Stephani Baluzii ... Miscellanea novo ordine digesta et non paucis ineditis monumentis opportunisque animadversionibus aucta. Opera ac studio Joannis Dominici Mansi ... Tomus primus 4. & ultimus Tomus tertius continens monumenta diplomatica & epistol

발행: 1762년

분량: 563페이지

출처: archive.org

분류: 그리스도교

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peratore, uota ho voluto litardare piu a dauit me avulso.

illustia. & MV. St. & Padtone mlo. Rneolache to ereda uehe VS. Illustria. Muta s- quel Phota villa quella lettera dei P solo, di eui te seriise pet i ordinatio passat . intendo ici,che t originale di essa ih inviato a Roma amne che Sua S,utila lo vetisse, nondimeno per seu cer- terra lici voluto anco mandati te la qui alligataeopta. Il sudeito Padie havendo ieritio at Sig. Car. ditiale Amulio una lettera prima di quella quasi instinite materia, non ela di animo di Ar ques 'alita, ina essendo andati a vi statici a) Monsigant Braeaten. ti Autlan. & intendendo eis di quella letiera mandata at Sig. Cardinale Amulio, disse Mon signore Bracaten. a via Etute Ludovieci si )Soto ehe nava presso a deitci Paete, the possendo ellere saetimente, ehe esto Cardinale Amulio non havesse patiato di eici e n Sua Sant i ne moniatale quella letieta, sit a stato bene che it Padtesolo haveste satio una letteta ditetiiva a sua Santita in questa ma teria, o se tendo seli d in viatia in Wano deli' Ambaseratote di Pottogallo ii duale lamesentaria di certo, onde eon questo modo ii su- deiici Frate Ludoviso indusse ii Pad te Soto a servite a Sua Sant ta.

iue letiete i in v tava a voletlci andare a vedere inquesto passagetio che sata. & che tali era risoluto diandarii, so iungendo 1Μii ehe per lettere di Romaera avulsato che 'l Muttilio suo Sextoario quas hi

ergama ae

ci 1' ordine di edaset malo.

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havea mandato ea Nostro sig. era hen villo da sua Santit . di che ne molita stan siti,fati Oiae.

tanto patienaa in comportarie suesta tua temerata,

tendra cava eate non ha voluto effere inconirato.

motiale .

sCRIT TUR A.

rica set ii pie iudieis et e te ne portuno securre.

Mi sogeti una an eo it Sie. Pagnanti, che ii Conte havea deito che lo Ambaseiatote Valgas in laggua, gliava di haver letto a sua Sanitia quella lettera sertiali dat Re dolendosi det meo eorum elie si i neva de' suoi Ambastiatori eonforme alpavisci chepet i ust me m e ne seligi a VS. Illularis,. dicendo cte a inci Ambaseistote era parso ehe sua Sant ia i h .esse sentito molio: domaudandosi final mente quelehe egli tieetcava in questo parite late della recedenta, fragiuna mi it Conte che pereetio sui pare a troppia aspra quella lettera e he havea serii-to sua Maelia, ' ehe egli non giudieava che tali resolutioni potessero essete di seruigeio dicendo che non do veriano mai ii pretieipi oblieat si eou seri vere divolere sate eose . delle quali pol facit mente si potensem penitie di falle. Ho voluto tuguraliate US illusisse. di iuite lesuducite ei se . ancorche in pensi che te sanci titii osme non ad altro fine petehh ella eonosehἱ che 3aqueilo si vieu tacito piu a consermate quella opi

diean ehe salia bene che sua Sanrita taeeme questri in effert . di senta publieate Nilla ait una lometiesse in essecutione. perci ehE dalla publieaticine di tale Didine ne mitebbe sequite mee ud et i a iii mulis te pates. eo me in piaricia. in P iaciuia θ in altitreetii. dove si viae elio Pietati sonia amnieis ite

d bia arti .1re is termine di xx. gloriai di Maget . ner quale s ei, dissequato di dei Miale si gi nodella se ilione. R ehe peris si habbia da esule ne me delimi termini di prima . It Dolior ι Coineso Theologo Portuethese hanotato sopia ii Canoue deleel lotione de Ueseoui molli ine venienti. che potiunci sequire. onde loho voluto mandarat me i alligata eopia, ancora eheci lia pure qualehe op nlone, ehe non si debbianodar v ii sopra is doti, Catione, ma laselatici da parte ad initania dedit Λmbaseritati.

