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propone leto animosamente . de si e me Lotena pen
... Gl mellte a partae deita Res deneta. direndo ehe i Ρamatrimo. dii etano tenuit. a determinate la vestra : quel glor-nis . no non ii Ree se non una eongregatione eome anco
a te tia .. ne E salta vetuna.
ri Eo, it quale era per partire la mali; a seis guente lci trovat, che have va in mano una liti ta deli' Imperatote dieetidomi che, per quella erasolleeitaici a partit . quanto prima, perta domi ra-
io stafilo. & da lui, setiuendo mehe nelle sue ist-tcte. 4' havet trovata sua Maessa Cesarea mal animata verso te e se di quesici eone lis & che mo- strava intentione di volere, ehe s proponestero lesue petitioni, havendo I animo inelinato ad una grantisorma.
G totta patiando seeo delle nuove. che s haveuanodalia Coris deli' lmperatote & della partita det Sig. idinale di Lotena, si disse, ehe sua S. Ialustriis. se n era andata eon diversi partiti da promite a sua Maelia per sissela henevole, & iitalla a suoidissegni, fle che ira I alite eose te aeva, eh' ella havelle a traitare la pratio det maritare la Regina di seoria mi Ateidum suo figliuolo & eonelud te ii darentado di Fetrara ggiungendo mehe ehesua Maes a fi eta Iaselata intendere, ehe voleva, ehele sue petitioni si proponessero in segni modo. fleehe si tranassem liberamente.
Furonci rutati a questi da passas at Vestavo di
meta gli ha rihaut . ti meo se a Mons Galletiobtio sali tubati est ea a . seudi, ii quale M sanoporte in regione aleun i de sues sperando di litto-
ii Sis. Cardinale Setipando se bene at pilaeiso,
vere da questa sua opinione e ri tui une, dicendomi, ...ehe quando Mevitet a d avvertite qualehe eoa, me
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e partito di qua ii Padre Natale Theologo Jesulta, it quale it Catillio disterna introdulte in quella Consulta ehe ii sa d ' ordiue deli' imperatote sopia si ire ponti che se isti a VS. llitis lilia. ὁκ ilbi . Cardinale di Lotena ha menato steri quatito Theologi naneeli di quei, ehe soti tenuti pili dotii.
Essendomi questa mattina venuis a Novare Mon. MD- Iri signore Commendone ho hausta longa eommodita
Nistimo. ntiti essete his no ehe xii saeesse tal ossiem, asseu-randris della volonia della Maest 1 sua. Mi diste aneola ehe da quel eh'ei poteva Ornis prendere Ia mente i ti iure; i pensieti di Sua Ma/ua eranti indria rati amne d Oitenere, ehe si saeessentia gran ii ima in tal modδε ehe si hau esse a servare. Λ per quanto exii ha osservato gindiea, ehe
di translatione ne ha mostrato d spiacete, serennan
nci hau uto tanto ardimento di darii sen1a sua pari i- Cipatione, perehe non s p tilanci anthe essequite sen-
rando elli nelle dilai;oni ceream anno con questa via
tato solentieti: quella nutiva sl E spatia appreis, di
molli stetime avviene ancora delle magior parte deli alite, ehe si sanno subbito, & ha rivulo a diare Mons ignor Commendone che 'l medeliinci avia vietie Della Cotie deli imperatore. dove par ehe x in
Monsignor de Patii ha i nicto da ian Theologo 1 d i .....
le di Loteno. D mi disse an eoru ehe 'i iudaeuo Theologo gli afferina ua essere senuia tismus datveseo vo delle einque Chlese avulsando Gratiatad' haver satio I timeto eon Saa Maesia Cesarea &ehe ella ne haveva seritis at Re Cattolleo.
Theologi hanno e mine lato a planus come per ordinatio di oeeunte Hastutio di loro una congrega tione intiera.
