Synodus dioecesana ab illustriss. ac reverendiss. domino d. Francisco Frosini Pistoriense s.r.i. comite, archiepiscopo Pisano insularum Corsicæ, ac Sardiniæ primate, et in eis legato nato habita in ecclesia primatiali Pisana diebus 6., 7. & 8. mensis

발행: 1708년

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출처: archive.org

분류: 그리스도교

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paratione ella E una bucina Vita condotta in modo, che meri. tar ci faccia di Ogni giorno ricevere questo Sacramento, Consor- me insegnano due eran Veseovi Ambrogio, ed Agoitino, bis via

me , ut Potidie merearas accipere . et ' .a

Mu di voi stege. Ist Cos e; questo tempo puo meritamente chi marsi col S. David, Tempus beneplaciti , g cies, comespiega Ugon Cardinale, Tempus Gratia; f,J Per che. se ii Figlio di Dio cida tutio se stesso , volete voi eredere, ch'egii non Mi pol pes concederci quanto not gli chiedia mo ρ Ma se scordandoci tostodi tui, se volgendo altrove it citore, &il pensiero,se chlam Colla nostia ingratitudine questo inelausto fonte. d. grazie , at quale, dice S. Gio. Crasos torno, Sa qais e Ixat , se conferaς ν ω ρος absint r , la eolpa ε nostra. i i t Che peso non minor custodia ci vitote, dopo aver ricevulo i, Signore, dice va Tore naso i, Kempis, di quelis, che si richiedari degna mente prepararsi ricevello, atteso che serveci ella din Va prepara Zione a margior consigui mento di graetias Nam is postmodam cactoria, optima est iteram pνaparatio ad majorem gr*ια consequendam. ιθ lMassimamente che, effendo opinione di Teologi 'πὶ molto a creditati , che fino a tanto durano te specie Sacramentali, e conei se la real persona di Geso Cristo ne i nostro petio, va se pre crescendo a misura , chegli asset ii cristono, anchela GraZia, importa allat lo spender ben questo ten po, per conseguare abbon

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ao Addit . ad Synod.

in eo in cassa tam gli incciri balsi, e collo spirato raccreto ad ad arare ques divino, ed amabit Signore; e trat tenendofi usu tamen te con esso seco , godere delia sua dolce presenaa, invitare tutis te te Creature ad alutarii benedi rici, e lodaTlo. Otali re diluitutisti quei rendimenti di graette, tuiti quegrinni di lode, che rice vedagii Aogi Oll, e da Santi nel Cieso. P

col eatet se stesis, per effer tiamato da noi, rodendo oelle intanire sue Persegioni', desderando, che sia raconoscimo, in amaro la tutie ae oriture , e di poterio amare coli amore stino de sera fini. E molio importa traiienersi in questi affetti, per che, si iis, domandinmo a S. Bernat do cio, che Idd o ei chieria per iniam si grande , rispondera, non chieder' altro, che Amore,

eommen, n suo divino aluto per emendarsi, per vincere te propae passisni, per vivere, e inolire net suo tanto timore. In lom assa tulim cio, che dehbono avere per fine, come tie detis di s pra , Mlp aceonia alia S. Comunione. - . V. Devivat turai se suis at suo divino servietio, rinnovargii leproteste d'un' inviolabile fidelia. b. VI. Non debbono pero fermat si ne soli proponimenti, e desi- dors, ne sar come Elia, che dopo aver mangiato la prima volta

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O Ut istietae vrere toto gli effuti di questo Sacrament .