g li e tisol utri per eous liti di Mediei di pigilater aequa de' mqni.

illusti se . te mani di tanto favore.

bona

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quasi se anno qua di costo . ei Cortlaro, ehe tot nava da Roma per loriae,

Non te seri vero della morte det Conte Palatino parendo mi holmai nutiva v chra. Qua si aspelta ira quatim g orni it Presidente Blis ruci che va dati' imperatore mandato da la Regina di Francia per dar eonio a Sua Mael 1 delle eause, ehe i' hanno molia a far paee eon Ue notisti det si sene. che ha la solli aneo eommissione di darne contra qua . Cran ehe non mi cie oriendo p u di quello Vs. Illusi sis. vedia per i alligato so-

ehe potHanci apportare a Re toto nel particolate delle eommende.

Ambaseiatoli vi si rhiova mero, eome satia de pre giudicat. ehe priimano seu utre alla Crististitia dat laCap tiaratrinie saltu ita is Re di Fianeia. & gli U- sonorii, perche e inter te, ehe essio Mons Inrare clin uelle sue faginti; in iis a pari io Il eovello dei Carduiai di Lnieno & deal Ambaselatore Lansaeli ii quali per quanto si e detin si e nsultatici coras sui,i scipia di questo: A perehe e andam alle Ureeehie di aleunt la risolutione. ehe fetidi haversano it Conte di stare in plate fin a tanto che lidieesse s orati in . de mi sti sesi. ei a quesche opinione, ehe se eli oratori Frances lo preseivir anno, pcitria essere saeil enia, che tia per quesia, come per te sudeite emisse si tistituessero di noti andarepet quel giorno in Concreetaticine. Deetida quella

correxis as Conte senas edere Utereati.

iaci vitio lettere ἡρli' Ambaseluiore Veneto elie E presso lmpersitire . per te quali eilli setive lutrata negotiatione det Sig. Cardinale Morone, de verisimilinente per quanto ii piis erimprendere. & in deste letiere iisne opinione che l' imperatore debbia a , c... parteeipare tutici quel che e pertratiare is Sig. ι) . ci,ni Cardinat Morone eta Cardines di Loreno, Ex col di Luna.

elle ' Theologo am eo mi diisse e me i imperatore havea taeeuasi latci ii Sig. Cardinale di Loienati in uiatogii eopia di ques tu hi di Coue iis . de avitorita mundatele da Nostro Sig. in eomprobatione di quelle parcite inii rotiis Ges fiam Eme. flet ehesus Sig. Issus t gli haves dato da velete a sunt Theologi Meloche eonsiderasseto 1' erano citati ditet iamen te, & gli haurino dato ii vero isentimento: hola havendone di nuovo tat Mnato eos sudetio a inieci intha riseitto ehe elli, big. Cald nare ha mandato a sua Maesta Cesarea la disposta, ehe han salto I The logi sopia quei tu M. cella quale hri faito digni diligenra per haverne copia. ma liti qua non l'ho potuis havete, mi ha peto ii predesio a mim pro inepso di potiarinela per tuito horai; ο se verra lasato seri Vise sub tri inviandone eripia a v S. illo-ste R. flv ui,' altra ne latomo at S 'g. Cardinale disim invita, spine ehe la possi mandare a Manis signore illustiis . Morone, & quando hogeti novi l have se, aspeltatb un pereto domattilia pet questri .essendo

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APPEN DIX

sendo ia eosa I importaneta. & sendo e si old ne di Mons ore illustiis, . Simonetis. Dat medes.

