Stephani Baluzii ... Miscellanea novo ordine digesta et non paucis ineditis monumentis opportunisque animadversionibus aucta. Opera ac studio Joannis Dominici Mansi ... Tomus primus 4. & ultimus Tomus tertius continens monumenta diplomatica & epistol

발행: 1762년

분량: 563페이지

출처: archive.org

분류: 그리스도교

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ui. della Littera se tua a sua sani ia alli Prineis non ad altro fine per quel ehe s intendo. se non per una forma di sibi irati ne, non satia sola se ncin he- ne havere vi erans seratione quelehe a Us illustriss

uti breve net quai mralliasse qualehe risentimento

vano persuasa a v let me tet in no neste ense ehespetiano alia Sunitia sua. A serψitis aneho qnesto breve per giuilificatione appressio it in do. Perrhedoppo. ehe s solle mnnesio a sus Maesta se ne polita smil mente mandar eopla al Nuntii ehe sono aphielso li Principi pereh stlle ne rapenaetiassero, ti in vero, che agit amore urili set ultori di sua santita non solo ha da Hiiete ere ma da dolere in finita mente ehe non si erinoso la Mona 1 Santa intentione di sua Malitudine. in tulte te e se delietvigiti di Dio. de pati erit armente in quella ehe partiene alla risorma. dinde quelii cte la annod veriano attende e eon cient Asoteto a levare te ma

Ha da spheere a neriri cte questri benedestri de-ereto della Residendia di, tanta maletia di raeli nare , it naule per unantri s pud comprendete daal eune prati iehe. potita saeti mente su venire, ehe non passasse. Is ehe qu1ndo oeeoi tesse datia cierasone di grati se dat ehe in lanici tempo. ehe s tral la questa matella non si lasse uouato via di concordarii .

tis rapioni a volere Me nsentire.

dinale ne haveva traitato eon ii Sigg. Legati, pregandoli a voletio ptoporte . de venneto anche atagionamenta di accomodare aseu te parole dei de

Veneidi domo pransri si leth stan rumore traservitoti delle Nationi, de ii ptineipio naeque pet ello ehe si e luteso. ehe alauni spa nucili assisti.

quali illi tis sero libera mente che nun si potevano alienate eon buora eoselania.

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LETTERA XVI.

citiae tieordandomi di quel che is S; e. Caeditias. MLoieno mi disse questi di pallati inpra te parole.

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seiaici ne i Testamento che tuti e te sue semittute sollerti potiate a Napoli in easa sua, dove have

sarea.

Ho intem quessa sera es tardi dat Theoloeci ami- ehel Caidrinale di Lotenci ha e re mandato a tui ii l. Theologi, ehe vaesinci se . s. s. Illus A. an-dera prima a Padoxa. ' la sertimam sania a V retri . ti mi ha dotto anthe is indeitci. ehe questa sera S. S. illustist. respondera a que . rhe Sua Naes 3 eli haveva sertim ei rea te parcile dei Conisellio Florentino.& se bene havexa disetnam di par. tire domattina per tem p . essendoli questa sera m. praglumo un Cotilere di Flaueta non portita final tardi.

li 1xi . di Mario latii.

rono de noti v aere a ma δε aletino contini ei

metite di tuiti aὶ dalia persona di Nostio Sig. in

peratnte Neocato da s. - antita come proteit re

m . it Veseovo della Crique Chisse di ordine di

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a, .u. . ii sco Cai illum. o indurici ai medesimo u se vir s poeti di tui, istimando egit che succedend illi quoso non ita di poeti fetu elo a Sua sani id. Mi

Frane a.

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eedere sere alia libem te seel le tenere di v. S.Ilaustris. & di Moo lignore Tholomera conmemeali ordine che vien dato per una polliria di dei

Mi soram se pol cte Sua Maesia Cesarea la mu

ta . ne inanoth intanto di prendere cierassone a sar. Ia lagalcinare di nuovo sopra di questo negorici per sapere imieramente i animo suo: & di retio ne da-ro eonto a US. Illustrissima alia quale te hoeio le

no patrire per venetia ho pressi h agi opportuna oe easione di falle taggionare di nnovo sopis ii me desimo par i lare, ehe ella mi commisse per leste di xvij. per intendere I ultima resolutione deli'animo suo circa quesso netoe . & di naol te resecte Sua signoria litust fissima mi ha desto septa die t questa h la somma. Che ritor is cte ella disse a Tremo ispertiva nn Mello deli'Imperatore, dat quale saris tum liata delle eose, ehem 84n , Λ di ouel ehe havesse rispono Nostro signore a sua Maesia Cesarea. Onde ait' h ra pia potita pigitare partito, & eonsderare ques ehesolle di hisca O. Disse ehe havea patiato detrandata a Boi na,M θ ehe ι' Imperatote pet a) I'intenti ne cte gli da-

πιι M. va Sua sancta della ti ima ei era laetinato sog-giungendo , ehe ella ancora mona da questa speraneta, ne havea satio opera, ma Opol che in tanto

pi eredono che diua Santita havesse havum veramente animo di sire la risorma, suome havea pro .