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Sacrameσterum Aurborem ; r. onde tiaitando deli' eccelleneta dique ito Sacramento scrisse S. Bernardo, non solum qualibet gratra,

cramenti, come insigna S. Tommaso, 3. la virtu, che anno diecimum carci la graeti a d alia Passione det medesimo Gesia Cristo, ex ius latere omn1a Sacramenta manarunt, 4. Egli di pia te, tuitim altri fu speciat mente alii tuito , questo fine, che neti' offerirs, e riceversa da nol, la memoria sem pre delia sua morte si rinovas

se , det to dat me desimo S. Tommas , t s. J Pasionis ejus Memoria-is yerenne, da Pascatio Abate eramentum Passioris, s 6. J dat S. Veia eo vo Gaudentio Exemplar Passionis Chisi. . J Impercio S. Dioniasio Areopagita, 8. secondo la sententa deli' inclito suo Precet-tore it quale nota S Massimo, 9 essere stato S. Jeroteo Sacramentum Moramentorum 1' appella , ε tale chlamandolo pur S. Ber- nardo vet ata iunge Sanctum Sanctorum. io. imperciocche a umenta

egit , e per feetiona la graZia, che da gli alto Sacramenti noi si comunica, Comequello, che giusta iliantimento di S. Dionisio, sit. keuito da S Tommaso , egit e per serione, e compimento di essi,

Omni e Sacramentarum constimatios I 2. ne senZa di tui a ver s puo- te is fouegno , e conservamento delia Vita spirituale, Nisi mandarameritas carnem Fatis bommis, ct biberissi ejus Sangarnem uoa b

bebitis Visam in viars, ia. J ciost, come spiega Dionisio Cariusiano , rq Aηima sine Me metusico cibo non permit in mita grassa spi-ν ituali ἱ Ed 3l Lira no , et s. boc Sacramentum es nece r/- , Praessetis spiritualis eonservat imam II. Secondaria mente a umenta in noi la Fede, ademptendosi cib, ehe predisse Da vid gnstare, 9 nudete ; i .ὶ pol che nello stello modo, .che si a persero gli occhi , Gionata allor che ebbe gustato it mele illaminati μυ ocuti ejas, s t . J cosl nel gustar si, ancora di questo celeste Pane si ricupera, e si ristora l' interior vista deli' anima sonde vedasi quello, che prima non conoscevas, o si v eda in altro modo , che non sole vasi; come esset avvenuis si terge ai Di DLepcii , che anda vano in Emaus, i quali concibbero solament Cristo Signor Nostro allorche presero ii Pane , chepor se loro, 18.

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Pars Tertia. 433

il quale asseriscono S. Agostino, f iς. J ed alti i essere stato ii sub

divinissimo Corpo aperta sanx oculi eorum, θ' coguoverun: eum infra. Llioue Panis; essendo uno degli effetii di questo Sacramento, co. me osserva Cornelio , Lapide, che oculos mentis aperiat, O rIlu. minet ad cognoscevom Iesum , U pemtrandum res Cadefies , ω ῶτι.

Panem benedictum porrigit, aperinvrur oculi, νι eum cog stant, O reo movetur σmpedimetatnm , quod a saιbava 3π ocul1s erat , ne effiasteretur

Jesus 3 Percio strave S. Ambrogio ut Satiro sito Fratella, che di- mando in pericol di vita queito D vin Sacramento, at fidei sua

consequeretur auolium. 23.

Simit mente accresce la spera naa; miche colla participazione diquesto Sacra me to unxie vanno l an'Urosese Ieplicate promesse fatatem dat Redentore per me ZEo dei suo Oiscepta diletio Giovanni,s et . J e sono, chechi manges, di questo Celeite Pane non m cirra; DO sam Paηιι de caelo descendens, ur si quis ex spso manducaverit, non moriatur ; Che vivet a per sempr mvet m aternam I Che a mi li, lavita e terna, habet vitam aternam ne egli vi vera per lui, mer propter me ; The loetesuscatera null' ultimo gio ino, O ego refusitabo eum iamvis odis , or quai fondamento maggiore per stabilire, eo aggrandire la nostra sp ranga , che it clarc 1 l' amabdissimo Signorenet tempomedesimo , checi ta queste promesse, per caparra tutio se stes op a te so che , qur in bae vita ιι a se nob/r exbibet, multo magis ea suthra,ce ne n S. Gio. Crisostomo χs. la si curer ra. Nudrisce pure, ed accresce la Cari Q; angi per semimento deleottissimo Suare Z , s 26. egli e illi turto , nudraria , ω accrescerta; Imperci ocche avendoci dimo strato Id dio in questo Sacramento I 'infinito Amor suo coli'unir si per me ago di ego a Noi , colHarci tutio quello, clae eglie, e tutio quello, che ha , di modoche vi ha dctuse, come abbiam det to Mi sopra, tulte te ricche Zete det Divin' Amor suo; Chi v uol dubitare non aver egii voluto ancora , che Virta abbbia di eccat arci allo scambievole amore ver