per i nitima det Sist. Cardinale di Loteno che havea ispedito per lienianiste quei Theologi Franeessehe ii erano partiti E sia in vero in parte, non essendo pari ito altro che un solo. deitci Il Coo uter cheslava appresso it Veseovo Melden, it quale su tie- chlamato di titoria e nu fiaggiona che in breve eiano pet partire tre altri movendosi a quello per esente flati gia due meli senet a tirare piovisione, di pet la medes ma causa ii sude in ta) amieci si h lilitato in eas, di Monsgnore di Parigi, olide intendendo questo ii S . Cardinat Simonetia . mi ordind ehe

se ehe an iche gli fulse e testi ordine che non si potesse Iiampare cosa aleum nes dominio venet anciehe non ita levis a dalli deputati sona di eici, nondiameno operarianti eon ι' Ambastiatori veneti che vipt edessero: quella mali ua ἡ t tornato it Musotio Segietatio det Sig Caldinale di L leno, quat viendi Roma.

Tremia. 4.

pollo, si contento Sua S notia Illui tissima che se

dieenduli cle seudosi tratia in quasi ii sinite nesCone lio Aurelianense. & ehe haven to lage cinat di e 5 eon Ptelas Flaueeii xli paloa che s laselasse propone taella forma di ptima. sog Iungendo ehe eglinei uvio suo ditebbe ehe non gli piaeesse E' Di ilato ii deito Cardinale hoggi da S gnoti Leeati Aeendo iraro sapere e me havea letiere della Reaina di se aistia da publieare in Congeragatione pet te quali essas offeriua a sortopor si a i deeleti, ehe si satiano in

dinat di Lotens mi italtenne eon Arnu aspertate sue letiere & ulla pat ita mi replico che i, ehbe ve- nuto a tuo vate is S g. Cald nate di Fertara: huia lasappla ecime quella inaltu a son gluvio in Tut nodove satia artivato tineo p ii presio se non fullo itati, impedito per maneamenti di Cavalii. sotici per

x anto assai per tempti, blitagnandomi spetrat quai rhegioino , michE Monsilii ate illusti stimo seeondo gli avulsi che si haunia dei suo via gio non puci esset qui prima che sabbato domen ea. R trovandos hog H ad isabilia ei la da monti. ii sqq. Duea, it quat questa matt ii 1 ntido a Rivoli e tornato que ila sera havendo spelliti Moui; mibate di Tolone per ineonirare Sua Signotis litus Dissima. di inanet; e pasisito is 1 rintemerio tu polla. ii quai ven ne sabbatoqu3. ti ques a mati itis e pari io. G civedi ii aspei tali Su. Cardinale da Eile. Mon lignore di Aleria

Illustissi. ' Reverendisi. Siget. 9 Padtrini nihiOsservandis . ll S g. Legati det Concilio. Illustiist. A Reuerendia. Sig. N Padton inlo. per lettere di xi d edi eonto a V s. Illustrissima

det nilo altivo in Turino, hora la sapia eon ques aeome subito havuto avulso che Mousis. Illuismis. legato era passuto di qu3 da' monti me ne andat ad inecintratici a s. Giolgio tomianti di tre polle.' per eammino informai Sua Signoisa situ liii imadi quanto hau eva in eommissione prima che ella fuste tieeuuta das Sig. Duca a Rivoli, dove la do

fit in M. et

Dissilires by Coos le

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Mi disse di havet lettere des signor Cardinat di

eortendo alito per hora haeio a US. illustrissi ina lemani humi menta.

ea in Germania, & alenni nomhasno aneo i Lumi Argentina, Augusta. & Basles, es se bene in Tris. to si dieeva uualehe cosa di questo, non parendo petri eosa di fondamento, testat di seri versi lene. manavendometo pol eonfirmato sua signota illus rissima noti ho voluto tardat pia

gli elie eranti nominati net traiiain contra la perso.

-L E T T E R A XXXIV.