& bene heis eurata sono in mano di eutuli, cMauisu. ouali non havendo nim' alita mira ehe ii tirare Uentiate. te laseunti in abbandono dandone la euma un povero prete, dat ehe ne naseie la tuina deu

se era tiscitula di patiara di questo estendendos adire quanto havea la Casa sua es la perdita di disi Fratelli per la eon seruatione della Relligi et Ssetv qio di Dio: olite di quello disse. che sua SU-tita non dovea dare citreeehie a eontigii di eo lotoehe eereavino di rimoveris della s. Santa inten. tione i ma risolvetii di sequi stare questo merito vis

tave se fino verso sei tes di molitatione, non era per aeretiate questo eatim in aleun modo, ma che havria hen sentito in eth stan sod. atrione, petehh ilmondo eo setae cte ius Santua teneva Gma diles. & havea per eonfidente. Queste somno in sollaneta te eoa e, mi disse sua signoria illustria. sopia oues O pateticolare, &non havendo tuto tispondere 1 tulte per ello ei stato molle volte interemto ii tWi amento, seriveth hrevemente ad ne eoa, cte te replieal.

ehe prima che havesse a traitate di questo con in Imperatore haveria voluto sapere la mente di sua Santita e havea potum chiata mente intendere per loetere che te molimi; pere raehh sua santita sdit portia faei linente di transistitii a Britogna oenivolta che sua Maesti Celatea fossa Esoluta di v

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di presto finite ii Concillo Λ ehe sua Maesta scisse

pere per esere stata ξ eo sa inseme eon let tanto

mo di spedite mi it resto spediit ehe suffero ii dog-ml, direndoli in olite ehe erandi e a molli Capi di Morma in mano di egi Sim. LMati, ii quali si sussero publieati si satebbe eonosequia aperta mente quanto sita bucina 1 Santa la Intentione di Nostro S . di ne havere eno i P ine l. es gli altri da testate

Ri parti late di nuovi Letati disse, ehe essendos eletti subito dom la morte dei Cardinat di

latea

reno si pud eomplendete, ehe egis non ita pet s re umeri aleum per dispoire i Imperatore a v nire a Bologna, anhi sebene egit per te parole det- te alite volae M mostrato che si lasse eontentato

ne, di cte egit glie ne resta obligariis mo, di lene

no Omeio. che tenere pra ritolai , che et non vo

lesse adoperit si in lal negoeio; it ehe Dei & per tenerio seu ehe potesse maneo mal dispos ci ad Mesea ehe si volesse valete deis opera sua. S pediehe non pigilasse Ombra, ct io fossa re fare te latione e M E non voleste servite. onde psi apertamente si mostrasse eontrario; ct E stato bene. ehe egit hilbia deehiarito l' animo suo di non v

loe aeeetrare questa impresa. percnh quando h veste detio di voletii operate, naveria potulo per haventuta portare in lungo questo negocio. ct copertamente iste O Seio contrario. Questo quanto

i etsi

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tu . che questa lettera che mi mosito era sit datio ordinarici passato & iri non havea ancora rictvulo te lettete di VS. Illustriti. di quello ordinatio peret he i mlei me lo in .iotono alia volta di Pado-vrune nil eram aneola itate mandate: tali sequὶ tutia- via inierpretando ehe it Sle. Cardinale Vitellci havestivoluto intendere di sua Santita. n ininandola solion nome di Mon signore. A mi disse elie net tempo ehescino stato 1bs te si son dati quei rapi di risorma ni Sig. Cardinale Simoneta Is quale ne havea ae etiato parte . si giunetendo che volendo traitare questo negotio era neeeu alio hi vere sponda & favore de sis. petioli di eosii, A potere spendete it lor nome. los ci andarra tItenuto havenda gla inreso la metite di milio s7 . ti di VS. Illustris, pra di que- si pati eolari. & ho Atto telatione es siet. Caidi-nal Simoneta di quanto mi ha eonterito ii deliri Monsuenote . na inan caro haψtite te letiere di quello Ordinario iu datne eonio a VS. Illustii A. te sata bi.

. Qua si e sparsa voee che J' andata det Sig. Car. d nai Molone all3 Imperatore non sata per alit che per itffitate eon sua Maesta la translatione del nellio a B logna. Si diee ehe in b eue sera qui it Conte di Luna me ha deito tin suo servitote. A ii sig. Pagna. no mi eouserina it medemo . che h quanto mi Oecore baciando humilinente te mani di Us. illustria. 6 Reverendisi.