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mune mente tuiti i Teologi te colpe veniali, per la stessa ragione accennata, che egit a umenta la Carit , per ocche raffreddando, e diminuendo esse ii suo fervore, questo Sacramento col riaccenis derio , ed accrescerio serve noi di rimedio per lo danno riti rare, che 1 noi ne fecero, chlamato percio da S. Ambrogio R medium quot/diana rnfirmitatis, 1ν J edat Concilio di Trento Antidoto , quo ii remur a culpis quoirrianis. s3o. IIV. Preserva cla Peccati mortali, dandoci un' at tua te a tuto di Dio per evitargit, e superare i oeri coli, Euciaristia si digue sumator , scrive it Ponte fice Innoc. II l. a malo bberat, O conservat in Eoismo , Cerialia delet, ct cavet mortalia; s 3 i. chi amato perci ci dat S.

Martire Igna Elo, mericamentum purgans mitia, ct omnia pellens mala ; s gr. J da S. Cipriano miscostum ad sanandas anfirmιtates , ct purgandas torquitates; 33. da S. Gregorio N isseno salutare medie meninis pravas voser, Corporis ammones corrigens ; 4. da S. Gio. Da. masceno Anima, ct Corporis Prisidium a 3s. dat Concilio di Trento in somma Antidoto, γο α peccatis mortatibus praservemur,s 36 JOnd' F, che ii non sentir si tanto frequenti, e tanto acerbi i motideli 'Ira , deli' Invidia, deli' incontinenaa ,ed altri simili, alia viristo, che opera in no i, di questo Sacramento si deve. Si quas mectrum,

fatelo udir loro da S. Bernardo πω tam sapὸ , modo nou tam acerbos sentit iracundia motus , Invidia , Luxurra. axi caterorum hujusmodi , gratiar agat Corpori, 9 Sanguiuι Doiniui , quonsam virtus Saerame taoperatur m eo; 3I. e l' aveva stritto avanti di tui anche Cicillo Alessandrino , sedat Iavientium membroσam nostrorum legem. pietatem roborat, perturbationes a rimi extinguis . 38. Conciossiacosa che indicibile egit E i' a tuto, che questo Sacramento ci somministra per res stere ait 'impeto delle Passioni, per superare eli assalti de I De monio, rendendoci, come dice S. Gio. Criscis homo ali' inferno thesio terribili , E per questa carione ci obbliga it Precetto Divino, come avrannoso prasentito, a comuni carci in arti colo dimcirte; pol che essendo at lora it combat timento mageiore, ed ime Egi, che ad opera it Demonio pili formidabili, egit e necessario ancora , che fortificati da questo Sacramento ei renulamo pita va- loros, e piu forti per vincerto. V. Ope.

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R. Opera pure questo Sacramento una perferia unione concbr-m Cratio per meZm delia quale, Cangiano cl m lui', Come v uole S. Agostino, ιu mutaberis in me , 4o. Jo passando noi, come oice S. Leone 1n rd, 'od sumamus attraendoci egia turri in se

assetti, e costumi, negli affetti, e coltum 1 suo con un' intima unioAne es Amme , Cori tin eccellente imitaχione deli eroiche sue viris tu fa, che divenula uno con esis tui, unum cum illo , vi viam