Ilustris,. ti Reverendia. S g. O Padrone mici.

havranno ri vute te ni e di xx. dove i avisaea delm ati ivra in Turino, hiata non lasci id di dite

inandateli da uri Cortleto suo, ehe acidava in Franeia. che egii sat be venato a tri varia in Fertata uandra peto in quel me1χci mn suisse venuia illatior Cardinale M tone d l*: uel, , & non si as retrassero te e se des Cone lio. Venerea 'en:ie qua ii Pres; dente B taetri. & per uanto si diee partita ita dui xi ini per la Corte diua Maelia Ceilieri. ii Cavali ei di Seuta ouat sumandato a questi di passati dati a Regina a Nostro

tuli. ssimo di Lotenti li havea e fit malo di v retvenire in Ogni modo a ticivate sua Sutioria illustissima timetiendo si a lei des tuo oue havese. ro abbo arsi. Ho intem da sua signotia illus tiGsma che quella inedema sera rispoii a quando disi segnava di potes iuuenete a Diuiselle timetiendosa aut des 3 eo cive havelle a vederio. si d ee ehel Ptestante Diraeo ε inandato da sua Maesta per tieetea, ehe ii Cone iri s italuseriserim. III. setivendo it su. Cardi I di Feriata a vnstris Ig. Illusti R. non ho voluto laselat di falle rive- teneta eon quella nata, ct diis i ehe eali ha disse nato di ias quanto porta per persuadere is siet. Cardinaledi L rema, ehe pensi di tornate pie ira tu Franei 1. ill- mando elie questa ita bucina via per dispotio a te udet- si ineti dissicile e rea la Oedisone dei Cooellio. &ha pentato di stilo te) cadere da te a rauionare eella esse eonciliari. presupponendo elie ei si pluserimente debha venire a tali tarii, di d ehiararet an ino suo. onde presentatote a Deoitione potra pol

ne . to olite i informatione ha ute da Sigg. Legati ho letto aneo a sua sig. Blusit A. ehe p tria faei. litate la d Eecilia in ehe s trova della res deura, sele sata confirmare quello ct viri disse tiel voto suo tu quella materia, & ehe set ile at Beri e suo se-gietaria, molitando di non volete che si dichra alle, α che con questo muriaci lci potit convenire a eontentat si che si scirinalle a) un alito prehemio dei t/l ad mird telo che si proponesti quello che su nancitato dat Siq. Cardinat di Mantova. Onde non unali te state da sevitiis se nna sopia deali altri deputat . uelehe i hci anco liceo est , ale uni modi da eotivincetici contaggione. Sua sig. Ditistesti. mi ha deito mi eliea la materia della risorma, ehe Grena haratio metiere aleunt Cadi uelle petitioni di Fian iper suo paritentare interesse, eo me quella Regina I .-

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ehe 'l sqq. Dura di Mantova ha Ieriete di sermna che patitu a veneia; da Trento & che sana st,to sabbato a Verona, & Heeteandra da sua Eeeelleiua Coechi per venitiane a questa volta: ehe equanto posses dire a Us. Illustria. per hora a eui

postatio: e venum hora un Cortiero qnale auisaehe questa sera giogne a Oilla ii sis Cardinale di

time mis, retiavia non laseiar5 di dite eoine hiemial tardi si arriuo a Vercello. ove meo di pia ven- ne aveota is S . Dura di Fertata. Monsignore li- lustristimo Legam sta ivit avia ρῖu saldo in volersare Ogni ealdo omela edit Sig. Cardiuai di Lotena dat quale si a qui aspellando is sposta delle lettere chele serissi lutitat per sapere in ehe luoeo la vomtrovare. Non maneato intanto di tenete avulsit

vostre S licitie Illustissime di quanto sileeedera, ad te quali Melo humil mente te mani.

a. . an venne a tro vate presso a Rosero prometiendori

stato di esset fermo in opinione. ehe si de ladi

sono aneo delia nostra infino a sei Prelati. e ehedella Fianeese at ni s irario in strati di non vilete tal deehiatatione. havendo aneora favorevolixis Hiberni. & Pollaeehi, onde per te sudeite mu-le seci eonflare a sua Sig. Illust si s. ehe quando is ira Lexati havessero xoluto proporte in deito

ne. che non si sacesse cosa aleuna

D ire in olite a Sua sig. Illustiis, . ehe nran ad alit a fine deridetano deehlatatione, se non elie ii Papa non passi dispensare; ma in quella an e ra galiaee eonitare, ehe Lotena & sit altri fringanna-

vano, perche la piu parte es loro concedonia. ehemis interpetrate, & dechiatare, ehe altro non dehe dispensate. ma solio altro nome. S lo addus si aneo molle rara oni per mostrarie, che eon tulisto questo ii Papa aut, dispensare.

