito compiti gli anni di ei, si Hae vicini fossero i Fanei ulli ad abilitata presto , rieeverela tanta Comumone , non permettessero, che per tras uraggine de loro Parenti rei assero piu lungo tempo privi della Participa-
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Eone di questo spiritual tesolo, con elattamente osservare quello stesso, che Not pure coiresempio disi S. Pastore aviamo di sopra
IlI. Che secondo it sentimendo di S. Tommaso a la capacitane Giovanetli richi esta, in due cose consista; Una ne i cominciare ad aver i 'uso di Tagione per cui si rendan capaci di peccato I e I aveis questa piis presto, o piu tarda dipende dalla qualita deli in regno , in alc uni pio pronto , in altri pio lento. L'altra conis siste mel saper distinguere questo Cibo spirituale dat comune , onis de concepi r possano di ino riverenZa , e divoetione net ricevertine. ravere un tal discernamento o Pruna, o dopo puti dependere tutio da Vol pisi, hoeno solleciti net sod distare alivostro debi . to; massima mente, se. I loro Padri per te suis cienti nonisiim , o Ia comodita non abdiano, come . per Io piu avviene, di largit ise ,
He per vi tu delle parole delia Consecraetione proserite dat Sacerdote, ii vero Corpo di Gesa Cristo Nostio Signore, , quel Corpo medesimo, che naeque culla Santissima Vergine , rno , xl per noi sopra la Cince, risu scito glorioso ille reto giorno, edora sede alia destra deli'Et4rno Suo Padre, si contaene ces Sangue, coli'Αnima, e colla Divinit, vera mente, real mente, e instantia imente neti 'ostia deli' Altare solio te specie dei Pane. I l bb i. 4 I. Che quantumue abbia l' Ostia te medes me specie dui Pane, inon vi rimane pexo cosa alciana delia sostaneta di essis , converten-, si tutia nesta sostan Za dei Corpo di Geso Cristo, qua I Conversone addimanda la Cluesa Tran uitanziaetione , r che h lo steia iis, AElielmuta Zione d 'una sestanaa , in un' Mira , di modo che 'l, colore, i 'odore, it sapore, ed attre specie, che vi rimangono vi stanno miracolos mente, senEa s oggetto alcum , che te sostenga , rna solamente, come un sacro velo, cheracuo pra, ed involva conmani era tutia ammirabile ii vero Corpo di Gesse Cristo. IlI. Che se bene in vat tu dedi a Consecta Eione ii vero Corpo di
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Geso Cristo h sotio la specie dei Pane, ed ii Sangue solio Ie sp
cie dei Vino, nulla dimeno solio clascheduna di de ite specie siria trova it Corpo, ii Sangue, e I' Anima per la natural connessone, e concomitanga, colla quale te parti di Gesu Cristo, che risoris da Morte , per non mai pici morire , inseparabit mente tra Ioros' uniscono; si come vi si trova la Divinita per raminitabile unione Ipostatica eoi Corpo, e con l'Anima, tal mente, Che tutio, edintero Geso Cristo, vero Dio, e vero Uomo rit vasi ugualm R. te solio te specie dei Pane, e dei Vino. a IV Che quantisque Cristo Signor Nostro istituisse questo Sacramento sotio te specie dei Pane, e dei Vino ne li' ultima Cenas Eon tutio cio comunicandosi i Laici solamente solio Ie specie des Pane, partecipano dei fruito, e deua Gratia di det to sacramen to ,non altrimenti, che se loricevesseros otio ambedue te specie. by
alia destia det Padre , si trova mentedimeno presente realment in tuti, i Luoghi delia Terra, doue E questo divino Sacramento is e non solo tutio , eo intero sotio te specie tanto dei Pane, chea dei Vino, ma solio qualitvoglia particella di deite specie, di ma-
mera che ver una distereneta non vi h , comunicarsi con una Parinticola grande, o con una plecola, ne con unae Particola Intera, OvVero con una meno millima parti cella di essa. e
VI. me cons uentemente dividendosi, edi speetramiosi l' ostia, non si divide, o spereta ii Corpo di Gesu Cristo, m, solo gli accidenti dei Panei e dei vino sono quelli, che si dividono; o si
sperZano, e cosi Cristo senZa partirsi, ci dividersi resta vivo, ea intero in Ogni partieella, tutio in tutia l' Ostia , e tutio in qua svoeliat parte cli essa , come si h delici di sopra. d VII. Che tuite queste verita, come insegnate dalia Fede, e dichia rate datia Chresa , debbono da noi necessaria mente credersi , α venerar si, senaa curiosa mente investigare, ci volere attre ragionii peu crederio, che Il solo potere infinito di Dio, cui nulla b dissi incile, ed impoliibile , farii, ε e che, come di S. Agostino, pubsar pria di quel, che noi possi amo arrivate ad intendere, DCapire , attem che non sarebbero grandi te sue cose, se ii nostr i intelletio, e Ia ragione comprendere te potesse, E questo hil me
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VIII. cine avendo questa ferina sede delIa presenea reais di Geis
ad Crasto In questo Sacramento, Come fermamente siamo obbliga ei ad avere., MCr samo ancora tonini a renderiti in quello stato 4a medesima acio iaZione . che gi' h resa in Caelo da Santi, edasi
gioli, e che. ad ego si ceve in rem luogo, ed In ogm stato , in Qua si ratro va. glicis , cle anno da fare per preparas alia Santa Comunto. . DR cio, che avranno sopra semito doversi eredere, insinua
d i a dimittar loro r eccellis Ea di questo Sacramento, in tanto di quella degli altri Sacramenti maggrore , in quanto Coningerientio ii vero Cinpo di Gesu Cristo , oove gli altri Santificano, quei ci ,-olite at tantiumrca, Iacchiude in se da medelima Santita, sl J facile a voi rcnderassi it far loro intendere, quanto maggio. se ancora clebba esset la nostra di Osietione neI ricevetio.