& ehe suo Fiatello per lettete di xiv a. Ii seriurale formale par te. in fine quesii Siannii illustrissimo hinno miten ut da sua sentita. ehe la Caula dei Puit; area Ctimanisa iudieaia de Theologi dei Couellio. ll si cite Cardinale Madtu reici tiloiud venetdi per honorare is S mor Cardinale Vocone. ii quale sabbato at tardi fete Pentrata Pontificari ne ite &sottia it haldaeehli, , I gli aliti Si not i Leeati ii quali erano stati ad ine tratio in inantelleitci unmiglio disecillo ali sepultono dietro cor Signore Camdinale Madrueeio in Mechetici, & Moaχciei. Hiet- mattina sua S uotia illus tissima eanto mella in Capella ti domani dopo pta iam ii fata congregatione generale nella quale presilitata ii suo breve. si liene ehe ii Signor Cardinale di l rena attῖ-vata Sabbato at piu tardi, ancorehe aleuni vogli noche de Mia altivare Glouedi: peto Monsiquore di Lanaeh ne as etia avxllo ectio domani, ne si sa 1 eii Cardinal Molone aspeltata la sua venula . Ne mi

correndo alitia.

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prorompete in qualehe altra parte.

Che in Corie deis' Imperatote ii aspeltava als . Caid male Morone. ehe andaste a iratiare conSua Maelia Cesarea di transserite ii Coneilio eon proporte se raggioni da movetia a venite a Bolo-gna.

Martiat alie xx. hcite su is Conte di Luna dii signori Leeas. a quali uso m ille paro e amoreuoli offerendo fili in generale: il medelimo illor nn s seee Congregentione de Pad i. doue iis et. Cardinas Motone letio che su ii suo breve fere una sua oratione aeeommodata mente, delia quale ne mando

a tuiti in una medes ima niau era con ess ,ri ireti in nra.

Andh pol ii subest , ii sed desto Conte a Cala

dandoeli se egit aneola havea e missane, mi risi pose haveteli vitio is Couie ehe eis, si po lava se tete dea suo Re sopia di questri, molliando perli di

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t i Edi eat. do illi avia

iana

togatio, ii quale pariendomi da lui mi prego eli'io

pea e di animo di partite α ha gia dato via la Cata .L Ambaseiatore Dandolo e stato suora a questi otni a Bassano. I domani deve venire, & ii asepetra aneo domani is Sig. Cardinale di Lorem Questi Signoti hanno disseenato di sate domanimngtegarione, non venendo astro impedimento, do-ve traitaranno di prorogate la sessione fino alii iij. di Giugno. Resto di mandare a Vs. Illustrissima ra repta ha- vuta della laesa oratione elie teis it signor Carditi l Molone, intendendo elie li S enoti Leetati lamandaranno. I perche eredo ehe VS Illustrissima havra havulo sino a quest' hora la eopla deli edit-tri salto dat Re di Francia eoneernente gli Ugo notii, relati aneo d)inviatas telo. NE mi Meortendo altici Melo a V S. D lustrissima te mani eon ogni

Dieendo io Di a sua Sunoria illustrisma chenella Congregatione che si avea da sare per la pim

rogatione delia sessione vi fatebbono di quelli ehepalleriano licentiosa mente. & ehe ii signor Cardinaldi i mena toecitia di morte e se, es patrie latinente delia iis tina, mi Aspose elie vorenthii vi si tro-vare e presente per potere rispondere alte eoa, eheei dicisse: at ehe so lanii, ehe sua S. Illustrissima havrebia spessa, Osione di poter sar questo, peret heu fuderio Carditiale in tuiti i sucii voti faeeua lun-ghi di seorsi ci Deionameuti: onde Iutendendo Hra quello disse, ehe egli havrebbe risposto si ma in modo pero, ehe non desie causa di rompetra in

seme.

S intende elie Mon signore di Lansaeh ha desto et non vuole testare di venire in ecngrenatione quelsior . ehe si rictveta it Conte di Luna. ma che ad ostii modo vole esset vi presente onde ei sera qualehedissimia in eonteitate quena cetimonis, delia quale non si traitara lino at litorno dea sis. Cardivit Mim

ignore d Orv eici ehe setiuesse melcia gli eonveni Va di piu in questa malet a. disponendoici per ea-pi nella medesima mima degli auri, onde. havendoeilli poso in i litto ale e cose quas in modod inparmatione, ripialiando mille ei quelle et e sono

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a Cauallelia & Pedom fatii in Germania non voltu sero l' armi per la recuperatione di Metet, per questa easta mandeta un Maresetallo per suardatici.

ia Coite dello imperatote.

Ringratio humilissima mente V s. Illustria. della

enitendo eiu di quellci ehe la uiata per i inclitu si glio Meio a V S. illustrissima te inani.

Delia Predietione Satirim.

ne di nominare ii P. M Gla. Ambrogis ca) Bat- .is..tavero. ehe su gia inquisitore in Milano, ii quale haletio in Padova qualese anni, , hora te se ordinatis mente Theologia, det in absentis di M. Adria. no , hi la sua lettura ordinaria: il Sighor Cardinalmi diue ch'io ne seri vessi a Vs. Illustr. onde non

ho voluto mancate di metiet te inanii quelici nostropiate Milaneis. it quai per quanto comprendo pinita moltci hen supplire in vece di Maestio Adriano, havendo aneo esto olue la seleneta di Theologia delle altie huone patri, o desiderando ella saper meis

ii servi a.

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