δ' iuellnare aneola nella sua opinione.

Setissi

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Ialustri se . ella non it E iis luia di lassatini pa sie

modo . di mi s glon se che eon ia prima occasio. ne to ne volem seri vete a VS. Illustriss . a eui M. ela humilinente te mani.

uelle eose coneernenti Paultotita di Nostio si.

Io sublici glunio qui non maneat di fare telatione a i Sim. legati di quanto mi havea doto Montigndite lilii striis mo havet Heavato da Lorena.di ehe egit ne tuguagitata VS. liauntissima piu miris

nutamen te alia tua venula quat sar in breve.

nis. III. Delo te mani re. aeensandole la Heeuuta delle Ra

parte scin Ug otii. Oltre molle alite Tette nelle quali ee ne sono di questa opinione mcilii. A nella pro

olite ecintra questi tali: aneti aleoni, che mano stat

Mi seii .e ii nilo Victrio ehe sendo eeli molestat da est aetenil dei signor Dura di Savo a per ecantodi Deeime impos e. ha otienu in seneta satini motio aleuno vn Breve eoi meret del S; . Caidiual San Clemente pet liberat si da tal moleitia, cinde intendendo io questo ne ho sentito per plia e se nicillodio Mere, si perehe non era punici es gno dar molestia a sua Santita di quest essendo is liberti datali impositioni pes la holla pubesimis da sua san

teneta mia sapula.

sue nodo e te va in sol larua. ehe per diser ouel chem dictva e se gravissime, & ehe have vano bi tuo di m ita eonsiderat cine, haut a prelo tempti cincit iuncia respoude li. Et perche tielle liniere che ei presenti, det Re non si Deeva preeitamen ie mentione,

vano appresso i Franciu non volsero te varii in eonis

gregatione et xi veniae peio it Conte di Luna, ii qualeiictio at iungo solito.

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tati ne .

i. YMons os di Parina ane tu eis per set; serne .lo. Nelsa congregatione di hierata ii veseo o de NI- mi parth deir annat. die do. cte se bene egit non negava, ehe s doveileto pagate per man tenet te spe. se de la Co te, nondimeno ine non dovetiano perhi Veseovi essere allieiti a paralle se nou dopo ranno, O in vece di quelle papate una viae sima. Entrando pol a dileottere degli abusi disse. ehe per musa degli ossietali delia Corte ne segultiam, molli, & ehe satis stato bene avvertitne Sua Santita, ehe vi proverisse: estendendos in olue a rasionare dest' ordinatione de Pteis ehe s Anno in Cottedisse che. non s set,avisci i Deeteri, & ehe erain potesta de veseovi si Alli osservare ti an rehela Corte non voleste, pereloehe se bene i Preti sossero ordinati, quando non solidio irati idonei pote-

quessa materia.

mate uir altra Orista, quale ventua a comprobare

Mi ha detio quesia mattilia si Teologo Am eo che questa tisma, ehe mand Lotena a sua Mae. lla Celato sopes quei luoghi eitati a eonsermas ne detraut tua des Pontenee ha intem dat Cald nate medefimo che gli potili , ehe P imperatoregii vide volentieti, tanto seu ehe artivas no in tem po opportuno prima ehe sua Maesta ha*esse dato

eat dat Conestio di prosequite r approbatione e sil interposta per la dii tutione dei Coneilio Bas-lien . Ma di queito parite 4lare non posso seri vere pis chiaramente a V s. alluit risi. per non mi havete anehe sepulti dire ii sodesto me fa la oosa:& peth P ho preetato a volet sene informas megliosi det fatio eome delia vetiti detravim.