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semplo it Coneilio Caseedonei se . ii quale sequi
Apostolica Honi ii h Atta una e gregasone sola innantimanro, ne ita quale hannes de to tie Theologi . ti ne M Gis. res ano aneor ι) seste da dire di questa seeonda
letto di eamera det Re miscina nobile di spirito '
di Beri noto, di venendo a patiar delle so) e se
Is lustris . eon t inelusa dela' amoro te letiera. ehele seriisse questi di passati . eon che raee mandania domi humi mente in sua bucina gratia, se Meto conogni ruerenet a te mani. Di Trento li rit1di FG-hraso M. Diiiii.
pta de quali hauetis v S. illus tiss. havulo per i alia tiro Oidinarici quam ehe te setiuo hcita per i in , eluso foelio.
rii te & si time che sua Maelia ira taeesse veni re per plendere occasioue d t altare eoi Cardinale
H eii non si seee eonae aiione per esserit tornato tardi di Capella. ma it gloriaci innaneti se ne Reer due, questa matrina ha dcito Mnnsiqncite Adtiano.s qu1le si e allargato nelia stateria della dispensatione patiando a lungo deli' autorita det Ponte iee ma pero favorev I menter dominina si sata proeeGsione sendo transset ita di farta cient Veneidi petquesta Quates , dove mima ii iaceo la I me nio, di do po pranso s eomineleta la quatia ela&se differendos la tetra alia venula dei Caldinale di
i' alligate setit ure taeeomandandonii humilissima- mente in sua baona gratia, te Melo con o ni ti.
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vendolo tr varci qui . te ne manda d eopis eira que. se se a 4 fin to a temD: ehe se bene noti s ti- solvesse d' imitate quelio esemplo mitte dureta questa eonsulta, A reteio non servisse di presente. Dondimetici r tria esse e sche D o non voella che talia la eonsulta non venisse Meas ne de ier-vit sene se in est, s deteraninasse quale si che non plaeesse: Λ eno siet. Caidinale , e oaeriato in tie, quando sua Santita si r solvesse a que-uo d' ainiteat si solent eri, eon notare quelle eoaehe vi suci parere si have sero a mettere deutro .
Non laseundo di dire, ehe sors saria breve. eheli sieg. Legati quando proportanno qnei capi dirisorma ehe loro paret . eia s'habbino a traitare in questa sessione . ehe ne pistiassem parte dalle petitioni de Francis. & Imperiali di quelli. ehesono nectitari per dare loto quessa sodisiati M. iacendo tal tiseuii mento nella propos a di ques ea. pi. che gli oratori eonosthino ehe eis non sonti per laseius usurpare punici 1' auri ta loro , ne et mmitare se non quel tanto . ehe ne gli citi Coneilii stato servato . Si cene, ehe in queila e sulta comitietata sopra
vere miservato che la matt na delle cenere non stri vati,no in Ch es, se non D8. Prelati, malave-
in vero memehe non retii quelli fieno ablenti daTrento, ehe non vennem questa malima. n di
Musotti . ehei Cardinale proprio prima che partissedi qua gli ditia di hi .e la te ista per dichiaratione desi) animo suo, R ehe se non ela sano contro dilui. era aliterici a sate quel che te state stato dio re suo.
Alla dimanda est Dues di Bavleta ehe li lcei possino pted eate net suci stato in distuo de' Sa.eerdo i ignoranti . novi laseleth di ditii 1 opinionad aletini hucimini pii, che rasiunxndo di eio ten e o. cte fine bene di fare stampare humiliati .es Catheehismi in lingua Germanici . sol ii dah mini dolii. R Religiosi. i quali si haveileto a temere at Populo de seripio da quei sacer et imis
periit, tenendo che da questo ne sequitiano bootii Metii; riso. neotehe ii Sare doti non sossem sussieienti, mitiano eon ouesto modo fodissere alpopulo: i' lito. eh' essendo Roti in queua lingua molle scrinure eotolle & di mala edigeati e siveri n oueste alve Mone a levare la meminia
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sta occasione det absen1x sua mandate la laetera alSig. Dura amne che quanto plu preiici si risolvesse questo negorio. & easi mi ha detio di voles sare.