Milo spirito di tui, some vive ii Corpo det suo per sentimento des me des mo S. Αgostino, s. e come membra unite at nostro

heia Iastorum. l Αου. t tono et leno queste te nesse uehete, alle quali

invitava ici spolo celalte la tua diletia ne facti Cantici, allorchedicevale, sngredere in horιωm meum soror mea Innse. t 43ὲ a Gracche Filone Carpatio Coctaneo di S. Epitanao, eo Ordinato Vesto voca lui, in quest Uito di delaetie, e di soavissima flutei ripIeno ri- conosce it Sacramento deli' Eucharillia, qua Asaucie meditetur, tam um Atreian13 caeletiss alrmonia adfert, ct Juavιιatis serectum, ut recte eum Damia iaci queat ;gssare, or midete qώum Juamar es Domιημs. o. JD'onde nasce, chequelli i quali di queito cuia ite Ctho degnamente sin utrono, nausea , e fastidio do miserabili placeri concepi lcono des Mondo, hoc uno contexta ferculo, ce I'attesta S. Cipti an ,-ων Mumri hujus delicras agpernaxtur; si . E se non a vviene , tulit , egit hperche tuita , quel a Sacra Mensa colla oovula dispolietione , coldovulo fervore non si preparano , e percio patagonasi allia Manna

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Addit. ad Synod.

a tepidi nascoste.

VII. Ci apte I'adito alia gloria, it di cui conseguimento pone S. Tommaso s 3. J fra gli effetti di questo Sacramento, Non perche noi ven ghiamo per me Zao di essio sutato , quella introdotii, essendo necessario consorme, secondo la Dot trina deli' Apostolo, splega it medes mo Santo, s 4. J πι prius simul compatramur, ut potiea simul glorificemar ; ma perche ci da egit una gran viri a per conseingui ria; percio si chiam da S. Guolamo Sacνam Peregra nationis uose tra Viaticum, quo de Me uequam saeculo pervenitur ad caloris merus Iem consorιιam di cui e figura quel Cibo, che mangiato da Elia virtu gli di ede di camminare con gran vigore fino at monte di Dio, o ambulavit in fortitudine cibι ιltius quadraginta diebus, orquadraganta noctibus usque ad montem Dei Oreb, so. e S. Citillis Alesitandrino lo dice, Cibum nutrrentem ad ammortalitatem, oe τι am alernam; s . S. Anselmo, confirmatronem caelestis bareritatis; cs 83 ll cilio di Trento Pignas snthra Ietoria, ct perpetua DIμιι axi . I J VIII. Vogitono pari mente i Teologi , oo che ita pure specia- Ie effetio di questo Sacramento la Retur re Erone, ed immortalit dei Corpo, non perche conferiscast at Corpo per ragion di effodono Uerum , che per ration della graria, ci de Ita gloria all' Rnima non si a douuta; m, perche darasse ii, per queito propio, e speciat tit olo, cloe per l' unione salta col Corpo glorioso di Gesu Cristo per meam di questo Sacramento .chia malo pero dat S. Martire Igna Eio Pharmacum Immortalitat/s; tot. dat Concilio Niceno sumbolum resurrectionis. sor. Di questo sentimento medesimo suron pure S. Ireneo, che strisse Corpora vostra percipientis Enebarssam jam non sunt corrup3ibiba, spem Resurrectioris habent ra, 6 3. J S. Oregorio Nisseno, che aggiunis. Corpus nostram non posse consequι immo satitatem , nisi huic Corpora ammortali christi fuerit conjunctum , t 64. le Pascasio Ratberto che sis it primo, chestri vesse contro Pertram OPrete, it quale prima pure di tuiti ardi revocare in dubbiolaverita dei Cor , e Sangue di Gesu Crillo, offerub, che se ii legno delia vita ebbe virtu tale, ut si ruis ex eo mauducaret, sanitate Com

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poris ad immortalitatem firmaretur, quamo magιt ex boc prassata , moriamur in carne. 6s.

