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a DE S. LEONE CONPES ORE.esito ordine di S. Benedetio, Pudrone Principale A es Terra; A meriti dei quale, come intenderete , sono ma- rapulis, e divina mente test ati, e molli i bene j , che datis Attrina, e Santita di esse refultarono, non ἔanto a deita Terra, ed a quoia Provincia , ma anchounlae almente , e ca per tutior is oggi, stoich: Ego sne gode 3n Gelo, viestu ne risultoo , ed in particolare ,ed in universale per u sua intercessione pre o S. D. M. aposiache con morator perferione δε cera Carud, e ditanI virtὼ , Me conplene a' Santi Confessori, e eon pia ealde Orationi, da Uuto a' bisegni communi, e particolari . II. E premendoei in tale occasione , ebe rest unans informato delia quavid di quesa flagra arione, e delis veneraetione Apula a quest Sagri Depositi , deus qua- ις plene considerata , come suo germoglio , ed effraco et occio tuiti eon queso mearo resim maratormente accesuella dipozione ser so de' medesim , e dei nosero Ganto Glo
F dese, e desis fueuntio dely istituto delis Sogre Tra laetioni. Menire asendo Crisio Signor Nostro in voti re di ingraninio i sol Servi , e eome dice ι' A solo , quos iustificavit , hos & magnificavit onorandoli speetata mente col titoso di suoi Amisi , vos Amici mei estis , e eoi dona di tante virtu celesti, e facendou parte ripi , e
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mo nella ciles quasi innumerabili sempli di queste δε gre arioni , celebrate quasi tu uni tempo , es in Ogni parte dei Mando. Onde fu disinamente i iuuito famene Uni Anno celebritd solenne; come da per tutio si offerva. E si Romani Ponte sici Fino dat prineipio quasi illa Chi δε nascente sabilirono frate Not0, e tanti Diaconi, ebeattende ero a serisere te gesia de' Martiri, quali parimente ebbero cura, e illa Sesoltura , e desie loro Tra Daioni , eloὰ ebe fossero i Corsi sepoui depentemente , e
ghi piis decenti, e celebri: Anai e in medesimi eon proprie mani soleano sesellisti, e li ira eripam. San Cornelio Papa Martire uella mugire persecuetione di que' primi Tempi traferὸ i Santi mi Corsi degit Aposoli Aetro, e nolo , Ed in verito sono pleni di questi sure Mionile Morte Ecelesiastebe . E quando stoi la Gies principiὸ da sa erudeli perseeutioni a flaMorsi net suo sis dare, furono seneta dubio illustri , frequonti , e eelebri ,
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romm riserisce, ob eon quanto asparaio fosso sata puesta faria i seramente solenne in Uni cos , e specialmente in quesio , che da Terra Santa, da dope si traferi vano quelis Sure Reliquie , quasi sino a Cosantinopolida uni banda , a guis di sciami di Api , si raduna-
ro di S. Felice posto net Territorio dele Antica Citia di Cliternia rosinata da' Barbari, che chlamano Lithians , non iungi datis meis a Terra vi San Martino alla
Iesu di tanta Maria in Prnfulis, Ave es presenio in
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ne principale di questa Gild , e sua Diores folia gi.
eoli prima in questa nostra Cattedrale , e Eoi trσι ferito ultimamente dalla sua antica Catacomba in ana Urn otio P Altar mulsare di esse, do se at prefcni eon frequenaa di Apoli si venera i senas dubio non pos mo asouarne it raceonto da colore, ehe 2' interven-nero , senzs tetrime , e tenereetas , rimet tendo olla le-rigia, e contento Birituale vi questa Gild Iutta, e suo Dioceri, Bormarato , e convicini, e restio piia Aia. baona memoria di Mon signore Catalaui , Mesopo diques a Sama Gies , e nostro Antecessore , in cui intervenuero , oure quasi tutia la Diocesi , e ciero tanto se colare , che Regolare , movi auri Prelati con in merabile eoncors di Hrofiter .
re Udio perso mi. Farono trie membra vi Getii Crisa se Templo deuo Spirito Santo , che meritano uni Venera-aione , Vni culto, per cui mouo siem S. D. M. glori-
quasi Turres, & propugnacula, sortissimaque tam Civitatum , quam Provinciarum , ubi habentur, praesi
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96 DE S. LEONE CONPEsso RE. ni, che cercavano prenderis , e che desissesano date ere sis per i gran miraeoli deue Sagre Reliquis ; quari san- tamente gloriandosi solea dira , ebe aves le Sagre Reliquie per Dot difensor : Ariani ipsum Divum Ambrosium cum vellent invadere , Sacrarum Reliquiarum miraculo conversi , ab incepto destiterunt , indeque Arianoruni suror caepit in dies minui, ita ut idem Pastor sibi pie gloriando , hoc in Symbolum sibi vindicans , dixerit , tales ambio Desen mres . E fard sim eleme testimonio quel Aetro Rὸ di Aragona , che scrigendo a Sanaio Rὰ di Casilia D erudelissima frage di
Castali dele feretio vi Filippo Rὸ di Franeia , gli attest), dicendo, non fosse queso figulto per mezzo vi aLtri Ministri, ebe dede morseature di una moltitudine di Mosche , usiue dat cirpo di S. Nareis uel tempo se
δε , ebe P esertito Frances suo nemieo devastava irripe reniemente V ine iero , in cui quello si confervasa, neι- D eelebre battulis di Girona , di cui era Padrone , σProteuore iι me desimo Santo.