Questa sera ii s . Cardinale di Lotena ha partato at S g. Legati. & havendo loto mostrato, ehel' imperatore ha huona mente. & che desidera, ehesema mitio di que ito Concilio. Eii ha a vestiti, ehes sata iniunt, dat Oiatori de Ute im perehE si
sendoli stato tispristo dat Siet. Cardinale Ser pando.
lutitistinis 1 e laletata intendere privatam te. che
commette per la sua dei xx. rem a caesaria Ia νε-
potuto rica vate altro perci he dicono A mede. mo di non sapere eos, aletina AE ehe non solo eis non hanno deito ne consultato uente sopia detriari oli, ma che non gli hanno me vestiti. C .iesano hene chel Card nare gli mando a visitates. Maeis a Celaita , eon iei and mo nella hiblio thees , dove tua orato eU ella hehia tin poeo e
milliore. Ordinandali, ehe net relici leguliti la mente deli imperatore. Olua di quelio ches Conte in
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betamente ne voti loto quelehe semideto, aeeen- nando essere orii meme di Sus Maesia Cesarea. so giungendo aneata ehe havendo egii ii teaio dat Cardinale di Loteno quelehe s Due eoneltisci sona pli ara leoli. che l' imperatore sueva consurire ii iis se da Gentillivom ehe non era stato trutta to niente di tali e se. Mi disse ancora it sudeli Ambaseratore che tag nando sere Mons ot di
Di Tremo li 1 di Mario M. D. Iriis.
a v vertito, ehe s voleva emi rapere it Plesidente Ferrerici per via di Montignore di Vitet . Tutiate eu elle eos e non ne havendo p u Orto scin damistri elie tanto te duo a V s. illustris . malvi leni lati per non i appotiare molesta par essendod impiat taneta non mi patera bene a taeelle e)
inanesto per non esset liato e nosciuio it suo ma
th da Mediei. t quali sono stati sti ais 'ultimci dei la vita sua, ad aeseraeis delia malignita deli, s bre, havendolo sin qui medicito per mas di punta. Questo essempio si dostia metiere in eonsidera γεδε-ne. V. S. iuuaria. si quanto impotra ehe presb lapersona ἡ Sig sanci Mediei di iunga pratiles,& isperieneta. εκ ii dousa Hecitdare, ehe a malanis dos spesso Novio sie: nε have ci ni itici presibdi se della quesita. & isperieneta che M tinfignoredi Saraana. seria Mon opera a richismatici eo lualche opportuna oecasione pet set Visio di sua amita la eui Alsie fle eonservatione an tehe in ni tempo ii de la desiderate. tanto piti s ha dam orare hora per il grati bis no , che ne hala Cristi,nita. Et Chissa di Dio Ii Sig. Dura di Maluoua At Sig. Doti Cesare G uetam sono stati s4n est ultimo. ehe ε manesta S. S. Illustria. havendo ella Heeviata a prima tu ii gli Oidini della Chlea . ti tholneranno questa mattina a Mantova laseianda per quanto ii lieneta . 1, ;--χ, la Sig. Duc helti . onal xia hin ramino: eon che baeio te inani di V S illustiis, . Di Trento li 3 di Marici dei liis .
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riere ehe do vexa venire a R ma ad in nitate lasu. Duehema, eh et a vieina a Romete per satiaritornare indicito.
pet metterte in ecnsderatione . che sarta hisci o. i. continuare con i' opera dei sa) Se retario Oli.o. . . per effer egii itisermam de negotii: id ehe non υ i a M. non secadet a rieorsia a V. S. illustii se ehe quando siit i. Vs. Aeesse tal fisolutione his neris provectili, pet-cte son certo, che eeli potia sperare di esset non solo Hecin seiuin della servitu passiata, ma ehe lis data provisione ordinaria pet iratteners.
ar molle e se, non de Enci perra venare a rnt- tura aleona per questa causa, 1 Haeetia a s. s.
murs eta ehramato, ehe andavia eon la Ovallema quella volta masapendo che at Sig. Cardinale era dispiaeetuiti ii piimo avviso, per non havere egli nuciva di eiu altrove ne to et edendo, hanno tenute occulte t ' ultime lettere negando anehe a
disditsi, i quali eou te domie toto se ne sono iti
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ehe S. s. Res: v leus an dare da tui. ma per lan va sparsa dei Duea es Guia non e andato per
I Ambaselatore Ponte non andet, plu per quella differetira de ecinfini, havendo egii su vertito,ehe la elertione fatis da lut era e ntra la sorina
de loro stati, ii quali proibiseouo di eleggere ali altri eatiehi persona, ebe sa in ossieto, ti eoia assato seuiato.