IX. In somma per far meelio concepi r loro I' Emineneta di queiato Sacramento, ed ii gran frutio, che noi ne proviene, aceen-nMe loro effer sentime nio at a Icuni gravi DD: presso at Suarea 66. contener' egii colla sua virtv l' effficacia di.tulti gli altri Sacramen. ti, per una certa emi neneta, che ha ne i suo propio, e specifico effetio di perserionare in un tal quat modo gli effetti di M. Perocche, se quel det Battesmo ci rigenera in Gesu Cristo, mei rende a lui simielianti, questo persezicina tale unione, e coraspectat modo ad.esso , come a nostro Capo ci unisce. Se quel desta Confermaaione ei d, foreta particolare per cono fellar la Fede, questo et aluta, e ei sortifica per vincer te tenta-zioni , e resistere , i nem iei della me desima ride; percio nel pri ei pio della Chiesa, quando era ella da Tiranni perseguitata , Per. mettevasi , i Fedeli di ritener dentro te propie case I' Euearistia , con cui al fiero combattimento si preparassero; 6 . JE S. tapri no stri vendo in quei tempi , Cornelio Papa, dice doversidar i ro prima di e*ors at martitio la M. Comunione: Quos excitamur,

Se quel della Penitenga scancella i Pocoati commessi dom ilBattesimo Quest' opra alcune volte 1l medesimo effetio in cBloro, che si comunicano in peccato, senZa pero aver die cognigione, ne a flatio at medesimo, come insegna S Tommaso, 60. Jedipiu rifica l'Anima col scancellare , peccati veniali, col diminuar ii fomite, e preservar da mortali. Se mello deli' est rema Unetione toglie Ie reliquie de Peccati, enci pericoloso passo della morte fovveni mento ei porge 3 Questo in quanto h Viatico ci da anch'egii ii suci a tuto in quel punioe, percio avvei titi ci fa S. Giro lamo, che peractitatur, qae fine caeles Patie ad otiatam masonem pervenire festinat: o. ES. Paoli nostri vendo dei Viatico pressi da S. Ambrogio per te mani d' Onorato Sacerdote della Chiesa di Vercelli, dice Bonum Maiscum s

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438 Additi ad Syno L

tribuisce ancora in un certo modo , quel deli' ordine, col quales dispongono i Ministri di Dio , degna mente servirlo. Samii mente coli inserire in not affetio alla Castit , multiplicando i Vergini, giusta Ia predietione satiane dat Proseta Laecais Tia, Vinum germanans Hetrnes; L 3. J che doveri intendere delia Euearisti adsentimento di molli ; 4. JEd insieme eccitandoci allo scambievole Amore tr, nol, che motivo diede , S. Agoli ino didirio Anum unitatis, s. at Concilio di Trento, Uraculam ci rataινι , S'Mἰνm Concorvia , t 6. J at Catechismo Romano Sacra meurum facιι; r. Conferisce pure in un tal quat modo alia Perseaione dei Matrimonio, che nclla initua coniugale , e nella re ciproca benevolen consiste. In quan/i modι uno si Comuniebi. DI trE sorti effer coloro, che si comunicano h sentimento de Padri, conforme dichiara it Concilio di Trento. 8. JI Primi si comunicano solo Sacramental mente, e questi dice S. minaso, ς. che manducant, ct non manducant. I secondi solo spiritualmente, e questi non manducaui, O maud

eant.

I terat Sacramentalmente ,e spiritualmente inseme, e questi flua Δcant, ct manducantur. I. Si comunicano lo sacramental mente quelli, i quali a quenta Sacra Mensa con peccato mortale, e seneta ver una disposiZione indegnarnente P accoliano; Questi manducant perche veramente ri- cevono ii Corpo di Gesu Cristo , non mavducant , perche non Ilce. Nono Ia virtu spirituale, cich la Vita ocli' Anima ; manducans dice S. Tommassi, i 8o. quιa C pns Domina jumαπι sacramenιatiser ,sed tamon non manducant, qu3a inrtutem spiratuaiem, sdes salusem Axsma irrcss1unx : Avvegna che altio e ii Saciamento, altro la virtu

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