Ma12arra ne raglancit no a iungo at Sig. Cardinale Molone.

mano, 1 si Vesecivo di Lugo aneola raglonti tun gameme delae dispensat ni dieendo che vi erunci delle materie sopia te quali saria molto utile, ehela Synodo vi formasse Deereti aeeiocte in quellei Pometiei non vi e needessero xleuna dispensati ne, & ehe questo non to dieeVa gi ehe la Synodo hax esse a dat leagi a sua saniit , ma solo perchEsaria itato molio utile. cte In qnelle materie, lequali non patistono dispensatione . t Ρ mellei non vi metresset o mino; sugiungendo elie in alenpediqueste materie non eis anehe da dispensare e n eausa

Ll S g. Levit questa maitina quasi in fine delia

489쪽

.: M. A. vesana in

tito al ptinelari diversamente, e neorres a nel pareredes sudetio AmbasHaiore ce) se uirotici commone. mente quessa opi one Ee eo i ta risolum: replietimi Misisnore illustiis . Mor e la eonclusione che su salta tispondendo a quello ehe i Patri Mati- res haVe,atio dereo dolendos ebe tal tis st, scisse portata troppo in lungo. Il Plesidente Birae partita per quanto intendo tra due gloria, se perci non differisse la partiis per

ramento .

ntre in sm,li eati . non ho voluto testate d avisaria diquanto e avvenum, essendomi a questi di pantii dato un is vitote da un Gentilhuomci det S . Cardinat Simo ta. I erendo eost ui solito a seevite ad uncide miri, hieti vedendos la commodita havendo perptima cinoato dove tenexa aleant danaes, che I su-detro havea, glie ii tolle. & parii subito, ma lasomina e tanto poea, ehe a pena gli basteta per con-duis in luno seum.

Del pari olare . ehe io setissi a Vs. illustria. di

Mandato G praeuttitote della Uisi .etitia di Parigitieeteando dat Concilio di potet prose ite quelle oppositioni, houi ho pol dat medes me intem, eheroppositione fu latet sta dat pallam to & oedo anehe dati' universiti di par si non gia per Guadi onellio, ma ci bene me li coneotesii, ehe si

seceto tra Leon X. A Flanela, per ii quali s d Edela nominatione delle Ch se at Re privandone il

rena, ehe egit se n'eta ei intentato in fino heri. se bene uties a matrina sente diversamente, soggiognendo S. s. illustrissima che domani sene trairetia di nuovo.

mandate per la Quatesima prossima is P. Franee- sono x Milano ma reli pensando di tornare a Trento mama, ehe non ha sustu, non mi risecise altilia mente. Hvia sendo tot naici inattedi sera gli tiri dato

conremaio: final mente si tisolse, eh in seriuessi a Us. Illus tissim, eh e non manetheria di far quanto eua gli oldinava. des derando pero, ehe egii saeesse alia di toeearne una parcita per suo statico ecil g. Cardinal d Eile, 'saudo sar a in Ruma. smisgiungendomi di volet dispondere a v S. Illustitistina in eonformita di quello . Havendo inteso id Cante di Luna ctes Procuratote de rapitoli di Spago haveva presentato un Mamdato a S g. Legati, ii, seu chia te adimaudan

cilla psu ollae, iussim, a tanici eae ecli avelle s pra

490쪽

i'ha sentito molis . . t.

Di xtiti. Giugno . .

drive aucte ver non eblamati molli aliti Presaii. pensandra ehe ii hau esse a tranare delia sorma dei fetilino Canone si ecitne era stato lor deuo. Ma essen. do quei glomi stati tiritati inseme ebo due hnte trauandra quel ehe si have se a lare, vennem final- mente in milesnsione di proporte a oves padri, ehestavano asperiando δ' intendere. elh ehe s have re a . rariare, ene essi etano di parere, ehe s haveste a determinate si xt alno certo alla lessone pet ii xv.

lor a

ponte.

s CRIT TUR A.

ti dom aver pariato dei prorogare it g ci ci della ses- 'sone si entio ultuna metite a traitare delle di seolta

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