Ressano aneora di quessa elasse a dite x. Theci. logi, & ehe tia quelli, ehe hanno detio ne loro regiona menti hanno aduite regioni per debilitatet' antiorii a dei Pontes eo in materia diapeus ιδε--tia quali E ii Theologo di Sanctes. V. S. Illustris,. veeta per i' es ligata sciittura alia eune eoa deitemi dat SQ. Cardiuale di Lotenos fin ch'io ne la raeguaglia I . A piae dole dirispondere qualehe cola. perchh lo gliele possi reserire h ihi male la letteta in modo ch' in xlle la poff mos rare, non satia se non bene per dare questat lasartione a S. S. Illus risi. eon ehe tinti mi eorrendo altro. humil mente haeio te mani div. S. Illustiiss. Di Tlento at viij. di Maieto Ixiij.
partare con Sua Santita si tenderia eerta, ehe si rovare e modo di terminare re eose presto & elice mente. tanto piti che finite queste matella dis
Sacram/His non resterianti a tratiare de dognat se
ehe ancorehh ella havesse buona mente, non glie la lasei vano pelli metiete in essecutione, tiche molle volte era oceorso ehe laseiandos intendere Sua Santita di . lere fate fleuna eoa, gl rano per questa eausa seguite resolutioni tutae eon. uarie, it ebe apportava mala sedis altione alli prin-
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si saeesse eosa aloena, di emi prima non venisse ordine da Roma con iselluere solo te e se, ehes satiano di manci in imam. Is ehe cilire cte δε- ita di xt d ssimo set wasci. & honore di Sua Santita vertia anehe a levare la mala opin one delia mea libetia det Concilio . di quando ella non sene fidasse. eho si ii Hue a mandarna de li aliis levando via questi. Disti nitimamente ina scitio velo di parole. te quali dandoli io Measione te d ehiath mi cte havevano seritio a Sua fausta re
1 di Verciali venne Mons note di Viterbo a molare eon S. S. illustilis. alla quale detie ehe hebbear ne parole se ne parta subho. Voliatosi si sis. Cardinale a nol ei disse eia Montignore di vite bo have a satio se usa seeo pereM la maitina pariss 1ndo eon S. S. illustris s. di vedendo la alterata. Et dat 3 eo Oreeehie alie sue parcile se ne partimal fodi, salto. At seneta fornire it rurinamento, dubitando ehe et non fosse alienatissimo di quelle se ehe te dictva in nome di sua sati ilia, flv ra eonid cte 'i sudeiici Mon signore gli ando a partate la mitina in quel punis Che era travagiram, per la mala nuova det Sig. Dura suo fratello, ehepoeo in neti xii eta stata data, Et isdendo dissaeh elsa Deoia si seusti suo se non lyhsveva ali
Nella lettera det Bendoes. II s . Cardinale Vormiense per una lertera dat
eolso nelsa sua Chiesa, ehe andosi negata Ia s pol tura a una Douna Nobile per ellet si neli ultimo det lx sua vita e mmunieata fas area aes cie, I figi;utili i hanno satia sepelire da quei sertam alla
no di duovo Recedere in quelle patii sarehhe forsimeglici ehe Sua sanilia mandasse essa Su. Caid-nale in polonia eon litoto di Legato, non tanto benefari della sua Chlasa, quanici per contene te in cibedieneta it testo di quei Popoli, pensando eis. cte moliti maggiore servigici potiatrede alia Sede Apostoliea in quelle banti ehe stando quὶ iti nesilo, aitem massa mente, ehe quὶ pud gio arpocci l opera sua, tanto Ru per esera exti cidiato daali heroiei per ouel ehe ha solito contra di i l . Cnde quando Nostro S . s rii lueste di man.
date qui aliti Legat; . di stiudieando eosa bene VS. litust, iss. vi s potita sat eonsideratione, mamma. mente, che porteria poca spesa di piu. micth non satJa pol his no dei Nuntio. ehe s sene in P lonia. Ma non laseleth di dille aneola ehe tax nando it sis. Calditiale simoneta sopes it manda. te Legati qua, sua signotia Reverendisi. non giu dictva per bene che se ne mandassero alui.
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ee memor a te neva in questra arseolci eoutra Ha Dpi
Havendo li sit . LMail satis triremere P ordynario si questa mittina per sedet is sueeesso delmai dei siq. Cardinale seripandra se illi trovato
bona minii tamento con diminutione di se te diquesta notis pilata ha rimato allat bene
illatia antino non solamente di voler ab aediare queri'. cte tuem l auit tita sua. ma anco dato