V. Esares o trono diffusi, in in questo gran campo soles o discorrere , rataouando eo futi spirituali ,
e temporali , che oro, me re hanno aputo, ed bono i
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s nascente , e si montisne presentemente capo dei monis a dispello di tante perseeuatoni . E ehe polrebbe dirs diqueue, che vener amo in quesio nos o Regno ; e speciaia mente dei Glorioso S. Meou Areivescopo vi Mira, in Bari , che tengono in moto tutio ii mondo per ii continua concors de' Popoli , che si conducono a veneravis E che auro det Sangue dei Glorioso S. Gennaro , Padrone principale deua Gild , e Regno , ρaale ird D aDre Grazie pien dato a mi, come lingua delis Spirito Santo , che ei annanaia i felici appenimenti per rauegraret, e gia infelici per emendarei Z Ma tralasiando leta sProvincie Antane, e te Citid praniere; innumerabilis-uo u Grazis ottenute in questa nostra D2oces o prici bidi que' Sanii , i Saeri Depositi , e Reliquis , de' quali inesse veneriamo , e speeia ente det Glorioso S. Pardo Pa drone principale di quesa Citid, e sua Dises, come deInosro Glorioso S. Leone Confessore , Amilmente Padrone principale deua Terra i S. Martino; te quali tral clamo riferire , per non efferetro o prolusi, e come sat tiben noti in e a Dioes, e per dentro, e Dori quesa
Propincia. Con che mi conplene innatiar loci di glubila col mentopato S. Curio Horromeo : Feliei que' Popoli , ehe banno quest Sagri Presdi: Beate quelle Provincie, che hanno que si segni deus CariId, e che insieme sanno religio mente tenere, e conservare: Felices Populi securis adeo donari Praesidiis: Felices Provinciae, quae tan tis charitatis Pignoribus munimini , ct apud quπs Re
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rino alia giornata , frequensemente rino ricors , e r corrono anche da' Paesi lontani.
VI. Gesu Criso Signor Nosro, come diceremo , dat principio, Venerabili miei Fratelli, Diletti mi et Fi-
ehe anco solis si onora ero is loro flagre Reliquie , E Corsi , come sue membra, e come Templa desio Asirito Santo , testinando is loro Samiid per tuita Ia Chimacon miracoli , e Bensu, de' quali se ne τ*gono piens gli Annali Ecclesiastes. E molli sono anehe quelli, ehσDraiamo, non solo neι nuopo , ma pari menti uel seechio Testamento , dope abbiamo , che eoI Pallio di Elia i ,
Eliseo disse is acque dei flume Giordano , ὸ fu d Di δείσtibero il passo: Percussitque aquas, & diviis sunt huc , atque illuc , & transiit Eliseus ; E imente ehi non ad , che eoi solo latio delis ossa di Eliseo , risuscitasse ilodasero di us Uomo bullato neI suo sepostro Et proiecerunt Cadaver in sepulchro Elisei , quod cum tetigisset ossa Elisei revixit homo , & stetit super pedes suos: E tralasiando far memoria della Donna, Ia quale da ridici anni patisa M o di Iangue, enὸ resὸ ob ra, coI solo ioccare te Fimbris delis sesi di Gesia Criso, Et ecce mulier , quae sanguinis fluxum patiebatur duodeeim annis , accessit retro & tetigit fimbriam vestimenti
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stimenti ejus , & salva secta est mulier ex illa hora Chi non ra , che la sola ombra di San Retro Ea sata basevole a fanare zossi, frossi, ciechi insa Ii da' De.
moni , ed aure insinua di mali ξ Magis autem augebatur credentium in Domino multitudo virorum , a mulierum , ita ut in plateas eiicerent infirmos, ct ponerent in lectulis , ac grabatis , ut veniente Petro , saltem umbra illius obumbraret quemquam illorum,&liberarentur ab infirmitatibus suis, qui curabantur omin
di S. nolo : virtute sique, non quaslibet iaciebat Deus per manum Pauli, ita ut etiam super languidos deferrentur a corpore ejus sudaria, & semicinctia, & recedebant ab eis languores, & Spiritus nequam egrediebantur . Ed οδ quan e marandilios pinse, e gragie at
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Pardo Hescopo uel DBponnes, e Padrone Principale di questa CitId , e di S. Leo Proteitore Principale delis Terra di S. Martino , I di cui Sagri Depositi si senera-αο in ess Dubi , ed a' quali glornalmente F pedono ri- eorrere Persone da Uni banda in tuiti i loro bi gni ;tanioche eelebriamo ι' Udmio dei nos,o Glorioso S. Leo con quesia Oroatone. Deus, qui Beatum Leonem Con- fetarem miraculis innumeris , & gloria sublimasti ;concede propitius , ut quem in terris pro suffragiis invocamus , intercessorem apud te in Coelis jugiter ha
dulo perpesuamente rivereneta , e veneraetione alle loro
Stare Reliquie eon tau atti vi Religione . Da qui ὸ ,eome attesta ii seu solle citato Glorioso S. Carlo Borro-
meo fullo sesso proposito , che le Chime , e gli Aliarieon es' si eo agrano: da qui Θ, ehe il Sagri is deos Santa Messa sopra di esse F celebra ; da qui Θ , ebe sindat principio det tangelo sono state celebrate , eome si
li e , e con ogni aura solennitd di Riιο : D ndi , , eho seuere sono sate Dite loro obblazioni , doni , voti , edelem ne da' Re, da' Principi, da' Popoli in tesimonio di una perpetua liberalita Crisiana, per eui si se dono Templi ,
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Templi, e ricebeate immens , dose quelle si veneratio λE tralasiando is aure parti, nella nosra Italia basa dare an occhiata a Roma, at Santuario di Loreto , al