Questa dispoisione Edi due sorti AU na riguarda ii Corpo, l'aurea i'Anima. Inaem porro, dice S. Gio vanni Damasceno, omm pumritate tolamur, Loe est, or spreuuali, ω corporea. Quanto at Corpo. r. E' necessario, the seno digiunt dat Ia merga norae sino, ches ocimumcano, con digi uno pero naturale, che, differenEa detrhoetesiastico , est iude Ogni sorte benche minima, tanto di Cibo, che di Bevanda. avendo cib sapienti sinamente ordinato la Chie. sa, Peteste Loia alchiede per lentimento di S. Agostino, IJ l'Onci.
ne ita decen Ea debe Vesta, che non abbiano dei potu pose, e delvano. Nella modessia degli occhi; ne Ila custodia det silenZio , uel-
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Ie ginocchia ambedue piegate, net depone grUomini Parmi, ne liener te Donne ii volto velato, di modo che tutio dimostri viverenZa , e div ione , tinto spiri odore di sentita; in somma cla Dcheduno, come, favellando di questa disposietione, conchita de S.Cirillo Gero limitano. o Prorsus aeoedae adorationss ru modum fr
suoi Parrochi, che ne ammonissem v loro Popolo it digi una retanella sera precedente, o per lo meno piia 'a rca mente Cenare Onforme anche persuadeva at suo S. Gio. Cri stomo; r il prepaurar visi col digiuno, e con l' opere bucine, e col pensiero rivolio alla gran boniadi Dio , che in questo Sacramento infinitamente D splende , traiienersi in qualche pia meditaZione, o fare Umenciqualche Oraetione mare ore dei solito.Quans ait ' Anima e necessario, che essi abbiano. I. Primieramente la Fede; E quella effere dee certa, e serina,
per sentimento di S. Tom malo , ii quale in spiegando te paroleta
deli' Apostolo ς aecedamar eum vero corde, 9 1n plenitudine F et , diisce, che accollare , quelia Sacra Mensa Noi ci Hoboiamo eam v ro corde , cies cum vero intellectu fine errore ς Similmente, in plenit
Gesides, ciM 1n plena de credeutes, qua non videmsi; DE percio senis Ea veruna dubbieaza, fideque baud quaqWam dubia, ce ne fece av- vertiti ancor S. Gio. Damasceno , accedamus. sto A quest' critiodunque egli e neccffario, che seno i struiti nelle verit 1 sopra accennate doversi credere , e che in olire sermamente te credano. It perche antico uso egit m de Fedeli, che dicendosi dat Sacerdote netr amministrare tal Sacramento ; Luso e 1l corpo da Gesu Craso, rispondessero quelli, che dove vano rice verto, do tameMeis eosi eredo. Che fit la cagione, perche S. Cario restauruiore deIIa antica Disciplina Ecclesiastica imponesse a Sacerdoti, che doma ver detio, Corpus Domina Nostra Jesu Chrasi caesoῶax Animam tuam iuvitam aternam is r dussero tempo prima di porgere la Sacra Parti-eola a chi doveva ricevella, di rii pondere, Amen; E quest' uso sivede fino a tempo di S. Clemente Papa nelle Costiturioni Apos-
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II. Secondariarnente la purit, , e monoeara deli Anima. Eperiacio deesi alia S. Comum cine premetiere necessariamente la Conis fessione, consorme al Precello fatioci noto dati' Apostolo; 'ο-
colla Coseleneta Imbrattata di quatche Peccato mortale non ca fellato, in v eoi raceuer Ia salute , race verebbe l'eterna damurmo.
re . con qnanta purit 1 ooveva accristassi, in clive ad 3Ita voce . .
Saucta Sanctis . ae si Areret, serive S. Gio. Qisostomo hel riferire quest' uso antico, si quis non est fasciWs non ineredat . f b lII. Per tacever pol con frutici maggioie gli effetis di questo S
erata reto, non dchbono comenta 36 o aver la costienis meto daogni colpa mortale, ma conviene, che procririno ancora , po quam to posscho di mondaria dalle eoipe veniati, e massima triente dataogni affetto, eo attaccamento ad esse, dir non potendosi ouanto.
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δὲ cui pii 'esso si serve de Goua tri, che destinati per servite al- lx Mensa det Re ei liabilonia, Detri da Ogm benche meno nil sma rvinethra stegi ere fi d evano. IV. Richiedeti parimetue , che vi s preparino con grando sim ita , e riveneneta, E questa nastera in Duo ualla prccedente considerarione delia suprema , ed infinita grano et a di Dio, claust, solio gli accidenti dei Pane in quel Sacramento , a vanti di cuit remano gli Angioli, ne senaa timore posseno , con meravi glia di
S. Gio. Crasotiomo, per r marnensa sua luce nurario; Ea re nos alimne, quam angeli videntes xrem ut, nec absque pam e propter οἰ-gorem , quι ν de resiliror 'νωre pri M. mJ E tuita la lor Santiti, e persegione hastante non sare e a degna mente riceverto I per ilthe quando anco a questa Sacra Menta ci dii ponessimo colla FG de , colla Santita, ed uolt di tuita gli Vommi , e di tuite te Creature possibili, nulla dimeno douremmo conostercene inclegm, e conchiudere con Cassiano; es bac, qua supra τι per Des gratiam
fecerimns , νηῶgnos comen nos Lemmanroue oacra corporιs esse credaismur. n E percio viaole la Chleta, che net comunicarci si rectistino rumli parole det Centurione. Signor non son degno, chraentriate nella mia Casa , ma dite solo la vostra parota , e sarci sa
me dice S. Francesco di Sales h ii Monte degit Amanti, e racea derma delia vera Dilegione, it J gio vera moli illimo ad eccatalla in lom, che s rappresentino at pensi ero la Pathone, e Morte del
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Ibelluoi di Dio, di cui egii volle, che in questo Sacramento memoria si rinovasse, come dichia a it Concilio di Trento; is,
mortem; υ coli' immaginarsi ci' esset presente insieme cti Disce- poli ali' ultima Cena in cui Gesu Cristo Signor nostro l' institui; ovvero colla sua Santissima Madre , piedi della Croee sopra il luario, per lavar l'Amma loro col Sangae de I suo divino Figh uolo; Onde ε, che per eccitare negli antichi Fedeli questa cos dolce, e salutevol memoria uso fu , come l' introdusse ancora S.Callo, l'accostarsi alia Sacra Comunione colle braccia at pello
in modo di Croce; Manibus pectora admotis ιαIIan Crucis ex metera
Crasostomo , coI quale it Pargoletio avidamente si attacca alle Poppe materne, ed ii latie ne sagete, Νω Ῥιδιιs quan a Infautes anim, alacritate mamm1lus arripiant ' qnὰ pressione papillis insigunt labist Θ non minori copiritate nos quoque ad bove Mensam, Ur bHns Caliacas accedamns papillam. a Assi curandor i ii Ρmfeta David , chol ' Amore divino, ii quale qaesta Sacra Al risu grin vita , Animam esurientem salsamit bonis. Db J Ii questo desidetioe si accendera ialoro, se anderanno 1 comunicarsi con retia sntenetione, cloe non per usa naa , non per far que Ilo , che LMano gli aleci , non per timore dei precet to ecclesiastico, ma bensὶ per ta glocia di Dio, per unir si con eta seco, per intenere it perdono de peccati, la . Vittoria de Ile Tentagio ii, Ia preservagione lalle cado te, raccresciniento delle Virtu, la pet severanga in esse sino alla morte, eclopo questa l'eterna Vita promessa da Geesii Cristo 1 chidique to cibo cleg mente si pasco; Si quiν mandaeaversi ex Me pane -- vet is a eruam. e Or applicando la Comunione ad uno ut qucsti fini, or' ad una tiro , ora tuiti insteme. VII. Final mente favete lor sapere con S. Gioe Crisostomo, che
